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RISPOSTE PER I PRURIGINOSI:

Sebbene non sia utile ai fini della comprensione del “personaggio”, si può parlare anche del suo orientamento sessuale, che ha una forte preferenza per il sesso/genere maschile, anche se si definisce “possibilista”, nonostante non abbia mai avuto fidanzate o amanti donne o transgender.

La sua lotta antibinaria non deve lasciare pensare che abbia una visione di sé fluida, indefinita, che si percepisca di entrambi i generi, o di nessun genere, o di un terzo genere. La sua identità di genere è maschile, anche se non ha un’unica visione di maschile, stereotipata e machista, ma concepisce infiniti (e tutti legittimi) tipi di maschile e di femminile.
Percependosi quindi come appartenente al genere maschile, vive come tale, apertamente, senza che ciò comporti trattamenti medici e chimici.
Essere è essere percepiti: ognuno vedrà in lui ciò che la sua esperienza lo guida a vedere.
Molte persone pruriginose, alienate dalla monomania del genere, catechizzate dalle associazioni gaylesbiche storiche, hanno mostrato fastidio verso il fatto che viva una vita sociale al maschile senza alcuna terapia ormonale sostitutiva, e che possa avere le stesse istanze di una persona transgender, tuttavia egli non si definisce, e non per velarsi o per una sorta di GLBTfobia interiorizzata, ma perchè reputa che nessuna definizione corrisponda esattamente alla sua condizione o scelta di visibilità.

La sua istanza principale come attivista è l’applicazione in Italia della proposta di legge Argentina sul cambio di nome e genere sui documenti senza la richiesta di nessuna modifica chimica o chirurgica.

Si uccide a 14 anni il ragazzino bisessuale che difendeva i diritti dei gay

Il ragazzino aveva denunciato azioni di bullismo dai tempi delle elementari e aveva intrapreso iniziative pubbliche per difendere le persone gay e bisessuali


22 SETTEMBRE 2011

Jamey Rodemeyer

Il quattordicenne Jamey Rodemeyer di Buffalo, nello stato di New York si è ucciso all’inizio della settimana. Era vittima di persecuzioni e di bullismo da parte dei suoi compagni di scuola perché si era dichiarato bisessuale e aveva intrapreso iniziative pubbliche per difendere se stesso e le persone gay e bisessuali perseguitate.

La madre di Jamey, Tracy, ha raccontato al Buffalo News che quando suo figlio aveva iniziato a interrogarsi sul suo orientamento sessuale, i suoi compagni di classe avevano preso a infastidirlo ed essere violenti con lui, fisicamente e verbalmente. I suoi genitori cercavano di incoraggiarlo e sostenerlo e Jamey era seguito da un assistente sociale e da uno psicologo. I compagni però non avevano smesso di perseguitarlo e la sofferenza di Jamey non era diminuita, come il ragazzo raccontava sul suo Tumblr.

«A nessuno della mia scuola importa prevenire i suicidi, voi siete quelli che mi chiamate checca e mi fate a pezzi» aveva scritto l’8 settembre.

Il giorno dopo aveva scritto: «Io parlo sempre di quello che subisco, ma nessuno mi sta a sentire. Cosa devo fare perché la gente mi ascolti?»

fonte

Immaginiamo di essere in una grande città in cui la maggior parte di persone è verde. Diciamo l’80% delle persone.
Poi ci sono delle persone gialle, diciamo il 15%, alcune di queste costrette a tingere il viso di verde per non essere discriminate.
Infine, ci sono le persone blu…il restante 5%. Queste persone non possono tingere il viso di giallo o di verde perchè si vedrebbe comunque cio’ che sono.

Dal punto di vista economico, le persone verdi, la maggioranza, sono benestanti, colte, hanno accesso agli studi e ai servizi. Anche le persone gialle, a forza di nascondersi, hanno potuto studiare ed arricchirsi. Le persone blu invece sono povere e incolte, e vivono ai margini della società.

Col tempo la comunità gialla è riuscita a creare associazioni per i suoi diritti. La comunità blu invece è frammentata, legata alle baraccopoli, alla vita raminga, al non accedere a lavoro e istruzione, e a scannarsi internamente tra chi è blu cobalto, blu oltremare, azzurro, celeste..

I diritti che le persone gialle vorrebbero sono diversi da quelli che le persone blu vorrebbero. In parte le persone gialle hanno dei diritti e la vita piu semplice. Non devono sempre dare spiegazione su cio’ che sono perchè sono comunque una minoranza diffusa e conosciuta. Hanno il diritto di essere anche se non quello di amare. Vengono picchiati solo se camminano in coppia e raramente, solo quelli piu gialli, anche quando sono da soli. Hanno il diritto al lavoro e all’istruzione. Non vengono associati alla prostituzione, alla promiscuità e all’HIV e dalla droga come i blu.

