Poliamore: la parola a Laura Daniele, poliamoros*, genderfluid e bisex

Quando scrissi di Poliamore su questo blog, non c’erano (o non li trovaii io all’epoca) punti di riferimento in Italia. Alcune delle mie idee derivavano dalla visione che la comunità LGBT aveva del tema, non priva di pregiudizi.
Nel voler scrivere di nuovo in merito, dopo l’evento a tema proposto dalla mia associazione, ho preferito far parlare a chi questa realtà la vive, e far confrontare questa persona con tutti i miei dubbi, domande, e curiosità, in modo da smontare i pregiudizi involontari che io potrei avere sul tema, ma anche i lettori.
Laura Daniele è una persona bisessuale, poliamorosa e genderfluid, che ha deciso di rispondere ai miei/nostri dubbi. Ecco le sue risposte….

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⦁ Innanzitutto dicci qualcosa di te. Età, provenienza, sesso, genere, orientamento affettivo e sessuale, professione/percorso di studi, passioni e hobbies

Ho 30 anni, sono originari* del Vicentino, genere gender-fluid (cioè con un’identità di genere parzialmente maschile e parzialmente femminile) ed orientamento affettivo bisessuale.
Ho studiato al liceo fino ad ottenere la maturità scientifico-tecnologica ed attualmente sono impiegato programmatore.
Tra le mie passioni posso annoverare la lettura, la musica (ascoltarla e suonarla), giochi da tavolo, giochi di ruolo(da tavolo e dal vivo).

⦁ Quando hai capito di essere poly? Chi sa di te? (lavoro famiglia, etc etc) Fai anche attivismo in merito? Se si, come?

Ci tengo a far presente che durante l’adolescenza, quando ho iniziato a capire meglio il mio orientamento sessuale e le mie preferenze affettive/relazionali, nonché il mio genere, parole come “poliamore” ancora non c’erano(o quantomeno non erano giunte al mio orecchio).
Persino l’esistenza della bisessualità mi era ancora sconosciuta, per non parlare della fluidità di genere (maschile-femminile).
Di conseguenza è stato piuttosto difficile per me comprendere e accettare la mia indole poliamorosa, mi vergognavo dei miei desideri e dei miei pensieri, ero certa nessuno mi avrebbe mai potuto accettare per come ero e, peggio di tutto, pensavo di essere solo io ad essere così.
Ciò che principalmente desideravo era un rapporto di affetto e amore con più di una persona, in un rapporto dove i partner fossero consci e d’accordo con questo tipo di relazione. La connotazione fisica era secondaria, in quanto ho spesso dato più importanza alla parte emotiva della relazione.

Sul posto di lavoro ovviamente tengo tutte queste cose per me, principalmente perchè preferisco essere giudicato per i miei risultati lavorativi piuttosto che per la mia vita personale e privata.
La mia famiglia lo sa perchè ho fatto coming out anni fa, la questione genderfluid non gli è stata chiara e per la maggiore viene, diciamo, “ignorata” così come la bisessualità che è stata piuttosto osteggiata inizialmente ed ora viene ignorata con decisione.

Nello specifico riguardo al poliamore la mia famiglia accetta con riserva la cosa considerandola una situazione temporanea e senza futuro, purtroppo.
Col passare del tempo, conoscendo persone nuove e vivendo a Padova ho avuto la possibilità di ampliare di molto le mie conoscenze su queste realtà e darmi la possibilità di viverle con maggiore libertà.
Faccio attivismo riguardo al poliamore parlandone con le persone che conosco e rispondendo alle loro domande e ai loro dubbi sulla questione, partecipando ad incontri liberi che avvengono a Padova dove chiunque può partecipare, esporre i propri dubbi e ascoltare le esperienze mie e di altre persone poliamorose per farsi un’idea di che cosa siano le relazioni affettive comprese nella definizione di “poliamore” o “non-monogamie etiche”.
Ci tengo a sottolineare che non si tratta di “proselitismo”, ma semplicemente di informazione rivolta a chi vuole porre delle domande sull’argomento.
(Quel tipo di informazione che avrei fermamente voluto avere io in più giovane età e non ho mai avuto la possibilità di chiedere. )

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⦁ Quali sono state le reazioni al tuo coming out come poly? Quali gli ambienti più ostili e quali quelli più favorevoli?

Le reazioni al mio coming out poli solitamente vanno dalla curiosità alla perplessità, reazioni ostili non ne ho fortunatamente ricevute. L’ambiente meno favorevole che ho trovato al mio coming out poli è stato nella mia famiglia, ma mi considero comunque una persona più fortunata rispetto ad altre perché sia i miei genitori che mio fratello maggiore mi hanno comunque rassicurato sul loro affetto nonostante quelle che definiscono le mie “stranezze” (pressoché incomprensibili ai miei genitori).

Quando ti sei scopert* poliamoros*?  Si dice poliamoros* o poliamorista?

Principalmente dalla prima adolescenza dove mi sono res* conto di desiderare un rapporto affettivo con più persone (a prescindere dalla componente sessuale), ho accettato la cosa a 25 anni, quando ho conosciuto le prime persone poliamorose.

Riguardo alla questione “poliamoroso” o “poliamorista” devo ammettere che non mi tocca molto, di conseguenza non sono molto informato a riguardo.
Per rispondere a questa tua domanda preferisco rimandare ad un sito dove viene spiegato da persone più competenti di me in materia.

Quando viene coniato il termine poliamore?

Per questa domanda tecnica ammetto di aver preferito ricercare la definizione corretta su Wikipedia, essendo ben spiegata mi permetto di citarla:

“Il termine è stato coniato indipendentemente da più persone, tra cui Morning Glory Zell-Ravenheart che introdusse il termine «relazione poliamorosa» nel suo articolo A Bouquet of Lovers nel 1990, e Jennifer Wesp che creò su Usenet il newsgroup alt.polyamory nel 1992.[2] Tuttavia occorrenze del termine sono state reperite già a partire dagli anni sessanta, e le relazioni poliamorose sono ovviamente esistite da ben prima che il termine venisse creato. Molto probabilmente il termine è da far risalire all’opera di Charles Fourier che nel suo Il nuovo mondo amoroso descrive in maniera dettagliata questo genere di rapporti. Non è un caso che la sua opera sia stata pubblicata proprio nei primi anni 60 influenzando massicciamente il dibattito del tempo.”

