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Si avvicina “Miss Italia e non posso non dedicarvi un articolo.

L’attivismo antibinario e in parte anche quello LGBT promuovono la decostruzione degli stereotipi di genere, e spesso nel mirino finiscono, giustamente, i concorsi di bellezza, non tanto perché ad essere premiato è un mero dato fisico, ma soprattutto perché esso è portatore dei canoni estetici eterosessisti e binari.
Quasi tutte le “Miss Italia” sono modellate secondo il desiderio dell’uomo etero, e a volte le poche candidate androgine erano messe lì giusto per politically correct.

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Ricorderete l’articolo dedicato, un anno fa ad Alice Sabatini, Miss Italia 2015, androgina e sportiva, che ha guadagnato le simpatie del mondo LGBT

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Anche le associazioni LGBT, per finanziarsi e come atto di rivendicazione politica, promuovono concorsi come Mister Gay, Miss Trans e recentemente anche Mister Trans.
L’intento dovrebbe essere mostrare che un corpo può essere attraente anche se non è “scolpito” seguendo i dettami dell’eteronormatività (nel caso delle miss) e del machismo (nel caso dei mister).

Sarebbe bello promuovere (e che mediaticamente ciò arrivi anche al mondo etero) che si può essere belle anche senza lunghi boccoli, trucchi pesanti, orecchini ingombranti, e senza disporsi come cavalli in una scuderia.

Sarebbe bello che i concorsi nati in ambiti LGBT (per dare una spinta a quelli esterni all’ambito LGBT e non binario) valorizzassero altri aspetti relativi al fascino di uomini e di donne (cis e trans).

Esaminiamo l’esperienza delle varie edizioni di “Miss Trans”. Questa iniziativa nasce in seno a locali, serate gay, e associazioni, e, anno dopo anno, riceve il riconoscimento e il supporto delle istituzioni (a volte dei politici locali sono presenti in giuria).

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Le vincitrici (magari anche a causa dei maschietti etero presenti in giuria, ma non solo a causa loro) sono sempre donne trans con aspetti rassicuranti, ragazze che portano il giurato medio, binario, a pensare “embè, non avrei mai detto che è trans, sembra una donna vera!”, quindi a contare è soprattutto il passing, oltre ovviamente ad avvallare gli stereotipi binari, relativamente all’espressione di genere, già esposti per quanto riguarda Miss Italia “cis”.

Recentemente anche in Italia è approdato “Mister Trans“, che purtroppo da un lato sdogana un tema ancora poco trattato in italia (la bellezza dell’uomo ftm, e la condizione ftm in generale), dall’altro ad essere valorizzati e premiati continuano ad essere gli stereotipi di genere machisti (il ragazzo macho, con muscoli, peli e tatuaggi…) e rimane un valore quello del passing (“non avrei mai detto che quello era una donna! sembra un uomo vero!”)

Lo mostra anche l’articolo binario del sito gay.it, di cui cito due passi:
“primo concorso per trans che da donne sono diventati, con grande successo, uomini.”
“mostra i risultati incredibili di queste transizioni, cambi di sesso, che non sono di certo facili e, contempo, che diano davvero dei risultati incredibili

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Foto di mister trans: vince il ragazzo gender conforming e non quello più androgino accanto.

In poche parole, se non sapessimo che queste ragazze e questi ragazzi fossero trans, sarebbero candidati ideali per i programmi di Maria De Filippi, in quanto portatori di bellezze tipicamente polarizzate e portate avanti dal modello eterosessista.

Non sto dicendo che considero esteticamente sgradevoli queste donne e questi uomini, anzi li troverei adatti ed adatte a candidarsi e a vincere Miss e Mister Italia. E, se si proponessero, e subissero discriminazioni, mi batterei per loro.

Ma da un concorso proposto da un’associazione LGBT mi aspetto che i canoni per vincere siano altri, proprio per la valenza politica che un concorso promosso da noi, che siamo così critici verso i concorsi tradizionali, e che vogliamo tracciare una nuova rotta e dei nuovi spunti sulla bellezza e sul conformismo.

Miss Italia Trans è una bellissima donna, ma è rappresentativa dell’universo delle donne trans? O solamente delle donne trans che sentono come proprio un ruolo di genere tradizionalmente femminile? Perché in tutte queste edizioni non è mai stato dato spazio a una ragazza trans che, seppur medicalizzata, e seppur di identità di genere femminile, non rappresentasse un tipo estetico diverso? Una nerd, una rocchettara, una androgina. Perchè no?

