Perché la bellezza è binaria?

Quando si dice “androginia”, l’immagine che passa negli occhi di chi ascolta questo termine è quella di una ragazza magra, molto magra. Capelli corti ma fashion. Una giacca e cravatta di allusione maschile ma progettate per lei. Qualche tocco di colore nei capelli per rassicurare. Trucco cattivo, aggressivo.
In altri, rari, casi, appare un modello giovane e figo. E’ un passerella, camiciolla aperta con petto tornito senza un pelo. Boccoli biondi stile gruppo anni novanta di fratelli dal nord Europa.
Ad ogni modo, se sei una persona androgina, devi essere molto bella, molto magra, e con connotati rassicuranti.
Antibinario/a si, ma con moderazione.
Devi rappresentare quell’eccezione che serve a confermare la regola.

In realtà esattamente come chi è completamente gender conforming, anche le persone androgine spesso e volentieri sono in sovrappeso, basse, con gli occhiali, con nasi e denti non perfetti, ma tuttavia per tutta questa gente c’è molta poca tolleranza rispetto a quella riservata ai “normali” brutti.

Quello che intendo dire è che nella nostra società essere androgini/e non è un diritto.
Tempo fa avevo sollevato il fatto che per dire che è una persona è bella dobbiamo per forza dire “bell’uomo, bella donna”, ma mai “bella persona”, altrimenti, privato del suo impatto sessuato, il termine assume caratteri psicologici. Una nonnina è una bella persona. Una ragazza giovane è una bella ragazza o donna.

Mi ha molto fatto riflettere ciò che ha detto una mia amicizia facebook.

La società ci insegna che il corpo femminile, di base, per propria natura, fa schifo. È brutto, indesiderabile, anche un po’ disgustoso.
Pensateci. Ci lamentiamo dell’infibulazione ma non ci accorgiamo che la stessa mentalità castrante nei confronti del corpo femminile ci appartiene, saldata a doppio filo con il consumismo, resa appetibile, e noi la seguiamo come pecore: il corpo femminile può raggiungere la decenza solo se viene modificato (con depilazione, diete, trucco e parrucco). Sennò è naturale, quindi bestiale, e quindi brutto.
Il corpo maschile è perfetto com’è. Può, o forse deve essere un po’ bestiale: se viene curato “troppo” è un corpo “da frocio”. L’uomo nasce maschio. La donna nasce mostro, diventa femmina solo attraverso una forma di auto-repressione fisica.
Certo “ognuno ha i suoi gusti”, ma sono i tuoi gusti o quelli che il mondo ha deciso per te? I tuoi gusti fanno male a qualcuno? Fanno male a te stesso?
Siamo tutti attraenti, amabili e normali come mamma ci ha fatti. Piantiamola di sentirci manchevoli di qualcosa, di provare vergogna per il nostro aspetto, di trasformare il nostro corpo in un’autostrada per le opinioni altrui. L’unica cosa che dovremmo chiederci allo specchio è “questo sono veramente io, o qualcuno che degli altri mi hanno convinto ad essere?” Insomma, perché davanti alla libertà che ci salverebbe siamo sempre così pigri?
P.S rivendicare la libertà e poi continuare a giudicare gli altri come fossero manichini non vale

Quando ho iniziato a leggere ho pensato: “che intende dicendo che il corpo femminile viene considerato disgustoso“?
Ero ormai così calato nel chiamare “corpo femminile” quello delle donne che si vedono in giro (colleghe e tizie in metropolitana) che mi sono distratto da cio’ che poi sarebbe stato chiaro nel resto dello status:
stava parlando del corpo femminile quello vero, quello che abbiamo dimenticato, abituati ormai al corpo artefatto e preteso dalla società.

