Transessualità, “depatologizzare senza perdere i diritti e le cure gratuite”

Transessualità, “depatologizzare senza perdere i diritti e le cure gratuite”

il 20 ottobre si ricorda che voler cambiare sesso non deve essere considerata una malattia psichiatrica. Una data scelta in tutto il mondo per chiedere all’Oms di togliere questo desiderio legittimo dalla lista del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali senza che questo comporti, però, la perdita del sostegno economico da parte dello stato

Transessualità, “depatologizzare senza perdere i diritti e le cure gratuite”

Domani 20 ottobre è la giornata in cui si ricorda che la transessualità non deve essere considerata una malattia psichiatrica. Una data che è stata scelta in tutto il mondo per chiedere all’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) di togliere la transessualità dalla lista del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (Dsm, acronimo della sigla inglese Diagnostic and statistical manual), considerato la Bibbia della psichiatria ed attualmente in corso di revisione dopo 30 anni. Psichiatri, avvocati, associazioni e attivisti si stanno battendo perché la transessualità venga ufficialmente depatologizzata. Una richiesta che ha trovato adesioni anche negli ambienti istituzionali visto che il Parlamento europeo, nel settembre 2011, ha votato una risoluzione al riguardo.

In Italia si stima che ci siano circa 50mila persone transessuali: il 70 per cento sono MtF (Male to female, cioè uomini che diventano – o sono diventati – donne) e il 30 per cento sono FtM (Female to Male, donne che diventano – o sono diventate – uomini). Per fare il cambio di sessoe di documenti le persone transessuali devono passare attraverso una laboriosa e faticosa procedura dovuta proprio al fatto che la transessualità è considerata una malattia e classificata con il termine di “disforia di genere”.

Prima di tutto devono ottenere la diagnosi da due specialisti – psichiatra ed endocrinologo – che devono attestare la “malattia”. Poi possono procedere con la cura ormonale, che serve per iniziare la trasformazione (la transizione) del corpo da un sesso all’altro. Dopo questo iter che dura minimodai 2 ai 3 anni possono procedere con l’intervento chirurgico per la rimozione degli organi riproduttori (e per l’eventuale ricostruzione degli organi genitali). Finite le varie operazioni – isterectomia e mastectomia per le donne che diventano uomini e orchiectomia per gli uomini che diventano donne – devono intraprendere il lungo procedimento burocratico per il cambio del nome sui documenti.

Chi si batte per la depatologizzazione chiede, attraverso l’eliminazione della diagnosi, che la persona transessuale venga messa nella condizione di decidere da sola che cosa fare con il proprio corpo, senza dover far ricorso a diagnosi e tribunali. Una soluzione che è già realtà in alcuni Paesi come la Francia, ad esempio, dove dal 2010 la transessualità non è più considerata una malattia psichiatrica.

Depatologizzare la transessualità, però, potrebbe avere una conseguenza da non sottovalutare: la perdita del sostegno economico da parte dello Stato nel percorso di transizione e nell’operazione. Fino ad ora, infatti, proprio per il fatto che la transessualità è considerata una malattia, la maggior parte degli Stati (come ad esempio quello italiano) assicurano il pagamento delle cure principali alle persone transessuali che hanno ricevuto il via libera da psichiatra ed endocrinologo.

Il rischio è che lo Stato, nel momento in cui rinuncia ad avere giurisdizione su nomi, corpi o identità delle persone transessuali, possa sentirsi sollevato dal dovere di sostenere economicamente il percorso di transizione che, a quel punto, assumerebbe il valore di una pura scelta personale. Se così fosse, l’intero iter diventerebbe una prerogativa esclusiva di chi ha abbastanza soldi per permetterselo.

Nella petizione che è stata firmata nei giorni scorsi anche da Vladimir Luxuria, tra le testimonial italiane della campagna, questo rischio è stato preso in considerazione. “Come è successo con l’omosessualità – si legge nella petizione – che è stata tolta da tale elenco nel 1990, è arrivato il momento di smettere di stigmatizzare le persone transessuali. Questo non significa che dobbiamo essere esclusi dal sistema sanitario: le donne incinte non sono malate, ma ricevono assistenza medica. Lo stesso dovrebbe accadere con le persone transessuali”. Il che significa:depatologizzare senza perdere i diritti e le cure gratuite. Un’utopia, forse. Ma sono in molti e in molte a crederci.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/19/transessualita-depatologizzare-senza-perdere-diritti-e-cure-gratuite-richiesta-alloms/387615/

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70 pensieri su “Transessualità, “depatologizzare senza perdere i diritti e le cure gratuite”

  1. Sono lotte che impiegano un certo tempo per essere vinte, ma alla fine i diritti verranno riconosciuti.
    Per questo non escluderei che un domani, passando di semplificazione in semplificazione, una ricetta medica potrebbe essere sufficiente per avviare l’iter di trasformazione, anche per i minorenni, perchè questo genere di operazioni prima le fai, migliori risultati raggiungi.
    Temo però che il consenso dei genitori rimarrà necessario, ma una riduzione della maggiore età potrebbe essere possibile, passando dai 18 ai 16 anni o meno, visto anche che la migliorata istruzione e l’uso degli i-pod, già da bambini, ha prodotto una generazione assai più sveglia delle precedenti.
    Il tutto, naturalmente deve essere gratis, in fascia A, con “tagliandi”, per così dire, per i decenni successivi l’operazione.

    A questo punto, passando di diritto in diritto, mi pongo un altro problema di giustizia.
    Ci sono genitori che a lungo attendono una femmina che non si decide a venire, trascinandosi di gravidanza in gravidanza, con tutti nati maschi….
    La tecnica ormai è tale che, superati i primi mesi, sempre delicati per la sopravvivenza del piccolo, si possa procedere al cambio di sesso, con bassi rischi ed ottimi risultati, grazie anche a farmaci assai potenti.
    C’è però la possibilità di agire a livello embrionale, selezionando gli spermatozoi che produrranno femmine o viceversa, secondo il gradimento dei genitori.
    Metti però che i genitori si accorgano di volere un figlio di sesso opposto solo dopo che è nato… niente paura, ecco pronta la soluzione.

    Se poi la scienza individuerà il gene dell’omosessualità, si potrà nascere omosessuali tout-court, per decisione dei genitori.
    Potrebbe essere, infatti, una richiesta particolarmente espressa da coppie omosessuali, che vogliono un figlio omosessuale sicuro già alla nascita, come loro.

    A volte la natura sbaglia attribuendoci una sessualità che non vogliamo, oggi sono pronti rimedi radicali, basta vincere le resistenze degli omofobi, che sono anche loro errori della natura.
    Per quelli particolarmente ostinati, lancerei una battaglia per far riconoscere dall’OMS, una patologia mentale specifica, che nei casi più estremi potrebbe essere controllata col ricovero coatto in una struttura dedicata (riattivando gli ex manicomi, ad es.) e, perchè nò, un’operazione al cervello risolverebbe il problema, senza altre spese per la sanità.

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      • vedi che anche tu trovi dei limiti?
        Siamo sulla stessa scala ma su due gradini diversi.

        Si tratta di un capriccio non accettare se stessi, cercando di trasformarsi in qualcosa d’altro, diventa patologia quando si vuol realizzare fisicamente.
        Così, come si mettono sotto accusa i giochi violenti, quali istigatori di delitti efferati (al punto che il giocatore non riesce più a distinguere la realtà dalla fantasia), analogamente i fumetti giapponesi (tipo Manga) dove gli eroi cambiano di forma e di essenza, visti per tutta l’infanzia, possono indurre l’ex bimbo a credere (inconsciamente) di poter cambiare il proprio corpo, non accettando la vita reale. .
        E’ un’ipotesi.
        Oggi, un malinteso senso della libertà ci può far credere di poter cambiare tutto.

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      • la mia prima risposta era provocatoria, il cambiamento di sesso rientra fra i desideri da non esaudire, per contro sono favorevole all’aborto (obbligatorio nel caso di feto malformato, ma non ancora imposto) e l’eutanasia.
        Ovvio che respingo anche la depatologizzazione, chi vuol cambiare sesso ha un disturbo a base schizofrenica, al di là della specificità (sessuale, in questo caso).
        Va curato e se l’OMS si orienta diversamente, è un errore, anche gli scienziati commettono errori, quando vanno contro la natura, per motivi politici, in questo caso.
        Quando sbagliano e non riconoscono l’errore, non sono più scienziati; violando la regola base: ricerca della verità, attraverso l’unica entità di confronto e di sicuro riferimento, la natura.

        Tutti questi riconoscimenti sociali – i cosiddetti diritti – che i vari movimenti chiedono e ottengono per una sessualità fuori natura (dire gay è limitativo) hanno una male intesa base politica: il tema viene trattato come se fossero dei perseguitati invece che delle persone da aiutare con delle cure.
        E’ un indice della decadenza della nostra civiltà, giunta alla fine e pronta per essere sostituita da civiltà più arretrate ma più sane, come quella islamica.

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    • “Potrebbe essere, infatti, una richiesta particolarmente espressa da coppie omosessuali, che vogliono un figlio omosessuale sicuro già alla nascita, come loro. ”
      Temo che I soliti idioti facendo degli omosessuali questa macchietta, confermino certi pregiudizi, al punto che non si vede l’intendo satirico di deridere il luogo comune. Ad un certo punto nella canzoncina che hanno confezionato parlano proprio di avere un figlio “che sia…” anch’esso “…omosessuale”. E’ possobile che Giovanni non l’abbia visto, ma probabilmente (spero) fanno satira non solo sugli eccessi di alcuni “estremisti militanti” gay quasi anti etero, ma sulla loro percezione, quindi è possibile che si attinga al serbatoio della paranoia omofoba che farnetica di omosessuali così estremi da volere un figlio e un mondo omosessuale. Va detto che però in nome della normalità gli etero intransigenti hanno una grave storia di delitti alle spalle, a differenza dei gay intransigenti. Purtroppo però non si capisce bene, e soprattutto è ripetitivo e non fa ridere (mi riferisco allo sketch e alla canzone).
      E’ possibile che nei suoi incubi l’omofobo si senta in colpa e attribuisca alla sua vittima le stesse sue miserie su larga scala, oppure ci proietta tutto il marcio.

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  2. Chi pensa che chi è diverso è malato ha un disturbo a base agorafobica, non riesce ad accettare persone che non gli hanon fatto niente di male e se la prende vigliaccamente con loro invece che con le cause del male e dei conflitti del nostro tempo.

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    • Qui sta l’equivoco, non c’è alcuna intenzione di perseguitare alcuno ma di stabilire cos’è normalità da ciò che è disturbo comportamentale. Questo non viene deciso arbitrariamente ma comparando tale comportamento con quelli di riferimento naturali.
      La dimostrazione che è innaturale sta nella selezione della specie, se tale comportamento fosse favorevole alla continuazione sarebbe acquisito in tutti i nati.
      E’ invece recessivo, vale a dire che si autoestingue.
      Non vorrei ripetermi ma tutto ciò che non fa incontrare lo spermatozoo con l’uovo è contro natura, senza scendere in particolari scabrosi come ho fatto in passato.
      Aberrazione, a dir poco, è il cambiamento di sesso… se non è malattia questa.
      L’assurdità è che il potere politico lo permetta, specialmente ora che ci sono tagli alla sanità.
      Questo dimostra il declino che sta attanagliando sempre più (ogni giorno una nuova imbecillità) la nostra civiltà, che non si può più chiamarla tale.
      Per questo non voglio polemizzare più di tanto, passata questa buriana di perversione nella nostra società in estinzione, tutto ritornerà come in passato, compresa la donna che fa figli e lavora, ma in casa.
      Solo che non saremo noi a farlo, ma quelli che si stanno preparando a sostituirci, in particolare gli islamici, i quali, appena saranno maggioranza in questo paese, imporranno la Sharia, che proibisce e reprime, quando non fa di peggio, ogni manifestazione di omosessualità e di femminismo.
      Va bene il progressismo,ma abbiamo esagerato, sbagliato troppo, quindi meritiamo di sparire, come civiltà.

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      • 1.Non è contro natura in quanto succede, natura è ciò che succede, nel bene e nel male, talvolta è un concetto relativo al non intervento umano.

        2.Non è una buriana e c’è sempre stata

        3.Non tutto ciò che è anormale è patologico, essendo relativo ad una minoranza non c’è estinzione da temere, non più che con l’infertilità e non natività etero, quindi non romperci e non ripetere le stesse cose.

        4. Siccome impedendo al gay di essere tale (dio ce ne scampi) non lo fai tornare etero comunque, è tutta fatica sprecata,. gli intolleranti sono sempre meno, inoltre, proprio come i razzisti.

        5. Spero davvero che sapremmo difenderci dagli islamici, quelli integralisti, come si è combattuto contro il maschilismo, l’integralismo cristiano e l’oppressione della donna. Faremmo davvero ridere se davvero daremo luogo a questo senza lotta.

        6. Malattia è un termine relativo, esiste una condizione, più che altro, il discorso sulle tecnologie relative alla transizione merita un approfondimento, ed è oggetto di discussione nel blog, ma a sentirsi del sesso opposto non c’è niente di male e non è niente che si contrapponga ad urgenze primarie come coltivarsi l’orto, non è roba da viziati decadenti. “Malattia” forse nel senso di disagio ma niente che giustifichi l’utilizzo di questo termine in senso negativo, come si potrebbe fare nei confronti di un maniaco psicotico, e non più di un megalomane, stato anche presidente (e non solo lui) eppure non noto la stessa percezione di antisocialtà da parte degli omofobi.

        7. Per quanto possa essere il riflesso di una pressione verso un modello estetico verso un determinato sesso. Dal mio punto di vista, tutto ciò che non mi arreca danno è legittimo, al più posso partecipare alla loro sofferenza, per cui bisogna solo pulirsi la bocca e rispettarli.

        8.Lascia perdere i tagli alla sanità e non strumentalizzarli, perchè sono parte di un disegno piuttosto losco per far pagare alla gente e ai più poveri gli errori fatti da altri.

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      • Ho enunciato le leggi e la loro giustificazione, a questo punto ciascuno creda quel che vuole e attenda.
        Il futuro ci dirà chi avrà ragione.

        Del resto, che nessuno s’illuda di cambiare il mondo,possiamo solo difenderci, in una certa misura.

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      • Se il carattere recessivo si autoestingue allora lasciali fare, in base a questa teoria dovrebbero essere sempre di meno no’ mettiti il cuore in pace e non riversare astio sugli individui viventi.

