Una ragazza transessuale operata non è “abbastanza” donna?

Ho seguito tangenzialmente il caso “Miss Italia” tramite Porta a Porta o altre trasmissioni viste di sfuggita.
Per quello che so, e ne so veramente poco, arrivano a Miss Italia ragazze selezionate da concorsi di minore entità, come concorsi regionali o sponsorizzati da prodotti di bellezza.
Se si osservano le miss anno dopo anno, decennio dopo decennio, si osserva il cambiamento del gusto.

Oggi le miss sono più alte, più magre, più giovani. Si tenta di dare un peso, anche se minimo, alla personalità, con qualche quarto d’ora dedicato a far parlare di sè le candidate a Miss Italia.
Alcuni stereotipi sono rimasti gli stessi decennio dopo decennio: mamme palpitanti, sogni superficiali, fidanzati lasciati.
Spuntano piercing e tatuaggi, i capelli sono quasi sempre lunghi.

I tratti androgini (che in varie epoche e culture hanno rappresentato la bellezza) non sono premiati, eppure in questa edizione vi sono stati visi lunghi, mascelle pronunciate, spalle larghe…
Una ragazza, portatrice di queste caratteristiche androgine, è stata scelta come “possibile donna transessuale“, dopo che da settimane si vociferava della possibile presenza di una trans. (già in passato questi “tototrans” hanno rappresentato lo squallore di un “certo” mondo dello spettacolo e suoi fruitori).

La ragazza, giovane e poco colta, ha reagito indignata e straziata. Successivamente qualcuno del suo staff, con un po’ più di cervello e diplomazia, le ha fatto correggere il tiro, dicendo che “non aveva niente contro le transessuali“.

In seguito l’attenzione si è spostata sul regolamento di Miss Italia, che esclude la possibilità di partecipazione di ragazze transessuali. Ovviamente si parla di transessuali dichiarate, perché se la ragazza in questione, che ovviamente dovrebbe avere i documenti al femminile, riuscisse a nascondere il suo passato e avesse un passing impeccabile, il suo accesso al concorso sarebbe facilitato.

Certo è molto triste che vi siano ancora tutte queste discriminazioni. Se le transessuali, giustamente, reclamano l’ingresso, le femministe reclamano l’eliminazione di simili concorsi, che , per questioni sessiste e culturali, spesso “falliscono” se l’oggetto del voto è l’uomo (Mister Italia e simili).

Ci sarebbe tanto da scrivere, ma rimane tanta l’indignazione verso un mondo che rimane discriminatorio non solo informalmente, ma anche per iscritto,  a cominciare dai regolamenti dei concorsi di bellezza.

Nath

Legislatura in merito al TransGenderismo

ITALIA: Fino all’82 essere transessuali era “vietato”. Grazie ai radicali, alle attiviste transessuali storiche, e al MIT, dall’82 le persone transessuali in Italia possono transizionare mantenendo il diritto di voto e i diritti civili. A transizione completata possono anche fare matrimoni eterosessuali. Purtroppo per il cambio dei documenti è necessaria la “sterilizzazione” (interventi demolitivi).
Dal punto di vista medico, la disforia di genere è considerata malattia psichiatrica, anche se dal DSM V probabilmente non sarà più cosi, e questo causerà (forse) il fatto che le persone transessuali non avranno più l’assistenza medica gratuita sulla transizione (a cui si aggiungono comunque spese legali, psichiatriche, e di interventi aggiuntivi).

SPAGNA: In Spagna il cambio documenti avviene senza gli interventi demolitivi, ma dopo un certo periodo di transizione ormonale, o, in casi particolari, senza transizione ormonale ma con la perizia (in caso di reali motivazioni che la impediscano).

GERMANIA. In Germania da 30 anni vi è la legge più avanzata che l’Europa conosca.
La “Piccola Soluzione” consente a persone che abbiano avuto una perizia di Disforia di Genere, il cambio di nome (non di genere), per favorire una vita lontana da imbarazzi.
La “Grande Soluzione” consente il cambio di genere a chi vuole portare la transizione fino agli interventi di demolizione.