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Qualcuno parla di due modalità poliamorose: lone wolf, ovvero la persona che ha più relazioni, tutti/e sanno delle altre relazioni, ma non sono amici/partner tra loro, e “tribal”, in cui tutte le persone sono tra loro intrecciate da amore/amicizia. Puoi spiegarci la differenza tra queste due modalità, tra altre ulteriori oltre a queste, e tutte le sfumature e vie di mezzo? Potresti poi dirci quali sono invece quelle o quella che tu preferisci?

Questa domanda è molto complessa, poliamore è un termine ombrello che comprende diversi tipi di relazioni affettive diverse da quella culturalmente più diffusa e promulgata della coppia monogama uomo-donna.
Le due caratteristiche principali del poliamore sono la non-monogamia e la consensualità di tutte le parti coinvolte.
Di conseguenza c’è chi per il suo percorso di vita e le sue preferenze si trova in relazione con più partner che non hanno un rapporto di amicizia o affettivo tra di loro (magari per differenti orientamenti sessuali o semplicemente perché non si trovano così interessanti l’un l’altr*), in altri casi invece anche tra i partner di una persona si formano legami più forti, dall’amicizia fino a veri e propri rapporti amorosi.
In quest’ultimo caso si vengono a formare dei gruppi, a seconda del numero di persone coinvolte si possono definire come un trio, un quartetto o più.
Dopodiché qualunque variante tra uno e l’altro tipo di relazione possiate immaginare sicuramente sta già venendo vissuto da qualcuno, e magari ha anche già ricevuto una denominazione (in caso vi servisse un termine per definirvi parlando con qualcuno).

Amicizie tra ex…sono più frequenti nel mondo poly? Che ne pensi tu, in prima persona?

L’unico motivo per cui immagino (ma premetto che non ho dati statistici a riguardo perciò esprimo solo un mio personale parere) che le amicizie con ex possano essere più frequenti in ambito poli potrebbe essere il maggior lavoro su se stessi e sulla comunicazione nel rapporto poliamoroso che possono aiutare ad evitare rotture brusche che lasciano l’amaro in bocca e guastano i rapporti.
Credo che nel permanere di un’amicizia con un ex incidano il modo in cui si è chiuso il rapporto e l’intensità dello stesso.
Allo stesso tempo il non ricorrere a “schemi prestabiliti” potrebbe aiutare a superare la più comune mancanza di contatti dopo la chiusura del rapporto affettivo.
Mi spiego meglio: pensando soprattutto ai più giovani (ma non solo!) l’inizio di una relazione con un/una partner si basa sul semplice accordo dell’esistenza di una relazione affettiva tra i due (ad esempio: “Stiamo assieme” o “Siamo una coppia”) che in sé comprende una serie di regole comuni il più delle volte non esplicitate (ad esempio il fatto che la relazione sia monogama o che l’altra persona rinunci ad uscire con gli amici per stare con il partner, per citare alcuni esempi comuni).
Spesso, per imbarazzo o semplicemente perché non si contempla la possibilità di parlarne chiaramente, queste regole difficilmente vengono discusse dalla coppia, soprattutto inizialmente.
Ma ogni coppia, così come ogni rapporto poliamoroso, sono formati da persone diverse le une dalle altre, e non tutti hanno gli stessi desideri o gli stessi bisogni. Cucire” la relazione su misura in base alle persone coinvolte permette ai partner di comunicare profondamente e chiaramente i propri bisogni, le proprie possibilità ed i propri limiti in maniera che l’altr* partner possa esserne consapevole, decidere di accettarli e capire come comportarsi.
Dal momento in cui per i rapporti multipli questo insieme di regole non scritte non esiste, il lavoro di “cucitura” della relazione è d’obbligo per creare delle fondamenta solide.
Questo potrebbe di conseguenza anche permettere più facilmente la possibilità di mantenere contatti con ex-partner, anche di buona amicizia. (Cosa che tranquillamente avviene anche dopo il termine di rapporti monogami, ovviamente)

In prima persona posso dire che con alcuni dei miei ex è rimasta una buona amicizia mentre con altri una volta interrotto il rapporto non ci sono stati ulteriori contatti perchè comunque, nonostante il lavoro su se stessi(che non a tutti dà risultati negli stessi tempi) anche nelle relazioni poliamorose così come in quelle monogame le rotture definitive (e anche dolorose) dei rapporti esistono.

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Cosa sono le monogamie etiche? E che si intende per monogamia etica?

Per monogamia (o poligamia o poliandria) etica si intende un tipo di relazione basato sull’onestà e la trasparenza tra i partner.

Come chiamate i “monoamoristi”?

Non posso parlare a nome dell’intera comunità poliamorosa ovviamente, ma se devo parlare di una persona con preferenze monogame la definisco così o semplicemente monogama.

Differenza tra poliamore, coppia aperta, battitori liberi (chi è single non deve essere fedele a nessuno), e fedifraghi/adulteri

Ci tengo particolarmente a parlare della differenza tra poliamore e fedifraghi/adulteri, proprio perché come già dicevo una delle principali e più importanti caratteristiche del poliamore è la consensualità. Questo significa che tutte le parti coinvolte devono essere a conoscenza dell’esistenza degli altri partner e soprattutto essere d’accordo.
Una relazione affettiva di qualunque tipo cresce sana su regole stabilite esplicitamente tra le parti, nel caso della coppia monogama una delle regole è che non ci siano altri partner oltre alle due persone coinvolte, nel poliamore invece sono diverse a seconda di ciascuna situazione specifica.
Di conseguenza andiamo dalla coppia aperta che si basa sulla regola di avere rapporti sessuali con altre persone senza coinvolgimento affettivo(da molti non considerata come poliamore in quanto non comprende il coinvolgimento affettivo di più partner ma solo fisico) al singolo che preferisce non coltivare una relazione con una persona sola ma con più partner con la stessa intensità, e con ciascuno di essi si accorda sulla regola di non unicità del rapporto affettivo.
Ci sono poi diversi altri casi di cui vi invito ad approfondire nei link che indicherò successivamente per chi può essere curioso o interessato.

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Il poliamore è fare sesso con più persone, amandole tutte quante, oppure si possono avere anche partner di solo sesso/amicizia?

Come spiegato precedentemente, la seconda opzione.
Anche se per molti non viene considerato poliamore nel momento in cui non vi sono relazioni affettive tra più di due partner.

Alcuni parlano di relazioni tutte alla pari, altre di una relazione principale ed altre secondarie. Spiegaci meglio…

Semplicemente nelle relazioni con più di una persona si può vivere un’intensità uguale o simile per tutti i rapporti affettivi in cui si è coinvolti ed in quel caso si definiscono relazioni alla pari, nel caso in cui l’intensità del rapporto sia differente da partner a partner (per le più svariate motivazioni) si può definire una relazione primaria rispetto ad un’altra, di conseguenza secondaria.