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  3. Io e tutti abbiamo replicato punto per punto a tutte queste tue asserzioni e tu continui a ripeterle non cambiate di una virgola, e chiami non normali gli altri. Speri che ripetendole diventino vere (omosessualità che non c’è sempre stata (vedi Cesare) ma segno di decadenza e suburra, causa di estinzione etc.)

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  4. Non so davvero quanti ci hanno provato, a parte tutto ad andare in terapia per “curare” la transessualità, e che risultati abbiano avuto. Io ho come l’idea che non abbia funzionato molto, perchè molti di loro sono sicuro che, complice la trans e omo fobia strisciante avrebbero voluto “guarire” (per quanto ritengo anche fosse sia una scelta legittima che non fa male a nessuno e comunque minoritaria). Da qui il mio scetticismo all’idea di malattia mentale.

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    • Ho enunciato le leggi e la loro giustificazione, a questo punto ciascuno creda quel che vuole e attenda.
      Il futuro ci dirà chi avrà ragione.

      Del resto, che nessuno s’illuda di cambiare il mondo,possiamo solo difenderci, in una certa misura.

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      • Se ognuno ragiona così ma in cuor suo vorrebbe cambiare il mondo questo è il motivo per cui il mondo non cambia. Potresti aprirti all’idea che non è così, magari staresti pure meglio. E ehm, non hai enunciato alcuna legge che smentisca comunque le obiezioni che ti sono state fatte all’universalità di questa legge. Io ho una certa simpatia, sia per il tarzan che per il professorino, nella loro diversità, se collaboreranno sarà un mondo migliore. 😉

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  5. Antome:
    “Se il carattere recessivo si autoestingue allora lasciali fare, in base a questa teoria dovrebbero essere sempre di meno no’ mettiti il cuore in pace e non riversare astio sugli individui viventi.”
    …. e post successivi…

    Qui torniamo alla questione iniziale: non siamo noi che perseguitiamo loro ma viceversa, sono loro che vogliono imporci, in pubblico, la loro sessualità stravagante e trasbordante; i loro gay pride, feste pubbliche, manifestazioni, convegni, ecc..
    In passato l’omosessualità non era così diffusa, gli omosessuali, discreti, la vivevano in privato, andava a disturbarli.
    Con le manifestazioni di cui sopra, s’è creato un movimento di proselitismo, che, con i suoi aspetti trasgressivi, scandalistici, di rottura, ha contagiato molti giovani, specialmente adolescenti, e tu sai le sfide che i ragazzi lanciano ai genitori in questa età, pur di contestarli.
    Ora, manifestamente, il comportamento omosessuale è di apprendimento.
    Quando inizi una relazione di questo tipo, riversi la tua normale e sana affettività su un oggetto omo, rispetto a quello dell’altro sesso, che ti spetterebbe. I meccanismi sono gli stessi, si crea una dipendenza.
    Ci sono però apprendimenti latenti, già dall’infanzia, introdotti dagli stessi educatori, forse senza volerlo o per incompetenza. Oggi il battage è tale che, configurando l’omosessuale come un perseguitato, si dà un malinteso valore politico di liberazione all’affermazione sociale dei gay; promuovendola in ogni settore, quindi anche in quello delicatissimo della scuola. C’è da aspettarsi, in futuro, un exploit dell’omosessualità nelle giovani generazioni.
    Una volta tracciato un comportamento, di qualsiasi natura, questo viene “imprintato” (dal termine inglese imprinting, come dire “formattazione del sistema nervoso e della psiche”). Si tratta di un apprendimento con rinforzo assai forte, perchè combinato con l’affettività, da qui la difficoltà ad uscirne.
    Un tempo si usava dire che “L’albero si raddrizza finchè è giovane”
    Qualcosa di simile accade con altre dipendenze.
    Pensa a dei fidanzati che iniziano a drogarsi insieme, o al fumo: alla sigaretta si associano tanti rinforzi che danno ulteriori soddisfazioni, come la gestualità, che rende sicuri, il bisogno di soddisfare l’oralità (la dipendenza dal fumo si fa risalire a quella del seno: il bimbo succhia il latte, fase orale dell’infanzia) da ciò deriva una sostanziale immaturità del fumatore, che non si è mai staccato dal seno materno. Altre simili associazioni si possono fare con l’etilismo.
    La dipendenza dal gioco è di altra natura: il bisogno di provare forti emozioni, ansie che attivino un sistema nervoso altrimenti spento. L’alpinismo, il paracadutismo, il volo a vela, il parapendio, in canoa nelle rapide, il surfismo su onde gigantesche, il lanciarsi da dirupi attaccati ad una corda, tanti sport pericolosi, ecc.
    Sono dipendenze forse di tono minore ma che comunque portano a rischiar la vita, tanto che le assicurazioni respingono questi clienti o chiedono premi altissimi.
    Ora le difficoltà di cui parli per uscire, poniamo, dal transessualismo, sono dello stesso tipo. Il problema non è nella sessualità, che è solo un’esternazione, quanto un problema interiore. Sono persone che hanno difficoltà a riconoscere se stessi, o che non si accettano per un senso di inferiorità, perchè non si piacciono ecc.
    Le cure sono difficili nella misura in cui il paziente è disposto ad accettarle ed a compiere dei sacrifici.
    Per fare un esempio, la dipendenza dal cibo: lasciando da parte la bulimia o l’anoressia (quasi esclusivamente femminile, si è scoperto che dipende da un irrisolto conflitto col padre, escludendo i casi di modelle, che invece hanno un altro scopo) e prendendo in considerazione solo gli obesi che vogliono dimagrire. Ebbene tutti riescono ad ottenere qualche risultato ma su cento persone che intraprendono una dieta, solo 4, dopo 3 anni, hanno mantenuto il peso acquisito dopo quella dieta che ha avuto successo.
    E’ difficilissimo per tutti liberarsi da una dipendenza, al punto da ritenere impossibile farlo.
    Da qui la volontà dei gay di attribuire il loro stato ad un ipotetico gene dell’omosessualità: “Siamo nati così non possiamo farci nulla”. Il terzo sesso.
    Ormai il loro sistema nervoso, le risposte a determinati stimoli (i “percorsi del piacere” neuronici, le sinapsi), le zone erogene del corpo e la psiche si sono modellate sul rapporto omosessuale, difficile tornare indietro.
    Ok, nessuno vuole cambiarli, ma da qui a sovvertire la scienza, la realtà, la verità ce ne vuole e chi non è omosessuale non è disposto ad accettare questi travisamenti.
    Non importa, ormai ogni dialogo è chiuso, rimane solo il fatto che il gay vuole vivere la sua sessualità pubblicamente e qui ci sono i motivi di scontro, al punto da arrivare alle violenze.
    La gente vuole soltanto essere lasciata in pace, andare in giro senza vedere uomini che si baciano fra loro, che si paccano, si tengono per mano, donne che fanno lo stesso; contrassegnano la coppia nella sua scelta particolare. Vie, locali, quartieri dedicati a loro, manifestazioni a non finire, la gente non ci sta.
    Su questo gli scontri proseguiranno.
    Questa cosa dell’omofobia non esiste, la gente si oppone semplicemente alle provocazioni pubbliche, alle molestie comportamentali, a tutto ciò che è folklore omosessuale, ma solo perchè manifesto. Anche gli ambienti di lavoro, a mensa, nei corridoi, in ufficio, nei laboratori, ecc., vengono inquinati dai loro comportamenti di corteggiamento, gestualità ammiccanti, un certo manierismo, tutte cose estranee all’attività lavorativa. Si tratta di molestie difficili da accettare.
    Una migliore convivenza si potrà raggiungere solo con la discrezione da parte dei gay, come si faceva un tempo.

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  6. Tu sei fuori di melone, solo tu hai di questi problemi, l’omosessualità una dipendenza? A parte che non sono nemmeno in aumento che io sappia.
    Ho già parlato del fatto che non sono le repressioni una reazione all’omosessualità manifesta, ma viceversa caro mio, non ti entra in testa. E baciarsi in pubblico non è un gesto più indiscreto se fatto da un omossessuale per cui si ribellano reagiscono e anzi l’omofobia e la repressione sessuale guarda caso è molto diminuita, dici falsità e le ripeti uguali daccapo quando ti è stato provato che così non è, tu ci fai. Fosse per la discrezione che chiedi tu saremmo ancora al fascismo, si fa finta che gli omosussuali attraggono odio perchè hanno provocato (alias qualcuno si è accorto che sono tali) proprio come le donne che vengono stuprate è colpa loro perchè provocano (so che sullo stupro non la pensi così, tranquillo), per il razzismo lo stesso. E’ ignoranza e paura, è stata combattuta e ha dato i suoi frutti.
    Vivere la propria sessualità pubblicamente? Non più di quanto la sessualità di ciascuno è vissuta pubblicamente, ovvero nei limiti della discrezione personale e degli atti osceni in luogo pubblico. Prima o poi si capisce statisticamente se qualcuno esce con una ragazza e un ragazzo. Perchè si deve nascondere, ma nasconditi tu.

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    • Ho fatto qualche cenno sul meccanismo che porta alle dipendenze, che diventano così un fatto fisico, un bisogno dell’organismo, e sul modo di sottrarvisi, o di uscirne.
      Non è questione di opinioni, sono fenomeni naturali che capitano all’essere umano, ma anche agli altri animali, studiati dalla scienza. Ce ne sono di manuali sull’educazione, sull’addestramento.
      Qui i pregiudizi non c’entrano, siamo fatti così e non cambiamo.
      Il razzismo c’è e ci sarà sempre, anche questo già detto. Hai voglia con le repressioni, riciccia sempre. Puoi contenerlo solo prevenendo l’incontro/scontro fra certe etnie, religioni ecc.
      Vero, ci sono stagioni dove sembra che tutto si sia appianato, ma passano vent’anni, o anche 50, finisce un ciclo economico e le lotte si ripresentano.
      Inutile farsi illusioni.
      Nelle società primitive la selezione e più dura e ciò che non serve è subito eliminato.
      L’omosessualità di massa, che stiamo vivendo, è figlia della società del benessere, ma siamo agli sgoccioli, presto verrà confinata fra le elite, come un tempo.
      Confucio, in un suo manualetto sull’arte di governare, divideva la società in un classe di principi, dedita ai piaceri della vita, ed una massa di popolo indigente la cui funzione era quella di figliare per mantenere i nobili. Analogamente al Macchiavelli, dava consigli per prevenire e contenere le rivolte.
      Quanto alle conquiste acquisite, sono precarie e temporanee, poco sentite dalla maggioranza della popolazione, la quale sopporta e tace (la maggioranza silenziosa) salvo poi esplodere in manifestazioni di rabbia ed in eccessi occasionali.
      La tendenza dell’umanità è quella descritta, ci sono stagioni di evoluzione verso un ceto tipo di regole sociali, sovvertite dalla generazione successiva.
      Per me ho trattato abbastanza l’argomento e non faccio che ripetermi, aspettiamo e vediamo cosa a succede.

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      • Basta con lo stereotipo del gay che gozzoviglia, cambia disco, molti altri sono i sintomi del declino e delle gozzoviglie, guarda i politici.
        1. Il razzismo ci sarà sempre: il razzismo è di molto diminuito proprio grazie all’incontro scontro tra culture. L’imperialismo fanatico americano ha rinfocolato l’imperialismo fanatico orientale, che ora ha gioco facile a far sì che il poplo identifichi ogni modernità come una cessione di terreno verso un occidente estremamente corrotto.

        La religione potrà un giorno rientrare nella sfera della ricerca spirituale autonoma, senza che organizzazioni politiche , ciarlatani, che fingono di avere le risposte monopolizzino ai loro scopi questi bisogni umani. Questo è il tipo di ricerca spirituale che potrà rinsaldarsi alla ricerca filosofica e scientifica. Si capirà che la stragrande maggioranza dei popoli che lottano tra loro, sono sempre nel gradino più basso, e di avere ben poco interesse a fare da carne da cannone per lotte di cui a loro poco entra in tasca. Hanno più in comune un operaio buddista e musulmano, di quanto abbiano in comune rispettivamente col loro emiro o imam o col rajà.

        Quanto al resto capisco un po’ il tuo pessimismo, ma lo vedo un po’ esagerato, per il motivo che ho detto: una classe di indigenti che si impoverisce è trasversale a tutte le culture nella maggiorparte dei paesi.
        a presto.

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  7. Possiamo discutere sull’impronta freudiana del conflitto irrisolto. Tendo a non condividerla poichè freud ha fatto molti errori che sono stati smentiti, magari cercherò qualche fonte, si può dire che l’oMs sia viziata politicamente dall’accettazione, e perchè non magari allora la medicina precedente da pregiudizi e presupposti sbagliati. Ma non cambia il discorso sull’accettazione dell’omosessualità da parte di un paese civile.
    Ripeto è storicamente sbagliato e smentito che quando c’era più “discrezione” da parte dei gay c’era più accettazione, sbagliatissimo, ma che lo ripeto a fare.

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    • Questa cosa del Freud superato, perchè c’è qualcuno che ha da dire la sua.
      I suoi stessi discepoli (da Reich, a Jung (un prete mancato), Adler, Lowen, Assagioli, Groddeck ecc. sconfinando nella psicologia/filosofia umanistica, psicosomatica… ce ne sono a decine) fondarono ciascuno un propria scuola o bottega, pretendendo di rappresentare l’evoluzione del maestro.
      Loro sono scomparsi Freud è rimasto, perchè legato e certe scoperte fondamentali per la concezione stessa della vita.
      Lo stesso è successo a Darwin. Le nuove scoperte hanno corretto il tiro delle loro teorie fondamentali, ma la sostanza è rimasta.

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      • Il cambiamento di sesso è ritenuto un po’ una chirurgia estetica, un lusso, non proprio a basso costo. Viceversa, certe chirurgie estetiche conseguenti a gravi malattie o incidenti, sono importanti.
        Non so fino a quanto lo terranno nel menù delle operazioni superflue, potrebbe esserne tolta la gratuità per motivi di costo, non essendo essenziale per la salute, anzi, è deleterio assecondare le fisime dei trans, i quali o faranno tutto a proprie spese o affronteranno seriamente il problema curandosi psichiatricamente.

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  8. Freud pensava che le donne fossero naturalmente meno intelligenti, perchè all’epoca non c’erano grandi esempi come oggi, o forse mi sbaglio io. Ma mi pare abbia detto diverse cose rivelatesi inesatte ma mai quanto te, di cui si potrebbe stilare un elenco.
    1. Lo stigma verso l’omosessualità è legata all’ostentazione circense dell’omosessualità.