Alcuni blu si organizzano a formare anche loro associazioni. Spesso non sono colti e non sanno argomentare la loro realtà, anche perchè è più complessa della realtà gialla. Non hanno lavoro, e quindi soldi per progetti di informazione.
Sono discriminati anche dai gialli, che per tenersi stretti i loro diritti e la loro “normalità” spesso rinnegano la comunanza di lotte e interessi con le persone blu. I gialli sono stati cosi’ discriminati e che ora a loro volta discriminano i blu.

Alcuni blu invece si aggrappano alla comunità gialla. Spesso i gialli non gli riconoscono un’identità propria e pretendono che loro siano gregari per i diritti gialli e quando invece si parla di diritti giu si defilano o li snobbano dicendo che ci sono cose piu’ importanti da fare oppure che è ancora prematuro affrontare le problematiche blu, come se quando tutti i diritti gialli ci saranno, forse a quel punto si potranno affr0ntare i problemi blu, e quindi ci saranno generazioni blu che tireranno avanti la carretta dei gialli per non vedere mai la luce dei propri diritti. Alcuni gialli cercheranno di convincere i blu di non essere blu ma di essere in realtà dei gialli come loro, o addirittura dei verdi e di “fingersi blu” solo per esibizionismo. Inoltre i gialli diffideranno di alcuni blu, ma non di altri. Riterranno minoranze solo i blu scuri e non quelli chiari, perchè per essere un “vero” diverso comunque devi prendere dei farmaci, e se non lo fai per loro sarai sempre un giallo o un verde, ma non un blu.

E i verdi?
Alcuni verdi discriminano sia gialli che blu.
Altri verdi discriminano solo i blu e si vantano di accettare i gialli, ma solo quelli piu’ discreti.
Altri verdi, quelli sinistrorsi, si scanneranno per difendere i gialli ma diranno che invece i  blu sono solo pupattole dei politici per il loro divertimento sessuale.

CONCLUSIONI:

i verdi sono appunto gli eterosessuali cisgender

i gialli sono le persone omosessuali (escluderei anche i bisessuali, anch’essi discriminati)

i blu sono i transessuali e i transgender

Io sono un piccolo blu che ha cercato di mimetizzarsi finchè ha finito gli studi e cerca di far capire che anche essendo blu posso avere le stesse possibilità combattive della comunità gialla, e includermi in essa non rimanendo in coda. Non dimenticando mai i diritti dei gialli, ma ricordando loro che esistono i blu. Facendo si che mi si rispetti come blu anche se sono piu che altro azzurro ma cio’ non toglie che non sono nè giallo nè verde e devono accettarlo.
Ricordando sempre che anche se le mie battaglie personali sembrano loro un vezzo, o premature, o inutili, sono le mie battaglie, e posso affiancare le loro come se fossero le mie, ma non dimenticherò mai i miei diritti e quelli della mia comunità, e che sono a fianco a loro proprio perchè sono blu.

Forse vi sembrerà un delirio, forse una riflessione lucida. La parola la lascio a voi. A presto.

Tanto si discute sulla sigla GLBT (o LGBT come si dice all’estero, per rivendicazione lesbica)…completa, incompleta?

Io farei una separazione…soggetti “tutelanti” (gli attivisti) e soggetti da tutelare (i fruitori della lotta per i diritti).

Innanzitutto spiego ai profani la sigla

G: gay
L: lesbiche
B: bisesssuali
T: transgender
Q: queer
I: intersessuati
A: asessuali
S: simpatizzanti
E: eterosessuali

GAY: intende l’uomo gay. All’estero anche le lesbiche usano “gay”. In italia è preferito lesbica. Per me non ha senso che esistano entrambe le lettere nella sigla. Penso che le lesbiche si vogliano considerare a parte per tutta la problematica dei diritti della donna, la violenza sulle donne…
LESBICHE: vedi sopra
BISESSUALI: ho addirittura sentito dire che non dovrebbero stare in questa sigla perchè non hanno bisogno di diritti. Assurdo
TRANSGENDER: persone con identità di genere non conforme al sesso di nascita
QUEER: persone overcross che vivono a fuori dalle regole eteronormative il loro orientamento sessuale e la loro identità di genere
INTERSESSUATI: persone nate con caratteri primari o secondari ambigui (molto connessi a tematiche transgender, inoltre spesso hanno partner appartenenti al mondo GLBT)
ASESSUATI: persone senza pulsioni sessuali (cosa fa la comunità GLBT per loro? di che diritti hanno bisogno? c’è discriminazione nei loro confronti?)
SIMPATIZZANTI: danno supporto ma non necessitano di diritti
ETERO: come simpatizzanti (inoltre immagino che i simpatizzanti siano etero, senno’ rientrerebbero nelle altre lettere)

Altro problema: alcune lettere riguardano il mondo dell’identità di genere, altre il mondo dell’orientamento sessuale.  Anche i diritti e le problematiche sono disomogenee, e non accettare questa cosa ha creato molti fallimenti politici. Spesso ogni realtà è disposta a battersi poco per le problematiche delle altre realtà GLBTQ.

