Definizioni condivise, per un confronto consapevole sui generi

Quando questo blog ha aperto, non c’era materiale in italiano sugli argomenti trattati nel blog.
C’erano solo le associazioni, quasi tutte pensate per persone gay, lesbiche, e trans in percorsi canonici.
Oggi c’è addirittura troppo materiale. Molte persone che aprono blog e pagine facebook non hanno l’adeguata preparazione (o sono ancora in una fase questioning), e non provengono da un percorso di associazionismo e formazione in associazione, o mediante i testi di autori transgender.

Inoltre i tentativi di dialogo tra mondo LGBT e femminismi, mediati spesso dalla realtà virtuale e non dal dialogo vis a vis, ha creato molti equivoci, dovuti al fatto che si usano linguaggi differenti, o gli stessi termini per descrivere cose diverse.

Ho pensato di scrivere due righe ribadendo le definizioni. Ovviamente questo vuole essere un post “dialettico” e gli spunti di altre persone LGBT saranno utili a delineare meglio i significati in modo che siano maggiormente condivisi.
Binarismo 
Il binarismo è la tendenza a considerare legittime solo le espressioni identitarie “polarizzate” e “duali”.
Anche se il “binarismo” potrebbe essere applicato a qualsiasi visione “manicheista” della vita (alla politica, alla spiritualità, a qualsiasi tendenza a concepire le situazioni vedendo solo il bianco e nero), mi limiterei al suo significato nell’ambito LGBT.
Si parla di binarismo in relazione agli orientamenti sessuali/affettivi, alle biologie dei corpi, alle identità di genere, ai ruoli/espressioni di genere.
Quindi, la visione binaria comprende solo le dicotomie omo/etero, maschio/femmina, uomo/donna, maschile femminile.
Inoltre nella visione binaria, i percorsi di transizione devono essere sempre canonici e condurre una persona da una polarità all’altra.

genderbender-2uduiutiohoe9urmxzopvu

Identità di genere: Per convenzione, diversamente da quello che avviene nei femminismi, l’elaborazione culturale transgender ha chiarito che maschio e femmina si riferiscono ai sessi genetici (xy, xx, corpo maschile, corpo femminile) mentre uomo e donna al genere (che non riguarda aspetti fisici ma identitari) . Quindi una persona transgender è una persona che è maschio ma non è uomo, o è femmina ma non è donna.

Ruolo di genere, stereotipo di genere, espressione di genere.
Il concetto di “identità di genere” come qualcosa di radicalmente diverso da ruoli, espressioni e identità è presente nell’elaborazione culturale transgender ma poco al di fuori di essa.
Ruoli ed espressioni di genere sono considerati maschili, femminili o neutri solo in base a convenzioni sociali, variabili a seconda dei tempi e dei luoghi.
Sono sempre più le persone che vivono liberamente la propria espressione di genere, non aderendo a “ruoli” prestabiliti, ad aspettative sociali, o a stereotipi.
Sia le persone transgender che le persone cisgender possono avere espressioni di genere “divergenti” rispetto alle aspettative sociali: un uomo trans o un uomo cis potrebbero essere appassionati di uncinetto, o magari una donna trans o una donna cis potrebbero essere appassionate di arrampicate.
Avere espressioni di genere divergenti dalle aspettative sociali stereotipati non rende persone transgender.
Il non binarismo relativo ai ruoli di genere non rende una persona transgender, anche se ovviamente anche le persone transgender possono avere ruoli di genere non aderenti al binarismo.

 

1 a 1 a a a a tran binarios sao para computadores

Antibinarismo
E’ la posizione politica che contrasta la visione “binaria”, che impone il “binarismo” come obbligatorio, ed è l’unica espressione personale accettata e incoraggiata.
L’antibinarismo non vuole cancellare le persone portatrici di orientamenti, corpi, identitò di genere, ruoli/espressioni di genere “binarie”, o percorsi di transizione canonici: semplicemente insiste affinché queste non siano le uniche condizioni lecite.