    2. L’ omosessualità è solo un ripiego in assenza di partner femminili, oppure un vizio apprendibile.

    3. La transessualità è un capriccio. Per quanto l’idea che sia un disagio relativo comunque ad una condizione psicologica, magari relativa davvero ad un cervello del sesso opposto a quello del corpo di appartenenza mai deve essere motivo di disprezzo e sottovalutazione, e tutto deve essere fatto perchè la persona possa convivere, integrata nella società con il suo “disturbo”.

    4.L’omosessualità femminile, è semplice odio verso il maschile, vero solo in alcuni casi, ma sarebbe bisessualità, così come i gay che odiano le donne, ma esistono anche tra gli etero e i/le dongiovanni.

    6. Per quanto possa essere esatto che il carattere è recessivo, questo è proprio il motivo per cui la paranoia superstiziosa per la presunta eccessiva diffusione dell’omosessualità non ha ragion d’essere.

    5.Il darwinismo sociale non funziona, l’apologia della concorrenza ha anzi diviso i piccoli imprenditori, tutti soccombuti ai grandi trust, pochi che si alleano per mantenere la loro grandezza. Il mutuo soccorso in periodi di materiale abbondanza (ma di soggezione politica) come questi, è invece molto più efficiente nel funzionamento del corpo sociale e nella partecipazione degli individui che lo compongono (su base volontaria intendo).

    6. Motivo per cui è inutile ritenere le società che figliano incontrollatamente come conigli come esempio di efficienza contro intelligenza. Se non si disinnesca la bomba demografica, allora, solo allora, diventa realistica la penuria di risorse che tu paventi e la crisi malthusiana, non certo ora.

    7. Posso condividere che le chirurgie ricostruttive verso chi ha avuto incidenti sono più importanti di quelle estetiche in quanto obiettivamente sono quasi sempre funzionali o ricostruiscono un grave sfiguramento. Probabilmente il trans vede in sè un grande sfiguramento, ma un po’ di sensibilità gli farà avere la misericordia di vedere uno sfiguramente più grave, spero.

    8. Proprio per questo, non vorrei che ci si faccia ognuno la propria parrocchietta con i suoi problemi superiori a quelli degli altri. Tu cadi spesso in questo errore indubbiamente.

    9. Falso storico, quello sull’omosessualità come sintomo di declino della società, Cesare era gay, Caligola un super vizioso, e non tirarmi fuori che se lo sono i potenti e gente “eccezionale” va bene. Sono sicuro che ne era pieno anche allora.

    10.Per te ovviamente la grecia, tralasciando il suo contributo artistico (l’arte non conta a tuo dire davanti alla discendenza) e scientifico (non conta nemmeno questo), si sarebbe fatta soggiogare per l’omosessualità dilagante e il conseguente, a tuo dire rammollimento militare.

    Molte di queste cose sono patentemente inesatte, altre come ho detto mi lasciano perplesso, le trovo parecchio militariste, celoduriste e a senso unico (se una nazione soccombe militarmente allora doveva darwinianamente recedere senza discussione e di sicuro è colpa della tolleranza delle “deviante), ma aspetto il contributo di altri per discuterle.

    Invito anche altri qui a farlo, perchè per quanto apparentemente fuori tema, sono evidentemente argomenti che seppure a livello minoritario hanno fatto presa e che quindi vanno discussi senza lasciare buchi.

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    • Quando mai Freud ha dichiarato la donna meno intelligente? Ne ho letti di libri ed una frase del genere mi avrebbe colpito. Freud era un neurologo ed i suoi primi anni dopo la laurea li trascorse proprio in laboratorio, in studi sul cervello.
      Fu un grande precursore, dichiarò che ad ogni pensiero corrispondeva una configurazione neuronica del cervello. Oggi lo si può constatare con TAC e risonanza magnetica.
      L’inesattezza di certe dichiarazioni sono legate all’epoca, quando non si disponeva di sufficienti strumenti tecnologici di osservazione. Sono di scarsa importanza giacchè vale la scoperta dell’inconscio e tante altre leggi di funzionamento della psiche, rimaste valide.
      Lo stesso per Darwin, inutile cincischiare sui peli trovati sulla colonna, vale la teoria generale sulla selezione naturale, monolito indiscutibile ultra-dimostrato.
      Sull’elenco di mie corbellerie (presunte aggiungerei):
      1 – Certo, l’esibizione dell’omosessualità mi dà fastidio, e con me una stragrande quantità di persone in quanto viene a violare la mia sensibilità, il mio pudore, ci sono leggi in proposito.
      2 – E’ sicuramente appresa ma non si manifesta necessariamente in assenza di partner femminili. Io, ad es. non ho partner di nessun tipo e non sono omosessuale.
      3 – la transessualità è più seria di un semplice capriccio. Ma quale disagio, è un disturbo grave della personalità, fa sorridere l’idea di un cervello femminile in un maschio. Lasciamo gli oroscopi e concentriamoci sulla scienza: è un caso particolare di schizofrenia da curare.
      Non curarla significa proprio abbandonarla al suo destino di malato mentale, per tutta la vita.
      4 non credo sia odio verso i maschi ma qualcosa di più serio. Probabile che molte lesbiche lo sono diventate con quei machi bulli, che pensano di saper amare, invece sono degli incompetenti ignoranti.
      5 la società impedisce al darwinismo di attuarsi, ne sono un esempio la cura di tanti neonati malformati, per non dire mostri, che per motivi ideologici o religiosi non sono stati abortiti quando era il momento.
      Gli ipermercati, supermercati sono destinati in futuro a scomparire per i loro alti costi. Si pensi soltanto al costo del “condizionamento” per il quale un prodotto acquistato dalla società in Sicilia, va in Abruzzo, dove c’è un centro di condizionamento, vale a dire, selezione dei prodotti e loro imballaggio e prezzatura, per poi tornare al luogo di origine.
      Con l’aumento dei costi dei carburanti ed autostradali, in futuro le società saranno costrette a trattare quei prodotti localmente. Già oggi gruppi di consumatori cominciano a rivolgersi direttamente ai contadini del posto.
      Analogamente, in futuro i grattacieli saranno abbandonati, troppo alta la loro gestione e manutenzione. Le città sono centri ad alto consumo di energia ed inefficienza, presto molti quartieri saranno abbandonati, con un probabile ritorno in provincia.
      6 l’omosessualità è solo una componente, attualmente in crescita. La causa principale della decrescita è l’alto costo dell’allevamento dei figli, perchè le famiglie non sanno rinunciare (a differenza degli immigrati che si adattano a tutto) a tante comodità, nè riescono a pensare al loro figlio come un operaio, invece che un professore, motivo per il quale circa 3 milioni di posti di lavoro che i nostri padre svolgevano tranquillamente, oggi sono diventati troppo umili per i laureati freschi ma condannati a vita alla disoccupazione.
      Il calo demografico risolverebbe tanti problemi, ma come attuarlo se non lo si pensa nemmeno?
      7 Permettere ad un trans la transizione significa rovinarlo. Non è l’uccello che gli si deve tagliare quanto un cervello da curare.
      E’ come se andassi dal medico per curare un giradito e ti ritrovi con una gamba amputata.
      8 poco chiaro questo punto, io non ho interessi da affermare, semplicemente sono interessato alla ricerca della verità.
      9 lo vediamo anche da noi: gay e trans che entrano in politica, negli USA i soldati che la sera fanno incularella, nei carceri lo stesso, mentre i barbari ai confini fanno razzie sempre più penetranti.
      Incominciarono a mandare mercenari contro i barbari (mentre a Roma gli ex soldati banchettavano fra bagordi e promiscuità ributtanti). All’inizio funzionò ma poi barbari e Mercenari si mettevano d’accordo per prendere quanti più soldi a Roma.
      Stasera a Striscia la Notizia un accordo a Napoli per pelare a dovere i cittadini bisognosi di un parcheggio. I parcheggiatori abusivi si sono messi d’accordo con la polizia municipale.
      Ciascun automobilista, sotto minaccia di danneggiamento dell’auto, sganciava almeno 5 euro. Il gruzzolo veniva poi diviso fra parcheggiatori e polizia.
      10 la Grecia ha subito un degrado nel corso dei secoli, certo l’omosessualità non l’ha aiutata a difendersi da Roma.

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      • In effetti come immaginavo non aveva detto nulla sulla inferiorità della donna, perlomeno tu non ce lo hai visto, seppure gli studi sull’isteria mi danno da pensare. Mi fa piacere discutere di questo ma i tuoi toni e le tue grossolanità rendono il tutto ributtante (aggettiva a te caro, per definire la reazione a tuo dire maggioritaria verso l’omosessualita).
        “1 – Certo, l’esibizione dell’omosessualità mi dà fastidio, e con me una stragrande quantità di persone in quanto viene a violare la mia sensibilità, il mio pudore, ci sono leggi in proposito.”

        Il pudore non può essere discriminatorio, tu violi la loro sensibilità, ma quale sensibilità, non ce ne vedo molta in te. Comunque non hai smentito la mia smentita, per cui secondo me si è reagito con la fierezza alle voglie censorie ed ignoranti. Le leggi sono solo a proposito degli atti osceni in luogo pubblico, non c’è nulla sull’orientamento sessuale. E’ un problema solo tuo e di pochi rimasti. Non voglio neanche chiederti poi dove pretendi di far iniziare l’esibizione di omosessualità. Credo sia pericolosamente vicino al semplice indizio di omosessualità. Te lo puoi mettere in quel posto.

        La selezione naturale è solo un osservazione sul funzionamento della natura e non un modello sociale, ti ho spiegato perchè.

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    • Antome:
      Le leggi sono solo a proposito degli atti osceni in luogo pubblico, non c’è nulla sull’orientamento sessuale.

      Per forza ai tempi della formulazione di quella legge, gli omosessuali era rarissimi.

      Anche qui, come per il forum sulla superiorità della donna abbiamo detto tutto, vedo che ci ripetiamo.
      Io mi siedo sulla riva del fiume ed attendo che scorra il cadavere di questa società degenerata.

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      • Sarà degenerata ma non certo per molti dei motivi che dici tu.
        E dalli, erano rari quelli che non si vergognavano, la legge non nomina l’omosessualità perchè non è oscena. L’oscenità, già legge di stampo cattolico tendente al censorio, è accettabile, ma non può ritagliarsi sui paletti imposti da qualcuno.

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  9. punto 6. Prenditela con il sistema economico, allora, per la decrescita demografica non con i gay. Sbagli bersaglio.
    9. Certo meglio essere bravi soldatini pronti alla guerra per il potente di turno.
    Io ritirerei anche questi toni che ho usato. Ma tu prova a vedere le cose in maniera più propositiva e meno nichilista.
    Starei a discutere molto volentieri sulla presunta malattia mentale, secondo me un disagio e una condizione. E attenzione sia io che Nath pensiamo che la transizione è attualmente insoddisfacente, specialmente la castrazione. Ma prima di giudicare e di dare di martello pensa, mettiti nei loro panni prova a pensare che non puoi capire, che a loro non può fregare niente dei tuoi capricci estetici e dei tuoi personali parametri di pudore. Io non sento la stessa acredine da parte tua per eventi molto più offensivi. Non scadiamo nel nazismo. Se l’individuo si deve asservire ad un idealismo di perfezione pseudo darwiniana non vale neanche più la pena di vivere e davanti alla vanità di questa vita chissene frega della specie. A parte che secondo me è il militarismo e il machismo e i paranazismi che contribuiscono molto di più all’estinzione della specie.

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    • Ho cercato di esaminare i fenomeni (non si può usare il. singolare vista la galassia delle anomalie sessuali) con metodo scientifico, senza accanimenti, presentendo i disagi dell’altra parte della popolazione di fronte a questi cambiamenti che vanno contro natura.
      Ho indicato i rimedi, ho constatato la sconfitta degli eterosessuali, l’impotenza dell’altra società (gli altri siamo noi, ormai), di fronte la valanga di leggi atte a sconvolgere quel poco di normalità rimasta.
      Che devo dire?
      Aspettiamo e vediamo chi ha ragione.

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      • Che i gay siano figli della proselitismo omosessuale, mi dispiace davvero dirlo, di solito sono sempre parco con le qualifiche, ma è una castroneria percettiva di cui ho spiegato la natura, più coming out etc.

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  10. Un’altra è infatti quella secondo cui un massaggio prostatico può portare alla omosessualità. In sostanza ritenere che chi è rimasto etero è perchè non ha sperimentato o non si è esposto a cattive compagnie. Teoria che tende a giustificare un controllo sociale e censorio da caserma.

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    • Sono le leggi dell’apprendimento, devi fartene una ragione.
      Ti propongo la lettura di un paragrafo dell’apprendimento alla criminalità, non avendone trovata una sul plagio omosessuale o seduzione, ve ne sono, comunque, ma questa è immediata:
      doc. pdf – L’organizzazione criminale nei giovani – Cepic

      Par. 1 La teoria della associazione differenziale di Sutherland
      La teoria dell’associazione differenziale di Edwin Sutherland è stata impostata all’interno dei “Principles of Criminology” (1934). Secondo l’autore , la devianza e la criminalità vengono apprese in associazione diretta o indiretta con gli altri, attraverso processi di interazione con individui o gruppi favorevoli al crimine .
      La condotta criminale viene orientata dalle norme e dai valori del gruppo che il soggetto ha frequentato più precocemente e intensamente, e i cui membri egli valuta positivamente. Viceversa , l’assunzione di gruppi di riferimento con valori e comportamenti positivi , può fungere da deterrente dalla criminalità e dai comportamenti devianti.
      Sutherland sostiene che ogni individuo può essere guidato nell’ adottare qualsiasi tipo di comportamento e il non riuscire a seguirne uno (ad esempio un comportamento corretto) dipende dalla mancanza di coerenza e di armonia nelle influenze che, guidano lo stesso individuo nell’apprendimento. Con l’espressione “associazione differenziale” egli intende che “i contenuti dei modelli dell’associazione” variano a seconda degli individui ed è il “contenuto” della comunicazione , ciò che costituisce il punto focale dell’interazione.
      L’autore parte dal presupposto che il conflitto sia diffuso nella società e sia frutto , in parte , di una società disgregata e frammentata che crea diversi tipi di valori e di interessi , all’interno dei vari gruppi sociali ; alcuni di questi valori , tutelati dalla legge , non collimerebbero con quelli dei gruppi che hanno concezioni e stili di vita difformi dalla legge , entrando in contrasto con le autorità , e facendo registrare alti tassi di criminalità ; tassi che in un primo momento ( prima versione della teoria ) vengono assunti ad indicatori di zone sottoposte a disgregazione sociale , ma che in un secondo ( ultima versione della teoria ) , abbandonato il concetto di “disgregazione sociale“, risultano espressione di una “organizzazione sociale differenziale”dei gruppi .
      La teoria risulta articolata in 9 punti :
      1. apprendimento del comportamento criminale alla stessa stregua degli altri comportamenti ;
      2. apprendimento attraverso l’interazione con altri soggetti mediante un processo di comunicazione ;
      3. apprendimento del comportamento criminale all’interno di un gruppo , tra persone strettamente legate tra loro ;
      4. Nel gruppo si apprendono le tecniche di esecuzione del crimine e le motivazioni dell’orientamento ;
      5. Le motivazioni e le pulsioni sono orientate in senso non conforme alla legge ;
      6. Si ha il delinquente quando il soggetto assume atteggiamenti contrari alla legge : quando cioè vi è un eccesso di definizioni a favore della violazione della legge rispetto a quelle contrarie ad essa ;
      7. le associazioni differenziali variano per frequenza, durata , priorità e intensità ;
      8. nel gruppo si sviluppano tutti i tipi di sistemi di apprendimento ;
      9. Se da un lato il comportamento criminale esprime bisogni e valori generali , non può essere spiegato attraverso essi , dato che il comportamento non criminale è espressione degli stessi bisogni e valori .

