Perché veterani e giovani attivisti hanno un’idea così diversa sui bisessuali?

Giovani attivisti antibinari e attivisti veterani gay e lesbiche si scontrano spesso sulla tematica delle persone bisessuali.

Per anni mi sono chiesto se fossimo noi ad avere ragione, senza se e senza ma, e fossero loro ad avere pregiudizi espressi tramite slogan vecchi e stereotipati.

Mi sono infine reso conto che quando noi parliamo di “bisessuali” non intendiamo ciò che quel tipo di attivista veterano/a intende per bisessuale.

Noi siamo abituati a bisessuali di solito sotto i 40 anni, dichiarati sia nelle associazioni LGBT, sia nella loro vita privata e relazioni eterosessuali, attivisti, con relazioni socialmente visibili con persone di entrambi i generi, e di solito con una visione del mondo non binaria.
Non tutti, ma questi bisessuali spesso hanno una spontanea attrazione non legata alla variabile m/f, ovvero, pur avendo specifici gusti (chi ama gli androgini, chi cerca il maschile in donne e uomini, chi il femminile, chi quasi predilige le persone trans), non sente come discrimine il sesso fisico del suo oggetto di desiderio.
Per un giovane attivista transgender, o un giovane attivista gay o lesbica creasciuti in queste moderne associazioni miste, è questo che significa “bisessuale”. Ed è per questo che quando i veterani parlano di bisessuali con altra accezione, il giovane attivista antibinario è spesso basito, confuso, anche urtato.

Gli attivisti e le attiviste veterani non entravano in contatto coi bisessuali all’interno delle associazioni, ma all’interno di spazi di incontro finalizzato all’erotismo, che un tempo, purtroppo, erano anche gli unici luoghi di socializzazione per le persone LGBT.

Per molte lesbiche, la bisessuale è una donna sposata o fidanzata che ha deciso di dare spazio alle sue fantasie con donne tramite un portale o un locale glamour, in cui di solito cerca una donna visibilmente lesbica, e quindi, nella sua testa piena di pregiudizi, disponibile.
Questa “lesbica”, alle prime luci dell’alba, tornerà ad essere la dolce moglie o fidanzata di qualcuno, considerando di serie B tutte le relazioni occasionali e non, nate nel mondo lesbico.
Questa donna, che si definisce spesso etero o bisessuale, potrebbe benissimo essere una lesbica asservita al binarismo sociale, che la vede tutelata solo se accanto ad un uomo, madre e moglie.

Il bisessuale uomo (o etero curioso, insospettabile, solo attivo quindi etero, solo attivo e quindi “maschio” e un sacco di altre parole sgradevoli…) è ancora peggiore. E’ un padre di famiglia che, mosso dall’ “istinto animale” , deve soddisfare le sue voglie omosessuali, che considera trasgressive e vive in modo pruriginoso, tramite luoghi di battuage, portali “squallidi”, saune, cruising e porcilai, in cui usa gli uomini che incontra, omosessuali che considera a lui “inferiori”, per proporsi come attivo, e quindi “maschio alfa“, o lasciarsi andare come passivo (spesso definendosi femmina e troia, a prova della grande misoginia interiorizzata che questi soggetti hanno), per poi l’indomani tornare dall’amorevole moglie e meravigliosi biondissimi figli.

Queste figure hanno spezzato molti cuori di persone dichiaratamente gay o lesbiche, che , nonostante le proprie armi di difesa culturali, si sono lasciati/e illudere da questi personaggi, magari per qualcuno affascinanti (esistono lesbiche mascoline che amano la sfida di strappare una etero femminile al marito, o uomini gay che amano fare sesso con uomini etero e quindi, per lo stereotipo, più virili e con un maggiore riconoscimento come virili da parte della società).

Puntualmente pero’ questi e queste “bisessuali” (ovvero questi omosessuali e bisessuali socialmente etero) scelgono la famiglia, la normalità, scelgono di parlare delle loro splendide e rassicuranti relazioni etero e dei loro figli ai colleghi di lavoro, ai genitori anziani, ai pranzi di natale.
E i partner di una notte, gay e lesbiche, i compagni e le compagne di avventure fugaci di una notte, vengono cancellati, considerati, sotto sotto, inferiori, oggetti da contattare solo per saziare cio’ che questi “velati” vivono come un prurito, un vizietto, una parte di se da sfogare di nascosto per poi tornare al focolare domestico.

Spesso io stesso, che, in quanto persona transgender ftm, non ho accesso a “saune e porcilai only for man” (in realtà non ho mai provato ad andarci, ma un mio amico trans pre T di bologna ha la faccia come il culo, ci va e lo fanno pure entrare!), nè mi interessano gli spazi “only for girl“, quindi con questi bisessuali pruriginosi e velati non ci entro mai in contatto (li conosco dal web o per interposte persone) ed è per questo che fatico a pensare a “bisessuale” con questa accezione.

A questo punto è legittima la rabbia (e l’orgoglio?) delle persone bisessuali dichiarate, che vengono puntualmente sovraccaricate delle colpe di persone velate che usano il mondo LGBT come una fornitura di corpi per saziare appetiti (da loro considerati) torbidi, ma è in qualche modo legittima l’indignazione di persone gay, lesbiche, e a volte anche transgender, che nell’odio e nel discredito delle persone (che loro considerano) bisessuali mettono tanto di personale (ma del resto è davvero possibile separare personale e politico?).

