Ora siete convinti che sono trans?

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Nella mia vita di transgender non medicalizzato ho messo da parte l’idea di passare come uomo biologico.
Non che non succeda, ma è cosa abbastanza rara e comunque passo come ragazzo molto giovane.

Quello su cui mi sono sempre dovuto concentrare è stato convincere gli altri che “almeno” fossi trans, ovvero che non fossi una donna biologica cisgender (eterosessuale, bi, lesbica non importa).

Per farlo, dovevo sempre tenere un ineccepibile look maschile, dovevo sempre essere fasciato come una mummia, e portatore di una meravigliosa sfumatura alta anni trenta.

Al piccolo sgarro, le certezze delle associazioni lesbiche o di genitori di figli gay erano infrante, e cosi’ dovevo stare attento, prenotare per tempo il mio “ripetitivo” taglio dal barbiere Said sotto casa, per evitare che un centimetro di capelli generasse sgomento, distruggesse le sicurezze, rischiasse di non rassicurare tutte le persone, LGBT e non, ma soprattutto LGBT, che avevano bisogno, non avendo prove mediche, almeno di prove estetiche per avere la garanzia che io fossi realmente un “disforico, e che erano pronti a fomentare i loro dubbi sui T non medicalizzati, a carpire ogni segnale di ripensamento, di ritorno ad una vita al femminile, ad un amore per il proprio corpo e per un’estetica femminile.

Ho passato anni a privarmi di ogni vezzo estetico, anche di quelli unisex, che pero’ potevano generare confusione.
Un tempo ero metallaro, le unghie con lo smalto nero (solo in una mano), ciondoli esoterici al collo, capelli lunghi fino ai piedi, erano normali per me e per il mio batterista spaccapatate* e ruttatore. Ma ora non potevo più permetterlo.

Senza un ormone che ti cambi i connotati, come puoi dimostrare alla società che sei convinto e fermo nel tuo intento di viverti e vivere al maschile?

Un ftm non medicalizzato, diversamente da una mtf non medicalizzata, non può trasmettere cio’ che è (trans) attraverso il vestiario, perché ormai sono pochi i capi di abbigliamento che trasmettono incontrovertibilmente un desiderio di essere percepito come uomo.
Questo sarebbe di per se un bene, se l’apparente libertà estetica della donna non fosse sempre piena di se, piena di ma, e comunque circoscritta alla frivolezza della moda, dell’ammiccamento, e quindi solo all’apparenza (ben diverso sarebbe se una donna biologica cisgender pretendesse un trattamento pari all’uomo che va al di là dell’indossare un’ammiccante cravattino che scende in modo sexy giù tra i seni).

Un ftm non medicalizzato deve fare uno sforzo muscolare per il proprio passing non tanto come uomo biologico, ma come ftm credibile stesso, e questo sforzo crea un cortocircuito tra ciò che egli vuole e come egli deve apparire per essere trattato come vuole, persino dalla comunità LGBT stessa, anzi direi soprattutto da essa, perché paradossalmente gli eterosessuali sono talmente abituati al binarismo e disinformati su tutto l’apparato di transizioni, percorsi, etc etc che , se decide di accettare la cosa, mette da parte tutte le istanze sui cavilli estetici a prova del fatto.

Forse una fine trash per questo articolo cosi’ ricercato: ma se po’ ccampà così?

*L’autore vive in ambienti triviali, a contatto con bulli, bestemmiatori, misogini, persone scurrili, e quindi replica questo linguaggio per enfatizzare i concetti e non in quanto complice di questo clima maschilista ed omotransfobico

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Una storia come tante…

Androginia e sex working: Marco “Sweet Honey”

Qualche giorno fa mi sono imbattuto in http://marcosweethoney.com/

Avevo messo come parole chiave su google “androginia” e similari.
Sono capitato su questo articolo in cui il personaggio androgino racconta di
godersi una rapata a zero ogni tanto.

Un Taglio Netto!

Ogni tanto un taglio deciso ci vuole!

Ogni tanto vado dal Parrucchiere per fare una bella messa a punto della mia acconciatura!

Io trovo il mio aspetto androgino, molto sexy e rispecchia in pieno il mio essere ambiguo, ragazzo e ragazza allo stesso tempo!

Ho anche diverse parrucche, però, e se mi preferisci con un aspetto femminile più classico non esitare a dirmelo!

 A me piace soddisfare appieno ogni tuo desiderio!

Guardando il sito ho scoperto che è un/a escort e dalle sue parole (non sembra essere a conoscenza di concetti come mtf o ftm, oppure rimane volutamente ambiguo/a).

Nel primo post ci segnala i motel in cui lavora.
Si definisce ragazzo trans (quindi pare ftm) ma anche ladyboy (termine un po’ offensivo per le mtf della pornografia e del sex working).
Poi parla di “diverse trans bellissimE a milano” (ma lui invece si era definito ragazzO trans), ma poi dice che lei è una trans “diversa da quelle della pornografia“. Ad ogni modo si definisce “Marco”, e dice di avere studiato (in effetti nel sito usa scaltramente le parole chiave e si vede che non è un/a pirla).

Infine, si rende disponibile a rapporti “lesbici” con ragazze, e giochi con coppie

Io e a mia amica!

Lesbica!

E vanta “l’esperienza ambigua” come assolutamente da fare“.

Benvenuto sul mio Blog!

Eccomi! Sono Io!

Ambigua!!!

Io sono Marco, sono di Milano e ho 28 anni!

