Chi è l’autore: Risposte per i pruriginosi

IL MIO ORIENTAMENTO SESSUALE

Voglio un chiarimento sul MIO orientamento sessuale, che definisco pansessuale
anche se con grosse preferenze.
Direi: 75% verso uomini, 20% verso persone transgender, 5% verso donne.Chiaramente ho difficoltà ad attrarre ragazzi androgini o efebici, mentre riscuoto un discreto interesse
da parte di persone T, anche se preferisco le persone transgender a quelle transessuali, sia in direzione mtf che in direzione ftm, perché mi attraggono le figure androgine, e spesso l’androginia si perde con la medicalizzazione.

LA MIA IDENTITA’ DI GENERE

La mia lotta antibinaria non deve lasciare pensare che io abbia una visione di me fluida, indefinita, che mi percepisca di entrambi i generi, o di nessun genere, o di un terzo genere.
La mia identità di genere è maschile, anche se non ho un’unica visione di maschile, stereotipata e machista, ma concepisco infiniti (e tutti legittimi) tipi di maschile e di femminile.
Essendo, quindi, appartenente al genere maschile, vivo come tale, apertamente, senza che ciò comporti trattamenti medicalizzati.
Essere è essere percepiti: ognuno vedrà in me ciò che la mia esperienza lo guida a vedere.
La mia istanza principale come attivista è l’applicazione in Italia della proposta di legge Argentina sul cambio di nome e genere sui documenti senza la richiesta di medicalizzazione obbligatoria.

KeepCalmPansex

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Una ragazza transessuale operata non è “abbastanza” donna?

Ho seguito tangenzialmente il caso “Miss Italia” tramite Porta a Porta o altre trasmissioni viste di sfuggita.
Per quello che so, e ne so veramente poco, arrivano a Miss Italia ragazze selezionate da concorsi di minore entità, come concorsi regionali o sponsorizzati da prodotti di bellezza.
Se si osservano le miss anno dopo anno, decennio dopo decennio, si osserva il cambiamento del gusto.

Oggi le miss sono più alte, più magre, più giovani. Si tenta di dare un peso, anche se minimo, alla personalità, con qualche quarto d’ora dedicato a far parlare di sè le candidate a Miss Italia.
Alcuni stereotipi sono rimasti gli stessi decennio dopo decennio: mamme palpitanti, sogni superficiali, fidanzati lasciati.
Spuntano piercing e tatuaggi, i capelli sono quasi sempre lunghi.

I tratti androgini (che in varie epoche e culture hanno rappresentato la bellezza) non sono premiati, eppure in questa edizione vi sono stati visi lunghi, mascelle pronunciate, spalle larghe…
Una ragazza, portatrice di queste caratteristiche androgine, è stata scelta come “possibile donna transessuale“, dopo che da settimane si vociferava della possibile presenza di una trans. (già in passato questi “tototrans” hanno rappresentato lo squallore di un “certo” mondo dello spettacolo e suoi fruitori).

La ragazza, giovane e poco colta, ha reagito indignata e straziata. Successivamente qualcuno del suo staff, con un po’ più di cervello e diplomazia, le ha fatto correggere il tiro, dicendo che “non aveva niente contro le transessuali“.

In seguito l’attenzione si è spostata sul regolamento di Miss Italia, che esclude la possibilità di partecipazione di ragazze transessuali. Ovviamente si parla di transessuali dichiarate, perché se la ragazza in questione, che ovviamente dovrebbe avere i documenti al femminile, riuscisse a nascondere il suo passato e avesse un passing impeccabile, il suo accesso al concorso sarebbe facilitato.

Certo è molto triste che vi siano ancora tutte queste discriminazioni. Se le transessuali, giustamente, reclamano l’ingresso, le femministe reclamano l’eliminazione di simili concorsi, che , per questioni sessiste e culturali, spesso “falliscono” se l’oggetto del voto è l’uomo (Mister Italia e simili).

Ci sarebbe tanto da scrivere, ma rimane tanta l’indignazione verso un mondo che rimane discriminatorio non solo informalmente, ma anche per iscritto,  a cominciare dai regolamenti dei concorsi di bellezza.