      Di un bambino puoi farne qualsiasi cosa, tutto dipende dall’educazione.
      Pochi genitori sono veramente adatti ad educare figli, di errori ne commettono tantissimi.
      Lo steso Freud affermava che non esiste un genitore ideale.
      Ci fu uno psichiatra, del quale non ricordo il nome, il quale, volendo fare del proprio figlio un uomo modello, lo portò al manicomio.
      I gay furono bimbi sfortunati, con genitori che inconsapevolmente hanno segnato il loro destino, o forse consapevolmente, non reprimendo i comportamenti femminili che pure compaiono nel bimbo.
      In altri casi un balordo o un educatore pederasta, li ha iniziati all’omosessualità, ecc.
      Inutile che mi ripeto.
      Se ti va di rimanere nell’errore, fai pure, ma non ti inventare teorie, segui la scienza

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      • Inoltre non c’è niente di direttamente femminile nell’omosessualità. Le omosessualità hanno miriade di forme, mettere in discussione gli stereotipi di ruolo maschile o femminile, non ha niente a che fare con essa, ci sono credo omosessuali ne più ne meno in famiglie aperte e in famiglie tradizionali, anche quando non c’erano tutti questi ambienti dove a tuo dire proliferano stimoli alla “devianza” ;).

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  11. Antome:
    Un’altra è infatti quella secondo cui un massaggio prostatico può portare alla omosessualità. In sostanza ritenere che chi è rimasto etero è perchè non ha sperimentato o non si è esposto a cattive compagnie.

    E’ proprio quello che ho affermato nel corso di questi post.
    Detto brutalmente: “se inizi a prenderlo in culo, finirà per piacerti”
    Si rafforzano le risposte anali previste per la defecazione, già esistenti, che procurano piacere (una sorta di ricompensa che il nostro sistema nervoso ci dà per azioni che aiutano a sopravvivere) e questo perchè elimini sostanze di scarto dall’organismo, sensazioni già connesse allo sfintere.
    In più, la vicinanza della prostata sollecita qualche risposta collegata questa volta veramente alla sessualità.
    Non ci si faccia illusioni, la penetrazione anale non procurerà mai un’eiaculazione se, contemporaneamente, non si massaggia il glande. Questo interrogativo fu di Luxuria in una intervista TV. Qualcuno gli avrà risposto.
    L’altro terrore di Luxuria era la perdita dell’orgasmo con la transizione. Anche qui qualcuno gli avrà risposto, non c’è scampo, il piacere si perde, per questo pochissimi transitano.
    E poi diciamolo, ciò che si chiede al trans è il pene, non l’ano, più raramente di ricevere un rapporto orale. Il cliente è quasi sempre passivo e vuole un trans molto maschio. Hanno intervistato molti trans, in proposito, a Milano.

    L’apprendimento avviene per abitudine, secondo il principio “l’esercizio rafforza il muscolo”.
    Il ripetersi di una sensazione piacevole rafforza le risposte nervose, sviluppando nel cervello un’area di paicere collegata all’esercizio di quella attività, creando anche una dipendenza.
    A ciò si aggiunge l’affettività che si prova per una persona che si ammira (plagio), doppia dipendenza.
    Non capisco come non ti faccia schifo usare sessualmente la parte terminale dell’intestino, che ha tutt’altra funzione (organo espulsore che si oppone alla penetrazione).
    L’atto omosessuale nasce schifoso e lo rimarrà, qualsiasi consenso sociale riesca ad ottenere.
    Tutte le deviazioni sono schifose e bisognerebbe fare del tutto per liberarsene, non mettersi in guerra per difenderle e mantenerle.

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    • Ma che cazzo ne sai?? Stai zitto e lascia parlare tutte le esperienze contrarie, molti si fanno massaggiare la prostata dalle ragazze e sono perfettamente etero, ma cosa ne vorrai sapere, parla solo il tuo odio e basta, insieme alla saccenza, la storia e i suoi orrori hanno insegnato che spesso le due cose vanno di pari passo! Schifoso sarai tu e la tua omofobia gratuita, l’uomo evoluto e civile non giudica schifoso ciò che non capisce o al massimo capisce che è una sua opinione personale. Le cosiddette deviazioni non possono essere proibite o ostracizzate, è dalla deroga alla regola e dalla rassicurante ripetitività che avvengono le evoluzioni.
      Tutt’al più provare con un uomo può al massimo avvenire se c’è già una bisessualità latente, al massimo il tipo si scoprirà bisessuale. Ma in sè la prostata è solo una zona erogena, a determinare l’omosessualità non è l’atto in sè, ma con chi si ha piacere a farlo. Lo vedi che non lo capisci.

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  12. Antone
    Già parti male non puoi paragonarlo all’apprendimento della criminalità.

    L’apprendimento funziona sempre allo stesso modo sia per gli insegnamenti buoni o cattivi.

    Per omosessualità si intende sia in senso maschile che femminile; in quest’ultimo caso si parla di saffismo, ma i termini usati sono diversi. Poi, volendo, si possono introdurre ulteriori distinzioni, ma ci perderemmo nelle sigle.
    In ogni caso il principio omosessuale non cambia.

    Antone:
    anche quando non c’erano tutti questi ambienti dove a tuo dire proliferano stimoli alla “devianza”

    ho gìà detto che in passato non c’era tutta questa diffusione di omosessualità, tipica di questa società del benessere, tecnologica, capitalistica, democratica, mai riscontrata in passato e destinata presto a finire perchè ha raggiunto un limite..

    Antone:
    è dalla deroga alla regola e dalla rassicurante ripetitività che avvengono le evoluzioni.

    ma anche le involuzioni, l’omosessualità è un’involuzioni, essendo stata abbandonata dalla natura a vantaggio della specializzazione maschio – femmina, con una utile divisione dei ruoli.
    Quanto ai massaggi prostatici, sono un indice di depravazione,
    Nel rapporto sessuale con una donna si può godere del suo sesso senza dover finire in perette, schizzi, feticismo, falli artificiali, manette, trattenimento del respiro, corredi sadomaso ed altri attrezzi per impotenti.
    Nel tentativo di provare maggior piacere si devia verso ulteriori forme di perversione, che niente hanno a che vedere col sesso..

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    • Giovanni, l’incarnazione del divide et impera.
      Per la prima parte vale la risposta che contesti sotto, quella sulle frequentazioni appunto.
      “ho gìà detto che in passato non c’era tutta questa diffusione di omosessualità, tipica di questa società del benessere, ”
      E io ti ho già detto che non era così, ora è solo più evidente, perchè non ci si vergogna più. Mi dispiace ma è un falso storico.
      Vedi l’esempio sui genitori conservatori con flgli ugualmente gay, anzi pressochè con la stessa incidenza, a quanto ne so.
      “Quanto ai massaggi prostatici, sono un indice di depravazione,”
      Non parlo da grande decantatore di essi, ma questo tuo rifiuto che pretendi di esportare oltre la tua legittima personale preferenza mi fa ridere, sembri un inquisitore, dai per piacere. Non fa niente di male, di conseguenza non è male, senza troppe seghe mentali.
      Quanto al resto su feticismo, omosessualità contronatura, involuzioni, glisso perchè mi sono gia espresso. Ma chi sarai tu per imporre i tuoi limiti personali di cosa sia lecito tra persone consenzienti, si intende sempre preservando l’incolumità.
      Sì sono d’accordo, ma solo per quanto riguarda sadomasochismo, nei suoi eccessi, a me pare ridicolo, ma per me è legittimo.
      L’omosessualità non ha niente a che fare con ciò.

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      • Antone
        Ma chi sarai tu per imporre i tuoi limiti personali di cosa sia lecito tra persone consenzienti, si intende sempre preservando l’incolumità.

        Non impongo nulla, l’ho già detto, mi limito a segnalare ciò che è giusto o sbagliato basandomi sulle finalità naturali, piuttosto che morali. Come proibizioni mi sono limitato alle effusioni pubbliche omosessuali.

        Antone
        per quanto riguarda sadomasochismo, nei suoi eccessi, a me pare ridicolo, ma per me è legittimo.
        L’omosessualità non ha niente a che fare con ciò.

        C’è anche un sadomaso omosex, non si fanno mancare nulla.

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      • Ok, ma trovo scandaloso o più che altro triste trovare sbagliato amarsi, perchè alla fine di questo si tratta e non è sano, e non è sbagliato perchè i nostri fini non sono tutti riproduttivi, non possiamo sapere se non sono un meccanismo regolatorio della natura, non possiamo avere questa presunzione, come persona, che pure forse avrà figli non considero una grande perdita se non siamo irregimentati a fare tutti la stessa cosa in base ad un equivoco concetto di naturalità, perchè si può contribuire e si è contribuito in altro modo alla società. e il presupposto per cui proibiresti le effusioni pubbliche è sbagliato e violento, (che alla gente specie ai giovani verrebbe da copiare) o io non ci trovo niente di male, non lo considero un vizio o una debolezza (a parte che chi non ne ha alcune sono innoque e si esibiscono altre e non questa (se mai lo fosse) sarebbero quelle di cui vergognarsi.).

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  13. le diversità l’apertura alla deroga da ciò che è regolare, prevedibile, è una spinta evolutiva, che sta nella diversità nel fatto che non si contribuisca tutti allo stesso modo.

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  14. Antone
    Ok, ma trovo scandaloso o più che altro triste trovare sbagliato amarsi, perchè alla fine di questo si tratta e non è sano, e non è sbagliato perchè i nostri fini non sono tutti riproduttivi,

    “l’ha uccisa, però l’amava tanto…”
    E molte donne, scioccamente, sono perfino disposte a commuoversi, a comprendere. Che emozione essere uccise per amore! Si tratta di un narcisismo spinto all’estremo.
    No! un assassino non può uccidere per amore, e chi è disposto a crederlo è un cretino o cretina.

    Altro ragionamento tipico di femmina deficiente: “lo amavo a tal punto che l’ho dovuto lasciare”.
    Oppure donne che chiedono “pause di riflessione”. Troncare, subito, sono perdite di tempo.

    Giunto a questa tarda età ritengo di concludere, sull’amore, affermando che il matrimonio sia una trappola, una fregatura.
    Le doti di attrazione reciproca sono dispositivi fisici/psicologici disposti dalla natura per fare in modo che uno spermatozoo giunga a fecondare un uovo; tutto il contorno mira a questo fine. L’eccitazione del corteggiamento, le emozioni dell’innamoramento, il godimento della copula, sono ricompense per il fine ultimo della fecondazione.
    Noi siamo strumenti attraverso i quali la natura rende immortale il DNA, grazie all’evoluzione continua e all’adattamento che i portatori di DNA realizzano interagendo con l’ambiente ai fine di sopravvivere, con lo strumento selettivo del più adatto (è anche questo un concetto freudiano).

    Una parte del masochismo (latente) naturale della donna, la spinge ad amare chi la maltratta, scambiando la violenza per una forte mascolinità, dominanza, capacità di imporsi, di emergere, di vincere, qualità che la donna vorrebbe trasmettere a suo figlio. E’ a questo tipo di maschio che Nath, con la sua rudezza tutta costruita, arricchita da un linguaggio burbero e talora scurrile, cerca di somigliare.
    La donna realizza il disegno della natura, ella è uno strumento della selezione del più adatto.
    I maschi più pavidi o che sembrano tali (quindi tutti i timidi, i cortesi, premurosi, ecc.) sono ufficialmente definiti “buoni partiti”, ma alla fine non vengono scelti, perchè ritenuti poco maschi.
    Spesso la donna certa di realizzare un compromesso: sposare uno di questi uomini “buoni partiti”, ma con un buon reddito, in grado di darle tante comodità e sicurezza economica, capaci anche di aiutarla in casa, utili scemi, insomma, per poi fare i figli con uno di quei maschi maschi o machi, che la riempiono di botte. Rudezza, maltrattamenti, botte, sono test che definiscono la scelta.
    Quante donne mi sono visto soffiare da maschi prepotenti e stronzi, che le donne hanno preferito alle mie tenerezze e sollecitudini.
    Ho preferito vivere da single piuttosto che fare il bove, preso per il culo da una femmina.

    Tornando alla tua locuzione, l’amore non può giustificare tutto, perchè esiste l’amore violento, malato, criminale… sarebbe il caso di non abusare di questa parola, talvolta quello che chiamiamo amore è in realtà egoismo, paranoia, persecuzione, insomma una forma di patologia.

    Antone:
    le diversità l’apertura alla deroga da ciò che è regolare, prevedibile, è una spinta evolutiva, che sta nella diversità nel fatto che non si contribuisca tutti allo stesso modo.

    Ok, voglio prenderla per buona, ma con una riflessione.
    Potrebbe essere un meccanismo della natura per accelerare ciò che le è male riuscito.

    I maschi omosessuali sono fasulli, errori, se non della natura, di un sistema educativo fasullo (es. di quelli che permettono al bimbo maschio di fare la femminuccia, perchè “bisogna lasciarlo libero di diventare ciò che vuole”, frocio, nel caso in esame.
    Se rimanessero omosex single, ci vorrebbe più tempo per eliminarli, perchè si sposerebbero col sesso opposto generando figli, che a loro volta potrebbero essere colpiti da omosessualità per trasmissione educativa (v. il caso di tanti omosessuali, anche famosi, che hanno fatto outing in età matura, lasciando famiglia con figli, per mettersi con un compagno).
    Invece, se si permette loro di sposarsi, si eliminerebbero due a due, lasciando, nel giro di una generazione, rafforzata la popolazione sana, con caratteri di genere ben definiti.

