Quante donne etero vivono liberamente la propria espressione di genere?

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Apprezzo molto le donne, giovani e meno giovani, che sperimentano le diverse possibili espressioni di genere, per quanto concerne il comportamento, le passioni che seguono, il vestiario, i modi, e i ruoli, che alternano, provano, magari tornano sui loro passi, dopo, ma con consapevolezza.

Mi dispiace vedere che quasi sempre si tratta di donne non eterosessuali, o eterosessuali appartenenti a subculture e lifestyle alternativi (sinistre, centri sociali, punkrock, spiritualità alternative, veg, naturismo, poliamore, bdsm…), che “permettono” inversioni e sperimentazioni di ruoli, nonché espressioni estetiche alternative.

La donna etero “media” esita spesso e volentieri, preoccupata di rassicurare eterolandia ed assecondare il desiderio dell’uomo medio (etero).
Non dovete fraintendere ciò che ho scritto. Non sto descrivendo una velina atta a mostrare la mercanzia ed essere promiscua (anche perché di per se non ho nulla contro la promiscuità), ma parlo anche della ragazza “di parrocchia”, conformista, che sta sempre attenta a non tagliare troppo i capelli…per evitare che dicono che “sembra un maschio” (cosa che puntualmente avviene).

Non sto dicendo che dovrebbero “scomparire” le espressioni di genere femminee, ma dovrebbero essere “scelte consapevolmente” e non vissute passivamente come “innate” e “naturali“.
La critica che potrebbe essermi posta riguarda il fatto che molte donne vivono benissimo credendo che sia naturale amare un certo tipo di vestiti, avere alcune passioni e non altre, recitare un determinato ruolo nella danza della seduzione con un uomo e non il suo complementare, ma il “vivere benissimo” è sempre relativo quando si sta parlando di persone che hanno sempre e solo conosciuto un’unica realtà, e non hanno idea che esista altro, un po’ come quando io non sapevo che “si potesse essere ftm“, oppure alcuni schiavi neri pensavano che fosse “naturale” per loro essere schiavi, o le donne islamiche fiere del burqa, o quelle africane fiere della loro infibulazione.

Di certo qualcuno dirà che è il mio occhio di occidentale a dire che questi sopracitati esempi rappresentano persone che NON stanno realmente bene, e che è il mio occhio di attivista che vuole “sbinarizzare” tutto, come se a chi è fuori dei nostri giri importasse qualcosa.
Altri diranno che l’esempio con schiavi neri e infibulate è fuori luogo, e che una donna “binaria” infondo è felice e ha dalla vita tutto ciò che possa desiderare, e magari è vero, chi lo sa!

Mi chiedo ad ogni modo come mai invece le donne non eterosessuali, che non devono rispondere a determinati canoni binari per essere ritenute attraenti (ma nel mondo LGBT ha un suo mercato anche l’androginia), messe nelle condizioni di poter sperimentare, sperimentino tranquillamente, senza il terrore di perdere consenso e finire in basso nella classifica della desiderabilità.
Lo stesso succede all’uomo eterosessuale, che raramente (a meno che non sia un rocker o un glamster) vive la sua femminilità interiore ed esteriore senza l’incubo di essere meno desiderabile o “scambiato per ricchione“.
Del resto anche il mio ex efebuccio di Bolzano, curioso verso le donne, mi diceva di non interessare minimamente a loro (ma io, dai miei occhi di persone LGBT, lo vedevo stra-bono ed androgino!).

Mi dicono dalla regia che nel mondo femminista invece tutto funzioni diversamente e che ci siano molte donne al di fuori di questi canoni binari, estetici e comportamentali, considerate desiderabili dai loro compagni, anch’essi femministi, ma non sempre.
E che addirittura alcune femministe e donne di sinistra abbiano avuto dilemmi etici sul vivere la propria femminilità e conciliarla con la battaglia femminista.

Ad ogni modo, spero chele mie lettrici mi daranno torto, ma che non sia un torto “politically correct“, atto a dire che “la donna media non esiste, che sono più emancipate di quanto io creda” o a dire che sono un misogino.
Mi sembra che denunciare un problema, analizzarlo, sia un tentativo di aiutare la donna, mentre oscurare il problema…quella è la vera misoginia.

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6 pensieri su “Quante donne etero vivono liberamente la propria espressione di genere?

  1. Ma per l’appunto: che ne sai che non sono scelte consapevolmente solo perchè non sono scelte tue? Sta storia per cui o sei così o sei vittima o complice (inconsapevole) del patriarcato o di eterolandia o di chissà che altro, è stupida quanto sono stupidi quelli che dicono “un vero uomo non può fare danza”, “se un uomo ascolta gli Abba è di sicuro gay” o cavolate simili ed esattamente come sono stupide (a mio parere) le preoccupazioni di quelle donne politicamente impegnate per le quali il rossetto o i tacchi o le gambe depilate sono anti-femministe
    il paragone con l’infibulazione (ma pure i piedini fasciati alle bambine cinesi) mi pare incongruo dato che quelle sono mutilazioni genitali imposte a delle neonate