Poli…amore: ma cosa si intende esattamente per “amore”?

Che cos’è l’amore nel poliamore? Direi semplicemente l’amore che una persona può provare nei confronti di un’altra, solo che anziché accadere con una persona sola alla volta, avviene con più di una persona nello stesso tempo.

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Alcuni poly non tendono forse ad essere giudicanti verso i mono? Danno per scontata la loro infedeltà, minor trasparenza…

È difficile rapportarsi con una realtà che troppo spesso risulta giudicante nei tuoi confronti e a volte alcune persone tendono a comportarsi allo stesso modo con la controparte.
È un atteggiamento che esiste in alcuni individui di entrambe le posizioni ideologiche e purtroppo non solo non è costruttivo, ma anche nocivo per la pacifica comprensione e convivenza.

Gelosia: è un argomento di forte riflessione nel mondo poly, ma a volte viene giudicata tout court. Non pensi che ci possano essere forme “sane” di gelosia, magari all’esterno del poliamore?

A dir la verità ritengo la gelosia un sentimento poco piacevole da provare, di conseguenza fatico a trovargli una connotazione particolarmente positiva.
Del resto è un sentimento che possiamo provare e non ci fa bene stigmatizzarlo e negarlo. Ci aiuta di più accettare la sua presenza dentro di noi per poterlo elaborare.

Credo che il più delle volte la gelosia nasca da una forma di insicurezza, in sé stessi o nel rapporto.
Come la maggior parte delle persone anch’io l’ho provata e mi sono confrontato sull’argomento con amic* o conoscenti, le componenti più diffuse che ho trovato sono finora:
– la preoccupazione di perdere il/la partner e/o le sue attenzioni,
– la paura che il partner dedichi ad altr* le attenzioni che invece si vorrebbero in esclusiva,
– la preoccupazione di “perdere” nel confronto con gli altri e scoprire che il partner preferisce loro a noi.

Ho avuto modo di riflettere personalmente su questi aspetti e devo dire che non è stato facile!
Ho compreso che non è sano per me avere “bisogno” del partner, come se tutto il mondo girasse intorno a lui/lei. Sembra ovvio per alcuni, ma non per altri l’importanza di mantenere la propria individualità all’interno del rapporto pur ragionando nell’ottica del mantenimento del benessere di entrambi.
Ho quindi imparato a considerare la relazione affettiva come un bel valore aggiunto al nostro percorso di vita, ma non qualcosa di fondamentale per completarci.
Nel momento in cui io sto bene con me stess* iniziare una relazione affettiva con una o più persone mi richiede di sacrificare del tempo e delle energie che potrei dedicare a me, ma mi dà anche una serie di aspetti positivi che credo valgano il sacrificio.

Poi è importante ricordarsi che se noi e il nostro partner ci siamo scelti in base a quanto dicevo prima è perché stiamo bene l’un* con l’altr*, di conseguenza nessuno dei due interromperà facilmente il rapporto senza motivazioni più che valide.
Nel rapporto poliamoroso, per esempio, non è necessario che una nuova relazione richieda la cessazione della relazione già esistente, ma sicuramente richiede di stabilire delle regole perché tutti si sentano a proprio agio nella situazione.

Il fatto che al/alla nostr* partner interessi un’altra persona non significa che noi non gli/le risultiamo più interessanti, ma semplicemente che anche un’altra persona incontra il suo interesse.
Nella nostra cultura veniamo cresciuti con l’idea che per noi esista solo un’anima gemella, ma è una credenza che al confronto poi con la realtà ci crea delle aspettative che facilmente possono venire deluse.

Insomma, per evitare di dilungarsi ulteriormente sull’argomento (sul quale si potrebbe tranquillamente discutere per ore essendo piuttosto vasto!) posso dire che può succedere di provare interesse per qualcun altro nonostante si sia in una relazione (dopo la fase iniziale di innamoramento è importante che il mondo al di fuori della coppia torni ad esistere per i partner ), partendo sempre dalle regole stabilite tra le parti anche l’autostima ed il rispetto verso l’altr* partner permettono di gestire la situazione e soprattutto la questione gelosia al meglio.

Credo che la gelosia sia un sentimento che esiste nella maggior parte di noi (e in quanto tale vada accettato) e su cui lavorare assieme al/ai partner, senza vergogna o accuse (per questo ritengo sia importante parlarne prima che la gelosia faccia male innescando reazioni impulsive).

Certo non è semplice parlare apertamente delle proprie emozioni con la persona che amiamo e che, quindi, con una reazione negativa può farci soffrire più di altre, ma riuscire a farlo con la dovuta delicatezza è una buona dimostrazione di fiducia che aiuta i partner a capirsi meglio, a rassicurarsi l’un l’altro e a discutere le regole della relazione per permettere alle parti la giusta serenità nella relazione.
Un’altra importante componente da ricordare è trovare il giusto equilibrio tra la protezione di noi stess*, come delle nostre necessità, e l’interesse per il benessere della persona amata.
Nessuno può dire che sia facile, né per le coppie monogame né per quelle non-monogame!

C’è chi è di indole più o meno tendente alla gelosia, interrogarsi su che pensieri ricorrono nella nostra testa quando proviamo questo sentimento “scomodo” ci può aiutare a capire le cause prime che lo scatenano e aiutarci a lavorarci sopra.
Posso solo consigliare(come mi disse una psicologa con cui mi confrontai tempo fa) un buon lavoro su se stessi, moltissima comunicazione chiara e trasparente tra i partner e fiducia nel rapporto.

Solo un’ultima cosa mi permetto di dire: ho sentito spesso affermare che la gelosia dimostra che i nostri partner ci tengono veramente a noi… Devo ammettere che questa definizione non mi piace per nulla, un/una partner può tranquillamente dimostrare di tenere a noi con mille attenzioni positive differenti in modo più sereno che soffrire e limitare la nostra libertà per paura, insicurezza o senso di possesso.

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Poliamore e tradimento: quando una persona aggiunge una relazione al di fuori di quelle dichiarate e condivise, non è comunque un tradimento?

Il tradimento esiste anche nel poliamore in quanto tradimento delle regole decise assieme alle parti coinvolte.
La trasgressione di queste regole si può definire tradimento a prescindere che esse siano di monogamía o di altro genere.
Per portare un esempio tra i molti, nel caso di una relazione comprendente 3-4 persone in cui si è deciso di comune accordo di non iniziare altre relazioni al di fuori del trio/quartetto aggiungere una relazione senza averne prima parlato con gli altri è un tradimento delle regole condivise, così come potrebbe esserlo in una coppia(monogama) con le stesse regole.