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Un giorno sono capitato per un rilievo architettonico in un centro estetico unisex.
C’erano delle donne in fila. L’agenda era piena ma loro premevano per un’urgentissimo “Occhi di bambola”.
Per chi non lo sa, occhi di bambola è un sistema di lavorazione di ciglia artificiali.
La donna in questione era isterica. Se non avesse “ricostruito” (sarebbe più onesto dire costruito) ciglia e unghie gel entro sera, sarebbe andato in malora il matrimonio della sorella.
Queste donne in attesa erano li, pronte per il tagliando settimanale e mensile, come delle drogate in fila per ricevere la dose, anche un po’ in astinenza a dire il vero.
Donne transessuali (female to fake female) che però non prendono ormoni, o meglio che, con la scusa di avere un bel ciclo regolare (come se il ciclo regolare esistesse), prendono ormoni femminili.
Donne “in transizione” verso un femminile artefatto e costruito, pronte a piallare i loro corpi, modificarli, trasformarli, renderli accettabili agli uomini, persino a quelli gay, e alle altre donne, in costante competizione su cose futili.

La persona dello status però si sbaglia. Anche l’uomo mediamente ha il dovere di trasformare il suo corpo.
La natura dona corpi maschili e femminili che, se lasciati allo stato brado, non sono dissimili tra loro.
Ma uomini e donne devono impegnarsi a renderli il più possibile diversi con queste “transizioni”

E’ un dovere degli uomini e donne creare una differenziazione fisica, per sottostare alle leggi del binarismo.
Sarebbe scandaloso e increscioso che una persona, senza tutti questi artifizi, potesse erroneamente apparire dell’altro sesso. Vergognoso, increscioso, grave. Il binarismo è un dovere
Pensiamo ai bambini. Se in mutande, è difficile capirne il sesso senza degli orpelli che ne demarchino il binarismo.
E tutto ciò è educativo, necessario.

Ci sono persone, anche non glbt, che per natura non tendono al binarismo, e non si vedono a proprio agio in questa transizione verso modelli binari. Eppure queste persone sono soggette a vari tipi di bullismo e disappunto, anche banalmente consigli “in buona fede” insistenti, di amiche, colleghe, parenti…

Di contro, ci sono persone glbt, in particolare trans, che desiderano fortemente un aspetto non solo coerente con la propria identità di genere, ma binario.
Vivono malissimo il periodo di transizione, o pre transizione, che li porta a subire un’androginia indesiderata, e tutto il bullismo, lo sgomento, l’incomprensione che caratterizza chi è portatore d’androginia.
Mi chiedo non tanto se queste persone sarebbero transgender in un mondo antibinario (lo sarebbero ovviamente), ma se tenderebbero a quest’immagine binaria e normalizzante, o se è solo uno strumento per non essere considerati brutti, strani e grotteschi.
Probabilmente alcuni, molti, desidererebbero un’espressione di genere binaria, come del resto molti cisgender.
Tuttavia, anche se il discorso disturba, se l’androginia non fosse brutta e sbagliata, molte persone, trans e non, vivrebbero a proprio agio senza le sovrastrutture estetiche che altro non sono che un passaporto normalizzatore.

Forse un giorno l’androginia avrà diritto di cittadinanza, e scopriremo solo allora chi realmente è interessato/a a modelli estetici e comportamentali binari.
Il resto è solo ipotesi, perchè viziato è il campione di indagine. Viziato dalla società, dal modelli esistenti, dal concetto di normalità e di bellezza che viene imposto attualmente. Solo quando decadranno questi stereotipi potremmo capire cosa è realmente desiderato e sentito come proprio.
Il resto è solo un’accozzaglia di ipotesi, spesso faziose.

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33 pensieri su “Perché la bellezza è binaria?