E’ anche per questo che gli attivisti storici “tollerano” la bisessualità di persone transgender, viste come “innocue”, in quanto non sovrapponibili alla figura del o della bisessuale velata che poi torna ad una vita “socialmente accettata”.

E’ difficile, per una persona bisessuale dichiarata, far capire alla vecchia guardia che è solo un problema di definizioni, che disprezza anche lei quel tipo di persona velata e carica di omofobia interiorizzata.
Negli anni le parole cambiano significato, ma mi chiedo se non sia ancora troppo presto per far si che tutti intendano per “bisessuale” il virtuoso (o virtuosa) attivista dichiarato e senza scheletri nell’armadio.

Sono forse troppo pochi, e poche, ancora, gli attivisti bisessuali visibili.
Ancora molte persone bisessuali dichiarate fanno attivismo come omosessuali, magari spariscono quando e se hanno relazioni etero, e non perchè vogliano aderire ad una vita “normale”, ma perchè temono il giudizio di ex compagni e compagne di militanza.
Non voglio essere buonista. Magari tra loro invece c’è chi nasconde il suo passato e in coppia etero indossa la maschera di chi è “diventato” etero o lo è sempre stato. Ma non sempre va così.

Forse l’unica cosa da sperare è che i bisessuali inizino a farsi sentire, presentandosi come tali, anche vincendo il pregiudizio che gli arriva dagli stessi militanti LGBT.
In un mondo giusto non si dovrebbe chiedere alle persone bisessuali di dover “dimostrare qualcosa” o “fare numero” per conquistare la credibilità che gli attivisti veterani non concedono loro, ma dopo anni di tentativi di dialogo falliti, con le buone o con le cattive, ho capito che solo quando i bisessuali faranno massa critica, e avranno come obiettivo (interno ed esterno alla comunità LGBT) quello di fare informazione e sensibilizzazione sulla propria particolare realtà, si potrà cominciare a “sovrascrivere” la vecchia accezione di bisessualità. 

Intolleranza verso i bisessuali, ma non se sono transgender o partner di transgender!

Molte persone transgender elaborano il genere a tal punto che diventa per loro irrilevante la conformazione genitale del proprio o della propria partner.

Anche se esiste una certa timidezza, da parte di alcune persone trans, a definirsi bisessuali, dopo aver fatto la grande fatica di dichiararsi trans, devo dire che il loro coming out riguardante l’orientamento sessuale è accolto dalla comunità GLT con un’ostilità inferiore rispetto a quella di un cisgender (un non trans).

Questo è possibile perché spesso si accusa persona bisessuale di parziale velatismo o di ipocrisia, e quindi non si “crede” alla sua condizione di bisessuale e la si immagina fittizia, come una variante soft di coming out omosessuale, mentre la persona trans si vede ormai da fuori come “socialmente sputtanata” dal coming out trans, quindi ormai compromessa a tal punto di non avere necessità di mentire o “alleviare” rispetto al definire la propria identità di genere, e si ipotizza quindi come reale la sua bisessualità.

Un altro tipico soggetto di cui si tollera la bisessualità è il (o la) “partner della persona trans”.
Se un o una bisessuale attivista viene sempre associata/o, come orientamento sessuale, alla sua relazione attuale (quindi se una donna bisessuale sta con una donna allora ADESSO è lesbica, o, peggio “finalmente si è scoperta lesbica”), è più difficile, soprattutto in un ambiente arretrato come la comunità gaylesbica, dove l’orientamento sessuale si associa ancora ai corpi e non ai generi, definire omo o etero il/la partner di una persona T, e quindi, se nella loro ignoranza vedono questa persona come “partner della via di mezzo”, sarà più semplice accettarla come bisessuale, senza rendersi conto che ciò diventa discriminatorio verso la persona trans, poichè la bisessualità di colui o colei che sta insieme a una persona trans non è affatto scontata, e nel caso sia cosi’, quella persona non sta con la persona trans “solo perchè è” bisessuale.

Sarebbe come dire che una persona di un orientamento definito ha per forza bisogno di un partner che incarni, sia mentalmente, sia fisicamente, sia genitalmente, il genere da cui è attratta.
Di conseguenza una persona transgender, soprattutto non medicalizzata, o medicalizzata in parte, o non “operata”, non potrebbe realmente piacere, secondo questi bigotti, ad una persona attratta solo da un sesso/genere.

Anni fa un mio ex sfilò con un cartello in cui si dichiarava bisessuali. Molti nel corteo del pride insistettero col chiedergli se aveva veramente avuto storie con persone di entrambi i sessi, e quando erano durate, e se le relazioni etero erano solamente giovanili, nonchè con chi stesse adesso. Da tutta questa indagine, avrebbero capito se era gay o etero, ovviamente ignorando completamente la sua visibilità di bisessuale.
Ebbero pace solo quando scoprirono che stava con me, quindi nella loro testa, con una persona che “non era nè una donna nè un uomo”.

Cosa volevo dimostrare con questo articolo? che la maggior tolleranza verso la bisessualità delle persone T e dei loro partner nasconde una malcelata transfobia o quantomeno ignoranza sulla tematica.

