Avere un’espressione di genere “binaria” ma essere contro il binarismo sociale. Si può

images

Combattere il binarismo significa stabilire che ogni persona possa avere il diritto di aspetto e comportamenti non binari, che essa sia trans o no, che essa sia LGBT o no.
Spesso le persone non attiviste si sentono minacciate da questa battaglia, come se si volesse vietare loro di esprimersi (fisicamente e mentalmente) in modo polarizzato (maschile o femminile).

Ognuno di noi ha diritto di libera espressione di genere. Di seguire le proprie attitudini, anche ovviamente nel caso queste attitudini lo o la portassero a un’espressione di se stesso aderente all’immaginario di ruolo totalmente femminile o maschile.

La cosa che sindachiamo è che ciò non avvenga per un instradamento sociale fin dall’infanzia ma come rivendicazione ed emancipazione del proprio io, e che non si tenda a pretendere questa polarizzazione da ciò che ci circonda (persone transgender con un cattivo passing, persone transgender non in transizione, genderfluid o semplici persone che vogliono esprimere se stesse con comportamenti trasversali e non polarizzati, che escono quindi dallo stereotipo di genere).

Ci preoccupiamo di indagare la “disforia” della persona T (se ha un’immagine polarizzata di se stessa, e questo comporta poi anche la possibilità di fare una transizione medicalizzata) ma non indaghiamo le aspettative sociali che portano questa persona a non essere accettata finché il suo aspetto è ambiguo (contesto anche l’uso di questa parola dispregiativa) e la rassicurazione quando quest’aspetto tende a polarizzarsi, ma ciò avviene anche con persona transgender e non, se hanno un comportamento o un aspetto non “polarizzabile” verso il rosa e il celeste, e questo innervosisce le persone, perché richiede uno “sforzo” che non intendono fare (è più semplice rettificare la persona).

Annunci

Modella si reinventa modello, verso modelli androgini

Elliott Sailors, la modella travestita da modello: "Gli uomini lavorano più a lungo"

La bellissima Elliott Sailors, 31 anni, è stata a lungo una modella di successo. Poi si è tagliata i capelli, ha nascosto il seno e ha intrapreso una nuova carriera, questa volta come modello. E da quel momento il successo è diventato planetario. Elliott è diventata un caso dividendo il pubblico tra chi la critica e chi ne sostiene, invece, la spregiudicatezza. E spiega così il suo gesto: “Gli uomini non hanno bisogno di sembrare molto giovani, quindi adesso posso lavorare per molto tempo. Ho sfruttato una di quelle cose per cui stavo male da giovane, i tratti mascolini

Tratto da http://www.repubblica.it/persone/2013/10/26/foto/ellio_sailor_da_modella_a_modello_per_lavorare-69521395/1/#1

Androginia e sex working: Marco “Sweet Honey”

Qualche giorno fa mi sono imbattuto in http://marcosweethoney.com/

Avevo messo come parole chiave su google “androginia” e similari.
Sono capitato su questo articolo in cui il personaggio androgino racconta di
godersi una rapata a zero ogni tanto.

Un Taglio Netto!

Ogni tanto un taglio deciso ci vuole!

Ogni tanto vado dal Parrucchiere per fare una bella messa a punto della mia acconciatura!

Io trovo il mio aspetto androgino, molto sexy e rispecchia in pieno il mio essere ambiguo, ragazzo e ragazza allo stesso tempo!

Ho anche diverse parrucche, però, e se mi preferisci con un aspetto femminile più classico non esitare a dirmelo!

 A me piace soddisfare appieno ogni tuo desiderio!

Guardando il sito ho scoperto che è un/a escort e dalle sue parole (non sembra essere a conoscenza di concetti come mtf o ftm, oppure rimane volutamente ambiguo/a).

Nel primo post ci segnala i motel in cui lavora.
Si definisce ragazzo trans (quindi pare ftm) ma anche ladyboy (termine un po’ offensivo per le mtf della pornografia e del sex working).
Poi parla di “diverse trans bellissimE a milano” (ma lui invece si era definito ragazzO trans), ma poi dice che lei è una trans “diversa da quelle della pornografia“. Ad ogni modo si definisce “Marco”, e dice di avere studiato (in effetti nel sito usa scaltramente le parole chiave e si vede che non è un/a pirla).