  1. Come si suol dire, “molta carne al fuoco”. Questo post tocca il rapporto fra natura e cultura nella percezione della bellezza. Sicuramente, l’essere umano QUASI MAI apprezza i corpi nella loro “natura nuda e cruda”. Ma non vale solo per il corpo femminile. Le donne, nel corso dei millenni, sono state spinte a curarsi cosmeticamente assai più dei maschi, perché il loro destino dipendeva dal trovare un marito (ergo, l’ossessione dell’essere attraenti). Non se ne sono liberate del tutto nemmeno nel mondo occidentale del 2015 – il che spiegherebbe quell’isterismo di cui parlavi. Però, è vero anche che sono esistiti i tipi come Catone, che apprezzavano donne sobrie, perché l’acquisto di abiti eleganti e cosmetici andava a detrimento dell’economia familiare e nazionale. E questa era anche la morale del mondo contadino dei nostri nonni contadini: laddove si faticava per campare, non era apprezzata la dispersione di tempo, fatica e denaro nell’agghindarsi (che si fosse maschi o femmine, poco importava).
    Quanto agli uomini: siamo sicuri che il corpo maschile “vada bene così com’è?” A me non risulta. I maschi sono spesso ossessionati dalle dimensioni del pene: se è vero quel che legge la Littizzetto sui giornali, ci sono pure quelli che se lo fanno estendere con apposite operazioni chirurgiche. E le copertine di riviste come “Men’s Health” pullulano di maschioni con muscoli ultrascolpiti che sono tutto fuorché caserecci e genuini. Le palestre campano di uomini che vogliono adeguare il proprio corpo a un modello culturale. Lasciando stare la moda di depilarsi… o l’usanza sempiterna di radersi…
    Quando si è bambini, certo, le differenze fra corpo maschile e corpo femminile sono meno accentuate. Ma solo perché la pubertà non è ancora intervenuta a modellare i caratteri sessuali secondari (peli pubici, seno, fianchi larghi o muscolatura). Gli organi sessuali ci sono già fin dalla nascita e dal DNA dipende anche il futuro sviluppo ormonale nella pubertà. Ci sono pure gli orpelli, dovuti a genitori che si sentono in dovere di agghindare le bambine con vestitini rosa o i bambini con i pantaloncini (ecc.).
    Morale della favola: ambo i sessi sentono il bisogno (culturalmente indotto) di modellare i propri corpi secondo i gusti diffusi. Anche l’aver un aspetto da “vero uomo” (trascurato e puzzone) è un bisogno culturalmente indotto, paradossalmente. Tanto nella donna quanto nell’uomo c’è l’esigenza di essere apprezzati e amati da coloro che hanno vicino.
    E… la bellezza è binaria, dici. Sì, questo è esatto. L’androginia è una cosa così ricca di sfumature da non permettere la costituzione di un modello di bellezza univoco. Laddove si crea un modello di androginia, esso (di necessità) non è esauriente.
    Se vuoi una considerazione più personale, io mi sono sempre sottratta alla gara per “essere una vera donna” o “essere più femminile delle altre”. Ho sempre badato a sentirmi a mio agio con me stessa e questo agio ha finito per coinvolgere anche altri, giovando al feeling sessuale. 😉 Sarò banale, ma questa mi par l’unica soluzione al problema.

