Perché la bellezza è binaria?

Quando si dice “androginia”, l’immagine che passa negli occhi di chi ascolta questo termine è quella di una ragazza magra, molto magra. Capelli corti ma fashion. Una giacca e cravatta di allusione maschile ma progettate per lei. Qualche tocco di colore nei capelli per rassicurare. Trucco cattivo, aggressivo.
In altri, rari, casi, appare un modello giovane e figo. E’ un passerella, camiciolla aperta con petto tornito senza un pelo. Boccoli biondi stile gruppo anni novanta di fratelli dal nord Europa.
Ad ogni modo, se sei una persona androgina, devi essere molto bella, molto magra, e con connotati rassicuranti.
Antibinario/a si, ma con moderazione.
Devi rappresentare quell’eccezione che serve a confermare la regola.

In realtà esattamente come chi è completamente gender conforming, anche le persone androgine spesso e volentieri sono in sovrappeso, basse, con gli occhiali, con nasi e denti non perfetti, ma tuttavia per tutta questa gente c’è molta poca tolleranza rispetto a quella riservata ai “normali” brutti.

Quello che intendo dire è che nella nostra società essere androgini/e non è un diritto.
Tempo fa avevo sollevato il fatto che per dire che è una persona è bella dobbiamo per forza dire “bell’uomo, bella donna”, ma mai “bella persona”, altrimenti, privato del suo impatto sessuato, il termine assume caratteri psicologici. Una nonnina è una bella persona. Una ragazza giovane è una bella ragazza o donna.

Mi ha molto fatto riflettere ciò che ha detto una mia amicizia facebook.

La società ci insegna che il corpo femminile, di base, per propria natura, fa schifo. È brutto, indesiderabile, anche un po’ disgustoso.
Pensateci. Ci lamentiamo dell’infibulazione ma non ci accorgiamo che la stessa mentalità castrante nei confronti del corpo femminile ci appartiene, saldata a doppio filo con il consumismo, resa appetibile, e noi la seguiamo come pecore: il corpo femminile può raggiungere la decenza solo se viene modificato (con depilazione, diete, trucco e parrucco). Sennò è naturale, quindi bestiale, e quindi brutto.
Il corpo maschile è perfetto com’è. Può, o forse deve essere un po’ bestiale: se viene curato “troppo” è un corpo “da frocio”. L’uomo nasce maschio. La donna nasce mostro, diventa femmina solo attraverso una forma di auto-repressione fisica.
Certo “ognuno ha i suoi gusti”, ma sono i tuoi gusti o quelli che il mondo ha deciso per te? I tuoi gusti fanno male a qualcuno? Fanno male a te stesso?
Siamo tutti attraenti, amabili e normali come mamma ci ha fatti. Piantiamola di sentirci manchevoli di qualcosa, di provare vergogna per il nostro aspetto, di trasformare il nostro corpo in un’autostrada per le opinioni altrui. L’unica cosa che dovremmo chiederci allo specchio è “questo sono veramente io, o qualcuno che degli altri mi hanno convinto ad essere?” Insomma, perché davanti alla libertà che ci salverebbe siamo sempre così pigri?
P.S rivendicare la libertà e poi continuare a giudicare gli altri come fossero manichini non vale

Quando ho iniziato a leggere ho pensato: “che intende dicendo che il corpo femminile viene considerato disgustoso“?
Ero ormai così calato nel chiamare “corpo femminile” quello delle donne che si vedono in giro (colleghe e tizie in metropolitana) che mi sono distratto da cio’ che poi sarebbe stato chiaro nel resto dello status:
stava parlando del corpo femminile quello vero, quello che abbiamo dimenticato, abituati ormai al corpo artefatto e preteso dalla società.

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Un giorno sono capitato per un rilievo architettonico in un centro estetico unisex.
C’erano delle donne in fila. L’agenda era piena ma loro premevano per un’urgentissimo “Occhi di bambola”.
Per chi non lo sa, occhi di bambola è un sistema di lavorazione di ciglia artificiali.
La donna in questione era isterica. Se non avesse “ricostruito” (sarebbe più onesto dire costruito) ciglia e unghie gel entro sera, sarebbe andato in malora il matrimonio della sorella.
Queste donne in attesa erano li, pronte per il tagliando settimanale e mensile, come delle drogate in fila per ricevere la dose, anche un po’ in astinenza a dire il vero.
Donne transessuali (female to fake female) che però non prendono ormoni, o meglio che, con la scusa di avere un bel ciclo regolare (come se il ciclo regolare esistesse), prendono ormoni femminili.
Donne “in transizione” verso un femminile artefatto e costruito, pronte a piallare i loro corpi, modificarli, trasformarli, renderli accettabili agli uomini, persino a quelli gay, e alle altre donne, in costante competizione su cose futili.

La persona dello status però si sbaglia. Anche l’uomo mediamente ha il dovere di trasformare il suo corpo.
La natura dona corpi maschili e femminili che, se lasciati allo stato brado, non sono dissimili tra loro.
Ma uomini e donne devono impegnarsi a renderli il più possibile diversi con queste “transizioni”

E’ un dovere degli uomini e donne creare una differenziazione fisica, per sottostare alle leggi del binarismo.
Sarebbe scandaloso e increscioso che una persona, senza tutti questi artifizi, potesse erroneamente apparire dell’altro sesso. Vergognoso, increscioso, grave. Il binarismo è un dovere
Pensiamo ai bambini. Se in mutande, è difficile capirne il sesso senza degli orpelli che ne demarchino il binarismo.
E tutto ciò è educativo, necessario.