Io e i miei/le mie potenziali partners

Si dà per scontato che una persona “Non cisgender” non sia sessualmente ambita.
In realtà io ho molta richiesta da tutte le direzioni (anche se so che non è amore, ma spesso solo fetish).
C’è da dire che il problema più grande è in persone che si vogliano IMPEGNARE alla luce del sole
con me, e non tanto per un problema di ambiguità estetica, ma perchè dovrebbero presentarmi come
ragazzo, e la cosa è difficile sia per una persona etero che per una persona gay.
Preciso che nella disquisizione sottostante ho usato “bisessuale” per persone con un orientamento molto
binario, pansessuale per persone possibiliste verso il mondo transgender, androgino, e l’ambiguità.
 
Prima voglio fare un chiarimento sul MIO orientamento sessuale, che definisco pansessuale
anche se con grosse preferenze.
Direi: 75% verso uomini, 20% verso persone transgender, 5% verso donne.Chiaramente ho difficoltà ad attrarre ragazzi androgini o efebici, mentre riscuoto un discreto interesse
da parte di persone T, anche se preferisco le persone transgender a quelle transessuali, sia in direzione
mtf che in direzione ftm, perchè mi attraggono le figure androgine, e spesso l’androginia si perde con la transizione.
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uomo etero minchione da ufficetto mediocre: <<oh madonna, che donna cessa,
certo se deve piacere agli uomini etero dovrebbe un po’ curarsi, cazzo ha quasi la barba,
che vada da un estetista, che schifo..probabilmente sarà lesbica, escludo che un uomo
se la possa scopare>>
uomo etero che si atteggia a colto <<che donna complicata e affascinante, certo
il suo essere iper emancipata non la fa sentire donna, ma è anche vero che non ha mai conosciuto
un vero uomo, solo maschietti babbalei, io pero’ la saprei domare…>>
– uomo etero curioso <<ho sempre amato le maschiacce…hanno qualcosa di selvaggio…
i capelli corti mi fanno impazzire, e anche la mimetica.. vorrei che mi dominasse e mi possedesse a pecora…mmm quanto sono eccitato>>

uomo bisessuale <<che schifo, se mi voglio fare una donna me ne faccio una vera, e se mi voglio fare un maschione me ne prendo uno possente..ste vie di mezzo proprio non le capisco…>>

uomo pansessuale <<un corpo androgino e una mente che non abbia le rotture di coglioni tipiche della donna, non devo neanche fingere di amarl* per scoparci…e fare tutte le manfrine che faccio con le donne affinché me la diano…e poi questa ambiguità mi eccita…>>

uomo bisessuale alla romana (orientato verso donne e ragazzi efebici/effeminati) <<beh mi posso scopare una persona ambigua che ricorda un ragazzino senza neanche essere preso per pederasta! che figata>>

uomo gay attivo (spesso ahimè virile) << beh se non sapessi che non ha l’uccello potrei anche farcela…però volessi fargli un pompino, boh…magari potrei scoparci solo per curiosità e metterglielo un po’ nel culo, ma solo se rimane fasciato e non vedo la vagina..>>

uomo gay passivo (spesso effeminato/efebico) <<beh anche fosse biologico quell’estetica cosi’ poco virile mi ammoscia..e poi pure mi penetrasse con un fallo di gomma…mi venisse voglia di fare un pompino come faccio?>>

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– donna lesbica attivista << è una povera donna che non accetta la sua femminilità a causa del maschilismo siciliano..
Ma quando accetterà questa cosa bellissima che è essere donna…finalmente potra’ fiorire come lesbica…>>
– donna bisessuale (vedi uomo bisessuale)
donna pansessuale  << beh farmi un ftm sarebbe una divertente avventura>>

donna etero <<che caruccio…peccato che non abbia il pene, ma visto cosi’ è caruccio>>

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– donna MtF transessuale o transgender etero <<io ho il pene e voglio essere trattata come una biologica…ma poi di contro io voglio un bel biologico, mica sono scema>>
– donna  MtF transessuale o transgender  bisessuale (rarissime le persone trans bisessuali che escludono le persone trans, piuttosto pansessuali)
– donna  MtF transessuale o transgender  pansessuale <<mi sentirei completa e capita con una persona speculare a me>>

– donna  MtF transessuale o transgender  (o uomo etero travestito fetish)  <<uh quanto sono carini gli ftm, me li vorrei fare…peccato che vogliono essere trattati da uomini>>

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– uomo FtM transessuale o transgender etero <<si, come amico vai bene, ma io voglio la mia donna>>
– uomo FtM transessuale o transgender  bisessuale (rarissime le persone trans bisessuali che escludono le persone trans, piuttosto pansessuali)
– uomo FtM transessuale o transgender  pansessuale << mi piaci, ridiamo delle stesse cose e ironizziamo degli stessi problemi, saremmo il gatto e la volpe io e te>>
– uomo FtM transessuale o transgender gay <<io voglio essere trattato come un bio, ma, mi dispiace, io voglio un ragazzo bio come fidanzato!>>
Nath

Si uccide ragazzino bisessuale attivista per i diritti GLBT

Si uccide a 14 anni il ragazzino bisessuale che difendeva i diritti dei gay

Il ragazzino aveva denunciato azioni di bullismo dai tempi delle elementari e aveva intrapreso iniziative pubbliche per difendere le persone gay e bisessuali


22 SETTEMBRE 2011

Jamey Rodemeyer

Il quattordicenne Jamey Rodemeyer di Buffalo, nello stato di New York si è ucciso all’inizio della settimana. Era vittima di persecuzioni e di bullismo da parte dei suoi compagni di scuola perché si era dichiarato bisessuale e aveva intrapreso iniziative pubbliche per difendere se stesso e le persone gay e bisessuali perseguitate.