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    • secondo la natura nuda e cruda io dovrei avere una barba da patriarca biblico, c’è chi si piace così e lo rispetto ma io la barba incolta e lunga non la voglio e non la voglio per motivi estetici quindi mi rado..e no non sono “omologato”..solo mi piaccio col viso liscio e credo di essere più piacevole d’aspetto anche per il prossimo.
      Francamente non amo l’elogio spinto della “natura nuda e cruda” con la negazione o il disprezzo di quello che è ritenuto “non naturale” come non amo un elogio altrettanto spinto dell’artificialità e una negazione spinta della natura. Esiste una giusta misura.
      Anche andare in palestra così come depilarsi anche solo per motivi estetici (ma in palestra ci si va anche per tenersi in forma, io ho iniziato a fare cyclette in casa non per dimagrire perchè sono già magro ma per tonificarmi un po’ anche se ovviamente non basta, e mi sento meglio) è una cosa legittima che non vuol dire essere “servi del sistema”. Vuoi i muscoli ultrascolpiti? Fatteli, non li vuoi o sei pigro/non hai tempo ecc..? ok lo stesso..ma non chiamare “vittima inconsapevole del sistema” chi va in palestra o superficiali le persone che s’innamorano o sono sessualmente attratti da uomini muscolosi, tanto che anche uomini non palestrati trovano dei partners (e lo stesso vale per le donne non toniche o snelle).
      e ribadisco: chi più chi meno ogni uomo e ogni donna si occupa del proprio aspetto estetico per sè e per il prossimo, fa parte della nostra libertà e della nostra personalità.
      E inoltre trovo specioso separare nettamente natura da cultura quando si parla delle persone.
      E inoltre questa nuova polemica “contro il concetto di bellezza” all’insegna del “siamo tutti bellissimi/e” è priva di senso..partendo da motivazioni giusti/e (lottare contro il bullismo, per il rispetto di tutti/e) si sta auspicando un mondo dove Massimo Boldi è esteticamente equivalente a Luca Argentero, per me questo mondo è non solo impossibile ma neanche desiderabile..e non lo dico perchè somigli ad Argentero o ci tenga a somigliargli

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      • non ho mai usato parole come servo del sistema o siamo tutti bellissimi. le conclusioni che hai tratto mi fanno capire che l articolo lo hai letto coi piedi. se ti è arrivato come elogio dei brutti concludo che ognuno legge ciò che vuole leggere.

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      • no non usi parole come “servo inconsapevole del sistema” ma in molti tuoi articoli è intuibile che è così che vedi molte persone cisgender (se non quasi tutte) e anche molte persone transgender che hanno un look e uno stile di vita statisticamente frequente nel loro genere d’elezione (e questo è spiegabile con la discriminazione che hai trovato anche dentro il mondo lgbt)

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  2. Per quel che mi riguarda io sono donna.
    Vestirmi con abiti femminili, sapendo che chi mi sta di fronte capisce che non sono donna bio, non solo non mi soddisfa ma mi deprime.
    Prima o poi inizierò la TOS, e vorrò essere una bella donna, frequenterò i centri estetici, avrò cura dei miei capelli e vorrò avere delle belle gambe dritte perché avere cura di se non è un male.
    Due corpi trascurati non sono simili se non nella loro trascuratezza, avere cura del proprio corpo non serve a evidenziare le differenze tra corpo maschile e corpo femminile ma solo a stare bene con se stessi…
    Poi c’è chi sta benissimo con se stessa/o anche trascurandosi, buon per lei/lui vuol dire che risparmierà i soldi dell’estetista…
    Inoltre, il bullismo indotto dall’androgina non dipende dalla poca bellezza dell’androgino in questione, bensì dalla stupidità del bullo!
    Per concludere penso che la bellezza non è binaria, è bellezza!

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  3. non sono d’accordo, tutti questi discorsi servono solo a non accettare la verità: la democrazia dell’uno vale uno non è applicabile alla bellezza fisica, ogni tipo di corpo ha estimatori ed estimatrici (sennò i brutti sarebbero tutti singles) ma non possiamo pretendere di essere tutti “strafighe/i”. Secondo me va accettato il fatto che ci sono uomini e donne (cisgender e transgender) fisicamente più belli di altri in linea di massima: è così e nessuno impedisce a qualcuno di trovare attraenti e sexy e bellissime/i Anna Mazzamauro, Danny De Vito, Dario Argento e Melissa McCarthy, certo anche uomini e donne brutti/e hanno storie d’amore, fanno sesso, possono piacere e piacersi a qualcuno..ma va accettato che gli uomini e le donne fisicamente belli/e sono altri/e in linea di massima
    e no i miei gusti (statisticamente frequenti o no) non fanno male a nessuno se non offendo chi non vi corrisponde: credo come molti/e (e non siamo “schiavi inconsapevoli”) che Scarlett Johansson sia più bella di Kathy Bates ma certo non vado in giro a insultare chi somiglia alla Bates e non ho bisogno di trovare qualcuno bellissimo/a per rispettarlo e farci amicizia.
    E non fanno male neanche a me: so di essere in linea di massima meno bello di David Beckam e lo accetto. Sull’aspetto estetico: chi più chi meno ogni uomo e ogni donna si occupa del proprio aspetto per sè e per il prossimo, fa parte della nostra libertà, non vuol dire essere “omologati”..e nel voler essere eleganti durante matrimoni o occasioni speciali non c’è nulla di “drogato”..è una cosa legittima.
    e è anche legittimo che una donna transgender viva male l’androginia e voglia un aspetto coerente con ciò che lei è e se ciò che lei è a te sembra (ovvove!) “binario” problema tuo.
    insomma concordo con Priscilla