⦁ Rapporti tra un poly e un non poly: come gestirli?

Credo sia un compromesso difficile da raggiungere nel momento in cui sono presenti altri partner, ammetto che personalmente non saprei bene come gestirla, soprattutto nel momento in cui dalla parte poli sono già presenti altri partner o si presentano nel corso della relazione.

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⦁Genitorialtà condivisa: cosa ne pensate? Se un gruppo di poly volesse progettare una genitorialità? E’ un tema dibattuto?

Posso dire che so dell’esistenza di famiglie poligenitoriali e personalmente le considero alla pari delle famiglie numerose che erano frequenti in Italia e negli anni passati dove nella stessa famiglia convivevano diverse generazioni e i bambini avevano più figure adulte a cui fare riferimento.
Da ciò che ho potuto leggere e discutere nei gruppi di discussione ritengo si tratti comunque di un tema dibattuto all’interno della comunità poli, soprattutto per l’ampia gamma di differenti tipi di relazioni non monogame esistenti, ciascuno con le sue caratteristiche e necessità.

⦁ “Scorporare” il matrimonio. Se io desiderassi un progetto di genitorialità con una persona, un amore romantico con un’altra, la sfera sessuale con un’altra ancora, la dimensione patrimoniale con un’altra ancora, come potrei tutelare legalmente queste mie esigenze? Sono temi dibattuti nel mondo poli?

Sono temi dibattuti, esistenti ma difficili da gestire nel momento in cui non esistono ancora leggi che permettano questo senza possibili difficoltà nel momento in cui si abbia necessità di tutelare legalmente tutti i propri affetti.

⦁ Poliamore e bisessualità: due temi spesso confusi, possiamo a fare chiarezza?

Non si tratta di nulla di complicato in realtà, ma è difficile fare chiarezza senza ricevere informazioni chiare e corrette.
Il poliamore è uno stile relazionale (come lo è la monogamia) mentre la bisessualità è un orientamento sessuale e affettivo (come l’eterosessualità, l’omosessualità o l’asessualità).
Possono esistere una coppia gay, lesbica o etero così come possono esistere un trio o un quartetto (o più) con all’interno persone con lo stesso o con diversi orientamenti sessuali.

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⦁ [Inserisco questa domanda su suggerimento dell’intervistat*, perché è una “domanda latente” ed è molto importante fare informazione in merito]
Avere rapporti fisici con più partner aumenta il rischio di contrarre MTS (Malattie sessualmente trasmissibili)?

In realtà no, soprattutto se non si dà per scontata la propria o altrui buona salute come fin troppo spesso accade!
E importante preoccuparsi di questo aspetto, a prescindere che ci si trovi in una relazione monogama, poli o nel momento in cui siamo single e cerchiamo rapporti occasionali.
Con preoccuparsi intendo innanzitutto proteggersi durante i rapporti (ci sono ormai una vasta gamma di prodotti pensati per la protezione della nostra salute: dai profilattici specifici per i diversi tipi di utilizzi, ai preservativi femminili, al dental dam per alcuni tipi di rapporti orali). Non siate timidi/e e chiedete in farmacia o fate una semplice ricerca di questi termini su google!
Altra pratica importante è fare periodici controlli tramite test e analisi.
Molti non lo sanno ma in diversi ospedali è possibile fare le analisi per HIV ed epatite gratuitamente e anonimamente, così come alcuni consultori mettono a disposizione un servizio ginecologico per minori e/o persone meno abbienti.
E’ buona norma fare le analisi del sangue almeno una volta all’anno anche se non si è cambiato partner negli ultimi mesi o anni, e non dimenticare che alcune di queste malattie non si trasmettono solo tramite rapporto penetrativo.

La scelta di non utilizzare protezioni in un rapporto, che sia con una o più persone, deve essere una scelta consapevole e condivisa da parte di tutti, preceduta da dei controlli medici che accertino la perfetta salute di tutti i partner coinvolti.
Può sembrare ovvio per alcuni, ma meno per altri: controllarsi tramite test, visite ed analisi non è una cosa di cui vergognarsi, ma un buon comportamento igienico che ci permette di proteggere e conservare al meglio la nostra preziosa salute e anche quella del/dei partner.

Probabilmente si nota (vista la prolissità della risposta), ma questo è un aspetto che mi sta molto a cuore perché purtroppo non ho avuto occasione di ricevere una corretta educazione sessuale durante la mia crescita e ho conosciuto le buone pratiche per la corretta prevenzione dalle MTS oltre i 25 anni, quando nel mio primo rapporto poliamoroso uno dei ragazzi con cui ero in relazione si è preso il tempo (e la pazienza) di spiegarmi tutto (per mia fortuna è uno studente di medicina che ha frequentato diversi corsi di specializzazione sull’argomento).
Sapersi proteggere e saper proteggere i nostri partner invece è un argomento importante che trovo fondamentale affrontare fin dall’adolescenza!

⦁Come proteggere i luoghi di incontro poly dallo sguardo o la curiosità pruriginosa di chi poli non è, ma cerca incontro facile?

Credo la cosa migliore sia organizzare incontri o eventi poli di cui sia a conoscenza principalmente la comunità poli (attraverso gruppi facebook o forum nei siti di riferimento), comunque rimane l’esistenza di luoghi di incontro dove persone poliamorose e persone semplicemente curiose possono conoscersi e discutere in un ambiente tranquillo, spero aiutino a far capire a chi si avvicina con la speranza di un incontro facile che questa realtà probabilmente non è ciò che cerca.

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Marco Melodia, tra esoterismo, arti marziali, poliamore e bdsm

Quando Marco Melodia si è proposto come intervistato, erano così tante le cose di cui si occupava, che ho fatto fatica a selezionare le domande. Genderfluid, bisessuale, poliamoros*, praticante bdsm, esoterista, insegnante di arti marziali e studioso delle filosofie orientali e occidentali.
Ecco le domande che gli ho posto…

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Ciao Marco, parlaci di te: chimico mancato, nudista, appassionato di metafisica, esoterismo, arti marziali….

Chimico mancato, si, ma posso dire che l’istinto e l’interesse per la scienza non mi hanno mai abbandonato. In India, lo ‘Yoga integrale’ è considerato una scienza perfetta, perché permette il controllo sia della mente che del corpo (non solo nostri). Una volta realizzata “l’Unione Cosmica”, ogni cosa/azione/pensiero diventa possibile. Nudista sempre il più possibile, dove è possibile, senza scandalizzare, però.

