Transfobia delle persone LGBT

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In occasione del Tdor di Milano del 2015 mi è stato chiesto di preparare un intervento sulla TransFobia, che sarà il terzo tra tre interventi: uno dell’avvocato Gianmarco Negri, sulla transfobia interiorizzata, e uno della dott.ssa Laura Caruso, sugli ordinari momenti di transfobia quotidiana, da parte di colleghi, vecchi amici, parenti…

Le vittime di transfobia sono spesso delle ragazze trans morte in modo efferato.
Ma quante persone invece si suicidano perchè sole o maltollerate da chi li circonda?
E quante, invece, per i sovracitati motivi, decidono di tornare indietro col percorso (che sia medicalizzato, o che sia solo una scoperta di sè)?

Sicuramente Laura e Gianmarco hanno parlato dell’odio che abbiamo verso di noi e proveniente dalla società, ma questo puo’ essere superato se c’è una comunità di riferimento forte e solida, che ci accompagna nella scoperta di noi stessi.
Ma quando le paure, l’intolleranza, il biasimo, arrivano anche dalla stessa comunità di riferimento?

Se una persona portatrice di un percorso canonico, alla fine puo’ sentirsi una “pari” in una comunità di riferimento, cosa succede invece a chi è diverso anche li? E’ già complesso essere compresi come trans nelle associazioni composte prevalentemente da uomini e donne omosessuali, ma pensate a chi, anche tra trans, è portatore di un percorso o di un’identità non canonica.
Se le persone LGBT canoniche, tra le mille difficoltà lavorative, familiari, relazionali, possono vantare la presenza di una forte comunità alle spalle, chi è “non conforming” dovrà dare spiegazioni anche a quella che dovrebbe essere la sua stessa comunità.

Delle difficoltà che ha  una persona trans canonica vi parleranno tanti blog, tanti attivisti, ma nessuno parla dei diversi tra i diversi:
– di chi è trans, ma omosessuale o bisessuale
– di chi è trans ma fa un percorso diverso da quello degli altri
– di chi ha un’identità di genere non binaria
– di tante altre persone trans che in qualche modo si discostano dallo stereotipo che le persone omosessuali (e a volte anche quelle transessuali) vorrebbero per tutti, per rassicurare i “normali“.

Illustriamo due tipologie di transfobia

Pregiudizi delle persone omosessuali VS le persone transessuali

E’ la transfobia delle persone cisgender omosessuali e , in rari casi, bisessuali.
Non ho precisato a caso che i casi di transfobia da parte di bisessuali sono rari, perchè la transfobia è molto più presente in persone di orientamento sessuale binario, che sono sempre più turbate o morbose verso le persone transessuali e transgender, rispetto a chi, essendo bisessuali, non ha limiti nell’essere attratto/a da corpi ed anime polarizzati in modo diverso.
La persona omosessuale spesso si sente minacciata dalla persona trans per cio’ che la persona T muove nella persona omosessuale stessa.

Potrebbe trattarsi di femministe lesbiche, che pensano che gli ftm siano delle povere donne vittime del maschilismo, che, incapaci di emanciparsi come donne (lesbiche o etero non importa), travestono il proprio corpo per essere accettate come appartenenti al sesso dominante, o che pensano che le mtf siano uomini che non capiranno mai cosa significhi essere donna davvero.

Potrebbe trattarsi invece di uomini omosessuali, che non considerano gli ftm come veri uomini, se non operati, o in alcuni casi neanche in quel caso, che fanno battutacce sul ciclo mestruale in loro presenza, oppure che continuano a considerare “maschietti” le mtf, che hanno conosciuto magari prima della transizione e della loro consapevolezza come donne.