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    • E infatti, se guardiamo nella natura ci sono le mantidi che si mangiano i maschi, a volte alcuni filtri culturali servono proprio per evitare questo, per fortuna esiste una rimasticazione che adatta queste regole naturali al contesto, i tuoi sono tutto sommato casi limite (seppur non sempre così tanto limite purtroppo) donne senza orgoglio o con un orgogli narcisista che le porta al masochismo, uomini, quasi ugualmente masochisti usati dalle donne etc. zerbini.
      Un mio amico tuttavia è una persona piuttosto intelligente e sensibile, è da tempo fidanzato senza contrasti con una ragazza che lo è altrettanto, non è assolutamente nè ricco, nè “bove”. Sono fortunato a conoscere un esempio del contrario di quello che dici.
      Quanto al resto come ho detto non è che il ragazzo diventa gay perchè giocava con le bambole o perchè gli permettono di diventarlo, che sciocchezza, testimoniata dagli sforzi inutili delle numerose famiglie che cercano di impedirlo.

      Detto questo premettendo che in ogni caso non c’è niente di male ad esserlo, è questo il motivo per cui prendo poco in considerazione la teoria di Povia, che nella canzone dice che Luca lesse freud che “non la pensava uguale” sul fatto che la cosa fosse normale.
      E’ normale nella sua eccezionalità, diciamo. Ecco non sono d’accordo con l’eccesso ideologico della trasformazione a senso unico, del tipo che se uno diventa gay (se prima era etero) allora non può ridiventare etero. E’ tutto da discutere, ammesso che questo orientamento non sia sempre innato (e in tantissimi casi lo è senza ombra di dubbio), sotto quali condizioni avvenga il cambiamento, se è scritto nel dna, se è dipendente dalla psiche. Io credo di avere una teoria per cui quelli che curiosi provano e gli piace, quindi pensano di essere diventati gay perchè si sono concessi di provare con un uomo, potrebbero essere in realtà semplicemente bisex e lo sono sempre stati, magari ragionando in termini binari si convincono di essere diventati gay (proprio in virtù dell’omofobia che crede che l’omosessualità sia un pozzo a sola andata o un piano inclinato, più qualche eccesso di propaganda gay-binarista per cui una volta che provi sei “uno di loro”), magari semplicemente sono bi e smettendo di censurare la loro attrazione per il proprio sesso, hanno pensato di essere gay/lesbo, proprio perchè nella cultura antigay o gay binarista o sei o gay o etero tutto d’un pezzo e se un giorno scopri che *anche* uno del tuo sesso ti attrae (magari in misura minore), oltre al sesso opposto, nonostante questo continui a piacerti, allora devi essere dell'”altra sponda”. Gli scherzi da caserma in fondo sono basati sull’idea del “finocchio col culo degli altri”, quindi un po’ di bisessualità repressa seppur con prevalenza di attrazione per il sesso opposto non può che esserci, negli ambienti dove cova il maschilismo e l’omofobia.
      p.s. nessuna speculazione su presunte bisessualità connaturate, si tratta solo di un ipotesi fermo restando che probabilmente la maggioranza è completamente etero o al limite non repulsa dal proprio sesso.

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      • L’apprendimento è una somma di tante componenti, tutte essenziali ed importanti, per una corretta crescita.
        Fin da bambino il maschio deve fare il maschio giocando con i suoi giocattoli che, attenzione, non sono oggetti sciocchi ma veri e propri strumenti di apprendimento.

        Il bisessuale è un gay a tutti gli effetti, anche se solo attivo.
        Non si salva.
        Se infila il pene nell’ano di un maschio è un omosessuale.
        Se lo fa in quello di una femmina è un perverso.
        Disperde il suo sperma nella merda, anzichè in vagina, è un coglione.

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  15. Ma finiscila di usare questi termini, a parte che usano il preservativo di solito.
    Ha parlato di coglioneria quello fissato col “bondage” dei ruoli di genere. Se la bambina vuole usare le costruzioni e i giochetti del maschio o queste curiosità deve essere libera di farlo e viceversa, significa che la loro identità di genere, femminilità (nella femmina) e maschilità (nel maschio) non può essere incasellata in banali comportamenti e stereotipi di genere, il loro essere maschi e femmine e persone si esprime in quel modo e nelle loro preferenze non ha alcun senso mettere queste barriere artificiali e che ti piaccia o no non prevengono in alcun modo l’eventuale omosessualità. Sarebbe il genitore che starebbe imponendo una definizione di maschio o femmina che non ha niente a che fare con la vera e autonoma ricerca della propria identità di genere, non me ne capacito della stupidaggina di questa cosa, i “suoi” giocattoli, sono quelli a cui lui si interessa, poi ci si stupisce se siamo in un mondo in cui i sessi non si capiscono tra loro e si disprezzano, specialmente l’uomo ha paura di sporcare sè stesso dell’onta di essere “femminuccia”, come se potesse finire per trasformarcisi, tutte paure che mettono i grandi o i coetanei, questa, la vera insicurezza della propria identità. Gli stereotipi di genere non sono da demonizzare, ma sono assolutamente in gran parte estetica e socialità, come tali soggetti a cambiamento ed evoluzione, nella mia concezione libertaria, le mode sì, influenzano inevitabilmente l’epoca in cui si vive, ma per l’influenza incrociata e il non adattamento acritico, trovo giusto che gli individui siano stimolati a mettere in discussione la moda o cultura corrente dando un loro contribuito senza uniformarsi al gregge, questo inoltre contribuisce a distruggere la cultura del bullismo conformista e della “fashion o costume police”, ovvero l’intolleranza per espressioni diverse dalla media (al di fuori della questione queer, trans o gay, l’intolleranza è tutta parte di uno stesso puzzle).

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  16. Chiudiamola davvero qui, c’è poco da dire se il livello del discorso è non far giocare il bambino con la bambola della sorellina, (a volte che non diventi poco virile) veramente.

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  17. “Sarebbe il genitore che starebbe imponendo una definizione di maschio o femmina che non ha niente a che fare con la vera e autonoma ricerca della propria identità di genere, non me ne capacito della stupidaggina di questa cosa, i “suoi” giocattoli, sono quelli a cui lui si interessa, poi ci si stupisce se siamo in un mondo in cui i sessi non si capiscono tra loro e si disprezzano, specialmente l’uomo ha paura di sporcare sè stesso dell’onta di essere “femminuccia”, come se potesse finire per trasformarcisi, tutte paure che mettono i grandi o i coetanei, questa, la vera insicurezza della propria identità.!

    Le identità di genere sono già stabilite dal sesso di nascita,non ci sono altre scoperte da fare.
    Tenendo poi presente che l’educazione è tutto,essa deve essere finalizzata all’eterosessualità con con correzioni immediate quando ci si accorge che il bimbo potrebbe diventare effeminato se gli si concedono certi giochi.

    .Volendo concludere, dirò che in futuro sarà difficile mantenere la gratuità per questo genere di operazioni, non finalizzate al mantenimento o alla cura della salute, bensì ad una trasformazione del corpo, non necessaria, che sta tutta nella testa del paziente,il quale va curato psichicamente.
    Ciò è ancor più vero se si pensa che molti ospedali stanno chiudendo, per i deficit astronomici della sanità.

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    • Come no, gli ospedali stanno chiudendo per quello :D.
      Tu sei pazzo a pensare che l’omosessualità possa venire dai giochi, è a voler pretendere di regolamentare ed incasellare tutto che poi si finisce col conformismo che si uccide, orwellianamente si vuole controllare addirittura che fratello e sorella non condividano i giochi, ma appunto perchè l’identità di genere si forma con la nascita, sarebbe meglio lasciarla esprimere come meglio preferisce, lasciando che la fantasia si sfoghi, non è che sto parlando di vestirsi come il sesso opposto (anche le le femmine possono farlo), necessariamente, perchè quella è l’identità di genere, cioè parte dell’identità della persona, non una gabbia da imporre dall’alto con dei confini arbitrari da non superare ma scherziamo? Il bullismo nasce proprio da questo. Io ammetto che il conformismo nasce da una paura, anche comprensibile lo ammetto che l’anormalità si manifesti e che nasca dalla libertà di esprimersi, che il male nasca da questo e allora si devono costruire delle gabbie, ovviamente inutili e dannose perchè pretendendo di definire la normalità in confini ristretti, isolano dalla realtà del fatto che anche senza scomodare orientamenti sessuali diversi, gli individui siano diversi tra loro.

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      • penso tu debba leggere qualcosa sulle tecniche educative, di apprendimento e sul comportamentismo.
        Per il resto credo che abbiamo proprio esaurito l’argomento, dovendo ormai ripeterti cose già dette.

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      • Le preferenze, all’interno dell’identità di genere, che si esprimano in contrasto o meno a certi stereotipi, credo che siano parte integrante dello sviluppo anche dell’identità etero e cisgender :).

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      • Antome scrive:
        febbraio 2, 2013 alle 2:35 am
        Le preferenze, all’interno dell’identità di genere, che si esprimano in contrasto o meno a certi stereotipi, credo che siano parte integrante dello sviluppo anche dell’identità etero e cisgender .

        Tu lo chiami sviluppo, io lo considero un avanzamento nella malattia comportamentale che si dovrebbe curare.
        L’eterosessuale che si infila in questo tunnel, è perduto. Come prevenzione deve sempre tenersi lontano da ogni frequentazione omosex.
        La salute, di ogni tipo, non è qualcosa che ti piove dal cielo, va perseguita ogni giorno, con buone abitudini, scampando dai rischi.

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      • Questa me l’ero persa Giovanni, non sia mai che te l’attacchino eh :D.
        Comunque come già dissi, rafforzare gli stereotipi di genere tutt’al più impone una ristrettezza a cui i ragazzi tendono a ribellarsi, ma non previene in alcun modo l’omosessualità. La prevenzione di cui parli tu può essere giusto l’avere ben chiaro che l’omosessualità è una cosa seria, non qualcosa che si fa per trasgredire, avendo questo ben chiaro non vedo nessun pericolo nel frequentarne, quindi, visto che è ben chiaro che il/la ragazzo/a in questione è attratto/a da individui del sesso opposto e che quei gay sono una minoranza che aveva una naturale tendenza a quel tipo di attrazione. Al contrario, pensare che l’omosessualità sia una trasgressione come dici potrebbe portare a forzare la propria bisessualità latente verso il proprio sesso, a mio parere.
        Ammesso che ci sia un evento scatenante l’omosessualità non è certo la libera espressione dell’individualità all’interno della propria identità di genere, non ho mai sentito nessuno associare la voglia di avventura, il giocare alle macchinine o ai soldatini, in una bambina all’avanzamento di una malattia mentale, pensaci bene, oppure un bambino che gioca insieme alle sorelle. Vuole dire che l’identità di genere trascende i confini che tu vuoi darle, che sono quelli, innaturali. Capisco che sono giocattoli legati alla cultura, ma non c’entrano niente con l’omosessualità e/o la transessualità (come ho detto la trasversalità del fenomeno nelle diverse famiglie lo dimostra), vuol dire che uomo e donna sono più di una gonna, del rosa o dell’azzurro o dei capelli corti, e non è il caso di svilirli così. Non è che la donna attiva o d’azione è più maschio è semplicemente una donna che come individuo è così, lo stesso un uomo che non censura il suo lato sensibile, artistico e intuitivo, sono tutte parti della personalità complessa di un animale sociale. E sono sicuro che invece l’attrazione e l’orientamento sessuale, sono una delle poche cose rimaste che attengono all’istinto.

        La visione critica e relativa degli stereotipi culturali di genere è ovviamente un qualcosa che, davvero senza nessuna offesa, turba le sicurezze di qualcuno che preferisce affidarsi ad un rassicurante status quo, al “le cose sono così per un motivo, non è qualche scemo che si è svegliato la mattina, per questo ci si tiene così tanto”, teme che siano un binario uscendo dal quale ci si perde, fortunatamente comunque ci si è già usciti e a parte casi estremi, non ci si è perduti, si è anzi scoperto nuove cose, si è messa in discussione l’idea che l’identità di genere sia costituita da rigidi paletti.
        A presto

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  18. Questo è senz’altro un saggio consiglio, ne leggero, ma mi sembra comunque che gente che ne ha letto non arrivi affatto alle tue conclusioni. Magari diverse dalle mie, ma le tue no di certo.

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  19. Antome:
    Ammesso che ci sia un evento scatenante l’omosessualità non è certo la libera espressione dell’individualità all’interno della propria identità di genere, non ho mai sentito nessuno associare la voglia di avventura, il giocare alle macchinine o ai soldatini, in una bambina all’avanzamento di una malattia mentale, pensaci bene, oppure un bambino che gioca insieme alle sorelle. Vuole dire che l’identità di genere trascende i confini che tu vuoi darle, che sono quelli, innaturali. Capisco che sono giocattoli legati alla cultura, ma non c’entrano niente con l’omosessualità e/o la transessualità (come ho detto la trasversalità del fenomeno nelle diverse famiglie lo dimostra), vuol dire che uomo e donna sono più di una gonna, del rosa o dell’azzurro o dei capelli corti, e non è il caso di svilirli così.

    Non c’e un evento scatenante l’omosessualità ma una serie di apprendimenti errati, fin dall’infanzia, quando i genitori sbagliano, senza rendersene conto (o coscienti, preda di aberranti ideologie, che rinunciano ad incentivare la sessualità natia) non dando il giocattolo giusto (che è strumento di apprendimento) le giuste risposte alle domande del bimbo, la giusta sorveglianza per non fargli prendere cattive abitudini, ecc. e, soprattutto, durante la pubertà, quando avvengono le prime reali differenziazioni sessuali.
    In questo periodo si forma l’identità sessuale; gli insegnamenti errati, le cattive compagnie, gli sfortunati incontri con pederasti… sono decisivi nella deviazione da una sessualità sana e definita.

