Il morto di figa: un prodotto marcio del binarismo?

Dopo tanti post di rivendicazione antibinaria, ecco un post più leggero, almeno apparentemente.

Tutti noi, soprattutto persone con un passato o un presente “al femminile”, sanno cosa è un morto di figa. Che non si dispiacciano le lettrici femministe se ho scritto “figa“, ma per spiegare un fenomeno, o almeno provarci, bisogna chiamare le cose col nome con cui sono note ai più.

Il mondo dei social network prima e delle app poi ha creato un nuovo tipo di morto di figa: il dead of phyga 2.0
Questo mondo è maggiormente accessibile anche a chi non può permettersi i locali, i quali, per sfruttarlo, tassano maggiormente l’ingresso all’uomo etero per tassargli la possibilità di raggiungere la donna.

Anche alcuni portali fanno questo giochetto, ma basta scegliere quelli che consentono accessi gratuiti: happen, tinder, badoo, okcupid, e banalmente anche facebook.

Il morto di figa esiste solo perché esiste il binarismo, che crea un mercato in cui la donna è la merce (che seleziona e non si concede) e l’uomo è il consumatore, il predatore, quello che deve seminare tanto per sperare di raccogliere, ma paradossalmente più semina, più viene percepito come uno che non sceglie…e nessuna donna vuole essere il ripiego di un morto di figa.

Se l’educazione eroticoaffettiva fosse paritaria  e non binaria, uomini e donne non si sentirebbero in un gioco di accesso o meno al piacere per volontà dell’altra parte, ma sarebbe la ricerca libera di un piacere reciproco.

Finchè una donna sessualmente libera sarà una “troia” e un uomo sessualmente libero sarà la norma, e finchè gli uomini stessi fomentano questo stereotipo, saranno poi vittima della condizione di morto di figa, condita con un malcelato livore misogino per “la donna” in quanto difficile e a lui inaccessibile.

L’uomo morto di figa è, etologicamente parlando, il maschio “beta”, quello che non ci sa fare, quello che non viene preferito, e che deve inventare sempre nuove strategie, spesso grossolane e controproducenti, che lo rendono frettoloso, maldestro, inadeguato, e per questo scartato.

Spesso il morto di figa preferisce le bruttarelle perchè pensa che l’accesso sia più facile, solo che fa loro capire che sono per lui un ripiego, e perde anch’esse.

Infine, tra quelle che lui percepisce come “bruttarelle” e quindi abbordabili, spesso c’è l’universo trans, che, nella sua mente (consciamente e o meno) transfobica, egli percepisce come scarto.

E’ per questo che gli ftm pre transizione, i genderfluid di genetica xx, le trav, le trans sono spesso tormentate da un’interminabile fila di uomini morti di figa, con approcci improbabili.

A volte una persona trans xx poco solida e sicura puo’ cedere alla corte del morto di figa, puo’ anche soprassedere sul suo orientamento sessuale (succede ad alcuni ftm gay preT e genderfluid xx) o farsi invaghire dal “grande onore” che egli riserva rispettando il suo genere (maschile o non binario).
L’ftm gay viene sotto sotto visto come una donna promiscua e disinibita, e il suo frequentare saune e portali viene visto non come un comportamento da uomo gay, ma da donna “morta di cazzo”.
Anche alcune ragazze trans, magari senza un gran passing, o all’inizio, cedono alla corte del morto di figa, che essendo “etero”, rappresenta un ideale sessuale per loro.

Un’altra preda del morto di figa è la ragazza bisessuale. Si infiltrano nei gruppi a tema rimanendo vaghi sulla loro bisessualità o dicendo che non hanno ancora provato esperienze bisex, ma sostanzialmente cercano donne bi nella speranza che esse siano facili o disibite.

A volte su tinder, badoo, o sui gruppi fb a tema bi, a contattare le donne è un profilo di donna di mezza età. Solo dopo esce fuori che ha un marito pelato in canottiera pronto per il menage a trois. E’ chiaro che al pc seduto c’è lo stesso marito pelato in canottiera, che scrive presentandosi con la rassicurante foto di lei, che è li’ compiacente…

Anche i gruppi del poliamore, virtuali e non, sono pieni di morti di figa. Essi si mimetizzano nella speranza che le donne presenti in questi gruppi siano promiscue in quanto non hanno capito nulla della filosofia poliamorista.

Credo che gli unici posti dove il morto di figa non dilaga siano, alla fin della fiera, i gruppi sull’asessualità.

Vi saluto, con la speranza che voi non siate la preda di un morto di figa….o magari…chi lo sa, siete voi i morti di figa 😀

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Amicizie tra ex: un tabù per il mondo etero?