67enne, milanese da 50anni, androgino molto a disagio in un corpo solamente maschile che non mi rappresenta. Non ho finito gli studi superiori in chimica per noia, preferivo bigiare ed andare al mare, o in qualunque posto adatto a stare nudo, da solo o in compagnia degli amici. Buona cultura generale ed umanistica, anche per merito dei miei genitori.
In primis, artista visionario figurativo, gestisco poi un blog, oltre ad una pagina:  in essa, invito le persone Lgbt ad imparare a difendersi fisicamente, perché maggiore visibilità significa maggiore odio da parte dei puritani, più o meno religiosi, ancora per moltissimi anni, forse centinaia. Pratico ed insegno infatti arti marziali varie,  per puro istinto di sopravvivenza o per aiutare chi penso sia più debole fisicamente. Conosco le filosofie orientali e pratico la meditazione ‘da più di una vita’, in senso letterale. Per l’esattezza, ho un maestro di meditazione indiano, ‘Rishi Satyananda’, che mi ha tolto molte limitazioni mentali relative anche al sesso, e qui potete conoscermi sotto il mio profilo amoroso.

Per capire le mie (più o meno profonde) tendenze poliamorose, bisessuali o eterosessuali che siano, bisogna partire da lontano. Si, molto lontano: praticamente da prima che l’Universo fisico come noi lo conosciamo si manifestasse. Non è la natura ad aver creato la ‘coscienza’ in noi, ma il contrario. Questa Coscienza cosmica è eterna ed è capace di emanare da se stessa l’Universo nella forma del sogno, o dell’incubo, secondo i nostri stati mentali e fisici, come un gioco senza motivo e scopo reale, se non quello di risvegliarsi a se stessa e godere della sua esistenza, pregna di “consapevolezza, godimento e potenza” (definito anche come ‘orgasmo cosmico’ del quale il nostro orgasmo fisico è solo un minimo riflesso).
La scienza, dopo le ultime scoperte della fisica quantistica, sta cominciando a studiare in questa direzione.

Le citazioni sull’Androginia, soprattutto delle filosofie orientali, sono tante, ma se ne trova buona traccia anche tra i filosofi, sciamani, esoterici, mistici cristiani e nei Vangeli Apocrifi.

Studiando testi importanti sull’Androginia e sull’Ermafroditismo, si arriva ad intuire che il ‘presunto’ Creatore/trice dell’Universo si è divertito/a a dividere se stesso nei sessi e poi in due, in quattro, in otto e via via nelle cellule. Questo scatena in tutta la natura l’istinto inconscio nella riunione suprema. Naturalmente, non è così semplice da capire e spiegare, perché la fantasia, (di quello che chiameremo come il ‘’ o ‘Dio’ o ‘ ‘Coscienza’), così come la sua l’intelligenza, il suo senso dell’umorismo e del sadomasochismo, sono senza fine.
A questo punto si dovrebbe parlare anche delle leggi eterne di karma e reincarnazione, ma non è questo lo spazio giusto.

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Cosa è per te l’Amore?

L’Amore è la cosa più misteriosa di questo Universo. Diciamo che, nelle relazioni più o meno ‘poli’, amore e desiderio si mescolano e alternano in modo ancor più misterioso.
Per quanto riguarda l’Amore, preferisco citare il Vangelo: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Giovanni 15, 13″  Altrimenti, è solo desiderio, che poi si può trasformare in odio o disprezzo, se non è ricambiato.

 

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Parlaci del tuo coming out come persona LGBT nell’ambiente delle arti marziali.

Da molti anni, tutti i miei amici e parenti conoscono la mia condizione e c’erano state molte resistenze che ora si sono sciolte. Gli ambienti ancora ostili nel campo della mia nuova passione/lavoro, ovvero quella delle arti marziali, sono le palestre tradizionali, dove, se non si dimostra di essere ‘machos’, si viene come minimo segnati a dito e presi in giro alle spalle.
Nel mondo delle arti marziali tradizionali, è meglio non dar adito all’appartenenza LGBT.
Altrimenti, si è costretti (come è successo a me) a sapersi difendere davvero, come se si fosse in strada.
Devo anche dire che ho dovuto dimostrare in pratica le mie capacità nel combattimento, chiamato anche ‘sparring’ o ‘kumité’, altrimenti avrei dovuto ‘subire’ per sempre. Per questo, ho creato la pagina che ho segnalato in precedenza, affinché gli Lgbt e friendly possano allenarsi insieme senza problemi psicologici del genere, senza farsi male e anche divertendosi.
Tra l’altro, una delle più grandi combattenti di uno stile thailandese di ‘Muay Thai’ è una transgender.

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Molte persone LGBT rischiano violenze: in che modo metti a disposizione le tue conoscenze di autodifesa per proteggere queste persone?

Tornando a questo argomento, i rischi (soprattutto per chi ha praticato incontri ‘al buio’ e il sadomasochismo) sono davvero molti. Non è il caso di ‘girare le spalle’ a chi non si conosce bene. Non vedo molto interesse nella comunità LGBT alla necessità di proteggersi fisicamente, ma sarei contento se le cose cambiassero, perché vedo tempi bui in arrivo. Dico inoltre che, durante gli allenamenti, essendoci molto contatto fisico, ci si può anche divertire senza perdere l’efficacia delle tecniche e (con me) non ci si fa male. A proposito di BDSM che conosco bene, cito me stesso attraverso il mio blog:
Sei anche attivista?

Al momento, non faccio attivismo, se non con gli amici e conoscenti

 

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Nell’esoterismo esistono visioni trans-inclusive, dove magari l’androgina diventa addirittura sacra o un obiettivo da raggiungere?

L’androginia nasce già come stato sacro, così come esiste la sessualità sacra, che permette di raggiungere l’intensità dell’ “Orgasmo Cosmico”. Poi, sta a noi farne un buon uso. Nelle scuole esoteriche orientali (e non solo in quelle), si studia la pratica della meditazione anche per raggiungere quello stato ‘naturale in cui si riesce a liberarsi momentaneamente del corpo fisico per entrare in altre dimensioni. Inoltre, si ‘può’ anche ‘entrare/possedere’ corpi di altri esseri viventi, sia animali che umani, per soddisfare i nostri desideri più nascosti, o per azioni legate comunque alla volontà (non solo nostra). Questo implica però una determinazione ed una purezza mentale precise, per non prendere strade che potremmo definire malvagie e che si ritorcerebbero sui praticanti meno onesti. Nel mio piccolo, anch’io ho fatto esperienze del genere e ho conosciuto persone di assoluta sincerità che ne hanno avute molte. Comunque, i veri esperti di quelle che si chiamano in sanscrito: Siddhi(ovvero i poteri magici che non solo Gesù di Nazareth conosceva e praticava) non hanno alcun interesse a farne sfoggio per la scienza di massa, per vari motivi.