La madre di Jamey, Tracy, ha raccontato al Buffalo News che quando suo figlio aveva iniziato a interrogarsi sul suo orientamento sessuale, i suoi compagni di classe avevano preso a infastidirlo ed essere violenti con lui, fisicamente e verbalmente. I suoi genitori cercavano di incoraggiarlo e sostenerlo e Jamey era seguito da un assistente sociale e da uno psicologo. I compagni però non avevano smesso di perseguitarlo e la sofferenza di Jamey non era diminuita, come il ragazzo raccontava sul suo Tumblr.

«A nessuno della mia scuola importa prevenire i suicidi, voi siete quelli che mi chiamate checca e mi fate a pezzi» aveva scritto l’8 settembre.

Il giorno dopo aveva scritto: «Io parlo sempre di quello che subisco, ma nessuno mi sta a sentire. Cosa devo fare perché la gente mi ascolti?»

fonte

Nè omo, nè etero

Bisessuale! direte voi.
E invece no, o almeno…non è detto.

Ritengo interessante fare questa citazione da wikipedia che mostra il vasto panorama del mondo nè omo, nè etero.

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera

Si definisce bisessualità l’orientamento sessuale di un soggetto che trae piacere nell’avere rapporti sessuali e/o è in grado di provare attrazione o sentimenti erotico-affettivi nei confronti di persone sia del proprio che dell’altro sesso. Tale orientamento può, in generale, essere accompagnato da fantasie erotiche, atteggiamenti e stili di vita specifici, così come può manifestarsi solo nell’adolescenza, oppure proseguire per l’intero periodo sessualmente attivo dell’interessato.

Non è significativo, ai fini della definizione, che l’orientamento bisessuale si concretizzi realmente in rapporti sessuali, né che il ruolo assunto dal soggetto nel rapporto sessuale sia “attivo” o “passivo”.

Terminologia

Il termine bisessuale è stato coniato nel 1809 da alcuni botanici, per descrivere le piante provviste di organi riproduttivi sia maschili che femminili. Non è noto quando il termine sia stato applicato al contesto dell’orientamento sessuale.

Esistono anche alcuni termini alternativi per descrivere le varie forme di bisessualità ma, molti di essi, sono considerati neologismi non universalmente accettati.

Pansessuale, omnisessuale e pomosessuale (sessualità postmoderna) sono termini che si riferiscono all’attrazione verso ogni genere, compreso il transessualismo e il transgenderismo.

  • Bi-permissivo” (in inglese Bi-permissive) indica qualcuno che non cerca attivamente relazioni sessuali con persone di un sesso specifico, ma che è “aperto”, ossia disponibile, a fare nuove esperienze. In questa categoria può essere fatta rientrare la omosessualità (o se è per queto eterosessualità) cd opportunistica, che descrive la eccezionale disponibilità a rapporti omosessuali (o eterosessuali) legata alla mancanza contingente di partner disponibili del sesso preferito – il caso più classico restando quello degli ambienti sessualmente segregati. Le persone che rispondono a questa descrizione potrebbero identificarsi come eterosessuali o omosessuali, e potrebbero essere incluse nella Scala Kinsey ai posti 1 o 5 (vedi più avanti), pur avendo normalmente rapporti sessuali con persone di sesso opposto.
  • Ambisessuale” indica una indiscriminata attrazione che si rivolge verso persone di ambo i sessi. Chi si identifica come ambisessuale può provare attrazione verso qualcuno da un punto di vista fisico, emotivo, intellettuale o spirituale, a prescindere dal sesso o dal genere, mentre conferma i suoi criteri selettivi in altri ambiti. D’altra parte, alcuni potrebbero sperimentare nei confronti di un soggetto, una intensa attrazione forse causata da particolari qualità riguardanti proprio il sesso o il genere. Una persona con questo orientamento può essere inclusa nel settore 3 della scala Kinsey, anche se alcuni potrebbero identificarsi a pieno titolo nei posti 2 o 4 ( nonostante alcuni possano pensare di essere, invece, “bi-permissivi”).
  • Bi-curioso è un termine che può avere diversi e contraddittori significati. Comunemente è usato da persone che si identificano come eterosessuali ma che sono occasionalmente interessati ad esperienze omosessuali o attirati da esse. Alcuni soggetti sono spesso ritenuti omosessuali oppure bisessuali (anche se in modo non appropriato), che però non accettano la loro omosessualità (in questo caso si parla di omosessualità latente). La parola bi-curioso può inoltre essere usata per classificare chi è “Bi-passivo” (vedi oltre), “Bi-permissivo” oppure aperto a rapporti bisessuali.
  • Tri-sessuale” è sia una variante di “bisessuale” che un gioco di parole sempre collegato alla parola “bisessuale”. Comunque, nel suo significato più tecnico, indica persone attratte da uomini, donne e transgender (cioè transessuali o crossdresser). In termini più generici, può indicare persone interessate a “tutte” le possibili e variegate esperienze sessuali.
  • Bifobia indica la paura o il rifiuto della bisessualità, in base alla convinzione che solo l’eterosessualità e l’omosessualità siano “reali” orientamenti sessuali e corretti stili di vita. I bisessuali possono anche essere l’obiettivo di omofobia da parte di coloro che considerano soltanto l’eterosessualità come appropriato orientamento sessuale. Al contrario, alcuni bisessuali possono essere oggetto di critiche sia da parte di coloro che hanno atteggiamenti eterofobi, sia da una parte della comunità gay.
  • Bi-passivo descrive una persona eterosessuale o “bi-curiosa” che è “aperta” a contatti sia “casuali” che intenzionali, contatti che spesso si realizzano durante il sesso di gruppocon persone dello stesso sesso, solitamente in modo passivo, ovvero dal lato che riceve la stimolazione (o la penetrazione) da parte del soggetto attivo.
  • Bi-attivo descrive una persona “bi-curiosa” o bisessuale che inizia a stabilire un contatto diretto con persone dello stesso sesso, e svolge un ruolo attivo nel rapporto, praticando la stimolazione o la penetrazione del partner.