Binario/Non binario.
Come detto prima, alcune persone sono portatrici di orientamenti, corpi, identità di genere e ruoli/espressioni di genere binarie (e questo non è un problema, finché viene rispettato il fatto che altri potrebbero avere vissuti ed esigenze differenti), mentre alcune persone presentano una condizione di “non binarismo” riguardante il proprio orientamento (pansessualità, eteroflessibilità, omoflessibilità, bisessualità non transescludente), il proprio corpo (intersessualità), la propria identità di genere (genderqueer, genderfluid, agender, bigender, genderneutral…), i propri ruoli/espressioni di genere (tutte le persone non aderenti agli stereotipi maschili e femminili), il proprio percorso di transizione, nel caso di persone T (quindi percorsi non medicalizzati, percorsi androginizzanti, percorsi “strafottenti” rispetto al passing, percorsi che prevedono alcune modifiche medicalizzate e non altre).
Alcune persone si definiscono “non binarie”, ma è meglio chiarire sotto quale aspetto esse si definiscono “non binarie”. Spesso lo si è sotto più d’uno degli aspetti elencati.
Negli Usa “non binary” viene usato spesso come sinonimo di “persona con identità di genere non binaria”.

 

trans cis

Cisgender:
Le persone cisgender sono quelle non transgender. Cis è il contrario di trans (come cisalpino e transalpino). Si è “al di là” o “al di qua” di qualcosa, e la linea di confine è ciò che separa chi è trans da chi non lo è.
Chi non ha una tematica di identità di genere è cis.
Chi ha “solo” (il “solo” non è svalutativo) una tematica di ruoli, espressioni, lotta agli stereotipi di genere è cis.
Essere cis non determina l’adesione “supina” agli stereotipi di genere. Essere cis significa semplicemente non essere una persona transgender (o genderqueer, o genderfluid o di identità di genere non binaria).
Molte persone confondono cis con etero: come cis è chi non è trans, etero è relativo a chi non è omo/bi/pansessuale.
Una persona cis puo’ non essere etero, una persona etero puo’ non essere cis.
Nonostante alcuni blogger aggressivi disprezzino le persone cis (come altri blog aggressivi disprezzano gli etero), cis non è affatto un termine dispregiativo, e il “viverlo” come tale sta spingendo tante persone in un percorso di emancipazione dai ruoli e dagli stereotipi di genere a definirsi “transgender” (secondo un ombrello molto ampio proposto più dalla letteratura queer che dagli autori transgender)
Le logiche secondo cui “siamo tutti transgender” o “siamo tutti pansessuali” non funzionano quando vi sono delle istanze legali e sociali ben precise, di cui la persona T ha bisogno e la persona cis emancipata dai ruoli stereotipati no (il riconoscimento della propria identità di genere, del nome scelto, della richiesta che ci si rivolga a quella persona in modo corretto dal punto di vista grammaticale, e che la si tuteli rispetto alla transfobia e al mobbing).
Ci sono delle istanze relative alle persone cis che vivono un percorso di emancipazione dai ruoli, ma sono diverse da quelle transgender, anche se sicuramente la discriminazione che colpisce una persona transgender e una persona cis emancipata dagli stereotipi ha una matrice simile.

Quante donne etero vivono liberamente la propria espressione di genere?

download

Apprezzo molto le donne, giovani e meno giovani, che sperimentano le diverse possibili espressioni di genere, per quanto concerne il comportamento, le passioni che seguono, il vestiario, i modi, e i ruoli, che alternano, provano, magari tornano sui loro passi, dopo, ma con consapevolezza.

Mi dispiace vedere che quasi sempre si tratta di donne non eterosessuali, o eterosessuali appartenenti a subculture e lifestyle alternativi (sinistre, centri sociali, punkrock, spiritualità alternative, veg, naturismo, poliamore, bdsm…), che “permettono” inversioni e sperimentazioni di ruoli, nonché espressioni estetiche alternative.

La donna etero “media” esita spesso e volentieri, preoccupata di rassicurare eterolandia ed assecondare il desiderio dell’uomo medio (etero).
Non dovete fraintendere ciò che ho scritto. Non sto descrivendo una velina atta a mostrare la mercanzia ed essere promiscua (anche perché di per se non ho nulla contro la promiscuità), ma parlo anche della ragazza “di parrocchia”, conformista, che sta sempre attenta a non tagliare troppo i capelli…per evitare che dicono che “sembra un maschio” (cosa che puntualmente avviene).