Ti definiresti una persona di genere fluido? Se si come manifesti questa tua realtà personale?

A queste due domande rispondo sempre dal mio blog. Finché rimango in questo corpo fisico, cerco di giocare tutti i ruoli possibili, ma sempre con leggerezza. Una volta abbandonato questo corpo, c’è anche di meglio da fare.

Bisessuale… quindi hai avuto relazioni anche con uomini?

Certo! Ho avuto molte relazioni (soprattutto sessuali) con uomini fino a diversi anni addietro: questo, nei momenti in cui mi sento solo donna. Nei giochi (e solo in quelli), preferisco il ruolo di schiava, mentre, con le donne sono tendenzialmente dominante, se siamo tutti d’accordo. Altrimenti, il rapporto deve essere di pura parità con uomini e donne, a prescindere dalle tendenze psicologiche. Al momento, sono più attratto dal genere femminile biologico, che però abbia i miei stessi interessi intellettuali, filosofici, esistenziali; ma tengo sempre la porta aperta per una eventuale relazione anche con un uomo. Le donne dominanti non mi attraggono assolutamente. Lungi da me la monogamia.

 

 

Come vivi le relazioni?

Per quel che mi riguarda, tengo molto alla sincerità già dal primo approccio amichevole, senza seguire sotterfugi. La verità paga sempre, anche se si perdono occasioni nelle relazioni sessuali. Alla base di questo, c’è la necessità di essere sinceri prima di tutto con se stessi. Questo è un altro motivo per praticare la meditazione, ricordandoci sempre del monito di Socrate: Conosci te stesso
Al momento, sono single. Le mie ex compagne hanno sempre saputo le une delle altre; in diversi casi è nata tra di loro una grande amicizia; addirittura, hanno lavorato insieme (e con me) per anni.

 

Amiche tra loro? non è raro tra persone evolute…

Tutte le mie ‘ex’ sono diventate come sorelle, per me. Il sentimento è abbastanza ricambiato; quando c’è bisogno, ci aiutiamo più che amichevolmente. Ma è anche vero che le più vicine tra di loro sono impegnate in qualche tipo di ricerca spirituale, tutte diverse tra di loro.

 

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Sei un “non-monogamo etico”? Ci spieghi che significa?

http://www.lovelifelust.com/2015/10/17/poliamore-alla-scoperta-della-non-monogamia-etica/

 

Nelle tue relazioni poliamorose c’è sempre amore o in alcuni rapporti c’è solo amicizia o solo sesso?

Non possiamo parlare di poliamore, se ci sono solo amicizia o solo sesso.

 

Le relazioni poliamorose hanno tutte pari intensità o possono crearsi situazioni diverse?

Una relazione più importante delle altre (chiamate “secondarie”), mi sembra sia la prassi del momento, come ho potuto notare incontrando altri appassionati durante incontri a tema; ma non è detto che sia sempre così. La gelosia, prima o poi, può farsi sentire, non ancora per me, comunque.

 

Come ti relazioni alla gelosia?

Già dalla prima fidanzatina, mi resi conto di non soffrire assolutamente di gelosia. Così, in tutte le seguenti relazioni, spingevo perché le ragazze seguissero la via della poliandria, mentre io non sempre ero interessato a guardarmi in giro.
Devo anche dire che in Tibet, ‘’dove avevo passato la vita precedente’’, la poliandria era ed è ancora praticata pubblicamente.
https://it.wikipedia.org/wiki/Poliandria

 

Esiste una gelosia “sana”?

Non vedo alcuna gelosia sana. Di solito, viene controllata a fatica, nella logica del “do ut des“.

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Poliamore e tradimento: se si intraprende una relazione sessuale o affettiva al di fuori di quelle note e condivise coi propri partner, è un tradimento?

Certo che possiamo chiamarlo tradimento!

 

Come gestisci le relazioni con persone non poliamorose?

La sincerità è il miglior avvocato; poi, quello che succede, succede.

 

Poliamore e genitorialità: hai mai vissuto o osservato situazioni simili?

Io ho conosciuto e vissuto il ‘’68’’; tra i progetti della liberazione sessuale, c’erano anche le comuni libertarie, dove i figli delle coppie più o meno poliamorose vivevano in piena libertà. Ma, in pratica, almeno tra quelli che ho conosciuto e frequentato io, il progetto della genitorialità poliamorosa non era mai diventato reale anche a causa delle gelosie reciproche.

 

Ti sei descritto sia come poliamoroso che come bisessuale: puoi spiegarci la differenza tra queste due identità personali?

Non è detto che un bisessuale sia anche poliamoroso. Anzi, la gelosia è davvero difficile da far evaporare finché si pensa di essere proprietari di qualcosa o qualcuno, anche per la paura inconscia di rimanere soli. E’ anche un problema di energia personale e di capacità di gestire intelligentemente più rapporti.

Yoga silhouette of a young couple on the beach at sunset.

Gli ambienti dove si può parlare di affettività e sessualità non normative richiedono attenzione da parte di chi le facilita, per evitare presenze sgradevoli e moleste: tu che ne pensi?

Non vedo difficoltà nel tenere lontani i curiosi o chi cerca l’incontro facile; durante gli incontri a tema da quel che ho visto, non ci sono stati problemi.

 

Sul Poliamore cito ancora dal mio blog.

Il morto di figa: un prodotto marcio del binarismo?

Dopo tanti post di rivendicazione antibinaria, ecco un post più leggero, almeno apparentemente.

Tutti noi, soprattutto persone con un passato o un presente “al femminile”, sanno cosa è un morto di figa. Che non si dispiacciano le lettrici femministe se ho scritto “figa“, ma per spiegare un fenomeno, o almeno provarci, bisogna chiamare le cose col nome con cui sono note ai più.

Il mondo dei social network prima e delle app poi ha creato un nuovo tipo di morto di figa: il dead of phyga 2.0
Questo mondo è maggiormente accessibile anche a chi non può permettersi i locali, i quali, per sfruttarlo, tassano maggiormente l’ingresso all’uomo etero per tassargli la possibilità di raggiungere la donna.

Anche alcuni portali fanno questo giochetto, ma basta scegliere quelli che consentono accessi gratuiti: happen, tinder, badoo, okcupid, e banalmente anche facebook.