Ci sono persone, anche non glbt, che per natura non tendono al binarismo, e non si vedono a proprio agio in questa transizione verso modelli binari. Eppure queste persone sono soggette a vari tipi di bullismo e disappunto, anche banalmente consigli “in buona fede” insistenti, di amiche, colleghe, parenti…

Di contro, ci sono persone glbt, in particolare trans, che desiderano fortemente un aspetto non solo coerente con la propria identità di genere, ma binario.
Vivono malissimo il periodo di transizione, o pre transizione, che li porta a subire un’androginia indesiderata, e tutto il bullismo, lo sgomento, l’incomprensione che caratterizza chi è portatore d’androginia.
Mi chiedo non tanto se queste persone sarebbero transgender in un mondo antibinario (lo sarebbero ovviamente), ma se tenderebbero a quest’immagine binaria e normalizzante, o se è solo uno strumento per non essere considerati brutti, strani e grotteschi.
Probabilmente alcuni, molti, desidererebbero un’espressione di genere binaria, come del resto molti cisgender.
Tuttavia, anche se il discorso disturba, se l’androginia non fosse brutta e sbagliata, molte persone, trans e non, vivrebbero a proprio agio senza le sovrastrutture estetiche che altro non sono che un passaporto normalizzatore.

Forse un giorno l’androginia avrà diritto di cittadinanza, e scopriremo solo allora chi realmente è interessato/a a modelli estetici e comportamentali binari.
Il resto è solo ipotesi, perchè viziato è il campione di indagine. Viziato dalla società, dal modelli esistenti, dal concetto di normalità e di bellezza che viene imposto attualmente. Solo quando decadranno questi stereotipi potremmo capire cosa è realmente desiderato e sentito come proprio.
Il resto è solo un’accozzaglia di ipotesi, spesso faziose.

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Modella si reinventa modello, verso modelli androgini

Elliott Sailors, la modella travestita da modello: "Gli uomini lavorano più a lungo"

La bellissima Elliott Sailors, 31 anni, è stata a lungo una modella di successo. Poi si è tagliata i capelli, ha nascosto il seno e ha intrapreso una nuova carriera, questa volta come modello. E da quel momento il successo è diventato planetario. Elliott è diventata un caso dividendo il pubblico tra chi la critica e chi ne sostiene, invece, la spregiudicatezza. E spiega così il suo gesto: “Gli uomini non hanno bisogno di sembrare molto giovani, quindi adesso posso lavorare per molto tempo. Ho sfruttato una di quelle cose per cui stavo male da giovane, i tratti mascolini

Tratto da http://www.repubblica.it/persone/2013/10/26/foto/ellio_sailor_da_modella_a_modello_per_lavorare-69521395/1/#1

Il potere educativo dell’androginia

Avete mai notato che diciamo “un bell’uomo” o “una bella donna“, o bel ragazzo, o bella ragazza, per parlare di estetica?
Ma se diciamo “una bella persona“, stiamo parlando della sua intelligenza o bontà
Il desiderio è sempre solo binario e sessuato…

Eppure ultimamente spopolano i modelli e le modelle androgine, spesso impegnate a sfilare per l’altro sesso.
Sicuramente il loro successo è dovuto alla loro unicità e trasgressione dal modello binario…ma la loro presenza educa, perché comunque se fossero maggiormente diffuse cadrebbero a poco a poco gli stilemi binari del look maschile e femminile.

Non dico che dovremmo diventare un mondo di androgini oppure che tutte le donne dovrebbero abbracciare il ruolo maschile e le gli uomini quello femminile….
Sto solo dicendo che se uomini e donne si sentissero liberi di abbracciare anche solo qualche tratto da stereotipo riservato all’altro genere (estetico o comportamentale), ci sarebbe più inclusione, verso ogni variante dell’essere donna, uomo, o anche altro
.

A questo punto mi sovviene il fatto che in alcune epoche la nobiltà (maschile) indossasse parrucche fatiscenti e tacchi dodici…eppure quello era il modello di virilità dell’epoca…quindi c’era binarismo anche allora, e forse ce ne sarà anche in questo mondo di donne valchirie con una tempia rasata e uomini iper depilati.
Guardare già come le butch dei reality show (Emma Marrone, Alessandra Amoroso, Laura Bono), hanno spinto giovani ragazze etero a rapare le tempie senza
sentirsi minimamente lesbiche o transgender.

Di certo sarebbe difficile oggi immaginare persone che non sono né transgender (che hanno motivi di identità) né omosessuali (che hanno motivi di ruolo), trasgredire cosi’ tanto l’estetica canonica maschile/femminile. C’è da dire che attualmente molte caratteristiche estetiche sono radicate in un richiamo a un genere o all’altro, quindi le persone “non LGBT”, di solito, provano una repulsione per queste “devianze“.

Non dico che un domani vedremo uomini e donne etero cisgender andare in giro come i personaggi  in foto qui sotto, ma ci sono infinite vie di mezzo.
C’è anche da dire che questo è un discorso solo estetico, ma l’estetica è lo specchio della cultura dei popoli, e fa da indicatore del cambiamento.

Che dire? ai posteri l’ardua sentenza…ecco la carrellata di androginia…

Harmony Boucher

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Casey Legler

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Simone Cucuzza

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Andrej Pejic

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Bryce Jamison

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Antonella Lo Coco, X Factor
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