Miss e Mister Trans…cosa premiano?

Si avvicina “Miss Italia e non posso non dedicarvi un articolo.

L’attivismo antibinario e in parte anche quello LGBT promuovono la decostruzione degli stereotipi di genere, e spesso nel mirino finiscono, giustamente, i concorsi di bellezza, non tanto perché ad essere premiato è un mero dato fisico, ma soprattutto perché esso è portatore dei canoni estetici eterosessisti e binari.
Quasi tutte le “Miss Italia” sono modellate secondo il desiderio dell’uomo etero, e a volte le poche candidate androgine erano messe lì giusto per politically correct.

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Ricorderete l’articolo dedicato, un anno fa ad Alice Sabatini, Miss Italia 2015, androgina e sportiva, che ha guadagnato le simpatie del mondo LGBT

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Anche le associazioni LGBT, per finanziarsi e come atto di rivendicazione politica, promuovono concorsi come Mister Gay, Miss Trans e recentemente anche Mister Trans.
L’intento dovrebbe essere mostrare che un corpo può essere attraente anche se non è “scolpito” seguendo i dettami dell’eteronormatività (nel caso delle miss) e del machismo (nel caso dei mister).

Sarebbe bello promuovere (e che mediaticamente ciò arrivi anche al mondo etero) che si può essere belle anche senza lunghi boccoli, trucchi pesanti, orecchini ingombranti, e senza disporsi come cavalli in una scuderia.

Sarebbe bello che i concorsi nati in ambiti LGBT (per dare una spinta a quelli esterni all’ambito LGBT e non binario) valorizzassero altri aspetti relativi al fascino di uomini e di donne (cis e trans).

Esaminiamo l’esperienza delle varie edizioni di “Miss Trans”. Questa iniziativa nasce in seno a locali, serate gay, e associazioni, e, anno dopo anno, riceve il riconoscimento e il supporto delle istituzioni (a volte dei politici locali sono presenti in giuria).

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Le vincitrici (magari anche a causa dei maschietti etero presenti in giuria, ma non solo a causa loro) sono sempre donne trans con aspetti rassicuranti, ragazze che portano il giurato medio, binario, a pensare “embè, non avrei mai detto che è trans, sembra una donna vera!”, quindi a contare è soprattutto il passing, oltre ovviamente ad avvallare gli stereotipi binari, relativamente all’espressione di genere, già esposti per quanto riguarda Miss Italia “cis”.

Recentemente anche in Italia è approdato “Mister Trans“, che purtroppo da un lato sdogana un tema ancora poco trattato in italia (la bellezza dell’uomo ftm, e la condizione ftm in generale), dall’altro ad essere valorizzati e premiati continuano ad essere gli stereotipi di genere machisti (il ragazzo macho, con muscoli, peli e tatuaggi…) e rimane un valore quello del passing (“non avrei mai detto che quello era una donna! sembra un uomo vero!”)

Lo mostra anche l’articolo binario del sito gay.it, di cui cito due passi:
“primo concorso per trans che da donne sono diventati, con grande successo, uomini.”
“mostra i risultati incredibili di queste transizioni, cambi di sesso, che non sono di certo facili e, contempo, che diano davvero dei risultati incredibili

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Foto di mister trans: vince il ragazzo gender conforming e non quello più androgino accanto.

In poche parole, se non sapessimo che queste ragazze e questi ragazzi fossero trans, sarebbero candidati ideali per i programmi di Maria De Filippi, in quanto portatori di bellezze tipicamente polarizzate e portate avanti dal modello eterosessista.

Non sto dicendo che considero esteticamente sgradevoli queste donne e questi uomini, anzi li troverei adatti ed adatte a candidarsi e a vincere Miss e Mister Italia. E, se si proponessero, e subissero discriminazioni, mi batterei per loro.

Ma da un concorso proposto da un’associazione LGBT mi aspetto che i canoni per vincere siano altri, proprio per la valenza politica che un concorso promosso da noi, che siamo così critici verso i concorsi tradizionali, e che vogliamo tracciare una nuova rotta e dei nuovi spunti sulla bellezza e sul conformismo.