Il morto di figa esiste solo perché esiste il binarismo, che crea un mercato in cui la donna è la merce (che seleziona e non si concede) e l’uomo è il consumatore, il predatore, quello che deve seminare tanto per sperare di raccogliere, ma paradossalmente più semina, più viene percepito come uno che non sceglie…e nessuna donna vuole essere il ripiego di un morto di figa.

Se l’educazione eroticoaffettiva fosse paritaria  e non binaria, uomini e donne non si sentirebbero in un gioco di accesso o meno al piacere per volontà dell’altra parte, ma sarebbe la ricerca libera di un piacere reciproco.

Finchè una donna sessualmente libera sarà una “troia” e un uomo sessualmente libero sarà la norma, e finchè gli uomini stessi fomentano questo stereotipo, saranno poi vittima della condizione di morto di figa, condita con un malcelato livore misogino per “la donna” in quanto difficile e a lui inaccessibile.

L’uomo morto di figa è, etologicamente parlando, il maschio “beta”, quello che non ci sa fare, quello che non viene preferito, e che deve inventare sempre nuove strategie, spesso grossolane e controproducenti, che lo rendono frettoloso, maldestro, inadeguato, e per questo scartato.

Spesso il morto di figa preferisce le bruttarelle perchè pensa che l’accesso sia più facile, solo che fa loro capire che sono per lui un ripiego, e perde anch’esse.

Infine, tra quelle che lui percepisce come “bruttarelle” e quindi abbordabili, spesso c’è l’universo trans, che, nella sua mente (consciamente e o meno) transfobica, egli percepisce come scarto.

E’ per questo che gli ftm pre transizione, i genderfluid di genetica xx, le trav, le trans sono spesso tormentate da un’interminabile fila di uomini morti di figa, con approcci improbabili.

A volte una persona trans xx poco solida e sicura puo’ cedere alla corte del morto di figa, puo’ anche soprassedere sul suo orientamento sessuale (succede ad alcuni ftm gay preT e genderfluid xx) o farsi invaghire dal “grande onore” che egli riserva rispettando il suo genere (maschile o non binario).
L’ftm gay viene sotto sotto visto come una donna promiscua e disinibita, e il suo frequentare saune e portali viene visto non come un comportamento da uomo gay, ma da donna “morta di cazzo”.
Anche alcune ragazze trans, magari senza un gran passing, o all’inizio, cedono alla corte del morto di figa, che essendo “etero”, rappresenta un ideale sessuale per loro.

Un’altra preda del morto di figa è la ragazza bisessuale. Si infiltrano nei gruppi a tema rimanendo vaghi sulla loro bisessualità o dicendo che non hanno ancora provato esperienze bisex, ma sostanzialmente cercano donne bi nella speranza che esse siano facili o disibite.

A volte su tinder, badoo, o sui gruppi fb a tema bi, a contattare le donne è un profilo di donna di mezza età. Solo dopo esce fuori che ha un marito pelato in canottiera pronto per il menage a trois. E’ chiaro che al pc seduto c’è lo stesso marito pelato in canottiera, che scrive presentandosi con la rassicurante foto di lei, che è li’ compiacente…

Anche i gruppi del poliamore, virtuali e non, sono pieni di morti di figa. Essi si mimetizzano nella speranza che le donne presenti in questi gruppi siano promiscue in quanto non hanno capito nulla della filosofia poliamorista.

Credo che gli unici posti dove il morto di figa non dilaga siano, alla fin della fiera, i gruppi sull’asessualità.

Vi saluto, con la speranza che voi non siate la preda di un morto di figa….o magari…chi lo sa, siete voi i morti di figa 😀

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Amicizie tra ex: un tabù per il mondo etero?

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Recentemente ho saputo che il mio prozio sta male. Ho sentito la figlia, una quarantenne convivente con un uomo, e le ho chiesto se lui le sta vicino in questo dramma. Lei mi ha comunicato se si sono lasciati un anno fa, e io le ho chiesto di nuovo se lui le sta vicino. Mi ha risposto basita che “ovviamente no”, visto che si sono lasciati, come se fosse contronatura essere amico di un ex, o stargli vicino in una cosa grave e gravosa come questa.

Una cosa che non riesco a capire è l’incapacità di amicizie tra ex in ambiente etero generalista.
L’unico ex di cui non sono amico è quello etero, che ho frequentato negli anni prima della mia piena consapevolezza T.
Ci sentiamo molto poco, e ci sono rapporti cordiali, ma a volte penso che lui percorra lo stilema etero secondo il quale quando si inizia una nuova relazione, l’altra va chiusa in modo netto (possibile amicizia compresa).
Ogni tanto gli scrivo in merito ad alcune cose che ai tempi aveva rotto in casa (purtroppo era leggiadro come un rinoceronte in un negozio di origami) ma è sempre evasivo.

Poi , da quando vivo come transgender ftm, ho avuto 8 persone con cui mi sono relazionato (uomini gay e bisex). A parte tre persone con cui ho avuto rapporti superficiali (uno è stata una cosa di una notte, due sono state relazioni brevi, dagli 8 agli 11 mesi), con gli altri si è creato un legame duraturo di amicizia, a volte erotica, a volte platonica (sia con quelli a distanza, sia con quelli a Milano), e loro sono entrati anche nell’associazione LGBT di cui sono presidente, la frequentano (chi sporadicamente, chi attivamente), e anche adesso che queste amicizie non hanno più niente di “erotico”, queste persone sono dei punti di riferimento nei momenti chiave della mia vita.

Io spesso divento amico dei e delle nuove partners (piu’ “dei” che “delle”, visto che sono omosessuali o bisessuali orientati verso gli uomini). Non esistono gelosie, da nessuno dei due lati. Solo un grande affetto reciproco.
Non capisco davvero perché questo non è presente nel mondo etero, se non in ambienti molto chiusi e settari (in cui si è “costretti” a continuare a vedersi, per ragioni ideologiche o di appartenenza a una subcultura politica, religiosa o di lifestyle, laici, atei, vegani, buddhisti…) oppure nel poliamore e simili ambienti di sessualità ed affettività alternative (BDSM, fetish…).

E’ come se il mondo etero tradizionale seguisse uno stilema che impone, oltre alla monogamia, anche un passaggio netto da una storia all’altra, in un mondo di etichette dove l’amicizia è l’amicizia, l’amore è l’amore, e non vi è spazio a sentimenti intermedi, come può essere l’affetto per una persona con cui per anni hai fatto l’amore, ma per cui magari non provi più attrazione fisica o interesse progettuale relazionale.