Nath

FIACCOLATA CONTRO L’OMOFOBIA E LA TRANSFOBIA, milano 21-09-2010

FIACCOLATA CONTRO L’OMOFOBIA E LA TRANSFOBIA

Martedì 21 Settembre 2010 le realtà gay, lesbiche, bisessuali e trans di Milano si riuniranno per una grande fiaccolata contro l’omofobia attraverso il centro della città, a partire dalle 20.30, presso i Bastioni di P.ta Venezia.

Il corteo partirà da Porta Venezia per recarsi in Piazza San Babila , allo slogan di “… e io non ho paura”,  sul modello delle fiaccolate che periodicamente si stanno tenendo a Roma in risposta agli episodi di omofobia e di transfobia che hanno caratterizzato questo estate.

“L’estate che volge al termine è stata caratterizzata dal susseguirsi preoccupante di notizie di ragazzi e ragazze vittime di violenza fisica e di altre forme di intolleranza” – dichiara Ivano Cipollaro, portavoce dell’organizzazione, “Intimare a due uomini gay di abbandonare una spiaggia perché si stanno scambiando un bacio è un gesto colmo d’odio che non può lasciare indifferente nessun cittadino italiano, etero o omosessuale. Altrettanto irragionevoli sono i licenziamenti all’ordine del giorno di cui sono vittime le persone trans, motivati esclusivamente dal pregiudizio e dall’ignoranza”.

“Ad oggi, in Italia”,  ricorda il Comitato Eiononhopaura, “nessuna norma è prevista nell’ordinamento a tutela delle persone gay, lesbiche, bisessuali e trans vittime della violenza o della discriminazione su base dell’odio omofobico e transfobico.”

L’evento, organizzato da un comitato spontaneo di giovani cittadini (Progetto GenderQueer, Ivano Cipollaro, Pietro Galeoto), che ha come madrina l’attivista transessuale Antonia Monopoli, è stato appoggiato dal Ministro Mara Carfagna, da tante associazioni e gruppi (ArciGay Nazionale, Arcobaleni in Marcia, Arcigay Milano CIG Centro di Iniziativa Gay, Arcilesbica Zami Milano, Associaione radicale Certi Diritti, GayLib, Gruppo Soggettività Lesbica, KOB Kollettivo Omosessuale Bicocca, Famiglie Arcobaleno, Milk Milano, UAAR Milano, Radicali Enzo Tortora, Micò-Milano Contro L’Omofobia, GayStatale, Linea Lesbica Amica, Associazione TransGenere, Associazione Crisalide Pangender, 3D-Democratici per pari diritti e dignità LGBT, Orsi Italiani, Gruppo del Guado, Nuova Proposta-donne e uomini omosessuali cristiani, Bergamo Contro l’Omofobia, BEST bicocca, Radicali Lecco, BProud, Arcilesbica XX BG, Gruppo Varco-Refo, Renzo e Lucio Lecco, DiGay Project, Radio DeeGay, GenovaGay, Apocalisse Laica, Como GayLesbica) singoli esponenti del movimento GLBT italiano (Paolo Patanè, Antonia Monopoli, Aurelio Mancuso, Sergio Prato, Enrico Fusco, Stefano Bolognini, Vanessa Mazza) e personaggi della cultura, e dello spettacolo (Viola Valentino, Fabio Canino, Mariella Nava, Costantino della Gherardesca).

Per contatti:
http://www.eiononhopaura.com
Ufficio stampa “E io non ho paura”
eiononhopaura@gmail.com
tel.: 349-4681478