    Devo dire la verità: la donna islamica orgogliosa del suo burka non mi crea problemi finchè non ripudia o cerca di uccidere una figlia che eventualmente non vuole portarlo.
    Ma venendo alla donna etero occidentale “media” o meno (una che di solito non ripudia la figlia solo perchè non vuole mettere la minigonna o perchè la vuole mettere): sì sono convinto che se “vive bene così” la si deve rispettare senza mettere in discussione la sua libertà solo perchè vive il suo corpo e la sua identità di genere in un modo che alla nostra percezione sembra “omologato”.
    Una donna (etero ma anche non etero) coi capelli lunghi e i tacchi, che seduce ed esprime sensualità in un certo modo è libera, consapevole e autentica quanto una coi capelli corti, senza tacchi e che vive la seduzione in altro modo. Se però questa donna salta su a dire “queste cose piacciono a me quindi devono piacere a ogni donna della Terra altrimenti non sono vere donne, non sono davvero femminili, non sono davvero libere” allora è chiaro che è sbagliato.. lo sbaglio non è nell’avere certe preferenze più o meno diffuse o nell’esprimere la propria identità di genere in quel modo, ma nel giudicare gli altri.
    Poi sta storia dei capelli: ci sono fior di donne, anche giovani attrici coi capelli più o meno corti e nessuno sano di mente potrebbe dubitare che sono donne. Capelli corti o capelli lunghi una donna è comunque femminile.
    Per me è buona norma non giudicare mai la consapevolezza e la libertà di qualcuno a seconda di quanto lunghi sono i suoi capelli, di come sono i suoi vestiti, di com’è la sua estetica o di come si comporta con l’altro sesso. E devo dire che per quante prese in giro possa subire un uomo, la sua libertà non è mai messa in discussione qualunque sia il suo aspetto o il suo atteggiamento, lo stesso deve valere per le donne
    Esistono tanti modi di esprimere la propria mascolinità o la propria femminilità tanti quanti sono gli uomini e le donne sulla Terra, alcuni modi statisticamente frequenti, altri meno ma tutti legittimi e autentici.
    Quanto al voler essere attraenti, piacersi e piacere, quello è un desiderio umano: tutti, chi più chi meno si occupano del loro aspetto estetico per se stessi e per il prossimo, fa parte della nostra personalità e anche della nostra libertà

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    • “la donna islamica orgogliosa del suo burka non mi crea problemi finchè non ripudia o cerca di uccidere una figlia che eventualmente non vuole portarlo.”

      o finchè non giudica troia la ragazza in top e minigonna o se ne esce con cavolate del tipo “i tacchi a spillo e la taglia 38 sono il burka dell’Occidente” ma simili fesserie purtroppo le dicono anche donne occidentalissime e persino intellettuali

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    • Ciao, Paolo, sai io penso che Nath, pur usando un linguaggio un po’ burbero apparentemente, volesse solo dire che tale estetica di genere dovrebbe essere scelta e non subita, quindi non è che adottandola necessariamente la si subisca, se non quando la si recepisce acriticamente.
      Purtroppo molte donne, anche intelligenti, sono ossessionate dal dover corrispondere ad una certa immagine, è un imperativo, la depilazione idem.
      Personalmente posso confermare che molti di noi uomini non ne sono parimenti esenti :), bisogna avere il fisico o peggio ancora alcuni atteggiamenti da vero uomo, purtroppo chiesti a gran voce da molte donne. A loro volta molti uomini non riescono a concepire una donna non depilata e la associano all’idea di andare con un uomo, che a me sembra una cosa un po’ stupida, come se fossero insicuri della loro eterosessualità. Ovviamente poi può anche essere un gusto personale rispettabile, ci mancherebbe, le analisi social vanno ovviamente contestualizzate e non tracciate come giudizio su tutti i gusti comuni, però certe motivazioni addotte all’adeguarsi a determinate scelte sono rivelatorie.
      Però i tagli corti ultimamente mi sembrano molto più frequenti, compresa un po’ di androginia in diverse donne.

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      • Antonio io ribadisco quello che ho detto. Una donna che si depila per estetica è libera ed è se stessa come chiunque altro (ci sono anche uomini, cisgender per natura più pelosi delle donne, che si depilano e non c’è nulla di strano). quasi tutti e tutte vogliamo piacerci e piacere, e tutti e tutte ci occupiamo chi più chi meno del nostro aspetto estetico per noi stessi e per il prossimo. ne abbiamo il diritto! fa parte della nostra libertà e personalità. Una donna coi capelli corti è libera come una coi capelli lunghi.
        Un uomo ha il diritto di palestrarsi o non palestrarsi e una donna ha il diritto di trovare attraente l’uomo muscoloso come di non trovarlo attraente. Ci sono donne che trovano attraenti uomini di un certo tipo e altre donne che trovano attraenti uomini di tipo diverso, lo stesso vale per gli uomini nei confronti delle donne, e lo stesso vale per il mondo gay. Ognuno ha i suoi gusti,
        Sulla depilazione femminile..boh, io il pube femminile l’ho sempre immaginato peloso e mi stupisce che se lo depilino ma non discuto chi ha altri gusti e se una donna si vuol depilare lì è libera di farlo.Le gambe femminili mi piacciono di più lisce e anche le ascelle ma se trovo una lieve peluria non mi lamento e certamente non mi sembra di andare “con un uomo” (che cavolata!) solo perchè la mia amante, (che è una donna, non un gorilla), non si è depilata le gambe o le ascelle,ho delle preferenze ma non mi formalizzo: un’ascella pelosa non mi da’ fastidio
        I baffetti invece non mi piacciono affatto neanche su di me (mi rado regolarmente), figuriamoci su una donna (in linea generale non trovo attraente nessuno che abbia un viso e un corpo più peloso del mio), e il monociglio è anti-estetico su uomini e donne: se non sei Frida Kahlo o Elio (gli unici esseri umani che stanno bene col monociglio) le sopracciglia devono essere due.
        Ora questi sono i miei gusti estetici personali ma non vado certo a insultare o umiliare le persone che non vi corrispondono. L’importante è questo: ma come tutti ho il diritto di averli e non dovermi giustificare

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      • insomma fermo restando che generalmente le donne sono meno pelose degli uomini, dico che un uomo ha il diritto di preferire esteticamente le donne depilate come di preferire quelle non depilate l’importante è non umiliare chi non corrisponde ai tuoi gusti e questo vale per tutti/e

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