    Avviene l’imprinting, come dire una “formattazione” nei comportamenti, nei sentimenti. E’ un periodo crucciale, dove la famiglia, a questo punto della vita del giovane, diventa meno influente, perchè il ragazzo/a esce di casa, si attarda, conosce nuove regole culturali, spesso deleterie.
    E’ così che va in fumo una buona educazione, anni di sacrifici dei genitori per dare una formazione base che si vorrebbe rimanesse per la vita.
    E’ un attimo: ci si ubriaca, ci si droga, primi incontri promiscui, senza regola nè senno, che si radicano nel corpo e nel cervello, portando poi, nella successiva adolescenza, alle prime scelte di innamoramento, valide sia per la sessualità che per l’omosessualità.
    L’adolescente è anche influenzato politicamente da movimenti di rivolta, ribellione, che vedono la famiglia come interlocutore e tubo di scarico di tutte le frustrazioni del giovane, senza peraltro che questi accetti quei consigli che potrebbero salvarlo dal baratro della droga, della criminalità, da mode strambe e demenziali, rave party, promiscuità, omosessualità ecc. sto citando casi limite ma è così che vanno le cose.
    Qualcuno più fortunato, con una migliore dotazione intellettuale, riesce a trarsi fuori da queste esperienze sceme, che comunque lo segnano a vita.
    La società moderna rende difficile se non impossibile il controllo dei genitori, quindi l’adolescente, in sostanza, fa quel che vuole; è come una roulette russa, una volta su sei ti fa secco.

    Concludendo: per la formazione dell’essere umano l’educazione è tutto, l’apprendimento è alla base nella costruzione del carattere. Un’educazione errata e quella persona diventa qualsiasi cosa: criminale, farabutto, malfido o altro, ma anche un genio, se genitori ed educatori sono stati bravi.
    L’omosessualità è frutto di apprendimenti e condizionamenti errati. E’ interesse dell’individuo che ne è rimasto vittima uscirne, per la propria libertà e felicità.
    Uscire dal buco dove che altri ci hanno infilato, per respirare aria pura, a rimirare cieli sereni, riacquistando il ruolo che la natura ci affidò alla nascita.
    Questo significa trovare o ritrovare se stessi.

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  20. Può una teoria antigay reggersi, a quanto pare, sì, perlomeno in parte, se si parte da un presupposto sbagliato o, per mantenersi più neutrali e “aperti”, diverso da quello che ci si aspetterebbe e che appare consolidato, specialmente se questa teoria sarebbe apparentemente supportata da una viva documentazione, o perlomeno interpretando certi testi e ricerche spesso antiche, in maniera tale che tornino coi presupposti antigay di chi le redige, che li vede come la spiegazione della sua teorie.
    Se ho inteso bene, una delle principali obiezioni a questa teoria, che vuole l’omosessualità un vizio e una perversione apprendibile, sintomo del declino di una società, è che tralasciando l’innocenza di una preferenza sessuale privata, tra persone consenzienti, comunque esiste un omosessualità animale, comportamento minoritario, certo, ma comunque presente, nella forma di comportamenti omosessuali continuati, non solo relativi a contingenze o ripiego. Ecco se questo presupposto viene attaccato, si dedurrebbe che l’omosessualità è apprendibile e culturale, in quanto, a dire di chi obbietta, l’omosessualità animale è una anomalia temporanea e un ripiego.

    Premesso che naturalità non implica sempre convenienza e liceità, in quanto la mantide religiosa ammazza naturalmente il maschio, se si piega il significato di natura con ordine naturale (ci è dato saperlo ed imporlo, quest’ordine? E’ sempre la cosa più giusta?) l’omosessualità animale spiega che comunque non impari ad essere gay o etero, per l’educazione ricevuta ma sei predisposta/o ad essere. Senza questo presupposto effettivamente si può giungere alla conclusione, a mio parere claudicante, che l’omosessualità è contronatura ed è figlia di una cultura, può aumentare con essa e quindi è meglio che non si diffonda fino al punto di frollare la società.

    Paranoia vecchia come il mondo, ma datata alla luce delle nuove scoperte e delle statistiche sull’omosessualità, questo non significa che non ci siano ancora misteri da approfondire, ma vanno guardati con fascinazione, non con schifo e disdegno. Fatto sta che se questo schifo esiste ed in qualcuno è molto radicato, seppur chiaramente irrazionale e isterico, non per questo non va affrontato.
    Secondo me ormai negare l’omosessualità animale è negare l’evidenza per rimanere ancorati a teorie superate forzandone l’interpretazione a favore della propria idiosincrasia.

    Ma anche così non fosse, ritenere fondamentale allo scopo di prevenirla e scongiurarla un forte condizionamento di genere e una separazione forzata tra maschi e femmine, dove potrebbero capirsi e superare le incomprensioni, identificandosi a vicenda (attenzione non diventando o sentendosi del sesso opposto) e avere interessi comuni è al giorno d’oggi inconcepibile, anche senza per questo arrivare alla radicalità dell’educazione a genere neutrale.
    Se si predica tanto la naturalità e l’assecondarla, quale salto carpiato può portare all’idea che bisogna insegnare ai figli ad essere maschio o donna, secondo una cultura assolutamente limitativa e artificiale di separazione, portandosi addirittura ad impedirgli di condividere i giocattoli per paura che possano confondere i loro ruoli e la loro identità? Soprattutto dal momento che gli animali non devono impararlo?
    La cosa va affrontata, penso che considerando falso il presupposto suddetto, e di conseguenza dando per vera la matrice sociale dell’omosessualità, si considera essa parte di una “perversione” di genere. Pur non potendo negare che l’animale diventa femmina o maschio, etero (solo eccezionalmente gay e non continuativamente secondo questa teoria), possono pensare che questo possa non avvenire nell’uomo, essendo egli un animale sociale, che sublima gli istinti, a quel punto la società specie quella moderna è vista come un covo di stimoli culturali atti a creare confusione dell’identità di genere, da cui proteggere i bambini, anche a costo di un educazione rigida al proprio genere (inefficace perchè secondo me ormai essi si ribellerebbero a questi giochi di ruolo, e a ragione) e ai suoi presunti confini, quindi paradossalmente per ristabilire la “naturalità” si ricorre ad un artificio culturale rigido e striminzito che di naturale non ha nulla, non c’è davvero bisogno di arrivare a reprimere le intersezioni tra interessi tipicamente attribuiti ad un genere o ad un altro, basta un’educazione molto più morbida al proprio genere, se proprio si è paranoici. Non c’entra molto questo con la questione dell’educazione alla forze di volontà, ma è proprio rafforzando l’autorevolezza individuale e la forza d’animo appunto che si evita l’idea che per essere fighi e associarsi ai gruppi, si ceda al condizionamento e si cominci a fumare perchè lo fanno tutti, o ad ubriacarsi per non stonare. Proprio educando un ragazzo al conformismo, si rischia invece di farlo cadere in quest’altro conformismo, seppure nella forma di (falsa) trasgressione.
    Tuttavia come ho detto c’è lo stesso tasso di omosessualità, anche in famiglie di questo tipo, mi dispiace doverlo ripetere. Specialmente in memoria di un tempo che per quanto ci abbia traghettati fino a qui, in che condizioni l’ha fatto.
    E’ proprio con il nuovo paradigma a cui questi tradizionalisti si oppongono, che si concilia maggiormente l’innovazione con la natura, e si rimanderebbe la fine del mondo verso cui il vecchio paradigma patriarcale ci sta portando. Tu associ tutta questa perdizione, questo capitalismo allo sbando e questo rilassamento dei costumi e nuova apertura mentale come se facessero parte dello stesso club, peccato che la spinta che ha portato il capitalismo fin qui, affonda nella cultura omofoba e misogina di cui si ha nostalgia.
    Poi certamente ha traviato e trovato la sua componente consumistica anche nell’emancipazione, nemmeno “lei” si è salvata dal capitalismo che l’ha anzi utilizzata, tralasciando per il momento diavolerie (non in senso negativo, per me per lo meno voglio pensare prima di giudicare) come fecondazione di sessantenni etc. . Davvero tutto questo va a braccetto, razzismo, omo-trans fobia, religione, poi naturalmente il capitale e il potere piega la “purezza” (nel bene e nel male) di ognuna di queste cose ai suoi scopi.
    E’ come la caccia alle streghe ormai.

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  21. Per rimanere in tema con l’argomento in oggetto, ecco il genere di cure gratuite cui si avrebbe diritto, d’ora in poi, in alternativa al cambiamento di sesso, che certe regioni governate della sinistra, hanno per qualche tempo somministrato a persone con problemi psichiatrici, di disturibi della personalità, più che di identità sessuale.
    Sarebbe come se uno, credendosi Napoleone, chiedesse alla ASL di trasformarlo come il noto personaggio storico.
    Assurdità che dovrebbero essere punite con l’arresto per circonvenzione d’incapace e gravi danni biologici irreversibili a carico delle equipe di chirurghi che si sono prestati a queste pagliacciate.

    Il dilemma dell’omosessualità
    Un’ intervista al Dott. Joseph Nicolosi

    — E’ vero che oggi la maggioranza degli psicologi considera normale l’omosessualità?

    Tutti i padri della moderna psicologia – Freud, Jung e Adler – consideravano l’omosessualità un disordine dello sviluppo.
    Nel 1973, in seguito alla forte pressione degli attivisti gay, gli psichiatri hanno ufficialmente cambiato la loro posizione.Tuttavia non tutti i terapeuti condividono questo cambiamento.
    Alcuni psicologi, come il sottoscritto, la considerano ancora un disordine. Io tratto quegli uomini che sono insoddisfatti della loro omosessualità e desiderano cambiare.

    — Sicuramente molti suoi colleghi le avranno suggerito che dovrebbe semplicemente aiutare gli omosessuali ad essere “ciò che realmente sono”.

    E’ così.
    Ma in realtà è proprio ciò che cerco di fare – aiutare degli uomini che intuitivamente sentono che “ciò che sono realmente” non è essere omosessuali. Io condivido il loro punto di vista perché non credo che qualche uomo sia destinato ad essere omosessuale.
    Se essi desiderano lavorare per superare il loro indesiderato orientamento sessuale, io posso aiutarli perché rispetto ciò che questi uomini cercano di realizzare, e credo nel valore della loro lotta.
    La National Association of Research and Therapy (NARTH) di cui sono presidente ha recentemente pubblicato uno studio sulla rivista accademica Psychological Reports.
    Il nostro obbiettivo era trovare delle persone che avessero raggiunto un grado significativo di cambiamento dell’orientamento sessuale. Abbiamo trovato più di 800 persone che hanno riportato un cambiamento positivo nella loro vita.
    Come ha detto una di esse, “La verità deve essere proclamata . E’ una menzogna che non ci sia speranza di cambiamento per le persone omosessuali. Io ne conosco così tanti senza speranza…che alla fine cedono.”

    — Ma è vero che l’orientamento sessuale non è una scelta?

    Un orientamento omosessuale non è mai una scelta. Uno stile di vita omosessuale può essere una scelta, ma non l’orientamento.
    La condizione sembra svilupparsi come risultato delle relazioni familiari, delle vicissitudini della vita e, in alcuni casi, c’è una predisposizione genetica o un’influenza sullo sviluppo prenatale, che può distorcere la successiva identificazione sessuale della persona.
    Ma gli omosessuali non sono così dalla nascita – a dispetto della falsa impressione data dai mass-media con il sostegno degli attivisti gay. In realtà nessun eminente ricercatore sostiene che la biologia faccia di più che preparare la base per lo sviluppo dell’omosessualità. Natura e ambiente lavorano insieme.

    — Alcuni sostengono che se la società smettesse di colpevolizzare gli omosessuali essi sarebbero perfettamente felici così come sono.

    Non è così.
    I clienti che si impegnano nel trattamento generalmente sono convinti, a livello inconscio, che ciò che cercano nella relazione con un altro uomo non è un’esperienza sessuale; essi cercano una identificazione maschile.
    Nel corso della loro vita hanno sempre avuto problemi a realizzare un legame emotivo con gli uomini.
    Si rendono conto che il loro problema è molto di più che una colpa religiosa o sociale, essi hanno nel profondo un problema di identità.
    Questo problema di identità è in realtà l’essenza dell’omosessualità.
    Infatti quando un uomo comprende come si sono sviluppati i suoi sentimenti omosessuali prova un enorme senso di sollievo e libertà. Si rende conto che ha un bisogno sano e perfettamente naturale di affermazione e intimità maschile.
    Questi bisogni di attenzione, affermazione e affetto da parte di un altro uomo non sono stati soddisfatti durante il periodo del normale sviluppo, così ora vengono espressi sessualmente.
    Ma i bisogni emotivi in sé stessi sono perfettamente normali e legittimi.
    Come disse una volta un ex-omosessuale, “Io credo che siamo stati creati per essere eterosessuali e quindi non potrò mai essere veramente felice in qualche altro modo.”
    Quando un uomo si rende conto che è essenzialmente eterosessuale e che la sua attrazione omosessuale è un tentativo di riempire un bisogno emotivo naturale, è liberato da un enorme fardello di colpa, angoscia e odio verso sé stesso.
    A questo punto ha bisogno di cambiare il suo modo di relazionarsi con gli uomini così che possa soddisfare questi bisogni emotivi in modo non erotico.

    — Un vescovo cattolico scrisse un articolo qualche anno fa sostenendo che dobbiamo accettare le persone omosessuali “per come esse sono”. Lei è d’accordo con questa affermazione?

    La Chiesa Cattolica è molto confusa su questo argomento.
    Ufficialmente, come sappiamo, la dottrina della Chiesa ritiene un peccato il comportamento omosessuale e una condizione oggettivamente disordinata la tendenza omosessuale.
    Tuttavia c’è una grande resistenza – quasi fino ad un vero e proprio sabotaggio – da una parte del clero.
    Non è raro che questi sacerdoti siano essi stessi degli omosessuali che hanno un forte disaccordo con la Chiesa su questa questione.
    Non condivido l’affermazione del vescovo che dobbiamo accettare le persone omosessuali per “quello che sono”, se con questo intendeva dire che Dio ha creato così gli omosessuali.
    L’affermazione del vescovo implica che in questo mondo ci siano due tipi di persone – eterosessuali e omosessuali. Egli usa la parola “omosessuale” come se fosse una condizione naturale, voluta da Dio.
    In realtà, la parola “omosessuale” è la descrizione del comportamento di una persona e non della persona.
    Quando un cliente viene da me lottando per liberarsi da impulsi omosessuali indesiderati, io gli dico: “Tu non sei omosessuale. Tu sei una persona eterosessuale con un problema omosessuale”. Questo non è un gioco di parole, ma un’importante distinzione.
    La distinzione è importante per due ragioni:
    1) perché c’è stato un dilagare di questo errore nella recente letteratura cristiana;
    2) perché quando questa distinzione fra persone “naturalmente eterosessuali” e persone “naturalmente omosessuali” viene accettata come vera, diviene la base per un insieme di istanze e requisiti specifici per i due diversi gruppi di persone.
    Dire “questo uomo è un omosessuale – la sua vera natura è di essere omosessuale” è come dire “questo uomo è un alcolista – la sua vera natura è di essere intossicato”.
    Dovremmo dire, “quest’uomo ha un problema con l’alcool – ma la sua vera natura è in realtà la sobrietà.”