Transizioni di minorenni: riflettiamo

Kim Petras, la persona trans più giovane del mondo

Kim Petras, trans più giovane al mondo
La foto non vi tragga in inganno: il volto (oltre al corpo) della ragazza dai tratti angelicati è in realtà appartenuto fino a qualche tempo fa a un ragazzino di 16 anni, Tim Petras, ora diventata Kim tedesco, il quale ha stabilito un record degno dei Guinness dei Primati, essendo infatti il più giovane a sottoporsi a un’ operazione chirurgica per il cambio di sesso.In poche parole, il trans più giovane del pianeta. Un’operazione conclusa con successo a guardare il risultato.
Il lungo cammino per diventare una donna a tutti gli effetti è cominciato quattro anni fa, secondo quanto racconta il quotidiano inglese “The Daily Telegraph“, quando l’allora dodicenne Tim-Kim, già consapevole di essere prigioniera di un corpo maschile, ha iniziato a intraprendere una terapia ormonale svoltasi in gran segreto, ma con l’aiuto del servizio sanitario nazionale.
La neofanciulla, una pop-star affermatasi principalmente su Myspace, da cui è tratta la foto, è felicissima del suo nuovo corpo, come ha avuto modo di dichiarare al tabloid britannico:”Ora posso andare al mare e indossare il bikini, andare in uno spogliatoio senza problemi, tutto è cambiato dopo questa operazione”.
Tuttavia la legge tedesca in materia è rigorosa: i cittadini tedeschi che non hanno raggiunto la maggiore età non possono sottoporsi a un’operazione chirurgica per il cambio di sesso. Sarebbe stata la stessa ragazza a quanto pare a persuadere i medici comprensibilmente perplessi nell’ impresa, ma alla fine si è rivelato decisivo il parere degli psicologi, i quali hanno effettivamente constatato che nel corpo maschile di Tim albergava un animo femminile desideroso di una sua collocazione.
Porgendo i migliori auguri a Kim per la sua nuova vita, naturalmente è lecito porsi delle domande di fronte a questa singolare vicenda: non sappiamo dalla fonte se la pop-star abbia dei genitori, ma anche se non li avesse avuti chi avrebbe potuto spingere una creatura nel pieno del suo sviluppo a un cambiamento così drastico della sua esistenza? E i medici che l’hanno operata? Possibile che abbiano deciso di agire sapendo di violare la legge? Urgono risposte.
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Scandalo a scuola: cambia sesso a 12 anni

In Inghilterra un ragazzino ha chiesto e ottenuto di farsi operare, ma adesso i compagni lo prendono in giro

LONDRA- Tre mesi di vacanze. E quando tornano tra i banchi di scuola, spesso e volentieri, notano i cambiamenti tra di loro: la pubertà che avanza per le femmine. La crescita (soprattutto in altezza) per i maschi. Ma quello che si sono trovati davanti i ragazzini di una scuola nel sud dell’Inghilterra era un cambiamento di tutt’altro genere. O meglio, radicale. Già perché Mark (il nome è di fantasia), 12 anni, si è presentato il primo giorno di scuola con un vestito e i capelli lunghi. E soprattutto con un nome diverso. Un nome da femmina. Ovviamente, tutto in accordo con i genitori. Solo che i compagni non l’hanno presa bene: hanno cominciato a prenderlo in giro. A fare domande molto delicate. La situazione è diventata insostenibile, tanto che gli insegnanti hanno dovuto fare un consiglio di classe straordinario, in cui è stata spiegata la situazione. Mark diventerà una ragazza. E le reazioni sono state le più diverse. Alcuni sono usciti dal consiglio in lacrime. Altri molto infastiditi.

LA SCUOLA- Ad arrabbiarsi sono state soprattutto le famiglie. «Se ci avessero avvisati, avremmo parlato con i nostri figli e spiegato meglio la vicenda. Invece sono stati loro a dirlo a noi», spiega un rappresentante al quotidiano The Sun. «Per tanti studenti è stato uno choc emotivo». I genitori della ragazza contavano sul fatto che non l’avrebbero riconosciuta. Si sbagliavano. E la voce, nell’istituto di oltre mille studenti, è girata in un attimo. Incomprensione che si è trasformata in rabbia. La ragazzina non va a scuola da un paio di giorni. «Per la sua sicurezza», dicono gli insegnanti.

L’OPERAZIONE- Per la giovane questo è un momento molto delicato. Deve infatti affrontare l’operazione per cambiare sesso e prendere molte medicine, tra cui ormoni. Le reazioni, in Inghilterra, sono le più diverse. Ma David Hawley, consulente per transgender, ha lodato «la forza di carattere, perché non è da tutti affrontare una scelta del genere così giovane». In ogni caso, non è chiaro dove si farà operare. La legislazione inglese vieta la somministrazione di ormoni fino al termine della pubertà. Se aggira la legge potrebbe diventare il più giovane transessuale del mondo.
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Cormac O’Dwyer, il più giovane trans al mondo

Il Canada consente la mastectomia a Cormac O’Dwyer, transessuale FtM. È il più giovane transessuale al mondo.

