Le icone lesbiche…questo gran mistero

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Se l’icona gay è una donna etero…l’icona lesbica NON è un uomo etero.
Se l’uomo gay ha una visione stereotipata e di falsata vicinanza con la donna etero, la donna lesbica ha un senso di distacco e disprezzo per l’uomo etero e “patriarca”…subentrano elementi di ribellione femminista.

L’uomo gay non teme la donna che lo importuna con corteggiamenti, la donna lesbica invece si sente urtata e infastidita dall’uomo etero, potenziale usurpatore.
Di contro per anni mi sono chiesto se esistessero icone lesbiche e chi fossero.
Alcuni sono personaggi ambigui ambigui ambigui: Sailor Moon, Lady Oscar, Susanna Tamaro, Gianna Nannini, Xena e Olimpia, Patty Smith, Carmen Consoli, Paola Turci…

Da anni cerco lesbiche che mi spieghino le icone lesbiche. Brancolo nel buio…non escono fuori nomi.
In alcuni karaoke lesbici ho sentito anche alcuni brani dei pooh come “la donna del mio amico” o “sei l’altra donna” che vedevano lesbiche butch identificarsi col pooh di turno coinvolto in amori impossibili.

Pero’ ragazzi, se sapete aiutarmi aiutatemi, io brancolo nel buio e devo finire l’articolo….

Personaggi GenderQueer storici e fittizi

La storia, la letteratura, il cinema, i manga sono pieni di personaggi al di fuori dei generi e degli stereotipi di genere.

Ne parla ampiamente, facendone un quadro storico, il libroTransAzioni” di Mary Nicotra, che, parlando di transgender ftm, si sofferma su alcune figure storiche.

Esaminando i personaggi storici di biologia femminile che hanno vestito panni maschili, si possono individuare molteplici motivazioni:

orientamento affettivo lesbico: in una società binaria ed eteronormativa, l’unico modo di rendere socialmente accettabile un legame omosessuale era quello di riprendere sotto ogni aspetto le dinamiche di una coppia eterosessuale, compreso il “sacrificio” da parte di una delle due partner di una vita nei panni del genere opposto.
Per chi ha studiato i sistemi sociali e “burocratici” e legali dell’epoca, non sarà difficile comprendere che era piuttosto “semplice” cambiare identità.
Se qualcuno volesse approfondire, nel 2009 è uscito un film chiamato “Viola di mare”, tratto dal libro Minchia di re, che prende il nome da un pesce del mare siciliano che cambia sesso per accoppiarsi. La narrazione si sviluppa sulla storia di due ragazze lesbiche che, per nascondere la vergogna del loro amore, sfruttano l’influenza che il padre di una delle due ha sull’isola per convertire l’identità della ragazza e rendere possibile anche il matrimonio.

il desiderio di accesso ai privilegi del ruolo di genere maschile: in passato la società era, ancor più di adesso, basata sulla rigidità dei ruoli di genere e sul fatto che quello privilegiato fosse quello maschile.
Alcune donne, ambiziose e capaci, a prescindere del loro orientamento sessuale, decidevano quindi di vivere al maschile per ereditarne i diritti.
In alcuni casi la loro biologia era di dominio pubblico, ma, ad ogni modo, vivendo al maschile ereditavano gioie e dolori della vita da uomo.
Un esempio eterosessuale è quello della regina Elisabetta I, nota anche come Virgin Queen. Un altro esempio in cui vi era una scelta di castità e di vita al maschile è quello di Giovanna D’Arco.
In altri casi il “travestitismo” al maschile era occultato alla società.
E’ noto un personaggio, non storico ma quasi leggendario, passato alla storia come Papessa Giovanna, che sarebbe arrivata al pontificato sotto mentite spoglie e avrebbe addirittura partorito durante una processione.
Vi sono numerosi esempi di travestitismo finalizzato all’arruolamento da parte di numerose donne, spesso russe.
Alcune di esse hanno seguito, sotto mentite spoglie, i mariti in battaglia.

identità di genere maschile: a causa della mancanza di documentazione, diventa difficile associare o meno a questi personaggi delle identità trans-gender, ovvero è difficile determinare se in questi personaggi vi era un’identificazione col genere maschile sul piano dell’ “identità di genere”.

Il “crossdressing” da donna a uomo è oggetto d’attenzione in molti film pseudo-storici dalla scarsa ricostruzione storica.
Nel film uscito nel 2009 “Sherlock Holmes” la presunta moglie di Sherlock, dalle ambizioni investigative, vestiva talvolta i panni maschili. Simili personaggi appaiono nel film “Casanova” e nel film “Il mercante di Venezia“, oppure possiamo pensare al noto personaggio femminile di “Sheakspeare in Love” che, per recitare in un’epoca in cui era vietato alle donne, veste panni maschili per poi intraprendere, un po’ per caso, una relazione con il regista.
Questo excamotage letterario permetteva al protagonista maschile, il regista William Shakespeare, di interrogarsi sulla sua attrazione omosessuale per un personaggio che aveva conosciuto nei panni di giovane attore un po’ effeminato.
C’è da sottolineare comunque un certo interesse del pubblico verso questa tipologia di personaggio.

Il travestitismo f to m è ripreso anche dal filone Manga e Anime, soprattutto anni 80.
Questo “feticismo” per questo genere di figure è spiegato dalla tradizione giapponese che apprezza l’ambiguità e l’androginia (derivante dalla cultura Bishounen).
Il personaggio più noto in tal senso è Lady Oscar. Simili personaggi sono “La Principessa Zaffiro“, “La Stella della Senna“, il personaggio Aramis nell’anime “D’Artagnan“, Marian nell’anime “Robin Hood“, Georgie nell’omonimo anime, travestitasi da giovane marinaio per partire in nave verso l’Europa, Sailor Uranus in “Sailor Moon“.
Questi personaggi spesso sono “vittime” di equivoci e spesso attirano l’attenzione di altri personaggi: donne eterosessuali o uomini confusi nel sentirsi attratti da essi.
Un personaggio che differisce e che viene considerato “GenderBender” è “Ranma 1/2“, ragazzo che a causa di una maledizione ogni volta che si bagna con acqua fredda diventa una ragazza, scatendando una serie di scambi di persona, equivoci ed episodi frivoli.
Il manga queer per eccellenza, censurato pesantemente in Italia, rimane “Sailor Moon“, soprattutto le ultime serie. Presenta molti personaggi omosessuali donne e uomini e dei personaggi, nell’ultima serie, che vivono travestiti da cantanti uomini di giorno, ma si trasformano poi in guerriere Sailor. Si tratta di personaggi Trans-sessuali nel vero senso della parola.

Infine da non dimenticare la pubblicità, che ha sfruttato il fascino dell’androginia e dell’ambiguità per sviluppare la tematica.
In particolare le pubblicità della Campari Red Passion si muovono in questa direzione, tanto che molti hanno pensato che il pubblicitario della Campari potesse essere una persona Queer.
Storica è la pubblicità in cui, durante una festa mondana, si vede una bellissima donna allontanarsi verso le camere private e un donnaiolo di origini orientali, dopo averla notata, la segue.
Nella parte finale della pubblicità vi è la rivelazione: si tratta di due personaggi “crossdresser”. Sotto le sembianze del play boy orientale vi è una donna col petto fasciato e i capelli raccolti. Di contro la bellissima ragazza mostra un petto nudo piatto denunciando la sua natura di maschio biologico.
In altre pubblicità della Campari appaiono personaggi bisessuali. Per esempio in una pubblicità un uomo e due donne presentano lo stesso graffio come ricordo di una notte di passione.

Nath