Infine, si rende disponibile a rapporti “lesbici” con ragazze, e giochi con coppie

Io e a mia amica!

Lesbica!

E vanta “l’esperienza ambigua” come assolutamente da fare“.

Benvenuto sul mio Blog!

Eccomi! Sono Io!

Ambigua!!!

Io sono Marco, sono di Milano e ho 28 anni!

Sono un dolcissimo ragazzo Trans!

Sono una cosa ambigua!!!

Sono un ragazzo e una ragazza allo stesso tempo!

Se mi incontri, sono un RAGAZZO ma ho un corpo da ragazza!

Ho forme aggraziate e dolci!

Non ho peli!

Ho un piccolo e dolcissimo seno da adolescente!

Ho un’istruzione universitaria e mi piacciono l’arte, il cinema, il teatro, la musica.

Sono un ottimo massaggiatore diplomato!

Vedo il massaggio come un mezzo per infondere benessererelax e tutto ilpiacere che ne deriva!

Sono molto dolce, con un fascino e con modi molto femminili!

Allo stesso tempo posso essere un vero amico su cui contare e con cui condividere qualsiasi cosa!

Passare del tempo con me significa provare  una piacevolissima esperienza ambigua!

…E possiamo anche coinvolgere una mia dolcissima amica… 

Mi piace fare nuove amicizie e conoscere persone carine!

Infine…ho contattato Marco per un’intervista: attualmente tutto tace

CineMilk…non chiamateli film Trans!

Personaggi GenderQueer storici e fittizi

La storia, la letteratura, il cinema, i manga sono pieni di personaggi al di fuori dei generi e degli stereotipi di genere.

Ne parla ampiamente, facendone un quadro storico, il libroTransAzioni” di Mary Nicotra, che, parlando di transgender ftm, si sofferma su alcune figure storiche.

Esaminando i personaggi storici di biologia femminile che hanno vestito panni maschili, si possono individuare molteplici motivazioni:

orientamento affettivo lesbico: in una società binaria ed eteronormativa, l’unico modo di rendere socialmente accettabile un legame omosessuale era quello di riprendere sotto ogni aspetto le dinamiche di una coppia eterosessuale, compreso il “sacrificio” da parte di una delle due partner di una vita nei panni del genere opposto.
Per chi ha studiato i sistemi sociali e “burocratici” e legali dell’epoca, non sarà difficile comprendere che era piuttosto “semplice” cambiare identità.
Se qualcuno volesse approfondire, nel 2009 è uscito un film chiamato “Viola di mare”, tratto dal libro Minchia di re, che prende il nome da un pesce del mare siciliano che cambia sesso per accoppiarsi. La narrazione si sviluppa sulla storia di due ragazze lesbiche che, per nascondere la vergogna del loro amore, sfruttano l’influenza che il padre di una delle due ha sull’isola per convertire l’identità della ragazza e rendere possibile anche il matrimonio.

il desiderio di accesso ai privilegi del ruolo di genere maschile: in passato la società era, ancor più di adesso, basata sulla rigidità dei ruoli di genere e sul fatto che quello privilegiato fosse quello maschile.
Alcune donne, ambiziose e capaci, a prescindere del loro orientamento sessuale, decidevano quindi di vivere al maschile per ereditarne i diritti.
In alcuni casi la loro biologia era di dominio pubblico, ma, ad ogni modo, vivendo al maschile ereditavano gioie e dolori della vita da uomo.
Un esempio eterosessuale è quello della regina Elisabetta I, nota anche come Virgin Queen. Un altro esempio in cui vi era una scelta di castità e di vita al maschile è quello di Giovanna D’Arco.
In altri casi il “travestitismo” al maschile era occultato alla società.
E’ noto un personaggio, non storico ma quasi leggendario, passato alla storia come Papessa Giovanna, che sarebbe arrivata al pontificato sotto mentite spoglie e avrebbe addirittura partorito durante una processione.
Vi sono numerosi esempi di travestitismo finalizzato all’arruolamento da parte di numerose donne, spesso russe.
Alcune di esse hanno seguito, sotto mentite spoglie, i mariti in battaglia.

identità di genere maschile: a causa della mancanza di documentazione, diventa difficile associare o meno a questi personaggi delle identità trans-gender, ovvero è difficile determinare se in questi personaggi vi era un’identificazione col genere maschile sul piano dell’ “identità di genere”.