E’ provato che molte persone hanno svolto gli interventi demolitivi, in Italia, solo per il documento e non per un reale disagio coi propri genitali.
La soluzione più evoluta è sicuramente quella tedesca.

transizioni F to M e transizioni M to F

Quali sono gli step delle transizioni medicalizzate Mtf ed Ftm?affigogender__2__by_pride_flags-db2ombx

 

F to M: chi transiziona partendo da una biologia femminile per arrivare al maschile.

La transizione comprende una serie di pratiche:
Virilizzazione tramite assunzione di ormoni (tos, terapia ormonale sostitutiva):
Di solito l’unico ormone da assumere è il testosterone per via intramuscolare una volta al mese per tutta la vita.
Vi sono comunque varie forme, ovvero per bocca o tramite gel.
Interventi demolitivi:
La mastectomia, che si fa con la rimodellazione della ghiandola mammaria e a volte il riposizionamento dei capezzoli. L’assunzione di testosterone, comunque, riduce notevolmente l’adipe del petto, ed è per questo che, per un risultato migliore, è meglio fare la mastectomia (o mastoplastica riduttiva) dopo aver assunto testosterone per un tempo prolungato.
L’isterectomia: è necessaria, in italia, per la rettifica anagrafica, ma è consigliabile dopo anni di assunzione di testosterone poichè vi è il rischio di cancro.
Interventi ricostruttivi:
Vi sono due interventi ricostruttivi: la fallo-plastica e la clitorido-plastica (o metoidioplastica) . la prima è in via sperimentale, è rischiosa e non permette l’erezione se non con una pompetta (permettendo rapporti solo vaginali e non anali). Compromette molto la sensibilità, si può incorrere in cancrena o rigetto. La seconda è meno invasiva ma esteticamente dà risultati più lontani all’anatomia di un uomo biologico.

Il transessuale F t M (si deve dire IL e non LA, coerentemente col genere d’elezione) presenta spesso un aumento del desiderio sessuale in relazione all’assunzione di testosterone. La clitoride diventa più sensibile ed a volte vi è un rapporto più intimo con l’autoerotismo.
La transizione è irreversibile. Entro circa quattro mesi cambia la voce. Poi cresce la peluria e il clitoride si trasforma in un piccolo pene.
Il transessuale F t M è spesso gino-sessuale (attratto da donne), ma nell’ultimo decennio vi sono molti transessuali andro-sessuali (attratti da uomini) e bi/pan sessuali. L’orientamento è quindi non connesso all’identità di genere.

Se il transessuale F t M diventa, in pratica, esteticamente indistinguibile dall’uomo biologico (questo causa l’invisibilità del fenomeno e la poca inclinazione all’attivismo), la ricostruzione genitale è ancora a livelli molto insoddisfacenti.
Questo tipo di transizione è in minoranza, tuttavia negli ultimi anni il numero sta raggiungendo quello delle transessuali M to F.
Inoltre questo tipo di transizione subisce una discriminazione più “strisciante”.
Si accetta con meno disgusto che una persona nata di sesso femminile voglia transizionare verso il maschile (considerato meglio, un privilegio).

 

M to F: chi transiziona da una biologia maschile per arrivare a una femminile.
Femminilizzazione tramite assunzione di ormoni:
Vengono presi ormoni femminili (estrogeni e progesterone) che simulano il ciclo ormonale femminile e l’anti-testosterone, che causa parziale disfunzione del pene.
Le ragazze transessuali che, per loro desiderio, o costrette dal sex working, non possono rinunciare all’erezione, spesso prendono solo estrogeni (a volte, se sex workers, senza controllo medico, tramite le cosiddette pillole “anticoncezionali”) e fanno uso di Viagra.
Prendere ormoni fuori dal controllo medico è però pericolosissimo.
Le corde vocali non variano moltissimo con l’assunzione di ormoni, ma sicuramente la voce diventa un po’ più sottile e può essere esercitata tramite logopedisti e foniatri.
Interventi estetici secondari
Diversamente dagli FtM, le transessuali spesso intervengono anche con laserterapia soprattutto al viso, protesi mammarie, limatura viso, rinoplastica, femminilizzazione del viso. Gli interventi estetici, ahimè, non vengono pagati dal Servizio Sanitario Nazionale.
Interventi demolitivi e ricostruttivi
I documenti vengono cambiati con la semplice orchiectomia, spesso, ma non sempre (non è necessaria alla rettifica dei documenti), seguita da vaginoplastica. Alcune trans che procedono per step, chiedono un’orchiectomia con una tecnica particolare che lascia dei lembi di pelle che rendono possibile una futura vaginoplastica.
La vagina diventa molto simile a quella di una donna, anche se leggermente meno profonda e con poca lubrificazione. L’orgasmo, a detta di molte mtf, è simile a quello anale.