Attivismo Bisessuale

Intervistatore: Nath
Intervistato: Francesca, ragazza attivista dichiarata e bisessuale
Data: 22 giugno 2010
Intervista svolta per MilkBlog: http://www.milkblog.it/?p=1941

I bisessuali sono una realtà spesso “nascosta” e che attira non di rado pregiudizi da parte sia delle persone  Gay e Lesbiche, sia dal mondo eterosessuale. Oggi intervistiamo Francesca, 34 anni, di Milano, bisessuale dichiarata e attivista che insieme alla sua compagna Silvia, 34 anni, lesbica. Francesca gestisce il blog www.bproud.it, tramite il quale cerca di fornire informazioni reali e concrete sulla bisessualità. Ci aiuterà a comprendere questa realtà e a prendere in esame alcuni dei luoghi comuni che riguardano i bisessuali.

1) Come ti sei scoperta bisessuale? Come hai vissuto la tua presa di coscienza? E il coming out in famiglia, con gli amici, al lavoro?

Mi sono scoperta bisessuale nello stesso modo in cui tanti si scoprono gay o lesbiche, ovvero nel momento in cui mi sono innamorata di una persona del mio stesso sesso. O meglio, in realtà da quel momento ho preso coscienza del fatto che da sempre mi piacevano sia gli uomini che le donne; la differenza è che prima cercavo di “spiegarmi” le mie attrazioni per le ragazze in un altro modo – come un’amicizia profonda, un’ammirazione per la bellezza femminile… Quando poi mi sono innamorata non ho potuto più ignorare l’evidenza dei fatti e da lì ho iniziato a capire che non ero tanto etero quanto credevo. Il percorso con me stessa è stato particolarmente travagliato, perché venivo da trentun anni di vita da etero quando improvvisamente mi sono innamorata – per la seconda volta – di una donna, la mia attuale compagna. Per mesi l’intensità della mia nuova storia mi ha fatto credere di essere lesbica, anche se in realtà sapevo bene che gli uomini non mi erano indifferenti. Perciò ho incominciato a fare qualche ricerca sulla bisessualità, ma tutto ciò che leggevo era negativo e non rispecchiava il mio sentire. Finché per fortuna ho capito che il problema era la non-cultura italiana sulla bisessualità. Mi sono documentata su siti e libri stranieri e ho incominciato a frequentare una community online di bisessuali (www.bisexual.com). Da allora ho cominciato a costruire più serenamente la mia identità di bisessuale ed è stato tutto molto più facile. Sono dichiarata praticamente con tutti, tranne che con i miei genitori, che sono molto religiosi e non sarebbero in grado di comprendere se non con molto dolore da entrambe le parti. Mia sorella, invece, lo sa ed è tranquilla. Con gli amici non ho avuto particolari problemi e sul lavoro, essendo libera professionista, posso valutare di volta in volta se dirlo o meno, ma in generale ho avuto solo reazioni positive.

2) Spesso c’è molta confusione su cosa è un bisessuale. A volte si chiama, erroneamente, bisessuale una persona gay/lesbica dal passato eterosessuale. Si chiama bisessuale una persona che, integrata in una storia etero, di nascosto vive relazioni di solo sesso omosessuali. Vogliamo spiegare bene chi è la persona bisessuale?

Il/la bisessuale è semplicemente una persona che prova attrazione fisica e/o emotiva sia per il proprio sesso che per il sesso opposto, a prescindere dal genere a cui appartiene il suo partner attuale. Nello specifico, per i casi che mi hai citato, non penso che una persona gay/lesbica dal passato eterosessuale possa dirsi bisessuale. Se le sue relazioni passate potevano anche essere basate su una reale attrazione per il sesso opposto che ora comnunque non c’è più, la bisessualità è stata caratteristica di una fase di comprensione dell’omosessualità. Se invece questa attrazione non c’è mai stata, probabilmente il punto era una reale non-consapevolezza/accettazione della propria omosessualità. Può capitare che si abbia una preferenza fisica o emotiva per uno dei due sessi, ma si tratta di una preferenza, non di un’esclusività. È questa la grande differenza tra omo- e bisessualità. In quest’ottica, poco importa se una persona arrivi o meno a “concretizzare” le sue attrazioni: si può vivere tutta la vita da eterosessuali o da omosessuali e non avere mai rapporti o relazioni con uno dei due sessi, ma comunque esserne attratti. E questo basta per essere bisessuali.