    — E’ vero che altri psicologi non condividono la sua posizione e dicono “la scienza ha dimostrato che l’omosessualità è normale”?

    Questo è un equivoco piuttosto comune. Ma in realtà la scienza non ha provato niente del genere, e neanche potrebbe farlo.
    I valori non possono derivare direttamente dai fatti.
    Questo perché il concetto “chi sono io” – cosa è normale, sano, vero – non è un concetto scientifico ma un concetto filosofico.
    E come cristiani cattolici non siamo totalmente liberi di definire “chi siamo” da noi stessi, come fanno i laici.
    Noi crediamo che è Dio che ci rivela chi siamo. Siamo fatti a sua immagine e per fare la sua volontà, “maschio e femmina li creò”, con capacità e anatomie complementari, che Dio ha modellato affinché si completassero nella famiglia naturale composta da uomo e donna.
    Per molti anni la nostra cultura ha prosperato sotto l’influenza di questa visione giudaico-cristiana, e gli psicologi ritenevano assodato che noi tutti siamo stati creati per un fine e che la normalità doveva essere di conseguenza “ciò che funziona in accordo con questo fine”.
    Ma questa prospettiva è cambiata come risultato di molte nuove influenze sociali.Naturalmente essere stati creati per un fine non significa essere limitati nelle possibilità.
    Noi possiamo sacrificare il normale fine di una cosa per un scopo più alto; un prete può offrire la sua sessualità per lo scopo più alto della sua vocazione e scegliere di essere casto, per esempio. Oppure possiamo espandere il normale fine di una cosa – ad esempio usare una calcolatrice invece di fare i conti a mano – finché non sovvertiamo il fine intrinseco di quella cosa.
    Ma certamente guarderemmo storto un uomo che insistesse nel bere il suo caffè con una cannuccia nel naso! La situazione è identica con l’omosessualità.
    Gli atti omosessuali violano il disegno di Dio sovvertendolo in un fine innaturale. Invece di cercare “l’altro” a sé complementare, sia psicologicamente che anatomicamente, gli uomini omosessuali si innamorano della loro immagine riflessa, e così facendo, ostacolano il fine della loro natura.
    Le conseguenze di questo comportamento credo che siano piuttosto evidenti nei dati scientifici e sociali.

    — La sua organizzazione, the National Association of Research and Therapy of Homosexuality, più volte ha sostenuto che gli omosessuali non sono così dalla nascita. Ma mettiamo l’ipotesi che venga scoperto il gene dell’omosessualità. Questo cambierebbe la teologia cattolica?

    No, molte persone sono nate con predisposizioni o condizioni che noi chiaramente riconosciamo come problemi. Un gene dell’alcolismo, dell’obesità, della timidezza sono sempre stati riconosciuti come condizioni sfortunate. Alcune persone sono nate con un deficit dell’attenzione, cecità o sordità, ritardo mentale, handicap fisici o con il gene della schizofrenia.
    Ma se anche sono nati in quel modo, noi non diciamo che Dio li ha fatti in quel modo e che devono essere così.La domanda cruciale non è “sono nato così?”, ma “sono stato creato per questo?”.
    E a questa domanda la scienza da sola non può dare una risposta definitiva, come ho detto, ma solo se unita ad una filosofia.

    — Cos’è questo “percorso riparativo” di cui ha scritto nel suo libro “Reparative Therapy of Homosexuality”?
    Questo percorso riparativo è il normale e sano bisogno di realizzare un’unione emotiva con un persona del proprio sesso. Il comportamento omosessuale è quindi un tentativo tardivo di “riparare” l’originario deficit affettivo.Tuttavia sappiamo che il comportamento sessuale non ripara questi deficit.
    Essi possono essere riparati solo attraverso una relazione non erotica.
    L’ uomo con orientamento omosessuale ha paura di questa intimità perché i maschi sono visti come una minaccia.

    — Se un uomo con orientamento omosessuale si sente minacciato dagli altri uomini perché allora si sente attratto da loro?

    Perché è l’unico modo che questo uomo conosce per instaurare una relazione.
    Egli non sa come relazionarsi alla pari con un altro uomo, giorno per giorno. Il suo impulso preponderante è di abbattere la tensione con un intenso e veloce legame sessuale.
    E’ immediato, è eccitante e può rimanere molto impersonale. Ma sviluppare un intima amicizia maschile caratterizzata da uguaglianza e reciprocità è molto più difficile.

    — Gli uomini omosessuali dicono di percepire questa attrazione come una cosa normale e naturale…

    In un certo senso essi la sentono come naturale.
    Questo perché l’origine dell’omosessualità risiede nella prima infanzia e così hanno l’impressione di essere nati in questa condizione. Per quello che ricordano hanno sempre sentito “eccitazione” riguardo gli altri uomini. Ma questa eccitazione indica un deficit emotivo nelle loro relazioni con i maschi, non un’omosessualità congenita.
    Gli uomini omosessuali che cercano di cambiare sono solitamente consapevoli che i loro sentimenti non sono qualcosa di congenito e naturale. Essi credono che sia possibile realizzarsi nella vita vivendo in armonia con il proprio fine.
    Guardando al di là dei propri sentimenti immediati, essi vedono la ragionevolezza dell’unione eterosessuale. Per i cattolici questa ragionevolezza è confermata dall’insegnamento della Chiesa.

    — Ma gli omosessuali non hanno relazioni durature?

    Si, ma sarebbe meglio classificare queste relazioni come amicizie, perché essi generalmente includono avventure esterne.
    Molti portavoce gay – compreso l’editore di New Republic Andrew Sullivan, cattolico dichiarato e autore del libro Virtually Normal – dicono che dobbiamo riscrivere il tradizionale codice morale per adattarlo alle realtà del mondo gay.
    Sullivan descrive il mondo dei gay “sorprendentemente privo di restrizioni morali” e elogia i gay per avere “una maggiore comprensione della necessità di valvole di sfogo extramatrimoniali”.
    La maggioranza degli scrittori gay infatti concorda con Sullivan che il tradizionale concetto di fedeltà sessuale è impraticabile e indesiderabile nelle relazioni gay. Ma come può essere onesta ed intima qualsiasi relazione priva di un impegno alla fedeltà?

    — La comunità gay è diventata molto più visibile recentemente. Può commentare alcune delle posizioni che essa ha preso sulle questioni sociali?

    La comunità gay originariamente domandava tolleranza alla quale gli omosessuali avevano diritto. Ma dopo aver ricevuto una certa tolleranza che era loro dovuta hanno cominciato a pretendere approvazione.
    Presto hanno cominciato a domandare che un orientamento omosessuale fosse valutato alla pari di un orientamento eterosessuale.
    Alcune affermazioni fuorvianti che oggi spesso udiamo dagli omosessuali sono: “L’amore è l’amore.” Implicitamente si sostiene che qualsiasi tipo di amore tra due persone sia sano e buono. Questo vorrebbe dire che non si deve giudicare l’amore di un pedofilo per un bambino, o l’amore di una donna sposata per il marito di un’altra donna.
    L’amore non è amore, e se anche due uomini omosessuali possono seriamente prendersi cura l’uno dell’altro, l’amore omosessuale – che è fondato su un deficit emotivo – non è così sano e completo come l’amore eterosessuale.
    “Non c’è assolutamente niente di sbagliato nelle persone omosessuali”.
    Questa affermazione è stata fatta da un importante vescovo cattolico in un film scritto per educare un pubblico cattolico. Sebbene compassionevole nelle intenzioni tuttavia tale affermazione è fuorviante.
    Una persona omosessuale non sceglie il suo orientamento, ma ciò non significa che si possa dire che non ci sia “niente di sbagliato” in lei.
    “Se non approvi l’omosessualità sei un omofobico e un intollerante.”
    Una disapprovazione di principio della condizione omosessuale, se fatta con amore, non costituisce un’ingiusta discriminazione o intolleranza.
    “Sono fatto così”.
    In realtà la nostra identità più profonda non può mai essere omosessuale; allo stesso modo la nostra identità più profonda non può mai essere quella di un alcolista, di un sadomasochista o di un marito violento.
    Questi sono deficit psicologici, non delle identità.
    “Noi tutti dobbiamo imparare a rispettare la diversità”.
    Questa dichiarazione all’inizio si riferiva alla legittima aspettativa che la società rispettasse le minoranze religiose e culturali. Ma successivamente è venuta la richiesta di rispettare ogni forma di diversità, inclusa la diversità sessuale. Questa è una richiesta ridicola.
    Si dovrebbero rispettare solo quelle diversità sessuali che riteniamo accettabili all’interno del nostro sistema di valori morali.”
    La gente ha bisogno di imparare che essere differenti non significa essere cattivi”.
    Un Film della Public Television (PBS) effettivamente si concludeva con questa semplicistica affermazione! Ma essere differenti neanche significa necessariamente essere buoni.
    Questa affermazione è rivolta a fare sentire in colpa le persone che vedono nella condizione omosessuale un disordine.

    — In che modo evita di imporre le sue vedute e i suoi valori ad un cliente che intraprende una terapia?

    Credevamo che la psicoterapia potesse essere senza valori.
    Non è così. Infatti una terapia efficace si sviluppa da un sistema di valori condiviso tra cliente e terapista.
    Nè la psicologia nè qualsiasi altra scienza sociale può affrontare la questione di “cosa è” senza avere la minima percezione di “cosa dovrebbe essere”.
    Io evito di imporre le mie opinioni rendendole esplicite ad ogni cliente sin dall’inizio.
    Solo se le nostre vedute e i nostri valori sono compatibili continuiamo con la terapia.
    Molto spesso mi accorgo che c’è un affiatamento delle menti quando il cliente è una persona di fede, con la percezione di essere stata modellata da un creatore.
    Un tale cliente solitamente avverte che la sua fede religiosa lo chiama a vivere non secondo la sua natura caduta, come fa il mondo, ma secondo la natura donata da Dio.
    E come cattolici dobbiamo sostenere e incoraggiare questi uomini e queste donne nella loro lotta per la completezza e la guarigione

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  22. “Sarebbe come se uno, credendosi Napoleone, chiedesse alla ASL di trasformarlo come il noto personaggio storico.”
    E’ un po’ diverso in quanto una persona non è straformabile in napoleone non avendo obiettivamente avuto la sua esperienza. Mentre invece un vissuto psicologico del genere opposto al proprio sesso non è qualcosa di facilmente negabile.

    “sostiene che qualsiasi tipo di amore tra due persone sia sano e buono. Questo vorrebbe dire che non si deve giudicare l’amore di un pedofilo per un bambino, o l’amore di una donna sposata per il marito di un’altra donna.
    L’amore non è amore, e se anche due uomini omosessuali possono seriamente prendersi cura l’uno dell’altro, l’amo”. Sul classico equivoco del “allora anche i pedofili”, dimenticando che il punto fermo è ovviamente essere due adulti consenzienti.
    Questo punto, che denota cattiva fede, dimostra che Nicolosi sostiene veementemente una posizione politica anti gay. Io non ho nulla in contrario se un gay preferirebbe essere etero e volesse provare a vedere se è possibile diventarlo, anche semplicemnte perchè si vuole avere figli in modo normale e senza tutte queste complicazioni.
    Però in altre interviste vedo che ritiene il praticare l’omosessualità, “stile di vita omosessuale”, distinguendolo capziosamente dall’orientamento, cosa che non ha senso poichè è il semplice risultato dell’accettare il proprio orientamento, non uno stile di vita. E’ implicito un giudizio più positivo ovviamente su chi non pratica, quindi, quello è solo l’orientamento.

    La teoria dello stile di vita, potrebbe al limite applicarsi su chi ha già di per sè inclinazioni alla bisessualità.

    Un approccio come quello di questo professore, e io all’inizio ero ben disposto, potrebbe creare un senso di colpa nel paziente, dichiariazioni come “Noi crediamo che molti attivisti gay hanno usato la questione dei diritti civili o delle libertà civili come un modo per opprimere persone che stanno cercando di cambiare, persone che stanno cercando di uscire dall’omosessualità.”
    sono tutto un programma, cioè adesso gli attivisti sarebbero nemici del gay che vuole provare a “ritornare” etero.
    Cioè non sono gli omofobi e i picchiatori ad opprimere, e da ben prima delle rivendicazioni sui matrimoni.
    Nicolosi afferma di difendere almeno il loro diritto al non essere discriminati nella vita sociale, dove la loro vita privata è irrilevante.
    Tuttavia sottovaluta il portato dell’omofobia nella non accettazione della propria sessualità, ovviamente gli attivisti possono talvolta eccedere nello zelo, ma nella loro esperienza è la non accettazione sociale e il senso di colpa che porta il gay a non accettarsi.
    In paesi dove l’omofobia è meno radicata c’è una maggiore autoaccettazione del proprio orientamento, questo è indubbio checchè lui ne possa dire.

    “Ma successivamente è venuta la richiesta di rispettare ogni forma di diversità, inclusa la diversità sessuale. Questa è una richiesta ridicola.
    Si dovrebbero rispettare solo quelle diversità sessuali che riteniamo accettabili all’interno del nostro sistema di valori morali.”
    Tralasciando quindi preferenza personale e consenso. Grande obiettività, non c’è che dire, quest’uomo sarà di grande aiuto.

    Il resto è la solita diatriba sul rapporto figlio – padre, figlia – madre.
    In fondo Povia gli ha fatto uno spot, col suo paziente Luca.
    E ci sarebbe da vedere in che modo questi guariscono.

    Non do per buono tutto, ma qui si trova qualcosa di più su di lui.
    http://www.stefanobolognini.it/431/si-puo-curare-lomosessualita.