Spesso la transessuale M to F viene erroneamente chiamata “il trans”. E viene associata al sex working, anche a causa delle sex workers immigrate dall’America Latina. In realtà la maggior parte di trans italiane fa lavori che non richiedono l’uso del corpo e non ha mai praticato sex working, anche se le vecchie generazioni di attiviste ha un passato nel sex working, perché prima dell’82 non vi era molta scelta.
Tuttavia, essendo la transessuale spesso fisicamente riconoscibile (rispetto a una donna biologica), subisce pregiudizi in fase di colloquio di lavoro e spesso cio’ fa si che le transessuali debbano lavorare negli stessi ambienti di militanza, informazione, coesione con altre persone transessuali.

Le Identità e le Espressioni di Genere

st,small,215x235-pad,210x230,f8f8f8.lite-1u1
CISGENDER
: coloro per i quali biologia e identità mentale coincide perfettamente

TRAVESTITI :il travestito è una persona che, indipendentemente dall’orientamento sessuale, riesce a provare piacere sessuale solo indossando abiti del sesso opposto. Spesso si tratta di soggetti maschi, e spesso il travestitismo avviene solo a letto e in locali appositi. Vi è spesso una componente fetish. La persona che si traveste ha un’identità di genere comunque coerente con il sesso di nascita.

CROSSDRESSER:  il crossdresser, diversamente dal travestito, veste i panni del sesso di nascita opposto al suo in coerenza col “genere mentale d’elezione”, e lo fa nella sua vita quotidiana. E’ un modo di vivere la propria identità di genere senza intervenire con interventi o cure ormonali.
Vi è molta confusione tra la parola “travestito” e la parola “crossdresser”. Si tende ad usare sempre di più la parola crossdresser nei casi che escludono motivazioni fetish.
CROSSPLAYER è quel tipo di CosPlay che al posto di vestire panni di eroi manga dello stesso sesso del “Player”, veste panni di eroi manga di sesso opposto.

GENDERBENDER: il piegatore di genere, rifiuta il ruolo di genere attribuitogli dalla società. Non per forza il genderbender è “cosciente” di esserlo. Si osservano persone che assumono comportamenti genderbender anche al di fuori della comunità GLBT. Un uomo appassionato di uncinetto potrebbe essere considerato “genderbender”.
METROSEXUAL: esempio di involontario comportamento genderbender. Si tratta di uomini apparentemente gay, dagli atteggiamenti effeminati e dalla puntuale cura estetica, ma eterosessuali. La parola è stata coniata nel telefilm “Sex And The City” e deriva da Metro(città)sessuale, che letto in inglese ricorda “eterosexual”.

GENDERQUEER: il genderqueer è una persona che non si riconosce nel binarismo sociale uomo/donna. A volte si identifica in parte con entrambi i generi, a volte con nessuno, a volte con un terzo genere, a volte con un mix dei due generi. Esso spesso transiziona solo di genere, ma non di sesso. A volte si definisce comunque anche trans-gender. Alcuni genderqueer preferiscono alcune definizioni più specifiche:
GENDERLESS: persone che si definiscono neutre o senza genere.
GENDER-REBEL: persone che si definiscono trasgressori dello stereotipo di genere.
AGENDER: le persone che sentono di non appartenere a nessun genere
GENDERFLUID: persone che vivono il genere con fluidità, a volte fluttuando da un polo all’altro
NON BINARY: persone che rifiutano completamente il binarismo di genere

DRAG QUEEN E DRAG KING: sono persone che fanno un lavoro su se stessi, teatrale e non, per esplorare la propria parte maschile (nel caso dei drag king) e femminile (nel caso delle drag queen), per poi creare delle performance in cui vengono messi in scena personaggi anche un po’ macchiettistici nella loro femminilità e mascolinità, a volte di carattere comico.
BIO QUEEN: una piccola nota su alcune donne biologiche che fanno la drag queen interpretando ruoli di donne “stereotipate” come estetica e come comportamenti.