3) E’ raro trovare attivisti bisessuali, anche se alcuni attivisti che militano in associazioni gay e lesbiche sono in realtà bisessuali. Tu sei un’attivista del movimento GLBT e curi un sito e un gruppo che diffonde la cultura e la visibilità bisessuale. Secondo te per un bisessuale è più importante lottare contro i pregiudizi interni di questa condizione oppure lottare con gli altri per le cause dei diritti civili, della visibilità, dell’omofobia?

Purtroppo i pregiudizi all’interno della comunità GLBT sono ancora tanti ed è fondamentale sradicarli per far capire che il bisessuale non è una minaccia per la comunità, ma è parte di essa. Il bisessuale ha in sé una parte omosessuale a cui vengono negati gli stessi diritti per cui si batte il resto della comunità. Lottare per questi diritti è quindi fondamentale anche per un bisessuale. Però è altrettanto importante che la comunità stessa riconosca l’esistenza e la dignità della bisessualità come un orientamento sessuale al pari degli altri.

4) I pregiudizi contro i bisessuali sono sempre gli stessi. Il bisessuale come confuso o come maniaco, come opportunista, come attraversatore di una fase, o come infedele, o come tendente a instaurare relazioni parallele omo ed etero, discorsi sulla bisessualità “pura” o sulla tendenza a preferire un genere. Potresti brevemente “confutare” questi pregiudizi?

Molti di questi pregiudizi sono gli stessi che spesso la società ha contro gli omosessuali. Per esempio, tanti genitori quando scoprono di avere un figlio gay si autoconvincono che sia solo una fase, o che semplicemente il figlio sia un po’ confuso. Oppure spesso è stata associata l’idea di omosessualità alla promiscuità, o addirittura alla pedofilia. Sappiamo molto bene che sono solo pregiudizi, ma anche che vanno confutati per non lasciare dubbi su cui è facile giocare in modo negativo. Quindi:

– i bisessuali non hanno nessuna confusione: sono semplicemente attratti da entrambi i sessi. Ciò che crea confusione in loro è la spinta a dover scegliere a tutti i costi tra etero- e omosessualità;

– il bisessuale non è né maniaco, né sesso-dipendente: essere attratti da uomini e donne non significa volere fare sesso con tutti!

– il bisessuale non è opportunista: spesso si pensa che la vita per noi sia più facile perché si può “passare per etero”, ma in realtà nascondere una parte importante di sé agli altri comporta una sofferenza enorme. Anche per un gay cosiddetto “velato” è la stessa cosa, con la differenza che un bisessuale “velato” si deve nascondere due volte e rischia di essere discriminato da entrambe le parti;

– un comportamento bisessuale, per alcuni, può essere una fase di passaggio verso la comprensione o accettazione della propria omosessualità (o eterosessualità). Più spesso, però, la bisessualità è un orientamento che rimane tale nel tempo, con sfumature e gradazioni diverse;

– l’infedeltà e il tradimento prescindono dall’orientamento sessuale: essere attratti da entrambi i sessi non significa volerli contemporaneamente;

– infine, spesso si pensa che i bisessuali, per definirsi tali, debbano provare esattamente lo stesso tipo di attrazione per entrambi i sessi. In realtà è più semplice pensarla in termini di “non esclusività”, ovvero: se tendenzialmente mi piacciono le donne ma mi capita anche di provare attrazione per gli uomini, o viceversa, posso definirmi bisessuale.

5) Sei mai stata discriminata come bisessuale da persone interne al movimento GBLT? O da un/una possibile partner?

Sì, mi è successo. Una persona omosessuale è arrivata a definirmi meno “pura” e quindi meno affidabile della mia compagna, solo per il fatto di essere bisessuale. Non ho avuto esperienze di rifiuto da parte di possibili partner perché la mia attuale compagna è la mia prima partner donna.

6) hai preferenza a legare con partner omo/bi/etero? Hai una relazione adesso? Come la vivete? Posso passare la parola alla tua ragazza?

F: Tendo a preferire relazioni con persone non etero, per una questione di affinità mentale ed emotiva. Da tre anni ho una relazione con la mia compagna e direi che la viviamo bene.

S: Ciao io sono la compagna :-) All’inizio non ero molto tranquilla, anzi ero abbastanza terrorizzata all’idea che Francesca potesse essere bisessuale e speravo che prima o poi mi dicesse di essere improvvisamente diventata lesbica. In realtà queste erano le paure date dai pregiudizi (e che mi tenevo per me perchè ho sempre saputo che erano solo paure…), ma per me è sempre stato fondamentale che lei fosse libera di essere se stessa fino in fondo, perchè è un diritto inalienabile di tutti! Ho avuto bisogno di parlarne tanto, di capire e di sradicare nella quotidianità tutti i pregiudizi per combattere quelle paure che poi sono le stesse che hanno tutte le persone innamorate: la paura di perderla, che si innamorasse di qualcun altro/a, eccetera. Il pregiudizio/paura più grosso era legato al fatto che potesse innamorarsi del 100% della popolazione (uomini o donne) e per sradicarlo mi è bastato capire che se succedesse non farebbe nessuna differenza il sesso dell’altra persona. Soffrirei semplicemente perché mi ha lasciata. Inoltre, come io, lesbica, non mi innamoro di tutte le donne, lei, bisessuale, non si innamora di tutti gli uomini E di tutte le donne. Direi che adesso siamo proprio serene anche su questo punto.

