Orientamento affettivo o sessuale? quale conta per i diritti?

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Oggi, in un confronto con Alice Redaelli, sul definire o meno “asessuale” un orientamento sessuale, ho tratto uno spunto per un nuovo post.

Anche se mi vorranno male gli attivisti anni settanta e ottanta, che mi vedono come una “deriva queer” perbenista ed atta a cancellare la sessualità, mi sto convincendo sempre di più che bisognerebbe parlare di orientamento affettivo, perché è per quello che si viene discriminati, e non per l’orientamento sessuale.

Che i due orientamenti siano diversi lo provano varie cose.
– gli asessuali hanno un orientamento affettivo
– alcuni bisessuali sono omoaffettivi o eteroaffettivi, anche se hanno desiderio sessuale bisessuale (altri sono bisessuali E affettivi)

inoltre parlare sempre e solo di orientamento sessuale genera vari problemi
– che gli omofobi di turno si concentrino sul “cio’ che si fa a letto” e dimentichino che essere LGBT è un’identità anche sociale, politica, e personale
– che il partner  per una relazione progettuale e duratura lo si sceglie per l’orientamento affettivo, infatti il partner di una persona transgender lo sceglie per il suo genere (con cui lega un rapporto affettivo) e non per il suo sesso di nascita
– ti impediscono di sposare la persona che ami (orientamento affettivo) non di farci sesso (orientamento sessuale)
– se ti pestano in strada perché cammini mano nella mano, stanno colpendo il tuo orientamento affettivo

So che ai veteroattivisti non piacerà quanto detto, ma io la penso così, e apro il confronto con voi.

Genitorialità e sessualità, sessualità e genitorialità

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La mentalità cattolica ci ha spinto a legare il sesso alla procreazione.
Ciò fa si che si vedano di cattivo occhio tutte le coppie (anche etero) che non finalizzino la loro unione al figliare, e addirittura anche una delle cause di allontanamento del coniuge è legata a questa mancata volontà.
Ma vi è un meccanismo inverso, che prevede che sia la “sessualità” (il “naturale tentativo”) a dare la genitorialità a una coppia o a una “femmina“.

Anche l’adozione , tecnicamente estesa anche ai “fertili”, prevede un “filtro” severo dei richiedenti che non hanno problemi di sterilità.
Ho sentito di una donna che “non se la sentiva” di compiere la gravidanza, ma alla fine è stata “instradata” da un counselor verso la gioia di partorire e portare il bimbo in grembo.
(In realtà vogliono scartare i filantropi e i salvatori del mondo che vogliono adottare per pietismo e non per altro).

Lo stesso per quanto riguarda la fecondazione assistita, che prevede “un anno di tentativi naturali” (non si sa bene dimostrabili come).
Anche io, come transgender, se volessi adottare usando la “carta che canta” (i miei documenti al femminile, sposato con una persona coi documenti al maschile), sarei sottoposto a un colloquio binario atto a dimostrare che sarei una buona madre (e non un buono genitore), come già successo ad amiche crossdresser, inscatolate nel ruolo di uomo etero, per poter accedere all’adozione.

Io, personalmente, preferirò comunque un’adozione di un neonato o una genitorialità tramite GPA, per evitare che arrivi un bambino grande già “inquinato” dal binarismo e che desideri una mamma, quindi che mi rifiuti come genitore o ci rifiuti come coppia di genitori.

Quindi il binomio sesso/genitorialità continua ad opprimere minoranze, e non si riesce a far capire che questo binomio di natura abramitica non dovrebbe influenzare le leggi di uno stato laico.

Spero nel confronto con persone transgender e asessuali.
A presto!

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Asessualità: pregiudizi, stereotipi, istanze politiche e culturali

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Anche tra persone LGBT, c’è ignoranza sulla realtà asessuale e a-romantica.
Proviamo a smontare alcuni stereotipi e dare alcune informazioni ignote alla maggior parte di persone non asex:

– Le persone asessuali sono persone che non desiderano rapporti sessuali e/o genitali.
Non è detto che esse siano anche disinteressati all’affettività, alle relazioni, e al romanticismo.

– Non è detto che siano totalmente prive di istinti sessuali, poiché a volte l’asessualità assume connotati più mentali, a volte più fisici.

– Ci sono anche le persone demisexual, che vivono l’erotismo solo in particolari condizioni affettive e romantiche.

– Ci sono persone asessuali che vivono condizioni “alternative” di intimità, come il bdsm, senza coinvolgere i genitali o vivere esperienze sessuali “tradizionali”.

– La persona asessuale non “sceglie“, non si sforza, semplicemente asseconda la sua tendenza naturale.

Non c’è niente di patologico, nè di traumatico, non ci sono disfunzioni fisiche, è semplicemente una modalità.

A volte le persone asessuali fanno sesso, per assecondare il partner. A volte lo trovano doloroso, come una violenza, a volte assolutamente indifferente.

– Talvolta trovano fastidioso il fatto che il mondo sia sessuocentrico, anche nei discorsi e nelle aspettative.

– Anch’esse sono vittime del conformismo e degli stereotipi e aspettative sociali.

Le persone asessuali possono essere omoaffettive, biaffettive, panaffettive ed eteroaffettive. La letteratura asessuale preferisce termini come omoromantico, biromantico, eteroromantico.

– Alcuni non considero l’asessualità come un orientamento sessuale.
Infatti, considerando “orientamento” qualcosa di “vettoriale”, che si dirige verso sessi e generi, asessuale non è un orientamento, ma una modalità sessuale.

– I “non asessuali” vengono chiamati “sessuali” o “allosessuali”.

– Le persone assessuali non sono “contro” il sesso (sex-negative), o chi lo pratica, semplicemente non hanno loro interesse a praticarlo (sex-positive).

–  Spesso sono vittime di forzature e a volte persino di stupri “correttivi“.

Anch’esse subiscono discriminazioni, a volte in sovrapposizione a quelle LGBT (se biaffettive, panaffettive o omoaffettive), a volte in quanto asessuali, perché non previste, perché non è previsto supporto genitoriale per adozioni o fecondazione se motivate con l’asessualità e il desiderio di non figliare tramite coito.
Anche a livello di divorzi, religiosi e non, la questione della mancanza di volontà di compiere rapporti sessuali ha un suo peso e non viene compresa nè tutelata

–  Chi è più illuminato, aggiunge la A nella sigla LGBT, e quest’anno per la prima volta in Italia ai Pride c’è stata una pattuglietta di asessuali.

Linko il sito della principale associazione, presente anche in Italia
http://www.asexuality.org/home/

ll gruppo su facebook
https://www.facebook.com/groups/328638940623208/?ref=ts&fref=ts