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    • Ho letto l’articolo nel sito “Omosofia” certamente fondato e diretto da omosessuali e dintorni.
      Ma che cosa ti aspettavi?
      E’ chiaro che si sono capate tutte le opinioni a sfavore della cura.
      Sono organizzazioni di psichiatri e psicologi, ciascuna delle quali esprime una opinione, non possono impedire di curarsi se uno lo vuole.
      Non è da escludere che gli stessi medici che le dirigono, a loro volta siano omosessuali.
      Non c’è da dar loro retta.
      La psicologia non è una scienza, ci sono oltre 500 tipi di psicoterapie, variamente orientate, molte su base filosofica, umanistica, liberale, altre su quella religiosa.
      Quindi nessuno può dare un giudizio definitivo.
      Queste organizzazioni, ciascuna delle quali ritiene di essere la voce della scienza, in realtà non fanno che esprimere un’opinione politica.
      Sul successo delle terapia:
      Ti ho portato l’esempio che su 100 persone che iniziano una cura dell’obesità, solo il 4% di esse riesce a mantenere il peso raggiunto dopo il terzo anno.
      Cosa significa, che non si devono più intraprendere diete?
      Molti malati di cancro muoiono a breve… cosa significa? Che non dobbiamo tentare di curarli?
      Tutti sanno che guarire dal tabagismo, dall’alcolismo, dalla tossicomania ecc. è solo una vittoria temporanea, non si è mai fuori.
      Occorre vigilare permanentemente, per non ricadere nel vizio, per questo esistono comunità nelle quali il dipendente ritrova stimoli per non ricadere.
      Non si tratta di malattie ma di comportamenti errati.
      Questo per dirti come è difficile uscire dalla “formattazione” omosessuale.
      E’ difficile ma non impossibile, in ogni caso, rimanere omosessuali è una sconfitta a vita.

      Che fare? i genitori devono informarsi e vigilare perchè omosessuali si diventa in famiglia e fuori, con amicizie poco raccomandabili e figure anche autorevoli: dietro un prete, un professore, un amico, ecc. può nascondersi l’omosessuale che aspetta l’occasione.

      Le manifestazioni gay si sono dimostrate una vera fonte di infezione; le cose peggioreranno in futuro con l’allevamento di bimbi da parte di coppie omosessuali, facendo prima di tutto un gravissimo torto al bambino stesso privandolo dell’altro genitore, così importante per lo sviluppo di una personalità libera da condizionamenti.

      ——————————————————————————–
      “I figli di gay sono tendenzialmente ad alto rischio di problemi sicuramente psicosomatici, neuropsichiatrici e di depressione”. Lo ha detto il presidente della SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale) Giuseppe Di Mauro, ospite di KlausCondicio, programma televisivo condotto da Klaus Davi in onda su YouTube, dedicato alle adozioni gay e nel quale si discute la tesi della rivista Pedioatrics, secondo cui “bambini cresciuti da coppie omosessuali sono esposti a maggiori rischi per la salute di quelli cresciuti in famiglie eterosessuali sposate”.
      FATE I GAY! – “L’omosessuale faccia l’omosessuale, non è adatto ad accudire un figlio, non può andare contro natura. Mi auguro che in Italia non venga mai approvata una legge che permetta l’adozione alle coppie omosessuali – ha aggiunto Di Mauro -. Al bambino per vivere, oltre a una salute fisica, occorre la salute psicologica, mentale, scolastica. Tutte linee di salute che sono importanti e che ce le dobbiamo conquistare, siamo noi responsabili. Crescere con una coppia omosessuale potrebbe andare bene in una, ma le altre 99 volte non succede”. (9COLONNE)

      L’associazione sposa in pieno le tesi della rivista Pedioatrics, secondo cui ‘bambini cresciuti da coppie omosessuali sono esposti a maggiori rischi per la salute di quelli cresciuti in famiglie eterosessuali sposate’. Secondo lo studio, condiviso dalla SIPPS e discusso nella puntata, ‘le unioni omosessuali hanno una minore durata (2/3 anni in media) rispetto a quelle eterosessuali. I bambini cresciuti da coppie omosessuali sono piu’ portati ad incontrare problemi di confusione nell’identita’ sessuale, a sperimentare sessualmente e ad assumere comportamenti omosessuali’.
      ‘Sottoscriviamo in pieno la tesi esposta da Pedioatrics’, ha ribadito Giuseppe di Mauro: ‘Il bambino che cresce con una coppia omosessuale – ha poi spiegato – e’ tendenzialmente ad alto rischio di problemi psicosomatici, neuropsichiatrici e di depressione. Noi creiamo delle persone che comunque sono dei diversi. Noi – ha poi precisato Di Mauro – abbiamo su tutte le caselle maschi o femmine, la terza casella io non la leggo. I bambini tendono ad assumere le caratteristiche dei propri genitori, quelli cresciuti dalle coppie omosessuali prendono riferimento da questa loro famiglia, cercano di imitarla, di condividerla. Allora, mi domando, si da’ vita ad un esercito di gay?’. Nel corso della trasmissione, Di Mauro ha aggiunto: ‘Oggi le patologie principali per i bambini sono i disturbi psicosomatici, le malattie neuropsichiatriche psicosomatiche sono di gran lunga aumentate. La disgregazione del nucleo familiare puo’ portare a dei rischi al bambino di malattie neuropsichiatriche o almeno psicosomatiche’.
      Per questo Di Mauro si augura ‘che in Italia non venga mai approvata una legge che permetta l’adozione alle coppie omosessuali’.
      ‘Non c’e’ nessuna discriminazione per le persone – ha spiegato – perche’ i cattivi, i buoni e i bravi sono in tutte le classi e in tutte le categorie’. Ma ‘al bambino per vivere, oltre a una salute fisica, occorre la salute psicologica, mentale, scolastica’. Cauto sulle adozioni gay anche Francesco Paravati, presidente del SIPO (Societa’ Italiana di Pediatria Ospedaliera) intervenuto in trasmissione: ‘Un bambino con due genitori omosessuali e’, nelle prime fasi di vita, un po’ confuso.
      Manca un riferimento a un’identita’ di entrambi i genitori; avere due mamme diventa difficoltoso soprattutto quando il bambino ha dei riscontri nell’ambito sociale, nell’asilo e nella scuola’. ‘Le nuove famiglie costituite da coppie omosessuali con figli rappresentano certamente un problema emergente per la realta’ italiana. Nella nostra realta’ – spiega – diversa tra la citta’ e la provincia, queste diversita’ impattano sicuramente nella vita sociale di un bambino, soprattutto nell’ambito dell’asilo e della scuola, che costituiscono dei momenti di crescita e confronto importanti con gli altri bambini della stessa eta”. (ASCA)
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      Per questo, se gli omosessuali vogliono farsi del male da soli, liberi, ma lascino stare i bambini, la vita è una cosa seria.

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      • Eccessivo normativismo, per i bambini è nefasto come l’eccessivo anarchismo, devono avere modo di esprimere quello che sono. Devono indubbiamente avere delle norme, capire a cosa è giusto ribellarsi, anche i genitori imparare da loro cosa cogliere nel periodo dell’adolescenza, perchè sarà quasi invariabilmente qualcosa che non avevano previsto, quindi cercare di capire a cosa si ribellano e quando, come spesso accade quel qualcosa è vago anche per loro aiutarli a focalizzarlo meglio. Talvolta la ribellione è qualcosa di effettivamente vago ma che ha una sua ragion d’essere in quell’eccessivo indirizzamento che percepiscono in giro, nella scuola, un chiedersi a cosa serva alla fin fine, cosa si voglia fare di loro, dei nuovi soldati, (in senso lato) delle sforna figli, se li si stia formattando e programmando invece di coltivarli perchè possano esprimere e sviluppare (ovviamente grazie alla cura genitoriale e a quella scolastica) la propria individualità.
        Cogliere cosa vogliono dire invece di banalizzare in maniera paternalistica e derubricare tutto in una sorta di vizio.
        Davanti all’idea del diventare gay come qualcosa che si impara come si impara a fumare e a bere per emulazione da genitori inclini a questi vizi in primo luogo, in secondo luogo tra i grandi per sentirsi (ognuno per reazione a catena con l’altro) grandi e alla pari, per trasgredire.
        E’ escluso perchè credo che una persona lo diventi da solo/a perchè dove fumare, bere e farsi le canne è qualcosa in qualche modo popolare tra i giovani, finora l’essere gay per darsi un tono non lo è mai stato.
        Comunque io ho potuto frequentare persone che fumavano senza mai accettare una sigaretta.

        Per quanto riguarda l’emulazione si ha è vero, l’esperienza che sia possibile farsi piacere qualcosa che prima non piaceva come sostanze psicotrope quali vino e sigarette, sigarette, alcool etc. per l’alterazione che queste sostanze creano nei centri della necessità e della ricompensa. E’ indubbio che il sesso abbia qualcosa in comune con queste cose, anche se tuttavia lo stimolo non viene aquisito esternamente, come nei casi suddetti, ma avviene spontaneamente.
        Sappiamo che un vero gay, lo diventa/è/capisce di esserlo al momento dello sviluppo senza aver avuto nessuna esperienza sessuale, cioè senza aver provato con un uomo/donna per farselo piacere.
        La questione così non è certamente risolta, è vero, ci sono dei dubbi da dirimere, che lo scettico giustamente rileva.
        Si fa supporre che quindi nella fase di apprendimento del bambino qualcosa, a cui i genitori non hanno badato, sia andata storta, pur senza associazione genitale diretta, si suppone quindi che il bambino abbia costruito un percorso che lo ha portato a lasciarsi affascinare e attrarre gradualmente dagli uomini, invece che dalle donne, come una bambina, insomma.

        Per quanto buona parte dei gay abbiano poco dell’identità femminile, anzi rivestono stereotipi iper maschili o al limite maschili normali. Magari la fascinazione nei confronti di qualcosa che rifletta la potenza maschile, senza che per questo loro siano più femminile, (o a seconda dei casi, sì, ci sono tutte le varietà e combinazioni).
        Escludibile anche questo, di due fratelli cresciuti in maniera decisamente simile, uno potrebbe diventare gay o trans a dispetto di tutti i luoghi comuni sulla madre castratrice-padre assente – identità di genere debole di cui si possa essere imbevuti.
        Ma qui siamo daccapo al solito giro di Do. Presupposto mio, presupposto tuo.

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  23. “Per questo, se gli omofobi vogliono farsi del male da soli, liberi, ma lascino stare i bambini e i gay, la vita e la libertà è una cosa seria.”

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  24. non accettare il corpo che si ha maschile o femminile non è cosa buona. occorre accettarsi e non voler essere qualcosa d’altro da quello che si è. ecco perché gli psico psichiatri sono così affaccendati e ricchi. la prova che per diventare femmine, che è la richiesta maggiore, essendo maschi è che per perseguire l’insano desiderio, si debbano prendere pacchi di ormoni, ecc, ecc, e sottoporsi a costose macellazioni magari all’estero. inoltre nelle coppie omo c’è sempre il ruolo maschile ed il ruolo femminile… assurdooooo!!!! vorrei saperese le sette religiose e non inducono i bambini all’omosessualità per discolparsi dalla pedolfilia del capo e sottopanze. inoltre sesso e religione sono attività private che si devono obbligaoriamente espletare nel proprio domicilio per non rompere …….. al prossimo con i lamenti ed i piagnistei. non intendiamo reggere il moccolo né ad omosessuali, né ad eterosessuali né ci interessa di jové stallah p’Io

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    • Il problema è che cambiare sesso ha un costo elevato, le cure pre e post operatorie sono lunghe complesse, necessitando di numerose rifiniture, ed hanno effetti secondari sulla salute del soggetto, trattandosi di ormoni e altre sostanze.
      Inoltre, il desiderio di cambiare sesso passa per una non accettazione del proprio corpo che, al di là del sesso, invade altri campi della psiche, che riguardano i rapporti passati con i genitori, gli amici, la scuola, gli educatori e perfino la religione.
      Ora il movimento gay, assai potente, ha indotto l’associazione internazionale degli psichiatri e degli psicologi, nonchè l’OMS a depatologizzare questi aspetti psicosessuali anomali, ma si tratta di definizioni, il problema rimane.
      In sostanza, se non ti vuoi sentire malato, malgrado il tuo disturbo ti faccia soffrire, affari tuoi.

      Non è, però, soltanto un affare individuale, il transgender, infatti, deve interagire socialmente e, ancorchè il suo aspetto sia accettabile, una volta operato il cambiamento, ci sono una serie di problemi sociali circa l’identità, che non viene accettata qualora fosse scoperta.

      Ricordo di aver letto un rapporto sulla soddisfazione del trans dopo il cambiamento: sembra che i problemi siano rimasti, non si sente soddisfatto, in che significa che il problema non era il cambiamento di sesso.
      In ogni caso il cambiamento riguarda una persona ogni 50 mila, non dovrebbe rappresentare una spesa insostenibile per il SSN.
      I gay, sembrano, in tutte le loro varianti, essere il 5% della popolazione, ma, secondo Grillini, si arriva al 30%, avendo lui messo a punto un metodo per individuare i gay nascosti, non ha importanza se gli interessati siano o no d’accordo.
      Infila un dito nel culo dei sospettati e misura la reazione.

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      • Lo dici tu che non viene accettata la loro identità, perchè non si può negare l’evidenza, ed è un problema che ti riguarda solo se ti chiedono di sposarti ;).
        L’ultima te la passa in quanto battuta, tutto sommato divertente perchè grottesca.
        Poi vabbè chi vuole può continuare a paragonarlo al sentirsi Napoleone o perchè no, un’ attaccapanni. Come dice Oliver Sacks, anche un cappello può essere scambiato per una moglie, quindi “nessuno è perfetto”.

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      • “Il barone Giulio Cesare Andrea Evola, meglio conosciuto come Julius Evola (Roma, 19 maggio 1898 – Roma, 11 giugno 1974), è stato un filosofo, pittore, poeta, scrittore ed esoterista italiano. Fu personalità poliedrica nel panorama culturale italiano del Novecento, in ragione dei suoi molteplici interessi: arte, filosofia, storia, politica, esoterismo, religione, costume, studi sulla razza.
        Le sue posizioni si inquadrano, in parte, nell’ambito di una cultura e di tendenze ideologiche assimilabili o vicine a quelle del fascismo e ancor più del nazionalsocialismo, pur esprimendosi spesso in una critica in chiave tradizionalista nei confronti di alcune componenti dei due regimi.
        Mussolini ne apprezza alcune impostazioni: in particolare il ritorno alla romanità e una teoria della razza in chiave spirituale. Da parte sua il filosofo nutre un’indubbia ammirazione nei confronti del “Duce”.”

        Non lo conoscevo, comunque mi è abbastanza estraneo.
        Mi sembra, nell’ultimo mio post, che il mio punto di vista si sia notevolmente ammorbidito.
        Nei mesi passati i movimenti hanno fatto passi da gigante in ogni direzione, sicchè si potrebbe anche parlare di lotta non più necessaria e di “diritti” acquisiti, ormai, manca la legge sull’omofobia e poi, tutti in paradiso!
        E’ sempre un piacere risentirti e ricevere da te un po’ di maltrattamenti.
        Ciao.

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