TRANSGENDER: è il termine ombrello che indica la “grande famiglia” dei NON CISGENDER (GENDER NON CONFORMING)
Comprende chiunque non voglia aderire al genere “previsto” dalla propria natura genetica. Il transgender a volte, per motivi ideologici, sociali, familiari, di salute, non è interessato a fare un percorso medicalizzato. A volte vengono compiute transizioni con una parziale medicalizzazione a seconda del tipo di disforia provata. A volte solo interventi demolitivi, a volte anche ricostruttivi, a volte ormonali.

TRANSESSUALI: i transgender che sono in transizione ormonale e chirurgica e che stanno percorrendo l’iter medicolegale, e compiono, appunto, una “transizione di sesso”.
Chi è transessuale è ovviamente anche transgender.
Molte persone transessuali preferiscono transgender, poiché transessuale è un termine non scelto dalla comunità, ma imposto dalla psichiatria, mentre transgender è il termine rivendicato dall’attivismo T.

EX TRANS, NEO-DONNE, NEO-UOMINI: alcuni transessuali, dopo la fine della transizione, preferiscono non considerarsi più transessuali ed usare su se stessi questi termini. Una parte dell’attivismo disapprova questi termini, condiderando “trans” non solo la fase di transizione medicalizzata, ma un’identità che accompagna per tutta la vita.

SHEMALE, HEFEMALE: modi abbastanza volgari di chiamare le transessuali (shemale) e i transessuali (hefemale) nella pornografia e negli hentai

VIADOS:  non si capisce bene l’etimologia di questa parola, di certo dispregiativa. Qualcuno dice significhi “perverso“, qualcuno dice significhi “cerbiatto“. SI dice che questo termine sia nato in associazione al fatto che durante le retate le ragazze transessuali correvano via come cerbiatti, altri invece riprendono il personaggio effeminato di Bambi della Disney.
Alcune persone transessuali MtF, per rompere il paralogismo “transessuale-sex worker” quando parlano di una sex-worker transessuale usano, in senso dispregiativo, la parola Viado. Vi sono punti di vista controversi sulla transessualità “di strada” di provenienza sudamericana. Non prendo posizioni e mi limito a spiegare in che senso e perché qualcuno usa la parola “viados”.

INTERSESSUALI: persone nate in condizioni intermedie biologiche tra i due sessi. Non comprende solamente persone “ermafrodite”..
Spesso si interveniva, per limiti tecnici, “trasformandoli” in bambine ed educandoli come tali. Spesso però dei soggetti si sono ribellati arrivando anche al suicidio.

ANDROGINI: persone che fisicamente comprendono tratti maschili e femminili. Se l’androginia è nel carattere, si parla di androginia psicologica

PASSING/PASSARE
: è la capacità di apparire come appartenenti al genere d’elezione e non al sesso biologico. chiaramente il passing è più facile in soggetti in transizione. Nel soggetto ftm di solito il testosterone permette, da vestito, un ottimo passing, mentre un ftm pre-t, se passa, viene spesso scambiato per un ragazzino molto giovane. Nei soggetti mtf invece spesso, anche a causa della voce o dell’altezza, il passing è più difficile. Avere un buon passing è qualcosa di comunque molto ambito.

CROSS-WORKERS: persone che fanno un mestiere di solito pensato per il genere opposto. L’uomo che suona l’arpa o fa l’uncinetto, la donna camionista e così via.

Matrimonio…trans

Gentili amici.
Come sapete in Italia esiste il matrimonio etero e nessun tipo di unione civile
nè per etero nè per gay.

Infiniti sono i mix esistenti in altri stati:
1) matrimoni etero e gay
2) matrimonio etero e unioni civili per etero e gay
3) matrimonio etero e unioni civili gay
4) solo matrimonio etero

Anche le persone transgender hanno relazioni: relazioni con persone che legalmente sono uomini, che legalmente sono donne,
e magari alcune, o molte, di loro vorrebbero sposarsi.