Il “crossdressing” da donna a uomo è oggetto d’attenzione in molti film pseudo-storici dalla scarsa ricostruzione storica.
Nel film uscito nel 2009 “Sherlock Holmes” la presunta moglie di Sherlock, dalle ambizioni investigative, vestiva talvolta i panni maschili. Simili personaggi appaiono nel film “Casanova” e nel film “Il mercante di Venezia“, oppure possiamo pensare al noto personaggio femminile di “Sheakspeare in Love” che, per recitare in un’epoca in cui era vietato alle donne, veste panni maschili per poi intraprendere, un po’ per caso, una relazione con il regista.
Questo excamotage letterario permetteva al protagonista maschile, il regista William Shakespeare, di interrogarsi sulla sua attrazione omosessuale per un personaggio che aveva conosciuto nei panni di giovane attore un po’ effeminato.
C’è da sottolineare comunque un certo interesse del pubblico verso questa tipologia di personaggio.

Il travestitismo f to m è ripreso anche dal filone Manga e Anime, soprattutto anni 80.
Questo “feticismo” per questo genere di figure è spiegato dalla tradizione giapponese che apprezza l’ambiguità e l’androginia (derivante dalla cultura Bishounen).
Il personaggio più noto in tal senso è Lady Oscar. Simili personaggi sono “La Principessa Zaffiro“, “La Stella della Senna“, il personaggio Aramis nell’anime “D’Artagnan“, Marian nell’anime “Robin Hood“, Georgie nell’omonimo anime, travestitasi da giovane marinaio per partire in nave verso l’Europa, Sailor Uranus in “Sailor Moon“.
Questi personaggi spesso sono “vittime” di equivoci e spesso attirano l’attenzione di altri personaggi: donne eterosessuali o uomini confusi nel sentirsi attratti da essi.
Un personaggio che differisce e che viene considerato “GenderBender” è “Ranma 1/2“, ragazzo che a causa di una maledizione ogni volta che si bagna con acqua fredda diventa una ragazza, scatendando una serie di scambi di persona, equivoci ed episodi frivoli.
Il manga queer per eccellenza, censurato pesantemente in Italia, rimane “Sailor Moon“, soprattutto le ultime serie. Presenta molti personaggi omosessuali donne e uomini e dei personaggi, nell’ultima serie, che vivono travestiti da cantanti uomini di giorno, ma si trasformano poi in guerriere Sailor. Si tratta di personaggi Trans-sessuali nel vero senso della parola.

Infine da non dimenticare la pubblicità, che ha sfruttato il fascino dell’androginia e dell’ambiguità per sviluppare la tematica.
In particolare le pubblicità della Campari Red Passion si muovono in questa direzione, tanto che molti hanno pensato che il pubblicitario della Campari potesse essere una persona Queer.
Storica è la pubblicità in cui, durante una festa mondana, si vede una bellissima donna allontanarsi verso le camere private e un donnaiolo di origini orientali, dopo averla notata, la segue.
Nella parte finale della pubblicità vi è la rivelazione: si tratta di due personaggi “crossdresser”. Sotto le sembianze del play boy orientale vi è una donna col petto fasciato e i capelli raccolti. Di contro la bellissima ragazza mostra un petto nudo piatto denunciando la sua natura di maschio biologico.
In altre pubblicità della Campari appaiono personaggi bisessuali. Per esempio in una pubblicità un uomo e due donne presentano lo stesso graffio come ricordo di una notte di passione.

Nath