Abbiamo anche omosessuali (uomini e donne) che, con la scusa che le battaglie sono diverse anche se non completamente, vorrebbero proprio l’espulsione della T dall’acronimo (è curioso appurare che sono le stesse che vogliono anche l’espulsione della B…a prova che il problema è il binarismo oltre che la transfobia).
Vedi Link

Abbiamo poi omosessuali (uomini e donne) che condividono foto di omosessuali e lesbiche pestate, ma non di trans,
o magari che immaginano le persone T solo nel mondo del sex working, e che infondo pensano che se una persona T non lavora o viene picchiata, alla fine è colpa sua,
persone che quando dialogano con attivisti T per progetti comuni, sono adorabili se tutto va bene, ma se c’è una divergenza, si ricordano che l’interlocutore è T, e partono assurde e non casuali frecciatine, ad esempio sul fatto che la persona T sarebbe fuori di testa perché prende ormoni, oppure si inizia magicamente a sbagliare il suo genere.

Esempi di frasi transfobiche e/o morbose di persone omosessuali (uomini e donne) verso persone T:
– ma perchè ti arrabbi tanto? mica è grave sbagliare genere! mi è scappato! Quanta permalosità!
– la vera battaglia importante è quella per i matrimoni gay, non perdiamo tempo in cose inutili!
– ma davvero sei laureata? non pensavo che ci fossero trans laureate!
– non capisco perchè ti arrabbi tanto! ti ho solo chiesto se sei operata!
– non capisco perché ti arrabbi tanto! ti ho solo chiesto come ti chiamavi prima!
– ma perchè si arrabbia tanto per queste domande così innocue? avrà molti traumi, mi fa un po’ pena…

Transessuali canonici versus transgender non canonici


La persona transessuale è spesso scettica verso chi si trova in una situazione simile alla sua, ma non uguale.

Esempi di domande che una persona T conforme si pone sulle persone T non conformi:

pregiudizi verso i T non medicalizzati
Perchè mai una persona T dovrebbe non volere prendere gli ormoni?
Ma perchè se non prende ormoni dice di essere una trans? è un travestito!
Secondo me non fa la transizione perchè infondo è confusa! Oppure vuole i vantaggi di tutti e due i sessi!
Quelli sono agli inizi, mica come noi che siamo diventate donne!
Ma che ti definisci a fare uomo, se hai ancora il ciclo?

pregiudizi verso chi non “passa”
Tanto non passa, perchè ha cambiato i documenti? non lo vede che, diversamente da me, è un armadio con la gonna?
Noi dobbiamo avere i documenti, mica voi, tanto non passate!
Perchè potrebbe mai essere disinteressata, o poco interessata, al passing?
Tesoro, si vede a cento chilometri che sei donna, sembri una lesbica, non ce l’hai lo specchio a casa?

pregiudizi verso gli ftm gay e le translesbiche
Ma la ragazza di quella Mtf sarà veramente lesbica? infondo lei ha ancora il pene!
Ma se si sente uomo, perchè va ancora con gli uomini?
Ma a quella trans piacciono le donne? vuoi vedere che sotto sotto il maschio è rimasto?

pregiudizi verso i trans non binari
Ma perchè porta i capelli corti, che cavolo l’ha fatta a fare la transizione Mtf?
Quell’ftm usa la vagina…mah!

pregiudizi verso chi sta ancora col partner di quando viveva da cisgender
Ma come fa a stare ancora con la moglie?

pregiudizi verso le persone trans genitori
Ma se si sentiva uomo, come ha fatto a sopportare il parto?
Ma se si sente uomo, perchè vuole dei figli?
Ma hai visto che si fa chiamare mamma dal figlio? non è veramente ftm!

pregiudizi verso chi non è ateo, anarchico, e di sinistra
Mi chiedo come faccia a definirsi cristiano, se Dio esistesse non ci avrebbe fatto nascere nel corpo sbagliato!
Non capisco, noi trans dobbiamo essere di sinistra, è ovvio!
Ma perchè cerca un lavoro in banca! I trans devono vivere fuori dalla società! Essere trans è FAVOLOSO!

pregiudizi verso persone con identità di genere fluida o non binaria
Come fa una persona a dirsi di entrambi i generi o di nessuno?
Genderfluid? è solo una lesbica/un gay che vuole attirare l’attenzione!
Questi bigender sono solo esibizionisti, usano i trans, ma noi siamo trans veramente!

pregiudizi verso chi non ha completato la transizione canonica
Se non ti operi sei ancora un uomo!
Hai fatto l’orchiectomia? allora non sei donna, sei un cantante castrato del settecento!

pregiudizi verso chi non è dichiarato in tutti gli ambiti
Se avesse davvero la disforia, non lavorerebbe come uomo! Te lo dico io, quella non è una vera Mtf!

pregiudizi verso i crossdresser
Che c’entriamo noi coi travestiti? Per loro è solo perversione!

