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    • 30 ottobre 2013

 

 

Neonati nel reparto maternità dell’ospedale di Monaco il 18 gennaio 2011. (Michaela Rehle, Reuters/Contrasto)

Dal 1 novembre la Germania sarà il primo paese in Europa dove i bambini che presentano alla nascita organi genitali non esclusivamente femminili o maschili potranno essere registrati all’anagrafe come “neutri”. I genitori potranno scegliere di non determinare il sesso del bambino nell’atto di nascita registrato all’anagrafe. Da adulti gli intersessuali potranno scegliere di optare per uno dei due sessi o rimanere indeterminati. “È la prima volta che la legge riconosce che ci sono esseri umani che non sono né maschi né femmine e che non rietrano nelle categorie tradizionali delle legge”, ha dichiarato a Global Post Konstanze Plett, professoressa di diritto all’università di Brema.

Questo cambiamento aiuterà i genitori di bambini intersessuali ad affrontare con calma e senza pressione la questione dell’identità sessuale del proprio figlio. Spesso infatti binari burocratici troppo rigidi portano i genitori a sottoporre i bambini intersessuali a operazioni chirurgiche premature, spiega Global Post.

Secondo Le Monde un bambino su cinquemila in Europa presenta alla nascita organi genitali ambigui e da anni gli attivisti conducono una battaglia per abolire la divisione binaria dei generi che porta a interventi chirurgici nell’infanzia.

“In Germania i transessuali – cioè coloro che per scelta decidono di cambiare sesso – sono già stati riconosciuti dalla legge, mentre gli intersessuali, cioè gli individui che nascono con organi genitali maschili e femminili, finora erano stati forzati a scegliere d’identificarsi con uno dei due sessi”, spiega il Guardian.

Effetti collaterali. Le conseguenze legali di questa nuova norma sono più importanti di quello che si pensi, secondo Global Post. Intanto da novembre il ministero dell’interno dovrà predisporre dei passaporti con una casella per il terzo sesso, e questo vale anche per tutti gli altri documenti. Inoltre ci sono delle conseguenze che vanno chiarite sulle leggi che regolano il matrimonio. In Germania il matrimonio è legale solo tra un uomo e una donna e le unioni civili sono possibili solo tra persone dello stesso sesso. L’adozione della nuova norma avrà delle ricadute anche su questa materia che però ancora non sono state definite.

Tutta la vita degli individui è regolata secondo una rigida separazione binaria tra maschi e femmine. “I bagni nelle scuole sono divisi per genere e anche alcune attività sportive. La legge non cambierà tutto questo, non permetterà automaticamente ai bambini intersessuali di essere se stessi”, afferma Silvan Agius, attivista di un’associazione per i diritti degli intersessuali.

All’inizio del 2013 in Australia è stata introdotta una legge che permette di essere registrati come intersessuali e inserisce le categorie di genere tra i dati che possono essere tenuti riservati nei documenti.

La nuova legge in Germania è vista come una conquista, ma ci sono anche delle preoccupazioni di associazioni che sostengono gli intersessuali. “I genitori, gli insegnanti e i medici devono essere formati in modo da essere pronti ad aiutare i bambini intersessuali a vivere una vita normale, e il governo deve adottare tutte le misure necessarie per garantire che questi individui non siano discriminati”, afferma Lucie Veith, leader di un’associazione tedesca per il sostegno degli intersessuali.

Linkato da: http://www.internazionale.it/news/europa/2013/10/30/la-germania-riconosce-il-terzo-sesso-2/#