Miss Italia Trans è una bellissima donna, ma è rappresentativa dell’universo delle donne trans? O solamente delle donne trans che sentono come proprio un ruolo di genere tradizionalmente femminile? Perché in tutte queste edizioni non è mai stato dato spazio a una ragazza trans che, seppur medicalizzata, e seppur di identità di genere femminile, non rappresentasse un tipo estetico diverso? Una nerd, una rocchettara, una androgina. Perchè no?

Se i concorsi si chiamano Miss e Mister TRANS vuol dire che vogliono esaltare la bellezza dell’essere transgender e di esserne fieri. Che senso ha fare vincere persone chenon diresti mai che sono trans?” . Ridurci a merce davanti agli occhi di giurati etero e cisgender che decidono chi di noi è “venuto/a bene?”

Attenzione a non fraintendere. Quando si critica il binarismo dei concorsi, e il fatto che vengono premiate le persone aderenti ai ruoli di genere tradizionali (quelli tanto vantati dai complottisti del gender, quelli considerati innati e naturali), sia nei concorsi di bellezza cis, che in quelli LGBT, non si sta parlando nè di genderfluid, nè di non medicalizzati, in quanto anche rimanendo nell’universo di chi è portatore di un’identità di genere binaria e in un percorso medicalizzato vi sono tante varianti di espressioni di genere (esattamente come ci sono tra uomini e donne cis).

Qui non si giudica chi sente propria un’espressione di genere classicamente maschile e femminile. Anche io stesso amo fare il figo in giacca, cravatta e gemelli, con la pipa in bocca. Ma perché un concorso di mister trans dovrebbe essere vinto, magari di seguito, anno dopo anno, sempre e solo da chi (non diversamente da me) sente propria un’espressione di genere “binaria”, quando il maschile e le sue espressioni presentano una varietà infinta? (sia tra cis che tra trans?). 
Perchè i concorsi di miss trans hanno sempre e solo premiato UN solo ed unico modello femminile?

Se i vincitori di miss e di mister trans sono sempre e solo portatrici e portatori di un modello femminile e maschile stereotipato, all’esterno passerà l’immagine che tutte le trans e i trans incarnano questo modello, e ciò non è rappresentativo.

Per quanto riguarda “mister trans”, siamo solo alla prima edizione e credo che, nonostante lo strumento “concorso”, sia un buon modo di parlare di bellezza ftm, e di far conoscere questa realtà al di fuori delle cerchie T. Forse era troppo presto per sperare di vedere sul podio delle espressioni di maschile non canoniche.
Come dice Jonh Stuart Mill, ogni processo ha tre fasi: la fase dello scherno, in cui un’idea viene proposta da un pioniere che viene preso per pazzo; la fase della discussione, in cui si comincia già a parlare della cosa, in modo critico, e infine la fase dell’emancipazione.
Immaginate che il primo anno ci sia un/a candidato/a assolutamente non conforme, che non vince, nè entra nel podio, ma la gente comincia a parlarne, magari schernendolo.
Il secondo anno i candidati/e non conformi sono due o tre, e viene magari preso il secondo o terzo posto, in modo quasi “rappresentativo”(un po’ come quando Harvey Milk si candidò per la prima volta).
Il terzo anno magari una persona non conforme vince, e non per questo continua a vincere ogni anno, ma magari una volta è la bellezza curvy, una volta quella androgina, una volta quella inerente alle culture alternative, e via via il concetto di bellezza nel tempo cambia e si rinnova, diventando sempre più inclusivo.