Piccolo glossario:
Uomo transgender = Ftm = da femmina a maschio (il trans)
Donna transgender = Mtf =da maschio a femmina (la trans)

Espongo i casi possibili, mettendo il corrispettivo speculare

1) donna transgender non legalmente rettificata (legalmente maschio) + uomo biologico o transgender rettificato  (legalmente maschio)
legalmente è un’unione “luixlui”
in Italia queste due persone non possono sposarsi o fare unioni civili…
se fosse possibile sarebbero sposate come due uomini, a meno che il celebrante
non decidesse di usare il nome “non anagrafico” (d’elezione) per la donna transgender,
ma sarebbe solo un’accorgimento per non rovinare la cerimonia.

2) donna transgender legalmente rettificata + uomo biologico o transgender rettificato  (legalmente maschio)
risultano una coppia etero anche per lo stato, quindi possono sposarsi in Comune.

3) donna transgender non legalmente rettificata (legalmente maschio) + donna biologica o transgender rettificata  (legalmente femmina)
Nonostante di fatto sia una coppia lesbica, legalmente sono di genere opposto e quindi possono sposarsi “come coppia etero”, a meno che il celebrante
non decidesse di usare il nome “non anagrafico” (d’elezione) per la donna transgender, ma sarebbe solo un’accorgimento per non rovinare la cerimonia.

4) donna transgender legalmente rettificata + donna biologica o transgender rettificata  (legalmente femmina)
Legalmente sono una coppia lesbica.
Non possono sposarsi, ma se ci fossero le unioni civili o i matrimoni omosessuali, si sposerebbero come coppia lesbica.

SPECULARE DEL CASO 1: uomo transgender non legalmente rettificato + donna biologica o transgender rettificata
SPECULARE DEL CASO 2: uomo transgender legalmente rettificato + donna biologica o transgender rettificata
SPECULARE DEL CASO 3: uomo transgender non legalmente rettificato + uomo biologico o transgender rettificato
SPECULARE DEL CASO 4: uomo transgender legalmente rettificato + uomo biologico o transgender rettificato

Ovviamente ci sono poi le coppie di persone entrambe transgender ed entrambe non rettificate 😀

Ci sono quindi varie problematiche:
– quando le persone risultano dello stesso genere per la legge italiana, esse non possono sposarsi
– quando risultano di genere opposto per la legge, ma sono in realtà dello stesso genere, allora ci si puo’ sposare, al prezzo di mortificare la propria identità di genere
– rinuncia alla rettifica per potersi sposare o salvare un matrimonio che, anche se i partner sono consenzienti, verrebbe eliminato
– paradosso: il diritto di sposarsi si perde e si ottiene se si cambia sesso legalmente…

Come mai il tema del matrimonio per la persona transgender è così poco discusso?
Credo che uno dei motivi sia il fatto che, per paura del bigottismo dei legislatori, questa sia una tematica che scoraggi e possa essere un deterrente ai diritti dei cisgender (non transgender).
Nonostante questo, per persone transgender che amano il proprio compagno o compagna sono tanti, e vorrebbero farlo senza mortificare la propria identità di genere.

Qualcuno potrebbe rispondere che servirebbe più che altro una migliore legge sui transgender, ma è anche vero che se esistesse il matrimonio “neutro”, e uguale per tutte le combinazioni di individui, molti di questi problemi non esisterebbero.

 

Nath

Riflessioni sulla visibilità TransGender

Perché c’è poca visibilità nel mondo transgender? ed in particolare in quello ftm? Cerchiamo di capirlo. Vi racconto le mie considerazioni sull’argomento….
3211610951_f6bd136f0b

Riflessioni socio-politiche sulla visibilità transgender e in particolare f to m.

