Ultimamente ho avuto modo di scrivere in pagine facebook che condividevano notizie sui temi controversi riguardo all’identità transgender, i temi sa sempre grimaldelli e cavalli di troia di gender critical, terf, biologisti, destre, cattolici oltransisti, transmedicalisti (ovvero persone trans medicalizzate che non considerano transgender chi non ha fatto determinati trattamenti medici) e transfobici in generale.
Alla domanda se loro, o la loro pagina, seguissero l’ideologia “gender critical”, hanno glissato, proponendosi come autori originali e indipendenti.
E’ un fatto che alcuni temi siano ormai oggetto della loro propaganda, e sia difficilissimo parlarne in modo critico in altri contesti, ma vediamo come riconoscere a chilometri i gender critical

Premessa: chi sono i/le gender critical

Distorsione del femminismo radicale

Ufficialmente, il movimento Gender Critical prende le mosse dal femminismo radicale, il femminismo che, più di molti altri, combatte per l’abolizione dei ruoli di genere, rifiutando qualsiasi innatismo dei ruoli relativamente ai corpi, e sostenendo che qualsiasi ruolo può essere incarnato da qualsiasi corpo (di qualsiasi sesso biologico).
Il femminismo radicale, negli anni 90, ha dato la luce ad altri femminismi, come quello di ispirazione queer, e non è di certo transfobico.
Questa nuova corrente, chiamata “gender critical”, confonde volutamente identità di genere e ruolo di genere, considerandoli un unico concetto sotto il nome “genere”, dicendo che è un concetto da abbattere, e quindi promuovendo il misgendering delle persone T, riconducendole alla biologia, dicendo che il rispettare la loro identità sarebbe come “avallare i costrutti” che il femminismo radicale combatte.
Molte femministe radicali rifiutano il femminismo gender critical e ne prendono le distanze.

E’ un errore parlare di femminismo: Gender Critical contiene tante anime non femministe

Vi siete mai chiesti dove sono finite le Sentinelle in piedi, i No gender, il Popolo della famiglia? Conservatori, reazionari, integralisti cattolici sono confluiti nel movimento Gender Critical, che quindi sarebbe un errore chiamare “femminismo”. Oltre a loro, anche donne cattoliche antiabortiste, e quella parte di movimento Gay e Lesbico transfobico, che riconduce le persone e gli orientamenti al sesso biologico, e le persone trans “transmedicaliste“, che rifiutano il concetto di identità di genere, e che dicono che donne e uomini “si diventa” tramite gli interventi, che disprezzano i percorsi non med e non binari, che usano la parola “transessuali” e si descrivono come persone “che soffrono di disforia”.

Si decrivono come “il femminismo” per sembrare tante

I e le gender critical si descrivono come “il femminismo” oscurando il fatto che il femminismo maggioritario, in Italia, quello delle giovani, quello che muove le piazze, è quello di NonUnaDiMeno. Le Gender Critical sono poche, di solito professionalmente affermate, e con agganci in politica, ma poche. Usano, per fare massa critica, uomini etero conservatori, che riempiono le loro bacheche del loro mansplaining, e che butteranno via quando non avranno più bisogno di questi sgradevoli alleati.

Bufale, temi “di pancia”, manipolazione

I e le gender critical sono molto abili nell’uso della SEO e dei Social. Si posizionano con le loro parole chiave, e usano argomenti “nazional popolari” che colpiscono la “zona grigia” degli indecisi con posizioni appartentemente ragionevoli su argomenti che colpiscono “di pancia”, ma che spesso sono fuori tema: sport agonistico, carceri, minori.
E’ molto facile cascare nei loro tranelli, e considerare di buon senso le loro posizioni, proprio perché hanno grandi capacità nell’ambito della comunicazione, della strumentalizzazione delle bufale, e della PNL.

Temi trattati

C’è puzza di gender critical se i temi trattati sono:

  • ex mogli ed ex mariti delle persone transgender che si sono dichiarate da adulte (da loro chiamate, in modo transfobico, transwidow)
  • minori transgender e non binary
  • l’essere non binary, agender, genderfluid messo in discussione con confusione con i ruoli di genere
  • donne transgender mtf sportive agoniste
  • Rowling
  • donne transgender nelle carceri
  • autori di crimini che sono anche persone T
  • scetticismo sui diritti delle persone transgender non med
  • detransitioner e desister
  • persone che non hanno dichiarato di essere transgender prima di un dating

Modalità con cui ci si rivolge ad una persone transgender

  • Derisione in assenza di passing o scarso passing
  • Misgendering
  • Deadnaming (ad esempio non usare Elliot per l’attore Page ma il precedente nome)
  • Uso del termine “transattivista” al posto di “attivista trans”, da un’errata traduzione dei contenuti delle terf anglofone

Modo con cui viene descritta una donna transgender

  • uomo
  • maschio
  • maschio transidentificato
  • maschio che si identifica come transwoman
  • transwoman (perché una donna trans non può descriversi con “woman” senza attaccare “trans”)
  • transessuale
  • un transessuale
  • una transessuale (usando “transessuale” come sostantivo e non come aggettivo associato a “donna”)

Modo con cui viene descritta un uomo transgender

  • donna
  • femmina
  • femmina di genere non conforme
  • tomboy
  • butch
  • transman (non usano “trans” e  “uomo” staccate tra loro perché per loro un “transman” non è un “man”)
  • donna mascolina
  • donna che si identifica come transman

Ecco le parole chiave che incontrerete in siti come LGB Alliance, Il diavolo veste Terf e simili…

  • LGB alliance (un’alleanza per i diritti per “sesso” e non per “genere”, e che declina gli orientamenti sessuali in base ai sessi genetici e non alle identità di genere)
  • gender critical (persone che credono che l’identità di genere non esista e coincida col ruolo/stereotipo di genere)
  • Radfem (è importante ricordare che non tutto il femminismo radicale è Gender Critical e non tutti i gendercritical sono RadFem)
  • tomboy (concetto abusato, per insinuare che qualsiasi ftm o non binary di biologia xx sia in realtà una ragazza “maschiaccia”)
  • culto trans (definire le rivendicazioni transgender come un “culto” o un’ideologia
  • detransitioner o desister (parola che descrive coloro che, per varie ragioni, anche sociali e di salute, sono tornate a vivere come cisgender, o hanno scoperto di non essere transgender)
  • rachel mckinnon (sportiva agonista transgender, usata spesso come pretesto per misgenderare le donne transgender e dire che “sono uomini”)
  • transattivista (parola rivolta a chiunque difenda i diritti transgender, o sia queer, e possieda un account social, anche anonimo, senza nessuna verifica che sia davvero un attivista autorevole)
  • transfemminismo, femminismo liberale (il modo in cui viene chiamato, in modo dispregiativo, il femminismo intersezionale)
  • self-ID (il modo in cui viene chiamato il cambio documenti senza obbligo di cure ormonali, in modo dispregiativo)
  • legittimi gusti sessuali (il modo in cui viene detto che si è legittimati a non essere attratti dalle persone T, cosa su cui siamo anche d’accordo, se poi non offendessero in continuazione i e le nostre partner, delegittimando il loro orientamento)
  • non avere la disforia (hanno deciso che chi non prende ormoni, per i più svariati motivi, non “ha la disforia”, quindi è un “finto transgender”
  • costrutto (pur non avendo mai letto una pagina dei pensatori costruttivisti, usano “costrutto” relativamente all’identità di genere per delegittimare le persone transgender)

Questa guida sarà aggiornata costantemente, per dare strumenti concreti per non incappare in spazi transfobici