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Queer?
Cosa significa?
Teoria queer? persone queer? è un sinonimo di bisex o di pansessuale? c’entra coi transgender o i genderqueer? coi gender studies e col femminismo?
Queer c’entra con chi è troppo velato per usare parole come gay, lesbica e transessuale?

La teoria queer nasce da Judith Butler, una filosofa post–strutturalista.
Chi non conosce il post-strutturalismo, chi non ha mai studiato i pensatori post-strutturalisti (che personalmente ho studiato in estetica nel mio percorso di Architetto), non capirà alcuni cardini della teoria radicati appunto al pensiero post-strutturalista.

Una cosa che mi ha sempre colpito è che una gran parte di persone che si definisce queer o genderqueer è a origine biologica femminile ed è attratto da donne o bisessuale.

E’ innegabile il legame tra teorie queer, anti eterosessismo e eteronormatività, anti-sessismo e quindi problematiche sui generi e soprattutto sul genere femminile.
Infatti le teorie queer sono riprese anche negli studi femministi. Perchè comprendono, oltre a tematiche di identità di genere, tematiche relative alla de-costruzione dei ruoli di genere e riflettono sulle aspettative sociali rivolte ai generi anche sul persone etero e cisgender.

Purtroppo in Italia il mondo queer è spesso associato ai centri sociali, alle case occupate, ai vegan, a transizioni irregolari fai da te, all’anarchia, a movimenti politici estremi.

Solo a Roma e a Torino vi sono materie universitarie rivolte ai Gender Studies.

Inoltre una persona di origine biologica femminile che si avvicina al maschile difficilemente usera’ su di se termini come “travestito” o “crossdresser”, preferendo butch, queer, genderqueer, transgender, o (nel caso di transizione), transessuale o ftm.

Spesso il mondo delle persone ad origine biologica maschile che si avvicinano al femminile non conoscono la teoria queer, i termini queer, genderqueer, e quindi (anche nel caso di lontananza dal fetish) usano su di se crossdresser e travestito, e spesso sono meno inclini ad approfondire gender studies.

Eppure è molto piu comune trovare una crossdresser mft attratta da donne che un “genderqueer” ftm attratto da uomini.

E’ inoltre rarissimo il travesititismo da femmina a uomo di matrice “fetish”.

Infine, il fenomeno drag è presente in entrambe le direzioni, ma con la grande differenza che nel mondo drag king è piu presente la tematica di genere, mentre spesso le drag queen sono slegate da tematiche identitarie.

E’ anche vero che l’attivismo del passato, almeno in italia, di matrice mtf, “conteneva” le travestite (chiamate i travestiti), le transessuali (che erano solo quelle che transizionavano, e venivano indicate al maschile), e le drag queen.
Il mondo gay non vedeva benissimo i travestiti, mentre ammirava le drag queen, quindi è plausibile che molte mtf preferissero il filtro drag queen di “travestitismo per arte” che il travestitismo, ed è risaputo che la prima generazione di drag queen si è in seguito riconosciuta nell’identita’ di donna trans*.
Oggi invece la realtà drag queen è consolidata come percorso artistico e se ne interessano molte persone cisgender.

Nath