Il passing involontario, prova del binarismo sociale

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Noi tutti sappiamo quanto felice sia una persona transgender pre-t (o non medicalizzata) quando “passa, ovvero quando viene percepita dall’esterno come appartenente al sesso coincidente al genere a cui appartiene per elezione.

A volte però, soprattutto in direzione “f to m”, passano anche persone non ftm.
Ragazze esteticamente molto androgine (ovvero prive di quei connotati estetici socialmente associati alla donna), o anche ragazzine molto androgine.

Se però basta privare una femmina biologica di tutti quegli orpelli per far si che essa sia percepita come un maschio, chiediamoci in realtà, quando una persona si dice “attratta” dalle donne, da cosa essa sia veramente attratta.

Un collega mi raccontava che al mare vi era un uomo in perizoma con lunghi capelli lunghi che aveva involontariamente eccitato gli osservatori da dietro, eccitati da ciò che “sembrava, questo perché l’erotismo è spesso mosso dai simboli, e non all’essenza, alla fisiologia biologica.

Riflessioni come questa dimostrano che ho ragione quando dico che riflettere su identità e ruoli di genere non è affare di trans e di lesbiche femministe, ma di tutti.

A presto.

Nath

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