7) C’è più facilità ad annunciare in casa la bisessualità o l’omosessualità?

Credo che in Italia qualsiasi orientamento sessuale diverso dall’eterosessualità possa potenzialmente creare conflitti in famiglia. Forse la bisessualità anche in questo frangente viene presa meno sul serio, perché ha meno visibilità e lascia aperte le porte a un possibile futuro “da etero”, anche se sono entrambe armi a doppio taglio.

8 ) Come rispondi alle tante persone che dicono che la bisessualità non esiste?

Che spesso si dice che qualcosa non esiste perché non lo si conosce o non si riesce a comprenderlo. Ci sono esempi di bisessualità ovunque: nella storia, nel regno animale, persino nel cinema e nella letteratura. Molti non sanno che Giulio Cesare era bisessuale: Cicerone lo definì “il marito di tutte le mogli e la moglie di tutti i mariti”. Il bonobo, una scimmia antropomorfa che ha in comune con noi il 96% del patrimonio genetico, è totalmente bisessuale. Chi afferma che la bisessualità non esiste spesso lo fa per paura o per ignoranza. Eppure è un orientamento sessuale che è stato ampiamente osservato anche negli uomini: negli anni ‘50 in America, il professor Alfred Kinsey ha condotto uno studio (basato su un questionario che garantiva il totale anonimato) su decine di migliaia di uomini e donne al fine di documentarne il comportamento sessuale. I risultati sono stati sorprendenti: contrariamente a quanto si pensasse, le “sfumature” intermedie tra omosessualità ed eterosessualità pure sono molto frequenti e variegate, tanto che da tali studi è derivata la scala Kinsey, una specie di “continuum” che mostra quante gradazioni diverse ci possono essere nella sessualità umana. Sebbene sia poco conosciuta, la troviamo molto interessante ed è per questo che ne parliamo sul nostro sito e l’abbiamo anche riportata sul retro delle cartoline che distribuiremo il 3 di luglio in occasione del Treviglio Pride, a cui abbiamo aderito ufficialmente come associazione.

9) che ne pensi di Veronesi, che dice che le nuove generazioni saranno totalmente bisessuali, o a chi dice che tendenzialmente siamo tutti bisessuali?

In realtà non sono del tutto d’accordo con questa affermazione. Tutti o quasi potremmo, nelle giuste circostanze, trarre piacere dal contatto fisico con un uomo o con una donna, e potrebbe anche capitare di vivere una situazione in cui il confine tra amicizia e amore è talmente labile che può portare a farsi domande sulle proprie preferenze. Ma l’orientamento sessuale è molto più di questo: è qualcosa che si avverte dentro di sé spesso fin da ragazzini, che ci fa sentire che “schierarsi” da una parte o dall’altra significherebbe dover ignorare o soffocare una parte fondamentale della nostra identità.

11) Pare che più spesso siano le donne a definirsi bisessuali, degli uomini. In generale comunque sia donne che uomini in ambienti gay preferiscono definirsi omosessuali per paura di pregiudizi o diffidenza, ed eterosessuali in ambienti esterni. Cosa ne pensi?

Il fatto che la bisessualità sia più dichiarata dalle donne rispetto agli uomini può derivare da due fattori: a) una donna bisessuale viene, in apparenza, accettata di più perché rientra in una serie di stereotipi che la rendono “appetibile” anche agli occhi degli uomini etero, anche se alla fine rischia di venire presa poco sul serio, se non peggio; b) sembra che, statisticamente, le donne siano più predisposte alla bisessualità, o per lo meno a un orientamento sessuale più fluido, rispetto agli uomini. Uno studio condotto negli Stati Uniti dalla dottoressa Lisa Diamond su un campione di donne non etero, monitorate per dieci anni, ha dimostrato che la bisessualità femminile non si riconduce sempre all’omosessualità, ma può rimanere un orientamento costante nel tempo. Purtroppo non ci sono studi simili sugli uomini. È vero però che, negli ambienti gay e lesbici, dichiararsi bisessuali suscita spesso diffidenza, se non addirittura ostilità. È per questo che sono convinta che in realtà i/le bisessuali siano molti di più di quanto sembri. Nella community online di cui ho parlato prima, ci sono diversi racconti di uomini gay che a un certo punto si sono resi conto di provare interesse anche per le donne, e la stessa cosa vale per alcune donne lesbiche. Queste persone hanno paura a dichiarare quello che sentono, perché temono di perdere i loro amici e il supporto della comunità. È per questo motivo che credo che sia indispensabile far capire che non è una questione di “o con noi, o contro di noi”, ma piuttosto di accettare e valorizzare l’unicità di ogni singolo individuo, in modo che anche i bisessuali possano sentirsi a pieno titolo parte della comunità LGBT e, di conseguenza, dare un contributo ancora maggiore alle battaglie che porta avanti. Negli altri paesi le cose sono molto diverse: nel Regno unito le prime organizzazioni di bisessuali risalgono a metà degli anni ‘80 (BiCon), e dal 1991 si tiene, ogni due anni, una conferenza internazionale sulla bisessualità (International BiCon). Ma anche in Spagna abbiamo già uno splendido esempio di apertura alla bisessualità in un’organizzazione universitaria LGBT di Madrid, Arcòpoli. Proprio per sensibilizzare la comunità “dall’interno”, un gruppo di ragazzi e ragazze bisessuali ha dapprima tenuto degli incontri formativi, e poi ha organizzato, in occasione della giornata internazionale dedicata alla bisessualità (il 23 settembre, giorno della morte di Sigmund Freud, che per primo ha parlato di questo orientamento) una manifestazione in centro a Madrid, che ha riscosso un certo successo. Quest’anno saranno alla terza edizione. Speriamo di averne presto una anche noi.