Non capisco se gli etero “tradizionalisti” non desiderino queste amicizie con gli ex, o se le precludano “perché il copione sociale non le prevede“.
Non so se la mia modalità si puà considerare poliamorista, visto che spesso con questi ex non c’è stata occasione erotica, ma è rimasta appunto questa grande intesa, complicità e condivisione reciproca, mentre eravamo comunque eroticamente e sentimentalmente coinvolti in relazioni nuove.

A voi la parola e la condivisione. Magari qualche etero lettore del blog mi smentirà, e lo spero proprio. Ho bisogno di sentirmi dire che i rigidi stereotipi che osservo in ufficio (e quindi in un campione non significativo) sono poco significativi per trarne dati sociologici su cui ricamare.

Poliamoristi, cosa sono al di là dello stereotipo

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Gentili Lettori,

questa settimana vorrei parlarvi dei poli-amoristi.

Se ci chiedessero quante formule di relazione ci sono, potremmo ben definire.

La coppia chiusa. Ami una persona, fai sesso con una persona
La coppia aperta. Ami una persona, che è il riferimento affettivo-sentimentale, ma fai sesso con piu persone (toy boy, toy girl, scopamicizie, ma con nulla di affettivo)
La vita da battitore libero: non ami nessuno, fai sesso con piu persone o con una sola che non ami o con nessuno.
Fedifraghi/adulteri: avrebbero in teoria una coppia chiusa, ma tradiscono all’insaputa del partner. Chi amano? Forse il coniuge, forse l’amante, forse nessuno, ma comunque una sola persona.

I poliamoristi (che si chiamano amichevolmente “poly“) chiamano questa gente col nome di “mono“, perché, a prescindere del tipo di legami, accordi, vita sessuale, amano generalmente una persona alla volta.

E chi sono i poliamoristi? persone che amano più persone alla volta. E hanno più relazioni alla volta, ma relazioni d’amore!
Questo è sporco? no! perché i partner lo sanno, e spesso (proprio perché c’è trasparenza e quindi il poliamorista informa di questa esigenza il partner) con persone anch’esse poliamoriste e quindi che anno anch’esse più relazioni stabili.

Il/la poliamorista può a sua volta essere etero, bi, o omo, e quindi avere storie con donne, con uomini, con entrambi.
Il poliamorista di solito non fa e non concepisce il sesso senza amore, e fa sesso solo con chi ama, di solito appunto più persone, e si sente a disagio in un clima di poca trasparenza, o se dovesse tradire, anzi, “giudica” spesso i fedifraghi o coloro che sono di fatto “polisessuali” ma non poliamoristi. Nel poliamore, quindi, non ci sono cornuti!

Il discorso non c’entra con la mono-gamia o la poli-gamia. Gamé significa appunto coniuge e riguarda più che altro il legarsi legalmente a più persone (di solito uomini con più donne e raramente poliandria).
Si parla appunto di “poli-amore” quindi è un discorso che non riguarda matrimoni e similari.

Sono state tante le domande che ho fatto ai poliamoristi.
Ad esempio cosa chiamano “amore”.
Nella lingua latina e inglese , il termine “amo/love” definisce anche l’amore per i familiari, gli amici, i compagni di bevute….mentre i poliamoristi in teoria dovrebbero amare i partner come un monoamorista ama il suo partner, quindi con tutto il concetto di fiducia, condivisione, amore erotico etc etc.
Mi hanno risposto il modo diverso. C’è chi dice di provare quel tipo di amore per tutti i partner, ma che ogni legame è ovviamente diverso e unico. Altri rifiutano completamente il distiguere gli amori tipico di noi “mono“, ma non sanno bene descrivere il loro, perché “andrebbe provato”.

L’altra domanda è stata riguardante amori poly-mono. Ovvero, se una persona “mono”, si innamora di una “poly”, la persona poly ovviamente spiega la sua situazione con trasparenza. La persona mono potrebbe accettare controvoglia la cosa, per non perderla, e magari “a parole” definirsi contenta ma poi soffrire dentro…a quel punto la persona poly cosa fa? La maggior parte degli intervistati mi ha detto che ha lasciato il partner per rispetto. E secondo me hanno fatto anche bene.

L’altra mia domanda, provocatoria, era relativa a chi si nasconde nel mondo “poliamorista” essendo in realtà più che altro “poli-sessuale”…del resto anche il movimento LGBT spesso abusa della parola “amarsi” per via dell’avversione nel nostro paese per tutto ciò che concerne il sesso.
Inoltre ho anche spiegato che avere più “relazioni” non significa tecnicamente avere più amori, perché nel mondo mono molti hanno relazioni e scopamicizie, anche durature, ma non basate sull’amore.
A queste domande sono state date più risposte, tra cui appunto quella del “non concepire una relazione senza amore” (ma avevo già alluso a questo in precedenza, nel mio articolo).

Una poliamorista mi spiegava che vi sono vari tipi di poliamore. C’è il/la poliamorista “lone wolf, che interagisce con più persone che sono tra loro meta-amanti (non hanno relazioni amorose o erotiche tra loro) e che a volte non si conoscono (ma sanno l’uno/a dell’altra/o per trasparenza) e invece i poliamoristi tribal (che creano gruppi di persone tutte in relazione tra loro, a volte con sesso solo etero, a volte invece sono tutti pansessuali).

Volevo direi ai miei lettori…non siate delusi se oggi sto parlando di una “minoranza” che, di fatto, non ha reali istanze politiche ma solo culturali.
Di certo quale potrebbe essere l’istanza politica di un gruppo di poliamoristi? la possibilità di sposarsi in gruppo? Ci sarebbe da chiedere a loro…

Volevo citare l’illuminante e concisa descrizione data da un poliamorista in un gruppo fb

bon… io direi che nel poliamore si debbano avere tre caratteristiche base:

 

1) sincerità trai partner
2) possibilità di avere rapporti erotici con più persone contemporaneamente
3) possibilità di avere relazioni affettive con più persone contemporaneamente
Se manca l’ultima è coppia aperta, se mancano la 2 e la 3 è monogamia se manca la prima è adulterio, che poi può essere solo sessuale, solo affettivo o entrambi. Mi sembra la cosa più chiara. 
Come è stato già detto, che tutti i poly fanno sesso solo con amore è una stronzata, anche se è giusto precisare che non si parla di polisessualità… Ad ogni modo la cosa principale su cui fare attenzione è la sincerità, metterei più fuoco su questo nell’articolo.

Completerò l’articolo, comunque, confrontandomi con la comunità poliamorista online.

A presto!