LGBTQIASE…..

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Tanto si discute sulla sigla GLBT (o LGBT come si dice all’estero, per rivendicazione lesbica): completa o incompleta?

Io farei una distinzione: soggetti “tutelanti” (gli attivisti) e soggetti da tutelare (i fruitori della lotta per i diritti).

Innanzitutto spiego ai profani la sigla

G: gay
L: lesbiche
B: bisesssuali
T: transgender
Q: queer
I: intersessuati
A: asessuali
S: simpatizzanti
E: eterosessuali

GAY: intende l’uomo gay. All’estero anche le lesbiche usano “gay”. In italia è preferito lesbica. Per me non ha senso che esistano entrambe le lettere nella sigla. Penso che le lesbiche si vogliano considerare a parte per tutta la problematica dei diritti della donna, la violenza sulle donne…
LESBICHE: vedi sopra
BISESSUALI: ho addirittura sentito dire che non dovrebbero comparire in questa sigla perchè non hanno bisogno di diritti. Assurdo
TRANSGENDER: persone con identità di genere non conforme al sesso di nascita
QUEER: persone overcross che vivono a fuori dalle regole eteronormative il loro orientamento sessuale e la loro identità di genere
INTERSESSUALI: persone nate con caratteri primari o secondari ambigui (molto connessi a tematiche transgender, inoltre spesso hanno partner appartenenti al mondo LGBT)
ASESSUALI: persone senza pulsioni sessuali (cosa fa la comunità LGBT per loro? di che diritti hanno bisogno? c’è discriminazione nei loro confronti?)
SIMPATIZZANTI: danno supporto ma non necessitano di diritti
ETERO: come simpatizzanti (inoltre immagino che i simpatizzanti siano etero/cisgender, senno’ rientrerebbero nelle altre lettere)

Altro problema: alcune lettere riguardano il mondo dell’identità di genere, altre il mondo dell’orientamento sessuale.  Anche i diritti e le problematiche sono disomogenee, e non accettare questa cosa ha creato molti fallimenti politici.
Ogni realtà è poco disposta a battersi per le problematiche delle altre realtà LGBT.

E voi cosa ne pensate?
Eliminare dalla sigla alcune lettere potrebbe essere una castrazione per alcune realtà e minoranze?

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5 pensieri su “LGBTQIASE…..

  1. Diciamo che il problema è affrontabile da più prospettive. Una sigla comprensiva di lettere riguardanti “situazioni” diverse sicuramente può essere fuorviante per una persona “esterna” a tutto ciò. Cosa intendiamo per “esterna”? Solitamente una persona etero, benché io abbia trovato TANTISSIMA ignoranza (specialmente riguardo al mondo trans e queer) anche nella stessa comunità LGBT. Ma nella sigla completa che hai riportato anche tu c’è anche la E di “etero”… e quindi?
    Ecco, la E, in quella sigla, è evidente che non ci azzecca nulla, MA è geniale averla inserita. Più che una sigla utilizzata, si tratta di un messaggio: siamo tutti uguali, ognuno di noi ha la sua lettera e ognuno di voi vuole vedere rispettati i propri diritti. Bella cosa, ma ben poco utilizzata.

    La sigla che interessa a noi è quella comprendente tutte le altre lettere (la S di “simpatizzanti”, sinceramente, l’ho vista adesso per la prima volta). Dicevo che può essere fuorviante per taluni mettere insieme tutte quelle lettere, le quali hanno a che fare alcune con l’orientamento, altre con l’identità di genere, altre ancora addirittura col genere biologico. Il punto è che c’è una ragione se queste sono state messe tutte insieme, e la ragione è il frutto sia della necessità di combottare una discriminazione, sia, purtroppo, della discriminazione stessa! Mi spiego: è il solito discorso che viene fuori anche quando si parla di “locali gay”, “crociere gay” e quant’altro. La linea di confine tra stare bene, tutelarsi, socializzare ed autodiscriminarsi, isolarsi e ghettizzarsi è molto sottile. Io stessa non riesco a prendere una posizione su questo argomento che ho appena citato, perché condivido le perplessità e le ragioni di entrambi i modi di vedere. Per la sigla LGBT (e anche la sua versione “completa”) è lo stesso discorso.

    Diciamo così: in un mondo ideale non ci sarebbe discriminazione alcuna, la parola “tolleranza” non avrebbe senso di esistere e tanto meno il “coming out” e i locali gay o quelli che vengono definiti “etero”, che poi etero non sono perché può entrare chiunque (a suo rischio e pericolo). Sempre in questo mondo ideale, la sigla LGBT non avrebbe senso di esistere e, se proprio dovesse esserci, comprenderebbe anche la E di cui parlavamo prima.