La realtà ftm è sempre stata una realtà nascosta. Lascia riflettere che la prima volta che ho sentito parlare di un ftm era il 2001 e io avevo 17 anni.
Era il programma “Al posto tuo” della De Usanio, e un ragazzo ftm di nome Antonio (all’anagrafe Antonella) desiderava, invano, ricongiungersi alla sua famiglia.
Nella trasmissione non erano usate le parole trans, transgender, transessuale o ftm.
Vederlo accese in me una lampadina. Avevo allora un professore omosessuale (a dire il vero molto binario e maschilista) che non di rado amava affrontare tematiche gay e trans, ma smentì subito la possibilità che potessero “esistere” gli ftm, chiarendo che probabilmente mi stavo confondendo con condizioni di ermafroditismo.
In realtà credo che la vera difficoltà del mio professore fosse nel capire la possibilità di una ricostruzione genitale ftm, ed era questo quello che subito aveva precisato: “…perché è impossibile ricostruire un pene”.
In poche parole: se non è possibile ricostruire un pene, non possono esistere “transessuali” da femmina a maschio.

thomas-beatie

Anni dopo avrei seguito il caso di Thomas Beatie e le dinamiche del personaggio ftm chiamato Max, della serie LWord.
La realtà ftm è risultata invece visibile al popolo, di fatto, con la partecipazione di Gabriele Belli al Grande Fratello.
In quel periodo frequentavo la lista ftm e ricordo pareri discordanti su questa apertura.

images

Di fatto un ragazzo ftm non in transizione viene di solito scambiato per una donna mascolina, per una lesbica “visibile”, oppure, nel migliore del casi, per un ragazzo adolescente. Di solito è soggetto a episodi di bullismo e di scherno in proporzione inferiore rispetto alla mtf non in transizione.
Il soggetto ftm in transizione di solito, per i primi mesi, risulta “incomprensibile”. Le persone sono in difficoltà se rivolgersi a lui usando il maschile o il femminile, e il soggetto spesso ne soffre, anche se, più raramente, si compiace della sua ambiguità.
Infine, il soggetto che prende ormoni da circa un anno è, se vestito, indistinguibile da un uomo biologico.

Se le mtf sono fortunate sul fronte “ricostruzione dei genitali”, spesso sono più riconoscibili come trans, a causa di fattori biologici come la voce o l’altezza. L’ftm, quindi, giova dei benefici in maniera inversa.

L’attivismo degli ftm è molto meno frequente e diffuso, nel senso che, rispetto alla percentuale ftm nel totale di persone trans, la percentuale di ftm attivisti rispetto a quella delle mtf attiviste è ridotta.

E’ anche vero che, in generale, dopo la rettifica dei documenti spesso molte persone transgender, smettono di fare attivismo, soprattutto se di orientamento sessuale etero, quindi “abilitate” a tutti i “diritti eteronormativi” dopo il cambio documenti.

Spesso noto il disinteresse della comunità trans all’argomento “matrimonio e coppie di fatto”.
In effetti se fosse reso “neutro” il matrimonio, la persona transgender non sarebbe costretta ad annullare il matrimonio dopo la rettifica anagrafica, e le due persone potrebbero scegliere insieme se continuare o meno il percorso matrimoniale.

E’ pur vero che una persona transgender etero, come una donna trans attratta da uomini, potrebbe provare fastidio a sposare un uomo risultando lei stessa, anagraficamente, un uomo, quindi “come se fossero una coppia gay”.
Ho sentito spesso giovani trans ftm pre-t o da poco in transizione avere pulsioni attiviste, ma decidere di non esporsi fino al raggiungimento della “indistinguibilità” rispetto all’uomo biologico.
Vi è un impulso, legittimo, a cancellare il passato.
Il transgender non medicalizzato non raggiungerà mai, per scelta, quelle sembianze fisiche, ed è quindi più incline ad esporsi.

Sicuramente l’attivismo transgender è un attivismo con obiettivi, priorità e finalità diverse dall’attivismo gay/lesbico, e troppe volte i pochi personaggi che hanno scelto di esporsi hanno ricevuto critiche del tipo: “tu non ci rapprensenti”, quando invece non andrebbe dimenticato che un gay attivista, esattamente come una lesbica o un transgender prima di tutto rappresenta la sua personale realtà.

Molteplici le scelte, molteplici le giustificazioni, io penso che siano tutte scelte valide, ma rigiro a voi la domanda:
visibilità si o no?

Nath