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    • non hai proprio capito nulla dell ‘articolo. già il fatto che citi belli o brutti e non hai capito che parlavo di aderenza a modelli binari mi fa capire che siamo fuori frequenza. inoltre io critico le fondamenta e non tutto ciò che si appoggia ad esso inevitabilmente

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      • anche le persone cisgender o transgender che (secondo te) “aderiscono a modelli binari” (ovvove!) sono libere e autentiche quanto te..l’importante è che non insultino chi non è come loro.

        sul fatto dell’androginia: sì una ragazza androgina con una quarta di seno inevitabilmente sarà meno androgina (o più “gina” che “andro”) così come un ragazzo peloso come lucio dalla difficilmente potrà avere un look androgino: il nostro corpo, il nostro aspetto fisico conta e bisogna accettarlo

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      • nè io nè la tizia in tacco siamo “autentici”. siamo tutti figli della cultura in cui siamo nati. in un mondo dove la cravatta è un accessorio solo femminile, gli ftm non le vorrebbero e le donne in tacco si.

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      • te e la tizia in tacco siete autentici anche nel vostro look come nel resto in quanto ogni essere umano è un mix di biologia e cultura e la cultura con i suoi cambiamenti nel tempo e nello spazio fa parte della natura umana (senza cultura siamo morti

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      • tutto è condizionato dalla cultura attuale. infatti tempi e luoghi dettano espressioni diverse. e questo dà speranza per un futuro meno binario.

        già guarda solo quante donne hanno tagliato i capelli da quando si è sdoganata la possibilità che una donna possa portarli corti o rasati.
        o quanti uomini hanno iniziato a depilarsi petto e sopracciglia da quando non è più “da froci” farlo

        pensa a quante e quanti cambieranno quando i modelli diventeranno sempre meno vincolati al binarismo

        e ricorda. evolvendosi i modelli si evolve anche il gusto.
        quindi molti etero troveranno le rasate attraenti, come negli anni settanta trovavano normali le ascelle femminili pelose

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      • per quanto mi riguarda trovo già ora molto attraenti le rasate se somigliano a Natalie Portman o a Charlize Theron o a Garcelle Beauvais (una bella donna o anche un bell’uomo lo è con i capelli lunghi come coi capelli corti almeno secondo me e potrei fare un discorso analogo per le ascelle).
        Il mio discorso è più terra terra: in questa società cime in quella futura: una donna coi capelli lunghi è se stessa come una coi capelli corti, chi si depila anche solo per estetica è se stesso/a come chi non lo fa.
        Esistono le tendenze, i diversi look anche le mode (che fanno parte della cultura e quindi sono legate alla natura umana) quanto ai gusti ci sarà sempre chi avrà certe preferenze piuttosto che altre e chi ha gusti statisticamente frequenti non è superficiale finchè non offende chi non corrisponde ai suoi legittimi gusti estetici

        (e se mi dici “hai citato la Theron e la Portman perchè le hai viste rasate in un film, la Beauvais non l’ho mai vista rasata ma sono certo che sarebbe ancora bella)