E voi cosa ne pensate?
Eliminare dalla sigla alcune lettere potrebbe essere una castrazione per alcune realtà e minoranze?

“già è strano che si dica trans e non transizioni, ma è ancora più strano che sia trans e vada con gli uomini…che senso ha? non gli conveniva rimanere donna?”
La domanda più frequente che mi fanno, e che accolgo con la mia proverbiale pazienza.
Perchè se sconosciuto è il mondo dei transgender che non transizionano in modo medico (ciò non vuol dire che non siano dichiarati al mondo, che non siano attivisti e che non siano intransigenti verso il proprio genere), sconosciuto è anche il fatto che un transgender, come un non transgender, può avere qualsiasi orientamento sessuale.
Il problema è che questa cosa è ignorata persino dai nostri attivisti!
“posso capire che gli piacciano gli uomini…ma come fa un gay a corrisponderlo? non capisco…io non andrei mai con uno senza uccello”
Prima di tutto, se un transgender ftm va con gli uomini, è si “gay”, ma non significa che vada con ragazzi gay. Significa solamente che gli piacciono i ragazzi, cosi’ come a ogni gay piacciono i ragazzi, mica solo i ragazzi gay.
Dimentichiamo sempre l’esistenza dei ragazzi loro stessi ftm, dei bisessuali, dei queer, dei pansessuali, e degli etero che per amore possono accettare una cosa del genere.
Infine, il fatto che “lui non andrebbe mai con me”…significa forse che nessun gay andrebbe con me? Inoltre, non è discriminante che le persone si interroghino sul se andrebbero o meno con me? lo fanno con chiunque incontrano.
Una cosa saggia a riguardo me la disse Alessandro D., presidente GayPolimi e socio UAAR Milano, pur partendo dal solito punto di vista egocentrico.
“certo se mi dovessi innamorare di te sarei in crisi. Ma immagino che farei un percorso sul mio orientamento sessuale simile a quello che hai fatto tu sulla tua identità di genere”.
Mai riflessione spontanea e non preparata fu così azzeccata.
Spesso incontro altri attivisti, presidenti di altre associazioni. Io, si sono presidente di un’associazione che tratta GLBT, non solo trans e queer. Spesso non si parla dell’associazione, ma di me, di come faccio sesso, del perchè non prendo ormoni, del perchè vado con gli uomini.
E’ curioso riflettere sul fatto che perlomeno tutti si interrogano sul fatto ipotetico di poter venire o meno a letto con me. Non è da tutti.

Giovedì 28 Ottobre 2010 17:00

La comunicazione sui temi GLBTQ. Se ne parlerà su Antenna Radio Esse
Venerdì 29 ottobre alle 21, nel format radiofonico che parla di omosessualità e dintorni anche l’intervista a Nathan uno dei fondatori del Progetto GenderQueer
Le campagne contro l’omofobia e gli spot per promuovere una cultura della diversità a confronto in Italia e nel resto del mondo. Tutto questo e molto di più rientra nella comunicazione sui temi GLBTQ, argomento dell’ottava puntata della nuova stagione di Oltre le differenze, il format radiofonico condotto da Natascia Maesi e Eleonora Sassetti in onda venerdì 29 ottobre alle 21.00 sulle frequenze di Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50 e 99.10) e in diretta online su www.antennaradioesse.it. Se ne parlerà insieme a Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay, con il quale commenteremo anche i recenti accadimenti che hanno riguardano il mondo omosex e non solo.Nel momento dedicato alla testimonianza, sarà presentata una nuova realtà: Progetto GenderQueer, uno spazio di condivisione e confronto su temi dell’identità di genere e del trangenderismo aldilà delle scelte di transizione di sesso, attraverso l’intervista a Nathan, uno dei fondatori del progetto.Nello scaffale, lo spazio con i consigli su libri, film e appuntamenti a tema e inoltre l’intervista aDaniele Del Pozzo, il direttore artistico del Festival Internazionale Gender Bender che si terrà a Bologna dal 30 ottobre al 6 novembre.Per chi ascolta “Oltre le differenze”, come sempre c’è la possibilità di interagire con la redazione del programma chiamando il 366 2809050 o scrivendo a redazione.oltreledifferenze@gmail.com.

E’ possibile inoltre visitare la pagina facebook e il bloghttp://oltreledifferenze.splinder.com/ nei quali si trovanoi video della puntata, e leggere gli approfondimenti delle storie nella rubrica speciale Oltre le differenze de La Nazione on line al sito www.lanazione.it/siena