Sono un dolcissimo ragazzo Trans!

Sono una cosa ambigua!!!

Sono un ragazzo e una ragazza allo stesso tempo!

Se mi incontri, sono un RAGAZZO ma ho un corpo da ragazza!

Ho forme aggraziate e dolci!

Non ho peli!

Ho un piccolo e dolcissimo seno da adolescente!

Ho un’istruzione universitaria e mi piacciono l’arte, il cinema, il teatro, la musica.

Sono un ottimo massaggiatore diplomato!

Vedo il massaggio come un mezzo per infondere benessererelax e tutto ilpiacere che ne deriva!

Sono molto dolce, con un fascino e con modi molto femminili!

Allo stesso tempo posso essere un vero amico su cui contare e con cui condividere qualsiasi cosa!

Passare del tempo con me significa provare  una piacevolissima esperienza ambigua!

…E possiamo anche coinvolgere una mia dolcissima amica… 

Mi piace fare nuove amicizie e conoscere persone carine!

Infine…ho contattato Marco per un’intervista: attualmente tutto tace

Un diavolo per capello

Dura la vita da transgender velato. Avete sentito bene: velato.
Si può definire velato uno che ha mandato a monte un quasi-matrimonio per vivere la sua identità di genere, dichiarato in casa, e presidente di un’associazione LGBT, nonchè finito con Mancuso, Patanè e compagnia bella su Repubblica per aver organizzato una fiaccolata contro l’omo/transfobia?
Ebbene si.

Se una trans nel momento in cui indossa panni femminili ha poco da essere velata, un ftm che non prende ormoni o che li prende da poco al mondo apparirà sempre un ragazzino di 13 anni (soprattutto se porta i capelli corti), una trasandata, una sportiva o una lesbomaschia.

Quindi a meno che io non dica al panettiere, al bancario e a tutti gli altri che sono un transgender, non credo che loro arriverebbero a pensarlo.
Ecco perchè nel momento in cui vado a comprare un completo classico maschile devo rispondere all’imbarazzante domanda “E’ per il tuo fidanzato?”.
A quel punto puoi inventarti di tutto per far si che ti mostrino boxer, cravatte, doppio petto e tutto ciò che, se dicessi che fosse per te, causerebbe sgomento e occhi sgranati.
Eppure sarebbe bello provarsele le cose, e l’ho anche fatto. Solo che mi prendo male a guardare le solite facce di culo sorprese.

Il guaio è quando devi fare qualcosa direttamente sul tuo corpo, e non puoi dire che è per il tuo compagno, marito, fidanzato, fratello… i capelli!
Lo stereotipo che associa corto/uomo e lungo/donna non ha tanto senso se come me di capelli sei un intenditore. Corti e lunghi sono diversi per uomo e per donna, e anche quando il taglio è medesimo, nel caso dei due estremi (lunghissimi pari o rasati), il viso caratterizza.

Paradossalmente ho sempre pensato, per un ragionamento fisiognomico, che tagliarli troppo corti fa in modo di farti passare meno e richiamare più l’immagine lesbica che quella maschile.
Si evidenziano quelle parti della testa che denunciano ciò che anatomicamente sei: collo, nuca, basette, tempie, attaccatura. Per questo mi mantengo sul medio, ma anche per gusto personale.

Ora immedesimatevi in me che entro dal parrucchiere medio e dico:
sa, perchè io sono un ftm, ma sono strano: a me piacciono i capelli di media lunghezza, ma con un imprinting maschile, quindi con un angolo laterale che parta, nei ciuffi davanti, piuttosto corto, appena ad accompagnare il sopracciglio, e accarezzi il collo dietro, perché sa, io ho anche l’attaccatura dietro bassa, molto maschile. Le basette, però, visto che ho la fortuna di averle senza prendere ormoni, non si sogni di toccarle“.

Quindi mi ritrovo rasato a zero se dico che voglio un taglio “maschile“, con un taglio emo se dico che voglio mantenermi sull’unisex (ma ODIO l’asimmetria), con un taglio da Valentina di Crepax (ovvero sfilatissimo dietro e col un enorme ciuffone ad incorniciare il viso e femminilizzare, e le basettine sbarazzine da fatina come si tagliano alle donne) se non dico cosa sono.

Di conseguenza mi metto li, come una pecorella, a farmi tosare in silenzio, e magari a mollare anche 40 euro, in un periodo in cui ho letteralmente le pezze al culo!
Qualcuno di voi penserà: quante storie, se fossi un “Vero uomo” te ne fregheresti dei capelli!

Beh prima di tutto sono hairlover, ma poi la chioma è l’unica cosa che devi portarti dietro sempre, volente o nolente, e incide non poco nel passing.

Oggi in banca non andava il bancomat. Parlando con l’anziana guardia giurata, chiamando il responsabile ha detto “c’è un giovine che ha un problema“. Speravo non mi chiedesse un documento…volevo godermi quel piacevole errore…ma capita solo una volta al giorno.

Una voce poco acuta e delle basette degne di un quattordicenne mi salvano.
Ricordo ancora lo sgomento dell’ortopedico nel vedere che non mi depilo le gambe…e tanto altro ancora…in questa sottile linea tra ciò che sono e ciò che devo apparire agli estranei perché altrimenti sarebbe troppo lunga da spiegare.

Un post banale? Forse. O forse racconta i piccoli problemi, perché raccontare quelli grandi sarebbe troppo pesante.

p.s. Ah…lui ha un bel taglio…