Finalmente è uscito il mio articolo dedicato alla condizione Non Med, per la rivista della Fondazione Sinapsi, chiamata Orione, e distribuita in molte reti prestigiose.

Si tratta del numero 22, dedicato al Genere

Qui potete leggere il mio articolo, “Per una cittadinanza d’esistenza“.

Per questo numero di Orione, il 22, la redazione ha scelto il tema “Genere”.
Cosa intendiamo quando parliamo di genere? Quale relazione esiste tra sesso e genere? Le differenze tra mascolinità e femminilità sono naturali e immodificabili oppure si tratta di costruzioni sociali? Quando una nuova vita viene al mondo, le viene assegnato un sesso – maschio, M, o femmina, F – in base ai suoi organi genitali esterni. Un tempo con “sesso” si indicavano anche altre qualità di una persona, attinenti al suo comportamento e non solo alla forma del suo corpo. Poi a partire dagli anni Cinquanta e Sessanta la ricerca psichiatrica, sociologica e antropologica americana ha cominciato a usare il termine “genere” per distinguere i due aspetti. Molto tempo è passato ma ancora oggi le comunità non sono ancora completamente inclusive rispetto alle diversità di questo tipo. La riflessione sull’identità di genere non può essere più rimandata in una società in cui una persona non sempre si trova a suo agio nella descrizione binaria uomo/donna. Secondo Simone de Beauvoir, «Donna non si nasce, lo si diventa. Nessun destino biologico, psichico, economico definisce l’aspetto che riveste in seno alla società la femmina dell’uomo; è l’insieme della storia e della civiltà a elaborare quel prodotto intermedio tra il maschio e il castrato che chiamiamo donna». Abbiamo affrontato il tema dell’identità di genere non solo da un punto di vista biologico, ma anche socio-culturale e psicologico. Ogni persona ha diritto all’autodeterminazione del sé, indipendentemente dal destino biologico che gli capita alla nascita. Attraverso il linguaggio, la religione, le tradizioni, il cinema, il teatro, il mondo della cultura in generale, da questo numero è uscita una riflessione che va al di là degli stereotipi e dei luoghi comuni, per cercare di capire come costruire ponti al posto di muri per includere in una vita degna di essere vissuta ogni essere umano.