A questo punto mi chiedo: che caratteristiche deve avere chi vince un concorso per persone transgender?
A chi queste persone devono piacere?
Come sono composte le giurie? Hanno al loro interno persone LGBT e in particolare T?
Il passing deve essere un valore che dà punteggio?
Anche appurato il passing, il o la partecipante deve avere poi un’aderenza ai ruoli di genere tradizionali?
Cosa differenzia i concorsi di Mister e Miss Trans dai concorsi di Miss e Mister Italia?
L’androginia non viene vista come qualcosa di attraente e avvenente?
Come possono le associazioni LGBT avvallare il fatto che i canoni per vincere siano binari, stereotipati, e quindi tutto cio’ contro cui combattono?
Perchè chi ha un’identità di genere binaria, e/o un’espressione di genere binaria, o ha fatto un percorso in cui ha soddisfatto un maggior bisogno di “passare” per biologico/a deve essere “premiato”?
Perché a vincere i concorsi “trans” è chi “non diresti mai che è trans“?

A voi la parola…

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36 pensieri su “Miss e Mister Trans…cosa premiano?

  1. I concorsi di bellezza, di qualunque genere siano, premiano sempre secondo criteri assai stereotipati. Se si è contrari a questo tipo di logica, credo che l’unica soluzione sia… non concorrere affatto. xD P.S. Il più figo dei tre ftm, secondo me, era quello coi capelli neri, a destra del vincitore. La giuria non capiva niente. 😉

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    • Concordo.
      Per questo meglio non seguire i concorsi; ma anche i festival della canzone, del cinema, gli oscar, i grandi fratelli, le isole dei famosi e via dicendo, fino ai nobel.
      Sono organizzati essenzialmente per dare gettoni di presenza e lustro alle giurie e, naturalmente, per l’apoteosi delle pubblicità.

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  2. Oltre a condividere il commento di Roberta, in quanto i concorsi di bellezza, specialmente femminile, hanno storicamente rappresentato un’immagine della donna quale merce in vendita esposta in vetrina, mi pare di poter dire che il problema principale del concorso miss trans non sia tanto quello del propugnare il binarismo di genere (cosa che peraltro non sempre avviene poiché non si può certo dire che tutte le partecipanti siano “stealth”).
    Quello che non viene messo in evidenza è il ruolo paritario, libero ed emancipato della persona transessuale all’interno della società. In realtà non ci si stacca dai soliti stereotipi “artistici”.
    Il punto è: con un concorso di bellezza come è possibile ottenere il cambio di passo che servirebbe?

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  3. Trovo questa polemica piuttosto irrilevante dato che il concorso in questione è stato organizzato da persone T per persone T con una giuria che includeva persone T. Nell’articolo poi si parla solo una questione estetica, ma credo che il ragazzo che ha vinto abbia vinto anche per la sua performance. Inoltre nell’articolo vengono completamente ignorate l’ironia e l’autoironia che da sempre caratterizzano questi eventi (parlo di mister T nello specifico, dato che rispetto agli eventi di miss T sono assolutamente ignorante), organizzati sempre da attivisti T e che spesso servono a raccogliere fondi per i servizi che le associazioni con fatica cercano di portare avanti. Per chi partecipa, poi, è un modo di mettersi in gioco, di essere out&proud e, perché no, anche di prendere un po’ in giro i classici concorsi di bellezza, facendone una parodia queer. Sindacare sulla scelta del vincitore mi sembra un po’ inutile, dato che i criteri vengono decisi volta per volta da una giuria assolutamente queer.

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  4. se il nome del concorso inizia con MISS o MISTER è ovvio che sia in qualche modo “binario”. Un concorso di bellezza non binario ammetterebbe gli iscritti indipendentemente dal loro genere/sesso (biologico o scelto).

    “combattere il binarismo” può avere molti significati. Se lo intendi come dare a ciascuno la possibilità di aderire ad uno dei due generi o di non aderire a nessuno dei due penso che le organizzazioni LGBT siano piuttosto antibinarie. Se lo intendi come non riconoscere il diritto delle persone di aderire ad uno dei due generi ma decidere che devono essere tutte transgender ovviamente le organizzazioni LGBT non sono antibinarie e nemmeno le persone transessuali sono antibinarie.

    La maggior parte delle persone si vedono bene in uno dei due generi (che sia quello biologico o meno). Le persone transessuali che partecipano a quei concorsi penso che un genere lo vogliano avere e ribadire.