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Recentemente ho saputo che il mio prozio sta male. Ho sentito la figlia, una quarantenne convivente con un uomo, e le ho chiesto se lui le sta vicino in questo dramma. Lei mi ha comunicato se si sono lasciati un anno fa, e io le ho chiesto di nuovo se lui le sta vicino. Mi ha risposto basita che “ovviamente no”, visto che si sono lasciati, come se fosse contronatura essere amico di un ex, o stargli vicino in una cosa grave e gravosa come questa.

Una cosa che non riesco a capire è l’incapacità di amicizie tra ex in ambiente etero generalista.
L’unico ex di cui non sono amico è quello etero, che ho frequentato negli anni prima della mia piena consapevolezza T.
Ci sentiamo molto poco, e ci sono rapporti cordiali, ma a volte penso che lui percorra lo stilema etero secondo il quale quando si inizia una nuova relazione, l’altra va chiusa in modo netto (possibile amicizia compresa).
Ogni tanto gli scrivo in merito ad alcune cose che ai tempi aveva rotto in casa (purtroppo era leggiadro come un rinoceronte in un negozio di origami) ma è sempre evasivo.

Poi , da quando vivo come transgender ftm, ho avuto 8 persone con cui mi sono relazionato (uomini gay e bisex). A parte tre persone con cui ho avuto rapporti superficiali (uno è stata una cosa di una notte, due sono state relazioni brevi, dagli 8 agli 11 mesi), con gli altri si è creato un legame duraturo di amicizia, a volte erotica, a volte platonica (sia con quelli a distanza, sia con quelli a Milano), e loro sono entrati anche nell’associazione LGBT di cui sono presidente, la frequentano (chi sporadicamente, chi attivamente), e anche adesso che queste amicizie non hanno più niente di “erotico”, queste persone sono dei punti di riferimento nei momenti chiave della mia vita.

Io spesso divento amico dei e delle nuove partners (piu’ “dei” che “delle”, visto che sono omosessuali o bisessuali orientati verso gli uomini). Non esistono gelosie, da nessuno dei due lati. Solo un grande affetto reciproco.
Non capisco davvero perché questo non è presente nel mondo etero, se non in ambienti molto chiusi e settari (in cui si è “costretti” a continuare a vedersi, per ragioni ideologiche o di appartenenza a una subcultura politica, religiosa o di lifestyle, laici, atei, vegani, buddhisti…) oppure nel poliamore e simili ambienti di sessualità ed affettività alternative (BDSM, fetish…).

E’ come se il mondo etero tradizionale seguisse uno stilema che impone, oltre alla monogamia, anche un passaggio netto da una storia all’altra, in un mondo di etichette dove l’amicizia è l’amicizia, l’amore è l’amore, e non vi è spazio a sentimenti intermedi, come può essere l’affetto per una persona con cui per anni hai fatto l’amore, ma per cui magari non provi più attrazione fisica o interesse progettuale relazionale.

Non capisco se gli etero “tradizionalisti” non desiderino queste amicizie con gli ex, o se le precludano “perché il copione sociale non le prevede“.
Non so se la mia modalità si puà considerare poliamorista, visto che spesso con questi ex non c’è stata occasione erotica, ma è rimasta appunto questa grande intesa, complicità e condivisione reciproca, mentre eravamo comunque eroticamente e sentimentalmente coinvolti in relazioni nuove.

A voi la parola e la condivisione. Magari qualche etero lettore del blog mi smentirà, e lo spero proprio. Ho bisogno di sentirmi dire che i rigidi stereotipi che osservo in ufficio (e quindi in un campione non significativo) sono poco significativi per trarne dati sociologici su cui ricamare.

Poliamoristi, cosa sono aldilà dello stereotipo

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Gentili Lettori,

questa settimana vorrei parlarvi dei poli-amoristi.

Se ci chiedessero quante formule di relazione ci sono, potremmo ben definire.

La coppia chiusa. Ami una persona, fai sesso con una persona
La coppia aperta. Ami una persona, che è il riferimento affettivo-sentimentale, ma fai sesso con piu persone (toy boy, toy girl, scopamicizie, ma con nulla di affettivo)
La vita da battitore libero: non ami nessuno, fai sesso con piu persone o con una sola che non ami o con nessuno.
Fedifraghi/adulteri: avrebbero in teoria una coppia chiusa, ma tradiscono all’insaputa del partner. Chi amano? Forse il coniuge, forse l’amante, forse nessuno, ma comunque una sola persona.

I poliamoristi (che si chiamano amichevolmente “poly“) chiamano questa gente col nome di “mono“, perché, a prescindere del tipo di legami, accordi, vita sessuale, amano generalmente una persona alla volta.