Non sto dicendo che dovrebbero “scomparire” le espressioni di genere femminee, ma dovrebbero essere “scelte consapevolmente” e non vissute passivamente come “innate” e “naturali“.
La critica che potrebbe essermi posta riguarda il fatto che molte donne vivono benissimo credendo che sia naturale amare un certo tipo di vestiti, avere alcune passioni e non altre, recitare un determinato ruolo nella danza della seduzione con un uomo e non il suo complementare, ma il “vivere benissimo” è sempre relativo quando si sta parlando di persone che hanno sempre e solo conosciuto un’unica realtà, e non hanno idea che esista altro, un po’ come quando io non sapevo che “si potesse essere ftm“, oppure alcuni schiavi neri pensavano che fosse “naturale” per loro essere schiavi, o le donne islamiche fiere del burqa, o quelle africane fiere della loro infibulazione.

Di certo qualcuno dirà che è il mio occhio di occidentale a dire che questi sopracitati esempi rappresentano persone che NON stanno realmente bene, e che è il mio occhio di attivista che vuole “sbinarizzare” tutto, come se a chi è fuori dei nostri giri importasse qualcosa.
Altri diranno che l’esempio con schiavi neri e infibulate è fuori luogo, e che una donna “binaria” infondo è felice e ha dalla vita tutto ciò che possa desiderare, e magari è vero, chi lo sa!

Mi chiedo ad ogni modo come mai invece le donne non eterosessuali, che non devono rispondere a determinati canoni binari per essere ritenute attraenti (ma nel mondo LGBT ha un suo mercato anche l’androginia), messe nelle condizioni di poter sperimentare, sperimentino tranquillamente, senza il terrore di perdere consenso e finire in basso nella classifica della desiderabilità.
Lo stesso succede all’uomo eterosessuale, che raramente (a meno che non sia un rocker o un glamster) vive la sua femminilità interiore ed esteriore senza l’incubo di essere meno desiderabile o “scambiato per ricchione“.
Del resto anche il mio ex efebuccio di Bolzano, curioso verso le donne, mi diceva di non interessare minimamente a loro (ma io, dai miei occhi di persone LGBT, lo vedevo stra-bono ed androgino!).

Mi dicono dalla regia che nel mondo femminista invece tutto funzioni diversamente e che ci siano molte donne al di fuori di questi canoni binari, estetici e comportamentali, considerate desiderabili dai loro compagni, anch’essi femministi, ma non sempre.
E che addirittura alcune femministe e donne di sinistra abbiano avuto dilemmi etici sul vivere la propria femminilità e conciliarla con la battaglia femminista.

Ad ogni modo, spero chele mie lettrici mi daranno torto, ma che non sia un torto “politically correct“, atto a dire che “la donna media non esiste, che sono più emancipate di quanto io creda” o a dire che sono un misogino.
Mi sembra che denunciare un problema, analizzarlo, sia un tentativo di aiutare la donna, mentre oscurare il problema…quella è la vera misoginia.

Binari e Antibinari…un po’ d’ordine.

17586653_268648650247174_6559890785985101824_n
maschio/femmina: identità genetiche
uomo/donna: identità psicologiche e sociali
 CONDIZIONI DI NASCITA:
Maschio, genetica xy
Femmina, genetica xx
Ermafrodita, caratteri primari ambigui, possibili differenze genetiche (es: xxy)
Intersessuale: caratteri secondari ambigui, possibili differenze ormonali (varie sindromi).
Crudelmente vengono spesso riconvertiti alla nascita a seconda del loro organo riproduttivo (presenza di gonadi o ovaie).
Androgino/a: persona con un corpo maschile o femminile, con aspetto apparentemente ambiguo
ORIENTAMENTI SESSUALI E AFFETTIVI
Omosessuale – Omoaffettivo/a: persona attratta dallo stesso sesso/genere
Eterosessuale – Eteroaffettivo/a: persona attratta dal sesso/genere opposto
Bisessuale – Biaffettivo/a: persona attratta da persone di sesso/genere maschile e da persone di sesso/genere femminile
Pansessuale – Panaffettivo/a: persona attratta da persone indipendentemente dal sesso o dal genere

IDENTITA’ DI GENERE:

Cisgender: persona in cui vi è coincidenza tra sesso biologico e identità di genere
Transgender: persona totalmente o parzialmente dis-identificazione con l’identità di genere appioppata alla nascita.
Transessuale-Transgender medicalizzato/a: persona che decide di transizionare di sesso oltre che di genere tramite transizioni medicalizzate totali o parziali.