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    • ma no. ci sono tanti modi di essere donna o uomo. ci puo’ essere un concorso solo rivolto alle donne in cui vince una donna androgina. abbiamo avuto qualche miss italia androgina.
      io parlo di binarismo di espressione di genere e di ruoli di genere. Ci sono manifestazioni diverse dell’essere donna e dell’essere uomo, anche intesi in modo netto.

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      • Guardando la foto delle cinque modelle, posso dedurre che siano maschi che transitano in femmine, come a me sembra?
        Nella foto successiva mi lascia, invece, sbalordito la fascia azzurra: “Mister f to m”.
        Come dire, con questa sigla ftm, mi aspetto una donna nata femmina che sta transitando in maschio. Nella foto vedo invece un maschio vincitore con caratteristiche maschili evidenti, da culturista, non una femmina transitata in maschio.
        Se però, mi dite che si tratta di una femmina che si è data da fare per diventare un maschio quasi per intervento della madonna di Loreto, bene, allora merita veramente un premio super!!!
        Oppure,… oppure c’è da rivedere il significato delle sigle ftm, mtf.

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  5. Il nostro percorso non è finalizzato all’essere “normali” , ma allo star bene innanzitutto!!! Il termine “trans” è una parola ombrello e abbraccia la complessità dell’universo transgender/genderqueer. Condividere o scrivere un aricolo nel quale si enuncia che le persone che compiono interamente una transizione fisica non dovrebbero essere premiate in quanto aderiscono ad un espressione di genere binaria è riduttivo……sarebbe come chiedere: perchè vincono sempre le bionde e non le more?

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  6. L’ideatrice dell’iniziativa “MrTrans” Carmen Aurora Pitari, ha dichiarato: “Volevamo far conoscere una realtà ancora sconosciuta o poco chiara, quando si parla di persone trans si pensa alle persone MtoF. Noi volevamo dimostrare che esistono anche gli FtoM e che sono persone che vivono una vita “normale”, svolgendo lavori assolutamente normali»; tutto questo non è perorare il binarismo uomo/donna, ma mostrare realtà differenti!!!!

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  7. Grazie, Stefania.
    Però, Nathanael, se non me le spiegate queste cose, come faccio io a capirle?
    Se incontro per strada una delle cinque modelle, in tutto e per tutto le considero donne e forse è così che vogliono apparire. Meritano tutte di essere premiate, a mio giudizio.
    Ora Stefania mi dice che è facile far questo, anzi, sono “ree” di aderire ad una concezione binaria, che voi osteggiate.
    Il Mister ftm premiato, invece, ha un aspetto del tutto maschile e non potrà mai sperare, se non è lui a dirmelo, di essere in realtà una donna transitata con successo.
    Ci sono persone che non riusciranno mai a non essere binarie (la quasi totalità del genere umano), soprattutto nel modo corrente di percepire la realtà.
    Prometto di non impicciarmi più di queste tematiche, era solo per capire, ma mi rendo conto che non riuscirò mai.

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      • No, Paolo, c’è un ftm nella foto che dovrebbe conservare almeno qualche sembianza femminile, altrimenti che discorso antibinario facciamo? Mi sembra che l’obiettivo dovrebbe essere, se ho capito bene, di fare in modo che il proprio look (oltre al resto) rappresenti quello che ci sentiamo di essere, come tu affermi e di non aderire necessariamente ad un genere riconoscibile a prima vista, che gli altri si aspettano.
        Nathanael è perfettamente in linea contro passing e trasformazioni radicali inaccettabili.
        Posso capire un uomo che con il passing, a completamento della sua ricerca, sembri una donna in tutto e per tutto, se questa è la sua volontà, ma deve partire almeno da un fisico predisposto dalla natura per la trasformazione.
        Un uomo, tipo Platinette, meglio non ci provi neanche; lui, infatti, è una drag queen; Conchita potrebbe andare oltre, ma credo volesse solo stupire, non so che fine abbia fatto.