Se i concorsi si chiamano Miss e Mister TRANS vuol dire che vogliono esaltare la bellezza dell’essere transgender e di esserne fieri. Che senso ha fare vincere persone chenon diresti mai che sono trans?” . Ridurci a merce davanti agli occhi di giurati etero e cisgender che decidono chi di noi è “venuto/a bene?”

Attenzione a non fraintendere. Quando si critica il binarismo dei concorsi, e il fatto che vengono premiate le persone aderenti ai ruoli di genere tradizionali (quelli tanto vantati dai complottisti del gender, quelli considerati innati e naturali), sia nei concorsi di bellezza cis, che in quelli LGBT, non si sta parlando nè di genderfluid, nè di non medicalizzati, in quanto anche rimanendo nell’universo di chi è portatore di un’identità di genere binaria e in un percorso medicalizzato vi sono tante varianti di espressioni di genere (esattamente come ci sono tra uomini e donne cis).

Qui non si giudica chi sente propria un’espressione di genere classicamente maschile e femminile. Anche io stesso amo fare il figo in giacca, cravatta e gemelli, con la pipa in bocca. Ma perché un concorso di mister trans dovrebbe essere vinto, magari di seguito, anno dopo anno, sempre e solo da chi (non diversamente da me) sente propria un’espressione di genere “binaria”, quando il maschile e le sue espressioni presentano una varietà infinta? (sia tra cis che tra trans?). 
Perchè i concorsi di miss trans hanno sempre e solo premiato UN solo ed unico modello femminile?

Se i vincitori di miss e di mister trans sono sempre e solo portatrici e portatori di un modello femminile e maschile stereotipato, all’esterno passerà l’immagine che tutte le trans e i trans incarnano questo modello, e ciò non è rappresentativo.

Per quanto riguarda “mister trans”, siamo solo alla prima edizione e credo che, nonostante lo strumento “concorso”, sia un buon modo di parlare di bellezza ftm, e di far conoscere questa realtà al di fuori delle cerchie T. Forse era troppo presto per sperare di vedere sul podio delle espressioni di maschile non canoniche.
Come dice Jonh Stuart Mill, ogni processo ha tre fasi: la fase dello scherno, in cui un’idea viene proposta da un pioniere che viene preso per pazzo; la fase della discussione, in cui si comincia già a parlare della cosa, in modo critico, e infine la fase dell’emancipazione.
Immaginate che il primo anno ci sia un/a candidato/a assolutamente non conforme, che non vince, nè entra nel podio, ma la gente comincia a parlarne, magari schernendolo.
Il secondo anno i candidati/e non conformi sono due o tre, e viene magari preso il secondo o terzo posto, in modo quasi “rappresentativo”(un po’ come quando Harvey Milk si candidò per la prima volta).
Il terzo anno magari una persona non conforme vince, e non per questo continua a vincere ogni anno, ma magari una volta è la bellezza curvy, una volta quella androgina, una volta quella inerente alle culture alternative, e via via il concetto di bellezza nel tempo cambia e si rinnova, diventando sempre più inclusivo.

A questo punto mi chiedo: che caratteristiche deve avere chi vince un concorso per persone transgender?
A chi queste persone devono piacere?
Come sono composte le giurie? Hanno al loro interno persone LGBT e in particolare T?
Il passing deve essere un valore che dà punteggio?
Anche appurato il passing, il o la partecipante deve avere poi un’aderenza ai ruoli di genere tradizionali?
Cosa differenzia i concorsi di Mister e Miss Trans dai concorsi di Miss e Mister Italia?
L’androginia non viene vista come qualcosa di attraente e avvenente?
Come possono le associazioni LGBT avvallare il fatto che i canoni per vincere siano binari, stereotipati, e quindi tutto cio’ contro cui combattono?
Perchè chi ha un’identità di genere binaria, e/o un’espressione di genere binaria, o ha fatto un percorso in cui ha soddisfatto un maggior bisogno di “passare” per biologico/a deve essere “premiato”?
Perché a vincere i concorsi “trans” è chi “non diresti mai che è trans“?

A voi la parola…