A dodici anni Cormac O’Dwyer, dopo anni di rifiuti del suo corpo femminile, decide con coraggio di iniziare a vestirsi da ragazzo e spiega a sua madre che la figlia che ha partorito in realtà è una figlia transessuale, o meglio ancora un figlio.
Fortunatamente Cormac, a differenza di molte altre persone transessuali, trova tutto l’appoggio e l’apertura mentale che sua madre potesse dargli, inizia il suo percorso verso la transizione e oggi, a soli 15 anni, dopo mesi di counseling e terapia ormonale, ha potuto effettuare la mastectomia.

Un bell’esempio di apertura direttamente da Vancouver, sia per l’Italia, sia per le tante famiglie che non hanno gli strumenti per affrontare col sorriso la natura dei propri figli/e transessuali  che si dichiarano in età sempre più giovane.
E buon esempio anche per le istituzioni, che hanno permesso, in tempi brevi e senza lunghe trafile medico-legali, ad un ragazzino di essere se stesso.

arianna.panacea@gay.tv

Ragazza in smoking esclusa dall’annuario

Aveva indossato uno smoking per la foto di rito e per questo il suo istituto l’ha estromessa dall’annuario, ora è pronta ad andare in tribunale.

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Una ragazza americana, Ceara Sturgis, 18 anni, ha intentato causa contro la sua scuola. L’istituto sarebbe stato responsabile di averla estromessa dall’annuario perchè la ragazza indossava uno smoking nella sua fotografia personale.

Ceara è lesbica e non ne ha mai fatto mistero, preferendo sempre indossare abiti maschili, anche a scuola. Per la foto sull’annuario aveva scelto uno smoking, ma il Wesson Attendance Center le aveva detto che se non avesse indossato un abito femminile sarebbe stata cancellata. E così è stato, il nome di Ceara non era neanche presente sull’annuario, nonostante le numerose proteste della ragazza.

Ceara ha quindi deciso di fare causa al Copiah County School District del Missisipi ritenendolo responsabile di aver violato non solo i suoi diritti, ma anche il Titolo IX che proibisce discriminazioni nella scuola in base al sesso e agli sterotipi sessuali, e il 14esimo emendamento che garantisce uguale protezione. Verrà assistita dalla American Civil Liberties Union, la quale ha ricordato come: “L’annuario dell’ultimo anno è un rito di passaggio per tutti gli studenti, ed è una vergogna che a Ceara sia stata negata l’opportunità di farne parte. E’ ingiusto ed è contro la legge costringere gli studenti a piegarsi a queste convinzioni su come ragazzi e ragazze dovrebbero vestirsi, senza tenere in nessuna considerazione quello che sono veramente“.

L’istituto in questione si è rifiutato di commentare l’accaduto.

Un altro caso simile aveva visto protagonista un’altra ragazza lesbica del Missisipi, che si era vista negare dalla sua scuola il permesso di portare al ballo studentesco la sua compagna. Costance McMillen aveva anche lei intentato causa al suo liceo vincendo 35.000 $ di danni morali, una norma integrativa obbligatoria per l’Itawamba County School District contro le discriminazioni e il supporto personale della cantante Lady Gaga.

FONTE

L’Australia riconosce il diritto a dichiararti di genere “neutro”

Il governo dello stato australiano del New South Wales ha, per la prima volta al mondo, riconosciuto ad una persona il diritto di dichiararsi di “sesso non specificato“.
E ’la fine di un lungo viaggio per Norrie, 48 anni, registrat* come maschio in Scozia e che, a 23 anni, aveva avviato il processo di ri-assegnazione di genere attraverso una cura ormonale, e un trattamento chirurgico.
A Zie (pronome a-specifico di genere) è stato successivamente rilasciato un attestato che lo dichiarava di sesso femminile, ma Norrie non si sentiva a suo agio con una identità unicamente femminile.
Zie ha quindi cessato il trattamento ormonale, ed ha assunto una identità neutrané maschio né femmina – resistente a qualsiasi ulteriore definizione come femminile o maschile.