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      • forse l’avrai capito ma ho già dei problemi a dividere il mondo in binari e non binari sopratutto se si presuppone che uno dei due “gruppi” sarebbe più “autentico” e meno “omologato” (quindi migliore) dell’altro.
        Se parlo più di donne che di uomini è perchè essendo tendenzialmente etero mi viene più facile parlare di donne quando si parla di bellezza o sex appeal ma riconosco tranquillamente queste qualità anche negli uomini quando ci sono, restando in campo cinematografico: un Lorenzo Lamas è un bell’uomo sexy con capelli di qualunque lunghezza, ed è un bell’uomo anche col petto depilato come non depilato (non è mica lucio dalla)
        Questo non toglie che soggettivamente qualcuno possa trovare lucio dalla più bello di lorenzo lamas, anna mazzamauro più bella di charlize theron ecc..ognuno ha la sua percentuale di estimatori ed estimatrici

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      • ho l’impressione che se ti facessi degli esempi di ciò che trovo androgino o vicino all’androginia per te sarebbero troppo “binari” o “rassicuranti” o chissà che

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      • temo di si. che tu non abbia chiaro cosa sia androgino.
        questo cmq è un blog antibinario. contro l omotransfobia ce ne sono tanti con cui tu mi sembri allineato.
        essere antibinari non significa vietare alla gente di essere femminea o virile, ma far si che si smetta di chiamare ciò “normalità”.
        non ti obbligo a condividere, ma il blog nasce x chi la pensa così.
        per anni ti ho indicato la mia amicizia fb x ampliare il dibattito e vedere altte posizioni. ma purtroppo i miei commentatori amano l anonimato…quasi si vergognassero di avermi come interlocutore o amico fb…
        cmq notte

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      • io invece non vedo la normalità come un male, normale è ciò che è statisticamente frequente, di per sè non ci sono giudizi morali o di valori, quando questo concetto viene usato come corpo contundente per dare giudizi o istigare la violenza verso chi non ha look, stili di vita, gusti sessuali, modi di essere “statisticamente frequenti” questo è male.
        Se vuoi possiamo pure ampliare il dibattito su facebook ma io non credo che cambierò le mie posizioni. E poi guarda io commento criticamente i post di un sacco di persone di cui non sono amico su facebook, anche senza mettere mi piace alla loro pagina (e sono pure pagine facebook note come quella di Lorella Zanardo- Il corpo delle donne). almeno nel mio caso la vergogna non centra

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      • Un tempo la norma statistica era la gonna fino ai piedi.
        Tutto é relativo.
        Ci sono sempre gli avanguardisti e i visionari che vogliono cambiare le cose

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      • Infatti la normalità è un concetto dinamico, plurale non statico come credono i reazionari e come, dall’estremo opposto, vorrebbero quegli attivisti lgbt “radicali” che criticano i same sex-marriage in quanto (ovvove!) “normalizzanti”.
        E la dinamicità non inficia ciò che ho detto nei precedenti commenti a proposito di libertà e autenticità.

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      • una donna con la gonna e/o il trucco è se stessa, è libera come lo è una donna in pantaloni e senza trucco, entrambe vanno rispettate e devono rispettarsi a vicenda. Punto

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      • si ma che c ‘azzecca questo col post? magari tra cento anni la gonna sarà un indumento solo maschile. o magari in una dimensione parallela è così. io rifletto non su ciò ma sul perchè. tu da anni ribadisco sempre lo stesso concetto. poi al di fuori del blog sei un fantasma senza nome, volto, facebook. come gli altri commentatori del resto…

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      • insomma capisco che questo blog tratta di questa divisione tra binario e non binario, ma per me una donna coi capelli lunghi non è una “donna binaria” che magari diventa “non binaria” se se li taglia..è una donna punto a prescindere dal look e da quanto questo sia statisticamente frequente tra le donne, e la sua libertà interiore va riconosciuta
        idem per gli uomini