Alcune precisazioni:

– le drag queen e i drag king non sono transgender (è una performance).
– il fenomeno del travestitismo è legato al fetish e non all’identità di genere
– spesso persone del mondo del sex working non sono realmente trans ma fanno modifiche fisiche (come le protesi al seno o altro) solo per le physique du role del loro lavoro. Alcune persone transessuali li chiamano “viados” proprio per prenderne le distanze, altre lo trovano estremamente dispregiativo e preferiscono non usare questa parola in nessun caso.

IDENTITA’ POLITICHE (riguardano i ruoli di genere)

 

Binario: persona che concepisce l’universo in un dualismo di maschile/femminile, gay/etero e crede che le predisposizioni a un ruolo, un’attitudine, un mestiere, un hobby, siano dovuti principalmente a influssi genetici e ormonali e la prima distinzione fondamentale sia appunto quella uomo/donna o maschio/femmina.
Antibinario: persona che si oppone al binarismo di genere (maschio/femmina, gay/etero) ed all’eterosessismo (la normalità è “maschi e femmine li creò” e “l’uomo è fatto per stare con la donna”), e contesta i ruoli maschili e femminile e le aspettative ad essi connessi.
Ovviamente puo’ essere Antibinario una persona di qualsiasi orientamento sessuale e/o identità di genere.
E ORA GIOCHIAMO CON LE COMBINAZIONI!
ESEMPI DI PERSONE NON BINARIE
Maschio genetico, uomo cisgender, eterosessuale, antibinario-> è appassionato di uncinetto e/o gli piacciono le donne androgine
Femmina genetica, donna cisgender, eterosessuale, antibinaria -> ha l’aspetto che vuole e fa quello che vuole, non asseconda il desiderio dell’uomo etero, non ne ha bisogno per piacere agli uomini. se non la vogliono, che si aggrappino!
Maschio genetico, uomo cisgender, pansessuale, antibinario-> fino a ieri era stato solo con donne biologiche (o uomini biologici), poi ha perso la testa per un ftm (o una mft)…e ha capito che si amano le persone e non i loro organi genitali
Femmina genetica, uomo transgender ftm, etero, antibinario-> si ritiene di identità di genere maschile, ma non gli interessa ricalcare lo stereotipo di uomo. Se tutti sono in jeans e in camicia, non va in cravatta. Non gli deve piacere per forza il calcio. non deve per forza portare i capelli rasati e andare in palestra. Interpreta la sua spontanea visione di maschile

ESEMPI DI PERSONE NON BINARIE

Femmina androgina, donna cisgender, eterosessuale, binaria -> soffre il fatto che il suo corpo sia androgino, l’androginia è una condizione fisica solo a volte ricercata. per una donna etero può anche essere un peso.

Maschio genetico, uomo cisgender, bisessuale, binario -> gli piacciono le donne con la gonna, gli omoni pelosi, ma prova schifo per le persone transgender e per l’androginia
Femmina genetica, uomo transessuale ftm, eterosessuale, binario-> è nato femmina, ha transizionato, si considerava “sbagliato“, ma ora si è “corretto“, ed è un uomo etero. Non approva le stramberie e le ambiguità
Femmina genetica, donna cisgender, lesbica, binaria -> è attratta da altre donne lesbiche, formano coppie “binarie” ed eteromimetiche in cui una è un po’ mascolina e fa il ruolo da maschia, l’altra è femminile, non approvano il mondo trans, esaltano la bellezza dell’essere donne, odiano l’uomo e il patriarcato e lo considerano il male della società.