        Penso sia arrivato il momento di ignorare totalmente questi concorsi, che del resto hanno solo finalità pubblicitarie e di tenere occupati personaggi in giuria che non si sa cosa fargli fare in cambio di un gettone presenza.
        Un mondo totalmente fasullo, neanche di plastica o di cartapesta.
        Ci sono tre bruttoni qui sopra e non si capisce neanche cosa sono. I nostri sensi hanno smesso di elaborare una realtà che viene manipolata.
        Aggiungiamo i concorsi di bellezza fra i programmi da non vedere, come il festival di Sanremo (+ Tale e quale, Ballando sotto le stelle, i casting, gli universali got talent, tutti i programmi di quiz); mi vengono i brividi ogni volta che mi appaiono, per qualche secondo, durante lo zapping.

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  8. In sostanza, nel futuro mondo non binario, per strada vedi passare una persona il cui sesso/genere non è ben definito, come tradizione comanderebbe. Se ti va di approfondire ti avvicini e chiedi.
    Sempre che a questa domanda no ti arrivi uno schiaffo.
    Per i commessi può essere problematico, ma possono cavarsela con un “Dica, in che posso servirla?”
    Molti anni fa, un giorno mi trovavo in autobus e ho urtato una persona, di spalle, coi capelli lunghi fino a metà schiena e il fisico esile… “Mi scusi, signorina”.
    Sarebbe bastato “mi scusi”. Era un uomo, pure con un barbiglio ispido, ma non se la prese, evidentemente gli accadeva spesso.
    Ora mi viene in mente che la barba islamica, a crescita libera, è incompatibile con qualsiasi transizione.

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  9. Paolo: “ma l’uomo ftm nella foto anche se non conserva “tratti femminili” è comunque se stesso, appare come vuole apparire, idem per uno più androgino”

    Ok ma la nostra opinione varrà qualcosa? Vivono in questo mondo e non si chiedono come sono visti dagli altri? Del resto si creano un’identità proprio per mostrarla, alla fine, agli altri.
    Al di fuori di questo concorso nessuno si accorgerà della sua identità ftm.
    Rilancio la tesi che l’identità è, prima di tutto, mentale, psichica, prima che fisica. Egli si sente ftm, nonostante il suo fisico.

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  10. Ti invito a dare un occhiata alla pagina FB Elezione di MisterT
    Non ha avuto molta pubblicità ma è accaduto prima del piu popolare evento di Bologna ed è stato una esibizione molto particolare dove i ragazzi hanno potuto portare se stessi ed esibire sopratutto coraggio e sensibilità ben miscelati.
    Quindi non tutti i concorsi Lgbt ricalcano gli stereotipi come ora sai.
    Ho partecipato anche io ad entrambi i concorsi (il primo l ho anche organizzato io) e devo dire che quello di Bologna mi ha lasciato l amaro in bocca proprio perchè non si capiva bene cosa venisse valutato.

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  11. Pingback: Una ragazza transessuale operata non è “abbastanza” donna? | Progetto GenderQueer

  12. Miss e Mister Trans premia quello che tutti i concorsi di bellezza premiano, e cioè la bellezza fisica secondo il gusto della maggioranza degli uomini e delle donne (cis o trans che siano), il gusto può variare ma fino a un certo punto, non centra nulla l’eterosessismo o gli stereotipi binari: se sei alto/a un metro e mezzo e pesi cento chili non sei adatto/a a questi concorsi che tu sia cis o trans. uomo o donna, rockettara o “acqua e sapone”, e va accettato, non c’è nulla di oggettificante

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      • i gusti sono vari, a qualcuno piacciono quelli bassi e obesi o iper-magri e va benissimo ma per me si deve accettare che esistono persone fisicamente più belle di altre in linea di massima senza offendere nessuno. E’ certo auspicabile un mondo dove nessuno venga offeso e maltrattato, non so quanto sia auspicabile in mondo dove tutti sono ugualmente considerati fisicamente belli, per me non lo è e non sono un adone

