Premettiamo che “F to M” ed “M to F” sono termini nati in ambito sanitario, e che indicano un concetto di transizione binario, di passaggio tra un “sesso” all’altro, e sono termini orientativi che servono più o meno a capire quale sia la realtà biologica di partenza e verso quale direzione si sta andando.
Queste definizioni, però, sono abbastanza “cancellanti” di tutti i percorsi non conformi, non medicalizzati e non binari.”
Ho voluto comunque scrivere un articolo che descrivesse i passaggi della transizione canonica.
Se però cerchi informazioni più generali sulla condizione ftm, ti basterà esplorare il blog.

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Quali sono gli step delle transizioni medicalizzate Mtf ed Ftm?

F to M: chi transiziona partendo da una biologia femminile per virilizzarla.

La transizione medicalizzata comprende una serie di pratiche:

Virilizzazione tramite assunzione di ormoni (tos, terapia ormonale sostitutiva):

Di solito l’unico ormone da assumere è il testosterone per via intramuscolare una volta al mese per tutta la vita.
Vi sono comunque varie forme, ovvero per bocca o tramite gel, soprattutto per i primi mesi, o anche per i trattamenti a basso dosaggio, per scelta o per problematiche di salute. “Per scelta” va messo tra virgolette, perché in generale gli endocrinologi tendono ad imporre un certo “binarismo” ormonale, e a scoraggiare i percorsi a basso dosaggio, anche per mere questioni di “passing”, ma anche perché, a lungo andare, gli effetti diventano comunque più pronunciati, e non ci sono molti precedenti di “basso dosaggio” sul lungo periodo.

Interventi demolitivi:

La “mastectomia”, meglio detta “mastoplastica riduttiva”

Si fa con la rimodellazione della ghiandola mammaria e a volte il riposizionamento dei capezzoli. L’assunzione di testosterone, comunque, riduce notevolmente l’adipe del petto, ed è per questo che, per un risultato migliore, è meglio fare la mastectomia (o mastoplastica riduttiva) dopo aver assunto testosterone per un tempo prolungato.
E’ anche meglio non essere in sovrappeso e sottotono con i muscoli, per non avere un effetto innaturale (un petto piatto e un addome grasso, quando l’uomo biologico grasso ha comunque “le tettine”).

L’isterectomia

E’ necessaria, in italia, per la rettifica anagrafica, anche se ci sono sentenze che hanno permesso il cambio dei documenti con i soli ormoni.
E’, comunque, consigliabile dopo anni di assunzione di testosterone poiché vi è il rischio di cancro.

Interventi ricostruttivi

Vi sono due interventi ricostruttivi: la fallo-plastica e la clitorido-plastica (o metoidioplastica). La prima è in via sperimentale, è rischiosa e non permette l’erezione se non con una pompetta (permettendo rapporti solo vaginali e non anali attivi). Compromette molto la sensibilità, si può incorrere in cancrena o rigetto. La seconda è meno invasiva ma esteticamente dà risultati più lontani all’anatomia di un uomo biologico, anche se mantiene il piacere fisico.

Note varie

L’uomo trans F t M (si deve dire IL e non LA, coerentemente col genere d’elezione) presenta spesso un aumento del desiderio sessuale in relazione all’assunzione di testosterone. La clitoride diventa più sensibile ed a volte vi è un rapporto più intimo con l’autoerotismo.La transizione FTM è (parzialmente) irreversibile. Entro circa quattro mesi cambia la voce. Poi cresce la peluria e il clitoride si trasforma in un piccolo pene.
Il transessuale F t M è spesso gino-sessuale (attratto da donne), ma nell’ultimo decennio vi sono molti transessuali andro-sessuali (attratti da uomini) e bi/pan sessuali. L’orientamento è quindi non connesso all’identità di genere.
Se l’uomo trans F t M diventa, in pratica, esteticamente indistinguibile dall’uomo biologico (questo causa l’invisibilità del fenomeno e la poca inclinazione all’attivismo), la ricostruzione genitale è ancora a livelli molto insoddisfacenti.Questo tipo di transizione è stata sempre in minoranza, tuttavia negli ultimi anni il numero sta raggiungendo quello delle transessuali M to F.
Inoltre questo tipo di transizione subisce una discriminazione più “strisciante”. Si accetta con meno disgusto che una persona nata di sesso femminile voglia transizionare verso il maschile (considerato meglio, un privilegio).

 

M to F: chi transiziona da una biologia maschile per femminilizzarla

Femminilizzazione tramite assunzione di ormoni

Vengono presi ormoni femminili (estrogeni e progesterone) che simulano il ciclo ormonale femminile e l’anti-testosterone, che causa parziale disfunzione del pene.
Le ragazze transessuali che, per loro desiderio, o costrette dal sex working, non possono rinunciare all’erezione, spesso prendono solo estrogeni (a volte, se sex workers, senza controllo medico, tramite le cosiddette pillole “anticoncezionali”) e fanno uso di Viagra. Prendere ormoni fuori dal controllo medico è però pericolosissimo.
Le corde vocali non variano moltissimo con l’assunzione di ormoni, ma sicuramente la voce diventa un po’ più sottile e può essere esercitata tramite logopedisti e foniatri.

Interventi estetici secondari

Diversamente dagli FtM, le donne trans spesso intervengono anche con laserterapia soprattutto al viso, protesi mammarie, limatura viso, rinoplastica, femminilizzazione del viso. Gli interventi estetici, ahimè, non vengono pagati dal Servizio Sanitario Nazionale.

Interventi demolitivi e ricostruttivi

I documenti vengono cambiati con la semplice orchiectomia, spesso, ma non sempre (non è necessaria alla rettifica dei documenti), seguita da vaginoplastica. Alcune trans che procedono per step, chiedono un’orchiectomia con una tecnica particolare che lascia dei lembi di pelle che rendono possibile una futura vaginoplastica.
La vagina diventa molto simile a quella di una donna, anche se leggermente meno profonda e con poca lubrificazione. L’orgasmo, a detta di molte donne trans mtf, è simile a quello anale.

Note varie

Spesso la donna trans M to F viene erroneamente chiamata “il trans”. E viene associata al sex working, anche a causa delle sex workers immigrate dall’America Latina. In realtà la maggior parte di trans italiane fa lavori che non richiedono l’uso del corpo e non ha mai praticato sex working, anche se le vecchie generazioni di attiviste ha un passato nel sex working, perché prima dell’82 non vi era molta scelta.
Tuttavia, essendo la transessuale spesso fisicamente riconoscibile (rispetto a una donna biologica), subisce pregiudizi in fase di colloquio di lavoro e spesso ciò fa si che le donne trans debbano lavorare negli stessi ambienti di militanza, informazione, coesione con altre persone transessuali.