Si potrebbero aggiungere mille frasi a queste, e dire che queste frasi non sono come una pallottola che ti arriva nel petto, ma che fanno comunque male al cuore, che ti fanno sentire ancora più solo/a, privo/a di una comunità di riferimento che ti supporti e ti sostenga in un mondo che già è ostile.

Pubblicherò questo articolo così, ma chiederò ai miei lettori di segnalarmi delle frasi, quindi questo articolo cambierà, e ne saremo tutti autori, perchè la lotta alla transfobia (anche delle persone GLBT) non è mia, ma è di tutti noi.

Revisione annuncio: ecco le frasi morbose e transfobiche che ha ricevuto Diego da Milano

“Ma quindi ora cos’hai tra le gambe?”
“E le tette che fine fanno?”
“Come ti chiamavi prima?”
“Ma con le donne come fai?”
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Il ruolo del binarismo e dell’educastrazione nella Transfobia

Testo che ho preparato come relatore del TDor di Sesto San Giovanni organizzato dal Circolo Milk di MilanoTesto che ho preparato come relatore del TDor di Sesto San Giovanni organizzato dal Circolo Milk di Milano

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Quando si avvicina il giorno del Tdor (Transgender day of Remembrance, ovvero Giornata in Ricordo delle Vittime della TransFobia) sento tante frasi di involontario pietismo dai cisgender (persone non transgender) rispetto a ciò che questo giorno denuncia e rappresenta, il pensiero va a Brendona, a sex workers che ci hanno lasciato le penne nel cuore dell’ambiente criminoso, corredato dalla cocaina, o magari allo scugnizzo di Boys Don’t Cry, o a tanti altri martiri che vivevano in ambienti sordidi e pullulanti di ignoranza.
Vorrei far capire a questi cisgender che la transfobia riguarda anche loro, colpisce anche loro.

Cosa significa transgender? Etimologicamente significa attraversare il genere.
Di conseguenza cosa può significare transfobia, se non paura ed avversione per questo attraversamento?

La società tradizionale, per esistere e mantenere ordine, deve spacciare per innate, naturali, ed ispirate da dio, le regole del gioco.
Quindi per la maggior parte degli etero, e anche dei non etero cisgender, “comportarsi da femmina” e “comportarsi da maschio“, non sono altro che concetti scontati, in piena sovrapposizione tra sesso genetico, genere psicologico, e ruoli e stereotipi di genere.
“E come altro dovrebbe comportarsi una donna, se non “da donna” “?

E così le prime vittime della transfobia, della censura di tutto ciò che, inconsapevolmente, valica il confine di “ciò che deve essere”, per natura, sono i bambini di entrambi i sessi.
Così se un maschietto manifesterà l’esigenza di piangere, verrà subito corretto e gli verrà ricordato che non è da maschio, e lo stesso succederà a una bambina con attitudini troppo aggressive, o tendenza alle parolacce, che verranno censurate non perché “non sta bene“, ma perché non sta bene per una femminuccia“.

E così passeranno gli anni e verranno regalati giocattoli che stimolano l’aggressività (con cui un vero uomo deve affrontare la vita) ai maschietti, e giocattoli che stimolano la tendenza alla cura, al desiderio di marito e figli alle femminucce.
A volte mi chiedo come sia difficile fare un regalo non binario ai figli dei nostri amici e parenti, e questi giocattoli vengono considerati “educativi”, perché instradano, preparano perfetti cittadini e cittadine che rispondono perfettamente alle aspettative, che rassicurano.