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  4. ” per anni ti ho indicato la mia amicizia fb x ampliare il dibattito e vedere altte posizioni. ma purtroppo i miei commentatori amano l anonimato…quasi si vergognassero di avermi come interlocutore o amico fb”

    Leggendovi ho visto questa tua frase e, nuovamente, ti specifico la mia posizione al riguardo.
    Primo. Io sono anonima (cioè tendenzialmente anonima, al 90% anonima, gli amici stretti mi conoscono) anche negli ambienti cattolici in cui scrivo. Motivo: brutte esperienze passate e non voglio più rischiare di perdere tempo e serenità per qualche deficiente dotato di pc e tempo da perdere per disturbare la gente.
    Secondo. Nel tuo caso specifico, dopo anche gli scambi privati, sinceramente ho anche una paura aggiuntiva. Cioè avverto un non-rispetto di fondo. E quando c’è questo, cioè quando una persona viene giudicata meno degna di rispetto di una zanzara o di un cane…. si possono verificare situazioni spiacevoli impreviste di ogni tipo.
    Ho abbastanza esperienza di vita e conosco certe dinamiche.
    Quindi: no, non ho nessuna vergogna di interloquire con te, dato che nella vita reale io non mi vergogno di nessun amico/a.
    Ma capisci che in internet, a parti casi eccezionalissimi, non si può parlare di “amici”.

    Terzo. A volte sembri avere un’ossessione per fb. Cioè sembra che fb sia il modo “vero” di conoscere la gente: nome, foto, professione, hobby. Ma non è così che si conosce la gente…. cioè tu hai un’ossessione per tutto ciò che è “esteriorità”. E sembri poco interessato alle idee profonde.
    (Se ti dicessi che sono un’imprenditrice, che cosa ti direbbe di me? Secondo me nulla ai fini di questi discorsi. Anche se per te, mi pare di capire, sarebbe importante per inquadrarmi. Troppo importante. Secondo me hai tanti pregiudizi).

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    • Visto che ora hai addirittura paura di me e che possa farti del male, visto che io avrei anche le ossessioni, ti imvito a lasciare definitivamente il blog

      Ci vediamo di persona a qualche…pellegrinaggio

      Ciao ciao

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    • Nome, cognome, faccia
      Non sará amicizia ma dánno una parvenza di paritá nel confronto

      Inoltre un blog ha un solo tema. Un profilo personale ti fa vedere tutto ciô di cui la persona si interessa e il confronto é piû realistico

      Ad ogni modo, anche su questo topic, stai solo rispondendo a un commento, ma mon co stai dicendo cosa pensi dell androginofobia

      Magari verrá fuori che nella tua famiglia cristiana é mno accentuata che in quelle atee, ma in generale non capisco il continuo sottolineare cattolici ed atei. Questo blog non ha mai detto che binari lo sono solo i credenti, anzi prima che si creassero questi spauracchi gender lanciati dalle chiese io credevo che fossero mediamente piu binari gli altri

      Quello che voglio dire é che in un post come questo cristiani ed atei c entrano poco. Quindi la risposta deve riportare il pnsiero di francesca. Non sempre in riferimento ai cristiani come se ne fossi la sindacalista

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      • (Scusa ma io non ho scritto di cristiani e atei in questo topic, perché mi dici che l’ho fatto??)

        Rispondo al tema. Nel titolo chiedi: Perché la bellezza è binaria?

        Mia risposta: la Bellezza è un Assoluto, quindi non può mai essere binaria. O c’è o non c’è. Qualunque cosa tu intenda per bellezza o per bello: o c’è o non c’è.
        Se è oggettiva: è un assoluto.
        Se è soggettiva: anche, in quanto il soggetto vede (e ricerca) il suo personale Assoluto.

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  5. Pingback: Il potere educativo dell’androginia | Progetto GenderQueer

  6. Pingback: La bellezza androgina arriva in Italia: ce ne parla Sharlot Capuana di Trans Models | Progetto GenderQueer

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