Delirio Binetti e vera causa di discriminazione transgender

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Noi transgender non ci rendiamo conto che principalmente le varie chiese e sette sono ossessionate non tanto dall’identità di genere, ma dall’orientamento sessuale.
Noi transgender (medicalizzati e non) veniamo visti da loro come dei “super-omosessuali” e non concepirebbero nemmeno che un ragazzo F to M fosse attratto dagli uomini o una ragazza M to F da donne.

L’obbligo di transizione medicalizzata e di sterilizzazione a cui ci sottopongono per sterilizzarci è solamente un “pegno” che noi dovremmo pagare per non “farla franca” come omosessuali: sono terrorizzati dalla possibilità che il nuovo genere sui documenti ci dia la possibilità di formare matrimoni “biologicamente omosessuali”.

Faccio un esempio: ammettiamo che Mario sia un ftm etero, non interessato al percorso e fidanzato con Teresa (ragazza biologica). Se a Mario fosse permesso il cambio documenti senza transizione, e fosse legalmente uomo per la legge italiana, automaticamente egli potrebbe sposare Teresa e adottare dei bambini.

Visto che per gli integralisti cattolici e gente come la Binetti l’identità di genere non esiste, per loro tutto questo sarebbe un’excamotage che le “due lesbiche” hanno attuato per sposarsi “contronatura“.
Io la penso così da anni, ma i deliri recenti della Binetti mi fanno capire che avevo visto giusto.

“Potrebbe essere l’uovo di colombo – ha dichiarato secondo quanto riporta l’agenzia Dire -, quella soluzione così faticosamente cercata ma incredibilmente a portata di mano. Perché mai dover fare una legge sulle unioni civili, immaginando soprattutto le coppie omosessuali e ingaggiare una lunga dialettica semantica su cosa significhi oggi il termine matrimonio, oppure imbarcarsi in una aspra battaglia parlamentare sul valore della famiglia, per decidere se certe riforme ne rafforzino l’identità o la indeboliscano ulteriormente? Tutto inutile, tutti discorsi spazzati via dalla recentissima sentenza della Corte di Cassazione sul caso della persona che ha chiesto di cambiare sesso all’anagrafe senza operazione”.

“La differenza sessuale appare del tutto irrilevante e basta dichiarare non il proprio essere e neppure il proprio apparire in un certo modo, ma solo il proprio desiderio di essere in quel certo modo. Basterà presentarsi all’anagrafe, dichiarare come ci si sente e come si vuole essere considerati e i giochi sono fatti. Ci si può sposare regolarmente e si potranno anche adottare dei figli, con buona pace dei ddl della Cirinnà, che non prevede adozioni, o del ddl Pagano-Sacconi, che di matrimonio non vuole assolutamente sentirne parlare. Lo ha deciso ancora una volta sentenza della Cassazione che, con un colpo solo, spazza via secoli di consolidata tradizione sulla identità sessuale“.

“Perché accontentarsi di una modesta unione civile, quando recandomi all’anagrafe per far registrare un mio desiderio, posso avere un matrimonio coi fiocchi? Dobbiamo tornare al concetto di natura umana recuperando tutto il valore della identità sessuale nella sua specifica e ineludibile differenza e concretezza. La teoria del gender, che molti si affannano a negare, rende totalmente attuale tutta l’ambiguità del messaggio pirandelliano: così è se vi pare. Allo stesso tempo però, rende ancora più difficile comprendere chi siamo noi e chi è la persona che abbiamo davanti, per la semplice ragione che alla oggettività dei fatti si preferisce una radicale auto-referenzialità. E a questo punto tutto diventa drammaticamente possibile, anche il disorientamento delle nuove generazioni“.

Mi chiedo cosa penserebbe la Binetti di una persona come me che, in uno stato senza diritto per le unioni tra persone dello stesso genere, paradossalmente nel momento in cui cambiasse genere legale, anche avendo un corpo “fertile femminile“, non potrebbe più sposare il suo compagno, in quanto relazione “legalmente gay“, anche se “fertile e in graziadiddddio” per la Chiesa Cattolica.

Non rimane che appurare che non arriveranno leggi a favore del cambio documenti per i non medicalizzati fin quando non sarà sfatato il mito del matrimonio solo per coppie eterosessuali.
E la Rothblatt aveva visto lontano nel suo libro (L’Apartheid del Sesso), quando aveva detto che decaduta la discriminazione di sesso, secondo la quale ognuno ha il diritto di sposare solo persone del sesso opposto, allora la categoria sesso sui documenti perderà ogni interesse, escluso quello dei documenti sanitari.

Altre info sul tema: http://www.gay.it/news/Delirio-Binetti-Matrimonio-gay-cambio-sesso

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  1. Pingback: Perché il matrimonio gay è affare delle persone transgender | Progetto GenderQueer

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