E chi sono i poliamoristi? persone che amano più persone alla volta. E hanno più relazioni alla volta, ma relazioni d’amore!
Questo è sporco? no! perché i partner lo sanno, e spesso (proprio perché c’è trasparenza e quindi il poliamorista informa di questa esigenza il partner) con persone anch’esse poliamoriste e quindi che anno anch’esse più relazioni stabili.

Il/la poliamorista può a sua volta essere etero, bi, o omo, e quindi avere storie con donne, con uomini, con entrambi.
Il poliamorista di solito non fa e non concepisce il sesso senza amore, e fa sesso solo con chi ama, di solito appunto più persone, e si sente a disagio in un clima di poca trasparenza, o se dovesse tradire, anzi, “giudica” spesso i fedifraghi o coloro che sono di fatto “polisessuali” ma non poliamoristi. Nel poliamore, quindi, non ci sono cornuti!

Il discorso non c’entra con la mono-gamia o la poli-gamia. Gamé significa appunto coniuge e riguarda più che altro il legarsi legalmente a più persone (di solito uomini con più donne e raramente poliandria).
Si parla appunto di “poli-amore” quindi è un discorso che non riguarda matrimoni e similari.

Sono state tante le domande che ho fatto ai poliamoristi.
Ad esempio cosa chiamano “amore”.
Nella lingua latina e inglese , il termine “amo/love” definisce anche l’amore per i familiari, gli amici, i compagni di bevute….mentre i poliamoristi in teoria dovrebbero amare i partner come un monoamorista ama il suo partner, quindi con tutto il concetto di fiducia, condivisione, amore erotico etc etc.
Mi hanno risposto il modo diverso. C’è chi dice di provare quel tipo di amore per tutti i partner, ma che ogni legame è ovviamente diverso e unico. Altri rifiutano completamente il distiguere gli amori tipico di noi “mono“, ma non sanno bene descrivere il loro, perché “andrebbe provato”.

L’altra domanda è stata riguardante amori poly-mono. Ovvero, se una persona “mono”, si innamora di una “poly”, la persona poly ovviamente spiega la sua situazione con trasparenza. La persona mono potrebbe accettare controvoglia la cosa, per non perderla, e magari “a parole” definirsi contenta ma poi soffrire dentro…a quel punto la persona poly cosa fa? La maggior parte degli intervistati mi ha detto che ha lasciato il partner per rispetto. E secondo me hanno fatto anche bene.

L’altra mia domanda, provocatoria, era relativa a chi si nasconde nel mondo “poliamorista” essendo in realtà più che altro “poli-sessuale”…del resto anche il movimento LGBT spesso abusa della parola “amarsi” per via dell’avversione nel nostro paese per tutto ciò che concerne il sesso.
Inoltre ho anche spiegato che avere più “relazioni” non significa tecnicamente avere più amori, perché nel mondo mono molti hanno relazioni e scopamicizie, anche durature, ma non basate sull’amore.
A queste domande sono state date più risposte, tra cui appunto quella del “non concepire una relazione senza amore” (ma avevo già alluso a questo in precedenza, nel mio articolo).

Una poliamorista mi spiegava che vi sono vari tipi di poliamore. C’è il/la poliamorista “lone wolf, che interagisce con più persone che sono tra loro meta-amanti (non hanno relazioni amorose o erotiche tra loro) e che a volte non si conoscono (ma sanno l’uno/a dell’altra/o per trasparenza) e invece i poliamoristi tribal (che creano gruppi di persone tutte in relazione tra loro, a volte con sesso solo etero, a volte invece sono tutti pansessuali).

Volevo direi ai miei lettori…non siate delusi se oggi sto parlando di una “minoranza” che, di fatto, non ha reali istanze politiche ma solo culturali.
Di certo quale potrebbe essere l’istanza politica di un gruppo di poliamoristi? la possibilità di sposarsi in gruppo? Ci sarebbe da chiedere a loro…

Volevo citare l’illuminante e concisa descrizione data da un poliamorista in un gruppo fb

bon… io direi che nel poliamore si debbano avere tre caratteristiche base:

 

1) sincerità trai partner
2) possibilità di avere rapporti erotici con più persone contemporaneamente
3) possibilità di avere relazioni affettive con più persone contemporaneamente
Se manca l’ultima è coppia aperta, se mancano la 2 e la 3 è monogamia se manca la prima è adulterio, che poi può essere solo sessuale, solo affettivo o entrambi. Mi sembra la cosa più chiara. 
Come è stato già detto, che tutti i poly fanno sesso solo con amore è una stronzata, anche se è giusto precisare che non si parla di polisessualità… Ad ogni modo la cosa principale su cui fare attenzione è la sincerità, metterei più fuoco su questo nell’articolo.

Completerò l’articolo, comunque, confrontandomi con la comunità poliamorista online.

A presto!