Quanto è insensato il movimento femminista in italia

Posted: dicembre 29, 2011 in DIRITTI CIVILI

Menomale che questo blog non rappresenta nessuno se non il mio pensiero.
Tante volte ho spiegato che alcune comunità sono più forti (per questioni culturali ed economiche) ed altre più deboli.
La comunità ebraica è più forte di quella, non so, del Burundi, e la comunità gay è più forte e ha più strumenti di quella trans, perchè hanno studiato, hanno un lavoro…bla bla bla.
Ma parliamo della nostra cara amata “comunità femminile”.
Certo ci suona strano anche a scriverlo…perchè non esiste.
Vi faccio un esempio.
A inizio novecento gli scienziati “razzisti” (non razziali, razzisti…si diceva così e non aveva un’accezione negativa), decisero di trovare motivi scientifici e fisiognomici per giustificare la superiorità culturale “caucasica” attribuendo cause biologiche e genetiche. In quegli anni si diceva tranquillamente che “il negro” aveva il cervello più piccolo ed era meno intelligente.
Nessuno batteva ciglio. Si diceva e basta.
La comunità nera ha fatto tanto per far si che dire, ma anche solo pensare per una frazione di secondo una cosa del genere (scientificamente campata in aria) fosse moralmente riprovevole. Nessuno si sognerebbe di dire una cosa del genere neanche per scherzo, grazie a dio.

Siamo nel 2011, alla fine tra l’altro, e ancora adesso la comunità femminile mondiale si fa soggiogare da teorie che strumentalizzano la differenza di organo genitale (protuberanza per lui, voragine per lei) per giustificare questa cosa che in modo perbenista chiamano “differenza di attitudini”.
Quindi, se per la comunità nera è stato ampiamente dimostrato che una persona “nera” se cresce nella civiltà occidentale è pressochè identica a una persona caucasica (sempre ammesso che la civilità occidentale sua “superiore”, ma diamolo per assodato per semplicità di ragionamento), non si riesce ancora a dimostrare che se una persona XX ovvero femmina cresce in un ambiente dove è normale che le femmine facciano Karate, siano appassionate di go-kart, guardino porno nell’adolescenza, e cosi’ via, queste ragazzine e donne lo farebbero, e lo farebbero in un modo identico ai nati XY. Questa cosa è poco dimostrabile perchè con le etnie capita più spesso e ci sono dei precedenti…nel caso dei generi si dovrebbero proporre cavie umane…ed è anche stato fatto…ma il tutto ha avuto mediaticamente un riscontro modesto (secondo me non a caso).
Per non parlare dei fantastici “4 giorni di debolezza”, che dovrebbero giustificare, non si sa perchè, le posizioni subordinate nel lavoro per le donne. Che poi, per carità, il vero problema sono anche quelle donne che, rassegnate a questa loro “dolce diversità”, vi cavalcano loro per prime. Una donna che va al lavoro e dice “sono stata a casa per i dolori del ciclo” non fa altro che fomentare questa giustificazione sociale che pretende la donna sotto per queste presunte “differenze biologiche”.
Nebuloso anche il mondo della medicina in italia.  Non si ha mai avuto il coraggio di dire a viso aperto “ok differenza ormonale, ok ciclo, ok differenza biologica, ok forza fisica….ma tutto questo rappresenta una differenza dell’1% e tutto il resto è una potente costruzione sociale fatta per vessare uno dei due sessi.
Nessuno fiata. Neanche le donne.
Quelle donne che, usate dal popolo viola e dagli antiberlusconiani, scesero a fiotti in piazza per smerdare la mentalità “tetteculistica” che si attribuiva a berlusconi. L’anno dopo hanno tentato il bis, ma Berlusca era caduto e tutti i vari sinistroidi le hanno lasciate sole anche se sparito il cavaliere senza macchia e senza paura mi sembra che tette e culi siano rimasti, e che la condizione della donna sia rimasta tale.
I movimenti femministi sono simposi e cenacoli che si ritrovano tra loro per parlare del sesso degli angeli. Non cambia mai niente. Non cambia neanche la mentalità delle donne stesse, incapaci di iscriversi in una palestra di arti marziali se non c’è un’altra donna, che chiedono di “farsi accompagnare” la sera per quella fobia messa da madri e sorelle che impedisce alla donna di prendere i mezzi, che la costringe ad avere paura di tutto e di tutti, anche quando oggettivamente è un cesso di 130 chili….solo perchè in quanto “Portatrice sana di voragine” deve per forza attirare uccelli…e non si sa perchè.
Io sono un noto misogino..e questo si sa…ma anche uno dei pochi che si indigna seriamente dell’insensatezza di un movimento che dovrebbe coinvolgere il 50% degli abitanti del pianeta (il movimento gay al massimo il 10%) e invece coinvolge quattro brizzolate in gonna lunga.

Commenti
  1. Krast scrive:

    Hai dimenticato un grosso e vero motivo per cui le donne sono discriminate sul lavoro, ovvero il fatto che potrebbero andare in maternità (altro che ciclo!), e questo diventa una grossa spesa per il datore di lavoro.

    Per tutto il resto, sono non d’accordo con quasi tutto. Prova tu, anche se non sei un cesso pesante 130 chili, ad andare in giro di notte da sol* sui mezzi pubblici in periferia con magari una gonna indosso, poi magari capirai perchè molte hanno paura a uscire la sera.

  2. Esattamente come dici, il movimento femminista in Italia non esiste. Il “femminismo” diventa una mirabile insegna da esporre in battaglia solo quando è al servizio di altre idee, altre ideologie, altri scopi. Altro.
    Del resto le donne sono abituate a servire (a) uno scopo. Sono concepite, nutrite ed educate per badare a qualcun’altro, qualcos’altro, a correre a ogni capriccio altrui dimenticando fin troppo spesso i propri bisogni.
    Le donne chiedono sempre “per favore” e con mille incisi, le proposte delle donne sono sempre timide domande con la tipica intonazione finale verso l’alto, e un modesto sorriso a stemperare l’audacia del chiedere.
    Che a “rivelarmi” come transgender sia più spesso la mia assertività nel parlare rispetto a ogni altra mia caratteristica la dice lunga su come siano percepite le donne, e su ciò che ci si aspetta pigramente, svaccati a gambe larghe sul divano, dal loro “gender role”.
    Ma ciò che è peggio, mio caro, ciò che davvero mi fa piangere di rabbia (sì, di rabbia e non dispiacere, perché in fondo non sono una donna D.O.C. “voragine-munita”) è la triste tendenza di tante donne a interiorizzare la misoginia – quella volgare spazzatura che tante madri, spesso senza rendersene conto, propinano senza via di scampo alle figlie. Dagli uomini potrei ancora accettarla, la strada per elevarli è tortuosa ma praticabile. Ma quando la percepisco dalle donne, ecco che perdo ogni speranza di emancipazione.

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