    Purtroppo, il mondo ideale è ancora lontano. I locali gay, giusto o sbagliato, bello o brutto che sia, sono, mi permetto di dire, NECESSARI. La stessa cosa vale per la sigla. Cosa accomuna tutte le realtà che stanno dietro a quelle lettere? Solo una cosa: l’esulare dai canoni etero/cisgender artificialmente imposti come unici dalla società in cui viviamo. Vedendo la cosa da questa prospettiva, è palese che non si tratti di tante piccole lotte singole, bensì di una lotta assolutamente comune, contro una delle più grandi bugie che il mondo sta portando avanti senza ritegno. È proprio per questo che qualcuno ha avuto l’idea di inserire quella E nella sigla. Perché la verità è (o dovrebbe essere) interesse di TUTTI. Con ogni bugia, con ogni discriminazione, con ogni violenza, direttamente o indirettamente, ci rimettono tutti!!!

    P.S.: Una piccola critica: la definizione di “queer” lascia un po’ a desiderare… Appariamo un po’ come dei personaggi cosplay o qualcosa del genere. La parola “personaggi” stona tantissimo, e sul fatto che viviamo “a modo nostro orientamento sessuale e identità di genere”… credo di aver capito cosa vuoi dire, ma suona un po’ male!

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  2. Post interessante Nath…
    Io credo che prima di discutere su come impostare o meno la sigla in specifico, ogni Associazione LGBTIQI che si rispetti dovrebbe pensare ad includere nel proprio attivismo tutte le realtà elencate appunto nella sigla e non solo quelle che fanno più comodo, altrimenti una sigla messa lì per figura non ha nessun senso, credo!
    Milk mi piace anche per questo, perchè cerca di includere a modo suo diverse sfumature oltre a quelle che potevano essere le sfumature di partenza…ma non tutte le Associazioni LGBTIQ sono così purtroppo!
    In ogni caso per me la lettera “E” di Eterosessuale mi sembra davvero troppo…voglio dire: da quando gli eterosessuali vengono discriminati in quanto tali subendo violenze, discriminazione e quant’altro?!? No, non sono per niente d’accordo nell’includere tale lettera; alla fine la sigla nasce come dice Jess anche per una necessità: quella di combattere una discriminazione…ma le persone etero non mi pare proprio siano una minoranza da dover tutelare perchè discriminate, sbaglio!??
    Inoltre mi trovo d’accordo con Jess sul termine “queer”; magari avrebbe stonato meno se avessi messo per esempio: “persona che rifiuta categoricamente le varie etichette che vanno ad intaccare la loro Identità di Genere e/o la loro Omosessualità…mia opinione ovvio, ci mancherebbe altro :)!
    Un caro saluto
    Marco C.MI

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  3. Post interessante Nath…
    Io credo che prima di discutere su come impostare o meno la sigla in specifico, ogni Associazione LGBTIQI che si rispetti dovrebbe pensare ad includere nel proprio attivismo tutte le realtà elencate appunto nella sigla e non solo quelle che fanno più comodo, altrimenti una sigla messa lì per figura non ha nessun senso, credo!
    Milk mi piace anche per questo, perchè cerca di includere a modo suo diverse sfumature oltre a quelle che potevano essere le sfumature di partenza…ma non tutte le Associazioni LGBTIQ sono così purtroppo!
    In ogni caso per me la lettera “E” di Eterosessuale mi sembra davvero troppo…voglio dire: da quando gli eterosessuali vengono discriminati in quanto tali subendo violenze, discriminazione e quant’altro?!? No, non sono per niente d’accordo nell’includere tale lettera; alla fine la sigla nasce come dice Jess anche per una necessità: quella di combattere una discriminazione…ma le persone etero non mi pare proprio siano una minoranza da dover tutelare perchè discriminate, sbaglio!??
    Inoltre mi trovo d’accordo con Jess sul termine “queer”; magari avrebbe stonato meno se avessi messo per esempio: “persone che rifiutano categoricamente le varie etichette che vanno ad intaccare la loro Identità di Genere e/o la loro Omosessualità”…mia opinione ovvio, ci mancherebbe altro 🙂 !
    Un caro saluto
    Marco C.MI

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  4. Ragazzi, ho corretto queer…comunque se andate su queerzionario trovate la spiegazione sul termine queer, teoria queer…solo che in questo post avevo tagliato un po’ corto per dare spazio ad altre riflessioni (mea culpa).
    date un occhio anche all’ultimo post frivolo, sempre di oggi ^_^

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  5. Ciao Nath! (Piacere di conoscerti, bel blog! E’ da un po’ che ti seguo… Mi permetto di darti del tu anche se non ci conosciamo… va bene?)

    Secondo il mio modesto parere, questa sigla è fin troppo 🙂
    Toglierei almeno “eterosessuali”, poichè altrimenti bisognerebbe inserire tutti…
    Orientamento: OMOSEX, BISEX, ETEROSEX, pansex, polisex…
    Sesso: INTERSEX, maschio, femmina, …
    Identità di Genere: genderqueer, maschile, femminile, …
    Espressione di Genere: androgina, maschile, femminile, …
    Per non parlare poi di altri termini tipo TRANSGENDER, cisgender, QUEER…
    Bisognerebbe concentrarsi più sui soggetti da tutelare… altrimenti viene una lista chilometrica !
    Ciao :3

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