PostDateIcon 16 maggio 2011 (tratto da MilkBlog)
“Romeos”
Apparentemente il film ha una trama banale, semplice e che nulla avrebbe da
meritare attenzione, nel suo raccontare la vita di un ventenne alle prese con il
suo primo anno di università fuori dalla sua città, se non fosse per il fatto che il
protagonista di “Romeos” è un FtM.
Il film, proiettato durante la LXVI Mostra del Cinema di Berlino, diventa epocale, in quanto racconta la difficile storia di Lukas, nato femmina, ma che non sente in se la corrispondenza con questa biologia, a cui la regista Sabine Bernardi ha lavorato sin dal 2007 curando la sceneggiatura che “è caratterizzata da elevato grado di autenticità e corrisponde alle nostre prerogative di sovvenzioni. Cosí, nonostante la tematica di nicchia proposta i personaggi rappresentate sono credibili e fanno di Romeos una moderna, e piacevole narrazione di grande naturalezza sul tema del transgenismo, adatto ad un pubblico eterogeneo.” Ha dichiarato Anna Fantl della Film Foundation NRW, che ha sostenuto finanziariamente il progetto.
Con “Romeos” per la prima volta si può vedere una bella storia di amore lontana
dallo scabroso e dal voyerismo, dal pecoreccio in cui troppo spesso e troppo
soventemente queste tematiche rischiano di scivolare. Nel film, invece, nulla è
concesso al pruriginoso, al morboso o allo scabroso.
La trama è quanto mai classica: Lukas giovane FtM in piena transizione e con tutte le crisi, turbamenti e paure che accompagnano la vita di ogni giovane uomo, sono, nel suo caso, ancor più amplificate dalla sua condizione. Luca, quindi si trova a vivere il suo primo anno di Università in una città nuova, apparentemente tollerante e aperta come Colonia: nuova vita, realtà e ambiente anche se aiutato dalla presenza di una vera e solida Amicizia.
Ed è così che Lukas avverte da subito tutta la difficoltà della sua scelta: il suo corpo, ancora femminile, il testosterone, gli esercizi coi manubri per plasmare i muscoli, ma anche il suo essere ancora “ufficialmente” donna che gli apre le porte del pensionato studentesco in cui lui non si riconosce. Così, anche cose apparentemente banali e quotidiane, come fare il bagno nel lago o la vita all´interno della comunità nel dormitorio sono sempre una piccola avventura o un grande dramma.
Poi, improvvisamente, l’amore, e tutto quello che ne consegue, per un presunto
macho, Fabio, che si circonda di etero-compagni e una bella ragazza bionda,
ma che non disdegna le attenzioni dei ragazzi. Inizia così un gioco di attenzioni,
ricerche, allontanamenti corse e fughe, in cui la paura a mostrarsi, a rivelarsi, si
alterna alla voglia di dichiarasi, di dirsi di esplicitarsi. Tensione, azione e reazione del gioco amoroso tra le parti. Perché l’amore è un sentimento e non conosce generi, o ad orientamenti, ma solo anime, cuori, passioni e persone. Cosí alla fine il nostro “Romeo” ri-nascerá finalmente semplicemente e normalmente uomo, nel fisico e perla legge, potendo, finalmente correre nudo verso il mare.
La normalità, ci viene spesso detto più per alibi che per verità, è ciò che è
statisticamente più frequente, appunto, la norma.
Le norme, le regole, le convenzioni, però sono create per le società, i popoli, le
masse, per farli convivere in armonia tra loro, ultimamente, però, sembra che queste tendano solo a reprimere nelle loro libertà individuali i singoli indicando e obbligando loro chi amare, come, in che modo, ma anche come procreare, chi adottare e come morire e se morire. Gli individui dovrebbero essere liberi e in questa loro libertà essere tutelati, e non, invece repressi, censurati, ammoniti o peggio ancora, puniti.
Tutti, indipendentemente dal genere e dall’orientamento, dovrebbero essere liberi di vivere la propria normalità, la propria intimità e identità, senza che nessun legislatore tenti di infilargli delle norme o dei codici nelle mutande, senza che nessun sacerdote faccia dire a un dio parole che non ha mai pronunciato o imponga anatemi per colpe mai commesse. Ognuno di noi deve avere la libertà, il diritto e il dovere di poter vivere la propria normalità, il proprio essere unico, al di là delle rappresentazioni sociali, al di là delle convenzioni morali o pseudo morali o etiche, per essere liberi di declinare e orientare il proprio amore dove più il cuor comanda e non dove altri decidono che sia giusto fare.
Enrico Fava
GENERE: Drammatico
ANNO:2011
NAZIONE:Germania
Regia: Sabine Bernardi
Interpreti: Maximilian Befort, Felix Brocke, Liv Lisa Fries, Silke Geertz, Rick Okon,Gilles Tschudi.
Sceneggiatura: Sabine Bernardi
Costumi: Verena Reuter
DURATA (min.):94
*è possibile vedere il film in italia al CINEMA GAYLESBICO

LUNEDÌ 30 MAGGIO

FILM

20:40 HOMME AU BAIN

22:30 ROMEOS

22:45 PIEDRAS

ITALIA: Fino all’82 essere transessuali era “vietato”. Grazie ai radicali, alle attiviste transessuali storiche, e al MIT, dall’82 le persone transessuali in Italia possono transizionare mantenendo il diritto di voto e i diritti civili. A transizione completata possono anche fare matrimoni eterosessuali. Purtroppo per il cambio dei documenti è necessaria la “sterilizzazione” (interventi demolitivi).
Dal punto di vista medico, la disforia di genere è considerata malattia psichiatrica, anche se dal DSM V probabilmente non sarà più cosi, e questo causerà (forse) il fatto che le persone transessuali non avranno più l’assistenza medica gratuita sulla transizione (a cui si aggiungono comunque spese legali, psichiatriche, e di interventi aggiuntivi).

SPAGNA: In Spagna il cambio documenti avviene senza gli interventi demolitivi, ma dopo un certo periodo di transizione ormonale, o, in casi particolari, senza transizione ormonale ma con la perizia (in caso di reali motivazioni che la impediscano).

GERMANIA. In Germania da 30 anni vi è la legge più avanzata che l’Europa conosca.
La “Piccola Soluzione” consente a persone che abbiano avuto una perizia di Disforia di Genere, il cambio di nome (non di genere), per favorire una vita lontana da imbarazzi.
La “Grande Soluzione” consente il cambio di genere a chi vuole portare la transizione fino agli interventi di demolizione.

E’ provato che molte persone hanno svolto gli interventi demolitivi, in Italia, solo per il documento e non per un reale disagio coi propri genitali.
La soluzione più evoluta è sicuramente quella tedesca.