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Fonte

OmoFobia, BiFobia e TransFobia

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Prima di affrontare questo tema, voglio partire dall’etimologia di tutte le parole che contengono il suffisso -fobia, comprese sessuofobia, xenofobia…
Tutti noi siamo abituati a conoscere la parola italiana “fobia”, che significa “paura” quasi inspiegabile. Le cosidette “fobie”.
In realtà quando -fobia è un suffisso, significa “avversione“, un’avversione non per forza consequenziale alla paura.
Spesso quando usiamo il suffisso -fobia, interiorizziamo il passaggio “avverione=paura”, non sempre scontato.
Quindi quando diciamo omofobia, transfobia, parliamo più che altro di omoavversione, trans-avversione.
Poi si potrebbe fare un ragionamento a parte sul fatto che in alcuni casi ad esempio lo xenofobo odi lo straniero perché teme (per ignoranza) che egli gli rubi in casa o violenti le sue figlie, ma ritenevo giusto fare questo inciso.

L’omofobia è l’avversione verso persone gay, lesbiche e bisessuali. Per una sorta di sessismo diffuso, l’omofobia colpisce più che altro omosessuali di sesso maschile, ma anche omosessuali (uomini e donne) dichiarati e attivisti, ed omosessuali (anche non dichiarati, uomini e donne) molto “visibili“, poiché nel sentire comune una donna mascolina o un uomo effeminato “probabilmente” sono omosessuali, e potrebbero quindi essere vittime di omofobia senza per forza essere omosessuali.
Quando si parla di omofobia, vengono subito in mente episodi di pestaggi in luoghi pubblici di coppie o soggetti molto “visibili” come omosessuali. In realtà l’omofobia riguarda, ad esempio, le discriminanti, palesi o “striscianti“, sul lavoro o presso qualsiasi attività svolta all’esterno degli ambienti gay e delle tematiche gay.

L’omofobia interiorizzata è forse ancora più diffusa. Si tratta di persone che non accettano la propria omosessualità e la vivono come una colpa. E’ diffusa nei soggetti non dichiarati, i cosiddetti “velati“, ma a volte rimangono tracce di omofobia anche nei più sfrenati attivisti.
A volte l’omofobia interiorizzata si rivolge a “certi” tipi di vivere l’omosessualità: L’omosessuale sobrio che critica le “checche” oppure gli attivisti, oppure chi è dichiarato, o chi (a sua detta) “ostenta“.

La Transfobia riguarda le persone transessuali. Purtroppo è più diffusa sia perché la persona transessuale è qualcosa di più raro e “diverso” e quindi più soggetto ad essere presa di mira, ma anche perché suo malgrado è visibile al di là della sua scelta di visibilità.
La transfobia riguarda anche persone omosessuali. In particolare omosessuali uomini che criticano aspramente le trans mtf e omosessuali donne che criticano i trans ftm, come a rimprovero della “migrazione” che queste persone fanno allontanandosi dalla natura che loro cosi’ tanto elogiano.
In particolare le persone trans etero vengono viste dal mondo gay/lesbico (da una parte di esso) come persone in cerca di “etero-normatività“. Questa idea naturalmente si basa sull’ignoranza e sulla confusione diffusa tra orientamento sessuale e identità di genere.
Esiste naturalmente anche la transfobia interiorizzata, soprattutto da parte di quelle persone che decidono di vivere se stesse solo di nascosto vivendo un “on/off” del genere che presto causa una sorta di esasperazione, o in coloro che, finito il percorso, rinnegano l’essere t.

La Bifobia (per questa voce cito Wikipedia) indica la paura o il rifiuto della bisessualità, in base alla convinzione che solo l’eterosessualità e l’omosessualità siano “reali” orientamenti sessuali e corretti stili di vita. I bisessuali possono anche essere l’obiettivo di omofobia da parte di coloro che considerano soltanto l’eterosessualità come appropriato orientamento sessuale. Al contrario, alcuni bisessuali possono essere oggetto di critiche sia da parte di coloro che hanno atteggiamenti eterofobi, sia da una parte della comunità gay.

In Italia non esiste una legge contro l’omofobia. Paola Concia nell’Ottobre 2009 aveva proposto una legge contro l’omofobia ma non contro la transfobia scatenando le meritate proteste del mondo transgender.
Qualcuno (bigotti e benpensanti) pensa che una legge contro l’omofobia “avvantaggerebbe” i gay, che la strumentalizzerebbero per ricattare o usarla come pretesto per ogni contesa.
L’Italia è uno dei paesi più soggetti ad episodi di omofobia. Si vocifera all’estero, e lo testimoniano anche le guide gay, che l’Italia sotto questo fronte èsconsigliata” come meta turistica per coppie gay.