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E così bambini e bambine crescono, in scuole primarie che, fin dai problemini di matematica, ricordano che la mamma guadagna meno del papà, davanti alla televisione pubblica e privata che presenta uomini narcisisti, esuberanti e volgari e donne che fanno da tappezzeria, mostrando i loro corpi, sempre giovani , magri e piacenti, come fossero merce.

E in ogni classe ci sarà una ragazzina un po’ mascolina, o un ragazzino un po’ effeminato, senza che questi soggetti siano dei potenziali transgender od omosessuali, saranno sempre dei diversi, dei non conformi, delle vittime dei bulli, che pestano ciò che non si allinea, ciò che non comprendono, e che quindi dà fastidio, ma anche delle maestre e degli insegnanti, che, col loro sguardo di disappunto lasceranno intendere che infondo chi non si allinea un po’ le botte e la derisione se la merita.

Passano gli anni e i soggetti non allineati riguardo agli stereotipi di genere si rifugiano nelle subculture alternative, dell’heavy metal, del punk rock, delle sinistre radicali, delle religioni alternative e della new age, dove pensano di potersi nascondere, senza risultare così dissonanti come lo sarebbero nella patinata passerella della gioventù alla moda. Ma i mondi alternativi non sono privi di stereotipi di genere, presentano modelli diversi, ma comunque binari, e quindi anche gli anni passati in questi mondi riservano grandi delusioni e disillusioni.

Poi le scuole e i percorsi universitari finiscono, e queste persone “gender non conforming” vengono catapultate dal mondo protetto dell’apprendimento al mondo del lavoro, un mondo dove la selezione “naturale” è spietata e spesso tiene conto dell’estetica, della simpatia, delle “consonanze” con gli ambienti, e, vista la crisi, i primi soggetti a “saltare“, dopo un veloce esame, sono quelli che rappresentano la diversità, nelle sue sfumature anche più lievi.
Ciò che non si comprende potrebbe dare problemi, chi è strano è evidentemente uno od una che mostra insofferenza alle regole, sociali e non, quindi, vista la scelta, perché rischiare?

Anche i soggetti che ce la fanno, e si inseriscono in grandi aziende alla Fantozzi, devono pagare ogni giorno il prezzo della propria diversità, vedendo scorrere le vite degli altri, sempre uguali, con convivenze, addii al celibato, al nubilato, matrimoni e maternità, comitive di donne tutte insieme alla pausa pranzo, comitive di uomini tutti insieme alla pausa pranzo, continue domande sul perché non ti sposi, o sul perché ti conci così, consigli fraterni o “da sorella“, sul fatto che se ti conciassi in altro modo troveresti l’amore, uno sguardo perplesso continuo di chi non capisce, si rifiuta di pensare che qualcuno possa stare bene oltre le gabbie degli stereotipi di genere, e deve spingere all’allineamento, all’appiattimento, al rassicurante flusso del binarismo, dove gli uomini “fanno gli uomini“, le donne “fanno le donne“, colleghe sposate stanche di matrimoni e famiglie spenti e consumati, si prendono la loro vacanza imbelletandosi per i propri colleghi altrettanto stanchi della loro routine, nell’eterno gioco binario delle parti, mentre chi è strano rimane ai margini, non riesce a fare tanta carriera, perché uno/a che si concia così, che non sa neanche prendersi cura di se stesso/a, come potrebbe essere a capo di qualcosa, o darci ordini? E’ giusto quel soggetto da prendere in giro “giusto per far passare le otto ore” (cit.)

Gli altri colleghi, simili tra loro, si aggregano, escono anche a cena, in discoteca, agli aperitivi, sono amici fb, e altro non fanno, “per passare il tempo”, che parlare dei soggetti strani, ipotizzare la loro omosessualità, stupirsi se “nonostante tutto” hanno relazioni, ridendo di loro, non comprendendo la loro diversità, e tutto questo non genererà probabilmente un pestaggio, un omicidio, ma genererà un pressing pazzesco affinché queste persone, per sentirsi nel branco, prima o poi cederanno al conformismo, spinti probabilmente anche da una famiglia che non ha mai capito, e magari anche uno o una partner che “accetta” ma non ha mai realmente capito, capito perché queste persone non conforming nonostante tutto, nonostante quarant’anni di pressioni normalizzatrici sono rimaste quello che sono, hanno deciso che essere se stesse è più importante che lo guardo rassicurante di parenti, amici e colleghi.

