L’enorme “sforzo” di darci il femminile o il maschile

Imparare a rivolgersi col genere grammaticale corretto alle persone Transgender

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“Storie di donne” invita un ftm…e si rivolge a lui al femminile

StorieDiDonne

So che il movimento ha altro a cui pensare. Cose più gravi.
Ma a volte mi piace soffermarmi sulle sottigliezze soprattutto quando so che alcuni errori si possono evitare.
Era appena finito un telefilm sul crimine che amo seguire quando sento la pubblicità un una trasmissione contenitore. Forse Invincibili di Berrì, o forse la tramissione di Enrico Ruggeri…insomma, storie di persone che hanno superato difficoltà per rinascere

Sento una voce, la frequenza mediobassa mi fa pensare a una persona T.
Sono Sara Spagnolo“…penso una trans…e vedo il logo sotto di “Storie di Donne“…
A quel punto penso: che bello…storie di DONNE che racconta la storia di una DONNA trans. Che come tante altre donne ha vinto tante difficoltà.
Poi pero’ continua “Sono sara e fra poco sarò alex“.
Appare questo ftm già barbuto e transizionato con una bella e politicamente scorretta sovraimpressione “SARA SPAGNOLO” e lui che mostra la carta di identità con la scritta Sara.

Mi chiedo…alla faccia del politically correct…ma in un mondo dove in sovraimpressione compaiono nomi d’arte di ogni genere, che cosa costava mettere ALEX?
Inoltre visto che questa persona è sicuramente una FEMMINA di nascita, ma non è MAI stata una donna, che ci azzecca con “storie di donne“? Non era veramente una storia più adatta al programma contenitore di Berrì o di Ruggeri? Anche perché, visto il sessismo, io “storie di uomini” (come riservato solo a uomini e non all’umanità in generale), non l’ho mai sentito.

Comunque non ho delle critiche sui contenuti espressi dal ragazzo: non è un attivista, ha fatto alcuni errori, ed ad altri è stato anche condotto dalla redazione.
Spesso quando gli si sono fatte domande sull’identità di genere ha parlato del fatto che fin da piccol* gli piacevano le ragazze, che il primo coming out è stato col fratello (ma parla sempre del piacergli le ragazze, e non dell’identità di genere).
Di certo il documentario è piaciuto al mondo ftm, che comunque apprezza che si parli di transessualità lontana da perversione, malattia e sex working, ma quanti errori conteneva quella trasmissione?

“non vuole piu essere una donna”….come se la gente scegliesse cosa “vuole“.
Capisco che ognuno racconta la sua storia, ma potevano essere commessi meno errori. Ho apprezzato di più alcuni interventi di Gabriele Belli, che hanno precisato differenze e situazioni.

Comunque mi rendo conto che abbiamo cose più gravi su cui riflettere

Sesso, identità di genere, ruolo di genere, orientamento sessuale

La prima differenza che percepiamo quando incontriamo una persona è se essa è maschio o femmina. Potremmo dimenticare il colore dei suoi capelli, la sua altezza, ma difficilmente il suo sesso biologico.
L’identità di una persona però si basa su vari parametri sotto elencati.

– Il SESSO GENETICO è il sesso di nascita. In natura nascono neonati maschi e femmine, e una piccola percentuale di intersessuali.

– L’IDENTITA’ DI GENERE è composta da una serie di caratteristiche psicologiche, mentali, comportamentali, che collocano un individuo in una posizione di identità maschile o femminile.
In realtà non esistono solo due identità di genere, ma vi sono persone che si riconoscono in un’identità di genere intermedia, in entrambe o in nessuna delle due.
Questo concetto è spesso difficile da capire perché siamo abituati a una società binaria, impostata sul dualismo uomo/donna.
Per convenzione quando si parla di identità si usano le parole “uomo” e “donna”, quando si parla di biologia le parole “maschio” e “femmina”.
Inoltre si parla di “sesso” quando si allude all’appartenenza biologica, di “genere” quando si parla di identità mentale.

– Il RUOLO DI GENERE viene invece creato dalle aspettative sociali legate ai due generi. La società, come anticipato, ha una struttura legata al binarismo, che condiziona paesaggi, architetture, comportamenti, ruoli, professioni.
Negli ultimi decenni ma già a partire del dopoguerra si assiste alla comparsa di figure maschili e femminili meno caratterizzate, e a una certa elasticità nei ruoli di genere.
Diverse persone, pur non essendo transgender, ogni giorno infrangono i ruoli di genere con comportamenti, professioni, non socialmente “consone” al genere di appartenenza. Ciò spesso avviene in modo spontaneo, e tali persone non hanno mai pensato di collocarsi all’interno della grande famiglia LBGT.

L’ORIENTAMENTO SESSUALE (EROTICO-AFFETTIVO) è la preferenza istintiva ad amare, relazionarsi, essere attratti fisicamente da un genere in particolare. Ci sono teorie discordanti sull’orientamento sessuale. Alcune correnti psicologiche sostengano che, come tutto si evolve nella psiche di una persona, possa evolversi e mutare anche l’orientamento sessuale e che una persona possa in alcune fasi della vita tenere comportamenti eterosessuali, e in seguito avere comportamenti omosessuali, senza che il suo passato sia per forza dovuto a una mancata accettazione e a un modo di “velare” la propria natura.
Si può quindi aver amato o desiderato una persona di un sesso ma in un secondo tempo sentire di non essere più attratti da persone di quel sesso.
Come esistono persone oggi omosessuali che hanno avuto un passato eterosessuale che non rinnegano, esistono persone che hanno un passato omosessuale e oggi vivono una relazione eterosessuale.
Vi sono inoltre persone bisessuali, ovvero capaci di innamorarsi ed essere attratte da uomini e da donne.
Vi sono infine persone che preferiscono definirsi pansessuali, chiarendo che la loro attrazione prescinde dalla realtà fisica del partner.

GENERE D’ELEZIONE è il genere con cui ci si identifica, a prescindere dal sesso biologico.

Un concetto poco usato ma esistente nella letteratura sociologica e sessuologica è l’IDENTITA’ SESSUALE, ovvero la “coscienza del nostro orientamento sessuale”

planned-parenthood