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      • quindi vuoi un mondo dove il fisico di danny de vito è considerato da tutti fisicamente bello e attraente sessualmente quanto quello di luca argentero? io no, mi accontento di un mondo senza pestaggi, pari diritti civili e legali e con rispetto verso tutti/e

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      • la bellezza androgina (se capisco cosa intendi) mi pare sia già sdoganata (ricordi Grace Jones? e altri esempi si potrebbero fare), basta non essere obesi o scheletrici e avere un corpo sufficientemente giovane, comunque non decrepito. Poi certo c’è chi è attratto dalle bellezze androgine e chi no ma quelli sono gusti legittimi, io sono attratto da donne più “femminili” rispetto a Grace Jones ma non si può negare che fosse attraente per molte persone. Comunque nessuna bellezza, androgina, mascolina o femminile che sia è “stereotipata”

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  13. comunque alice sabatini (ma davvero basta che una ragazza giochi a pallacanestro e abbia i capelli corti per essere definita bellezza androgina? E una che fa pugilato e porta lunghe trecce è meno androgina o più androgina?) non è stereotipata e non lo sono neanche le concorrenti dalle lunghe chiome, sono tutte persone libere

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  14. Danny De Vito è ripugnante e dovrebbe andarsi a nascondere; fare il bidello e non l’attore, per il bene dell’umanità. Può fare il lavapiatti o lo chef, sempre che non cada nella tinozza per il brodo, ma certamente non farà il cameriere, altrimenti i clienti fuggono.
    Se però i clienti sono puffi come lui, può farlo.
    In un film piaceva moltissimo alla sua fidanzata, assai carina secondo il binarismo ormai morente. Era “gemello” di Schwarzenegger, un film divertente. Tutta una montatura quel film; si prendeva in giro il gusto corrente. A nessuno Danny appariva bello. C’era stato un errore genetico che aveva reso Schwarz bello e possente e Danny repellente, pur essendo gemelli, pura fantasia, naturalmente.
    Poi, siamo tutti esseri animali, che hanno diritto di vivere, fintanto che ci sono risorse.
    La colpa non è sua, lo hanno scelto per fare dei film, ma bisogna ammettere che a qualcuno piaccia o che piaccia di più il suo portafoglio.
    Un buon numero di spettatori sono brutti quanto lui e godono a vederlo avere successo. E’ questo il segreto degli incassi.
    Il premiato muscoloso ex donna (ma quando?) è brutto, punto e basta. Poi ci sarà sempre qualcuno a cui piacerà. E’ un maschio, non ci sono dubbi, lo è sempre stato, il suo scheletro è di maschio e quello non lo puoi modificare.
    Abbiamo detto anche che cultura può fare bellezza, fascino, attrazione sessuale e compensare così qualcosa che non c’è.
    Non riesco a spiegarmi perchè i personaggi di tanti fumetti, cartoni, siano inguardabili; veri mostri schifosi, da distruggere.
    La spiegazione può essere un intento educativo: abituare alle brutture del mondo, alle più strane diversità, i piccoli, in modo che da adulti siano disposti a veder circolare il peggio di questo pianeta, senza generare reazioni razzistiche.

