Ma dove è finito l’orgoglio butch?

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Non sono mai stato un trans medicalizzato e ho visto molte persone avere i miei stessi problemi prima della tos o a tos appena iniziata, ma poi avere esigenze, priorità e problemi molto diversi.

Dalle chiacchiere da bar di colleghi binari, è venuto fuori che tra me, una ragazza butch (lesbica maschile), e una lesbica femminile, le estetiche più contestate e quindi soggette a bullismo e tentativo di guarigione sono la mia e quella della butch, mentre una donna lesbica, ma esteticamente rassicurante per quanto riguarda la conformità di genere, subisce una pressione molto inferiore (al massimo qualche provolone, che “la pretende” come potrebbe “pretendere” una donna etero un po’ ritrosa).

A questo punto ho immaginato che un certo mondo relativo al transgenderismo non medicalizzato in direzione ftm, ma anche le persone gendervariant di nascita xx (genderqueer, genderfluid, agender, nogender, bigender, o comunque in uno stato di non conformità di genere col femminile) potrebbero avere molto da condividere col mondo delle lesbiche butch, non tanto per quanto riguarda l’orientamento sessuale (la partner di una butch è una lesbica o una bisessuale, mentre il partner di un ftm potrebbe essere un uomo gay o bisessuale, o una donna etero o bisessuale), ma soprattutto per quanto riguarda sia l’orgoglio della non conformità di genere, sia la discriminazione che essa comporta in una società binaria (orgoglio e pregiudizio, come qualcuno direbbe).

Ho cercato per alcuni mesi, su forum, blog, gruppi, pagine, butch italiane da intercettare per un confronto intellettuale ed esperienziale. Ho fatto fatica a trovare sia donne che si definissero orgogliosamente butch, sia persone che avessero delle rivendicazioni politiche a riguardo (che non sfociassero in rivendicazioni più genericamente lesbiche e/o femministe).

Ho trovato anche un certo disprezzo delle donne lesbiche verso le persone di nascita femminile ma portatrici di identità di genere maschili o non binarie, o semplicemente di espressioni di genere maschili o non binarie.

Come detto in un precedente post, essere lgbt non rende automaticamente non binari, e non essere lgbt non rende automaticamente binari.
Per il resto la mia ricerca di butch fiere della propria non conformità continua.

Spero che non siano come quelle che si vedono nei pochi film a tema, con carriere modeste, acume e cultura modesta, e subordinate alla donna femminile.
Vi farò sapere quando avrò materiale a riguardo.

Ragazza in smoking esclusa dall’annuario

Aveva indossato uno smoking per la foto di rito e per questo il suo istituto l’ha estromessa dall’annuario, ora è pronta ad andare in tribunale.

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Una ragazza americana, Ceara Sturgis, 18 anni, ha intentato causa contro la sua scuola. L’istituto sarebbe stato responsabile di averla estromessa dall’annuario perchè la ragazza indossava uno smoking nella sua fotografia personale.

Ceara è lesbica e non ne ha mai fatto mistero, preferendo sempre indossare abiti maschili, anche a scuola. Per la foto sull’annuario aveva scelto uno smoking, ma il Wesson Attendance Center le aveva detto che se non avesse indossato un abito femminile sarebbe stata cancellata. E così è stato, il nome di Ceara non era neanche presente sull’annuario, nonostante le numerose proteste della ragazza.

Ceara ha quindi deciso di fare causa al Copiah County School District del Missisipi ritenendolo responsabile di aver violato non solo i suoi diritti, ma anche il Titolo IX che proibisce discriminazioni nella scuola in base al sesso e agli sterotipi sessuali, e il 14esimo emendamento che garantisce uguale protezione. Verrà assistita dalla American Civil Liberties Union, la quale ha ricordato come: “L’annuario dell’ultimo anno è un rito di passaggio per tutti gli studenti, ed è una vergogna che a Ceara sia stata negata l’opportunità di farne parte. E’ ingiusto ed è contro la legge costringere gli studenti a piegarsi a queste convinzioni su come ragazzi e ragazze dovrebbero vestirsi, senza tenere in nessuna considerazione quello che sono veramente“.

L’istituto in questione si è rifiutato di commentare l’accaduto.

Un altro caso simile aveva visto protagonista un’altra ragazza lesbica del Missisipi, che si era vista negare dalla sua scuola il permesso di portare al ballo studentesco la sua compagna. Costance McMillen aveva anche lei intentato causa al suo liceo vincendo 35.000 $ di danni morali, una norma integrativa obbligatoria per l’Itawamba County School District contro le discriminazioni e il supporto personale della cantante Lady Gaga.

FONTE