Bisessualità, pregiudizi

Ci sono molti pregiudizi sulla bisessualità: cerchiamo di analizzarli e di capire perché non sono veri.

I bisessuali sono confusi: in realtà, per un bisessuale non vi è alcun tipo di confusione. Semplicemente, si tratta di persone che sono attratte da individui appartenenti a più di un sesso biologico (uomini, donne o trans). Tutti accettano senza problemi il fatto che si possa essere attratti da persone con caratteristiche fisiche diverse tra loro, come l’etnia, il peso, l’altezza o il colore degli occhi e dei capelli. Per i bisessuali, il genere è semplicemente una variabile in più.

I bisessuali sono dei maniaci: alcuni confondono l’essere attratti da entrambi i sessi con il volere fare sesso con chiunque, senza distinzioni. è un pregiudizio piuttosto stupido, perché sarebbe come pensare che gli uomini eterosessuali siano attratti da TUTTE le donne e i gay da TUTTI gli uomini. Avere entrambe le opzioni non significa non avere alcun tipo di filtro.

I “veri” bisessuali sono attratti in modo identico da uomini e donne: questo è uno dei punti più dibattuti. Il problema è che si pensa in termini assoluti invece di prendere in considerazione e dare pari dignità a tutte le sfumature che si trovano tra un polo e l’altro. Se preferisci la lattuga alla carne di manzo, non significa che sei vegetariano, giusto?
Perché la bisessualità dovrebbe essere diversa?
Alcuni bisessuali preferiscono l’aspetto androgino, altri no. Ad alcuni piacciono molto le differenze tra i sessi, altri ancora non percepiscono affatto tali differenze. Alcuni di noi sono attratti solo al 5% da un genere e al 95% dall’altro, e tali proporzioni variano nel tempo… C’è persino una parte di bisessuali che ritiene che pensare in termini di due soli generi sia limitante.

I bisessuali non possono essere fedeli: come per una donna etero il fatto di essere attratta sia dagli uomini bassi sia da quelli alti non significa essere incapace di rimanere fedele, è altrettanto possibile per i bisessuali impegnarsi in una relazione seria. I bisessuali hanno una probabilità di tradire assolutamente pari a quella di chiunque altro.

I bisessuali hanno bisogno di stare con un uomo e una donna contemporaneamente: alcuni di noi sono felici con un solo partner, altri hanno relazioni con più persone e alcuni, al termine di una relazione, frequentano una persona del sesso opposto rispetto a quello del partner precedente. Tra i bisessuali ci sono molti madri e padri di famiglia felicemente sposati (e dichiarati al coniuge). Alcuni sono single, altri scelgono di non avere relazioni. Non è nemmeno necessario avere già avuto rapporti sessuali per essere consapevoli della propria bisessualità. Ci sono bisessuali promiscui e altri che non fanno sesso se non all’interno di una relazione impegnata. Proprio come tutti gli altri. La bisessualità non definisce con chi fai sesso o con chi hai una relazione: riguarda semplicemente te stesso e i generi da cui sei attratto.

La bisessualità è una scelta di comodo: alcuni ritengono che i bisessuali siano in realtà gay o lesbiche che non vogliono dichiararsi tali, come se dire di essere bisessuali ci consentisse di non subire pregiudizi o discriminazioni. Purtroppo non è così. Non è affatto una posizione più facile, e questo elenco di luoghi comuni ne è la prova.

La bisessualità “è solo una fase”: questa è probabilmente l’affermazione che contribuisce maggiormente a screditare la bisessualità, insieme a “non esiste” e “non è possibile”. Nel definire la bisessualità come una “fase”, si afferma implicitamente che è una condizione temporanea da cui prima o poi si esce, perché è solo un esperimento (se non addirittura una “moda”). Crescendo, si dovrà per forza di cose “scegliere da che parte stare”: tanti dicono addirittura che nel momento in cui troveremo la persona giusta capiremo davvero qual è la nostra vera natura. Queste affermazioni sono fuorvianti semplicemente perché vorrebbero definire la “natura” di una persona in base a una rigida divisione in categorie (omo/etero) che è esterna al vissuto interiore di un/a bisessuale. è vero, alcune celebrità si dichiarano tali perché adesso va di moda, e diversi omosessuali hanno passato un periodo in cui, mentendo persino a loro stessi, affermavano di essere attratti anche dal sesso opposto. Ma ciò non significa che la bisessualità non possa essere l’orientamento sessuale costante di una persona: i bisessuali non “diventano” etero o gay a seconda del sesso del loro partner, ma continuano a essere attratti da entrambi i generi. Ed è questa l’unica, semplice, caratteristica della bisessualità.

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