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  15. Hai ragione, Paolo, ci sono ruoli adatti per questi attori. Sono andato a rivedermi Bates, ha fatto molti bei film,
    In un periodo della nostra vita tutti siamo stati belli, secondo una certa visione binaria.
    Devono passare una o due generazioni per abituarsi ai nuovi canoni, secondo i quali, mi sembra di capire, il sesso non deve apparire a prima vista, te lo devi andare a scoprire tu, se sei interessato ad una certa persona.
    Se vedi un tipo androgino, per dire, potrebbe essere maschio o femmina. Ti può aiutare la struttura scheletrica. Se ha i fianchi larghi è in ftm, ma ci sono femmine di nascita che hanno il bacino stretto (candidate ai tagli cesarei in caso di gravidanza), casi rari; la selezione naturale, in passato, le ha sfavorite.
    Puoi anche avere un aspetto femminile come mtf ma a tradirti sono le spalle larghe, bacino stretto e muscolatura accentuata, anche se non vai in palestra.
    Mi sembra di aver capito, finalmente, il punto di vista di Nathanael, è come ho detto sopra: esistono sessi di nascita, ok, tutto il resto è travestimento e ciascuno sceglie, o meglio, scopre chi è, strada facendo o per intuizione improvvisa. Sostanzialmente un mondo unisex, che comprenda tutti i generi. Quando le varietà sono innumerevoli, si appartiene ad una stessa categoria: i diversi.
    Tutto può accadere. A prima vista, dunque, nel mondo di domani, nessuno sa bene cosa si è, in proprio; sarà l’altro/a a trovarlo.
    Tornando ai concorsi, non bisognerebbe dare tutta questa importanza alla bellezza, alla quale ci si abitua. E’ un gioco di spettacolo, alla fine, occasione per fare spot a iosa; ci si diverte, prendendosi anche in giro.
    Detto campano: “Ogni scarrafone è bello a mamma soja” e vale il reciproco: “Ogni mamma è bella (e insostituibile) per il suo bambino”.
    Restano le altre qualità che sono poi quelle per le quali stimiamo quella persona.
    Guai a chi ci tocca i nostri bei mostriciattoli. E’ tutta questione di gusti, si sapeva.
    Guardando Grace Jones, molti anni fa, non ho pensato all’androginia. Un cis cerca, dietro l’aspetto androgino di una donna, la sua (di lei) femminilità, o la propria, forse.

    Il profilo di Grace ha la capigliatura tronca. Non sono riuscito a trovare, in rete, quel profilo particolare, in b/n, copertina di un LP, assai equilibrato, rispetto agli altri eccessivi della Iones.
    E’ un’icona di bellezza africana straordinaria, non stonerebbero gli anelli metallici al collo, ma non per innalzarlo, con effetti abnormi, sempre poco funzionali, come i piccoli (orridi) piedi delle geishe costretti, per anni, in calzature bonsai. Che strani canoni di “bellezza”. Quando la follia diventa regola. Impiccare chi li ha ideati e diffusi, o imposti, sì.
    Il corpo è funzionale nelle forme stabilite dalla natura, tutto il resto è patologia.
    Anche la geniale (e pazza) Annie Lennox si travestì da androgina. Oltre a marito e figli, ebbe anche una relazione lesbica, ed un ricovero psichiatrico, per un breve periodo.
    Questo video piacque molto agli LGBT, degli anni quando questa sigla era poco conosciuta:

    Come con D.Bowie, R.Zero e tanti altri, non si sa bene quanto questi travestimenti siano collegati alla personalità, genere del cantante, e fino a che punto siano dettati dall’imperativo del successo ad ogni costo, sfruttando la ribellione, voglia di trasgredire, di fare mattate, che c’è in ciascuno di noi. Del resto l’arte è fatta per dare forma ai nostri sogni o incubi.
    I 5 stelle raccolgono gran parte di questa umanità, ma non sai bene cosa c’è veramente dentro.
    Stavo per buttare due orribili ingombranti poltroncine, regalatemi da mia sorella, fatte di metallo sagomato a cubo, con strisce di cuoio (assai fruste e affossate) nella zona dove dovevano poggiare le natiche, quando una mia amica mi disse che erano un’opera d’arte, della scuola di Bauhaus, anni ’40. Gliele ho regalate.
    L’arte moderna è assai discutibile. Accanto a realizzazioni di un certo gradimento, c’è tanta spazzatura. Salverei Dalì ma non Picasso, ne rosa, ne blu, ne dopo.
    Per questo basta concorsi, la bellezza e la bruttezza non esistono, si tratta di combinare forme e caratteri. Ma gli spettacoli si devono pur fare su qualcosa.

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    • per me la bellezza fisica maschile e femminile esiste e al tutti siamo belli non credo, semmai tutti o quasi possiamo piacere fisicamente almeno a un’altra persona nel mondo. ma nondivaghiamo

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  16. Pingback: La bellezza androgina arriva in Italia: ce ne parla Sharlot Capuana di Trans Models | Progetto GenderQueer

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