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Nel post precedente ho scritto una riflessione sul fatto che le persone nella condizione di uomo effeminato e di donna mascolina (siano essi eterosessuali od omosessuali), NON sono transgender o transessuali.

Detto questo, spesso ci si chiede come mai alcune donne omosessuali abbiano atteggiamenti e aspetto mascolino e alcuni uomini omosessuali abbiano un aspetto e atteggiamenti effeminati.

Senza entrare nel merito di descriverli (gesto del “polso rotto”, scheccate, sculettare…), questi atteggiamenti e queste scelte estetiche subentrano nella persona dopo l’esposizione a frequentazioni gay, diventando una specie di “gioco interno” alla comunità, ma che per forza di cose viene esplicitato anche fuori.
Determinate caratteristiche finiscono per fare parte dell’idea di un certo tipo di gay effeminato, magari molto magro, col capello emo o piastrato, un determinato modo di “appoggiare” la voce (permettetemi un termine dal mondo del doppiaggio), o di un certo tipo di lesbica mascolina (piercin al sopracciglio, capello a spazzola, fumatrice, vegana…).
Si creano stereotipi e ci si chiede: innati o acquisiti?

Una ragazza lesbica, su un forum, si era divertita a postare la foto di una sua amica nel periodo in cui si avvicinava alla sua scoperta di essere omo o bisessuale e quella di quando, due anni dopo, era già completamente immersa in frequentazioni di giri e locali lesbici.
Nella prima foto aveva un aspetto di scarsa visibilità e aderenza allo stereotipo estetico della donna eterosessuale, nella seconda aveva una forte somiglianza allo stereotipo sopra descritto di un certo tipo di donna gay.
Di certo potremmo pensare che l’ambiente ha influito, ma anche che questa donna magari desiderava già inconsciamente questa immagine su se stessa, ma era intrappolata in un ruolo di aspettative eterosessuali.

Un caso simile era stato di un ragazzo da me conosciuto quando iniziava a credersi bisessuale, e rivisto due anni dopo, come gay convinto, all’interno di una comitiva gay, amava porsi come pieno stereotipo di un certo tipo di gay effeminato e modaiolo. Anche nel suo caso valgono le stesse riflessioni.
Ricerca di complicità e di visibilità? Chi può saperlo.

Rimane il fatto che diverse persone esterne al mondo gay (anche essendo gay) manifestano atteggiamenti di donne mascoline e di uomini effeminati. Certo, ok, c’è la televisione, che ormai ci bombarda di modelli stereotipati, ma forse è anche vero che alcune persone hanno tendenze spontanee e naturali e stolto è chi dà voce a quella caratteristica umana di “non capire e stupirsi di ciò che non viviamo in prima persona”, che colpisce gli umani trasversalmente, omo ed etero che siano. E’ frequente vedere persone interne all’ambiente gay criticare e discriminare uomini effeminati o donne mascoline perchè non aderenti all’immagine di “vera donna” o di “vero uomo”.

Forse l’unica riflessione sensata è che infondo noi siamo un complesso sistema di interazione di ifluenze e predisposizioni, in costante evoluzione e formazione, e che è il caso di non giudicare la diversità altrui, perchè siamo anche noi portatori sani di diversità.