Se fossi in …me

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Se potessi descrivere il meccanismo di discriminazione, e cosa lo causa, individuerei il problema nella erronea proiezione.

Esempio

ETERO DICE: “io non li capisco i froci, io non lo prenderei mai nel culo”
GAY DICE “io non capisco i bisessuali, non mi scoperei mai una donna”
BISEX DICE “sono tutti degli ipocriti, l’istinto bisessuale alberga in tutti, io ad esempio…”
TRANSESSUALE DICE “non capisco quelli che non transizionano, io non ce la farei”
FTM DICE “non capisco questi trans incinti, io non ce la farei”
GAY DICE “non capisco i trans, se mi sentissi donna non cambierei il mio corpo”

il “se fossi in lui” è in realtà  un “se fossi in me“….ma il problema è che “tu” non sei “lui“…eppure quando vieni a conoscenza che lui esiste, ti devi per forza chiedere come ti sentiresti nella sua situazione, e cosa faresti..ma non lo sei…quindi le tue proiezioni sono inutili. Chiacchiericcio della domenica.

Il problema è che si passa in fretta da “io non ce la farei” a “allora lui non è come meallora lui non è come me“…quindi il transessuale dice che “chi non transiziona” evidentemente “sta bene col suo corpo“.
Il gay dice che sicuramente il bisessuale è un gay che ha paura di definirsi gay.
L’etero passa da dire “io non lo farei mai” a “neanche lui (il gay) lo deve fare!”.
E il transessuale arrabbiato insiste che l’ftm incinto in realtà non sia un “vero” trans.
Potrei continuare all’infinito, ma non voglio tediarvi la notte di “natale”:

Alla prossima

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4 pensieri su “Se fossi in …me

  1. Uomo e donna sono assai simili tra loro, ma differenziati per il ruolo che devono svolgere.
    La differenziazione si è evoluta col tempo ed è avvenuta a favore della sopravvivenza, attraverso una impietosa, e talvolta crudele, scelta fra errori e soluzioni valide; quindi non si deve sottovalutarla, manometterla o eliminarla,con tanta leggerezza come si fa oggi.
    La vita è una cosa seria.
    Voglio dire che, partendo dal corpo, tanto l’uomo che la donna hanno una origine comune.
    Dall’evoluzione del feto, possiamo vedere come nei primi mesi esso non abbia sesso; solo in seguito gli organi sessuali si differenziano: il pene nasce da un clitoride sviluppato. Sotto lo scroto del maschio adulto, verso l’ano, possiamo addirittura rintracciare il segno di una vagina che non si è aperta.
    Da un punto di vista psichico, la donna ha un’area del linguaggio più sviluppata. La sua capacità di comunicare, non solo con le parole, è essenziale per l’allevamento dei figli.
    Insomma, ciò che c’è di diverso fra uomo e donna, deve essere mantenuto, rispettato, rafforzato, perchè assai importante per la vita.
    E’normale che un uomo scopra una parte femminile in se e la donna, all’occorrenza, possa trasformarsi in un guerriero, per difendere la prole.
    Nella normalità, tuttavia, non dobbiamo secondare in noi le tendenze del sesto opposto,,per poter dire: “voglio andare alla ricerca del vero me stesso”… non la troveremmo perchè il nostro vero io è il sesso determinato dalla nascita.
    La natura ha già scelto per noi, tutto il resto è cultura, mal direzionata o errata cultura; un inquinamento avvenuto in seguito; è di quest’ultimo che dobbiamo sbarazzarci, giorno per giorno, rieducandoci, per uscire da un tunnel nel quale qualcuno o qualcosa ci ha imbucato.
    Che fare dunque?
    Lavorare costantemente per rafforzare il ruolo che la natura ci ha assegnato e quello che l’altro, il partner, il prossimo, si aspettano da noi.
    Se lo facciamo, lui ci darà quello che ci aspettiamo da lui.
    Non un abbandono ai nostri sensi disordinati, per andare dove tira il loro vento irrazionale, ma imponendosi uno scopo costruttivo, al di là della semplice fisicità (carriera, educatore, genitore, partner affidabile, ecc.), e rispettarlo.
    Tutte le diverse rappresentazioni da te descritte, devono scomparire: c’è un uomo che si sforza di fare l’uomo e una donna che fa la donna, basta casini, altrimenti sulla terra non vi sarà più vita intelligente!

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  2. Giovanni, io penso che natura e cultura si compenetrino quando si parla di esseri umani, la nostra natura è anche produrre società e cultura.
    Quanto alle identità di genere io ripeto che rispondono a pulsioni radicate in noi e nessuna, cisgender o transgender, più o meno “diffusa che sia, è più libera e autentica di un’altra…bisognerebbe ricordare questo a chi passa da “io non lo farei mai, non capisco come si possa” (legittimo) al “nemmeno tu devi farlo anche se lo vuoi” (che è illegittimo).
    Ci sono tante cose che io non farei mai e non capisco come possano attrarre certe persone ma questa da sola non è una ragone per vietare quelle cose

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      • Che ci vuoi fare Paolo, molte persone si creano i loro tormentoni monotematici e su questi vanno avanti per anni, si scelgono un soggetto che eleggono a causa di tutti i mali, nella fattispecie lui ha eletto la disforia di genere e l’autodeterminazione della persona oltre ai ruoli di genere che la cultura stilava (e spesso stilizzava) per le persone, specialmente per le donne, poichè erano gli uomini a scegliere per loro, il loro destino. A dimostrazione della non significativa differenza delle donne, quando hanno avuto la possibilità, hanno espresso la capacità di accedere a conoscenze che venivano ritenute non naturali per loro. Mettendo il carro avanti ai buoi dicevano che le donne dovevano stare in casa (niente di male, se è una scelta) perchè non erano capaci.

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