Chi è la vittima della transfobia? questa povera persona bullizzata da tutti, evitata, derisa, o tutti gli altri?
Tutti gli altri che hanno deciso di rinunciare alla loro originalità, alla loro particolarità, per paura di essere esclusi, derisi, di essere continuamente messi in discussione, che hanno smesso di piangere per non “fare la femmina” o hanno abbandonato le attitudini maschili perchè “non sta bene farlo se sei una bambina“.
Tutte quelle persone che ora sembrano forti, integrate, ma che deridono chi è diverso, spettegolano, attaccano, continuano a dire di non capire, ma che in realtà sono solo invidiosi della libertà di chi ha deciso di essere se stesso nonostante tutto, e che, nonostante i loro mormorii e pregiudizi, vive la sua espressione di se stesso, dignitosamente e a viso aperto.

Che tutte le persone cisgender riflettessero in occasione del Tdor, non solo per piangere per chi è stato ucciso, è stato spinto al suicidio, o ad una vita dissipata, o alla droga, o al sex working, o all’emarginazione sociale, alla disoccupazione, alla solitudine, ma piangendo per quella parte di loro che è morta, uccisa dalla paura di ciò che non è conforme che avevano i loro parenti, amici, insegnanti e datori di lavoro, e che probabilmente avranno anche loro quando correggeranno i loro figli, terrorizzati dalla possibilità di mettere al mondo degli emarginati se non lo fanno.
Che i cisgender piangessero per quella inevitabile parte trans-gender che albergava in loro, e che è stata spenta, soppressa, affinché possa in qualche modo tornare a brillare, prendersi il suo piccolo spazio, rivendicarlo.
Che i cisgender possano rivendicare l’essere ciò che sarebbero stati veramente, e non ciò che sono stati indotti ad essere per non infastidire la quiete pubblica.

Se ogni cisgender potesse affrontare con serenità prima se stesso che gli altri, forse col tempo non ci sarebbe più bisogno di annoverare vittime della transfobia, perché la diversità verrebbe celebrata e non oscurata.

Tdor milano 2012: Milk Milano aderisce!

Egregi Signori e Signore

Sportello Trans – Ala Milano Onlus

in collaborazione con

il Comitato solidale antirazzista LGBTQ “Alziamo la testa” di Milano e

Il Mosaico Danza

è lieta di invitarVi all’iniziativa per il

T DoR / Transgender Day of Remembrance

Giornata Mondiale in Ricordo delle Vittime Transgender

che si terrà a Milano il giorno 20 novembre, alle ore 21,00 presso Il Mosaico Danza, Via Privata Pomezia 12, con la proiezione del documentario “O sei UOMO o sei DONNA…CHIARO?” di Enrico Vanni (Italia, 2008, 55’) e a cui seguirà un dibattito.

Il TDoR è una festa civile nella quale uniamo il ricordo doloroso e commosso delle donne e degli uomini transessuali e transgender uccise/i , alla lotta di tutte/i quelle/i che sopravvivono e lottano ogni giorno per il proprio diritto a esistere, contrastando così tutte le discriminazioni.

Aderiscono all’evento:

– AGEDO Associazione GEnitori Di Omosessuali

– Arcobaleni in marcia

– Circolo Culturale Harvey Milk Milano.

Sarebbe per noi motivo di gioia e di vanto poterVi averVi di persona per questa iniziativa.

RingraziandoVi per l’attenzione aspettiamo fiduciosi.

I nostri più cordiali saluti,

La Responsabile Sportello Trans di ALA Milano Onlus

Antonia Monopoli

Evento su facebook: https://www.facebook.com/events/249765908483760/

TDOR - Transgender Day of Remembrance