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ITALIA: Fino all’82 essere transessuali era “vietato”. Grazie ai radicali, alle attiviste transessuali storiche, e al MIT, dall’82 le persone transessuali in Italia possono transizionare mantenendo il diritto di voto e i diritti civili. A transizione completata possono anche fare matrimoni eterosessuali. Purtroppo per il cambio dei documenti è necessaria la “sterilizzazione” (interventi demolitivi).
Dal punto di vista medico, la disforia di genere è considerata malattia psichiatrica, anche se dal DSM V probabilmente non sarà più cosi, e questo causerà (forse) il fatto che le persone transessuali non avranno più l’assistenza medica gratuita sulla transizione (a cui si aggiungono comunque spese legali, psichiatriche, e di interventi aggiuntivi).

SPAGNA: In Spagna il cambio documenti avviene senza gli interventi demolitivi, ma dopo un certo periodo di transizione ormonale, o, in casi particolari, senza transizione ormonale ma con la perizia (in caso di reali motivazioni che la impediscano).

GERMANIA. In Germania da 30 anni vi è la legge più avanzata che l’Europa conosca.
La “Piccola Soluzione” consente a persone che abbiano avuto una perizia di Disforia di Genere, il cambio di nome (non di genere), per favorire una vita lontana da imbarazzi.
La “Grande Soluzione” consente il cambio di genere a chi vuole portare la transizione fino agli interventi di demolizione.

E’ provato che molte persone hanno svolto gli interventi demolitivi, in Italia, solo per il documento e non per un reale disagio coi propri genitali.
La soluzione più evoluta è sicuramente quella tedesca.

F to M: chi transiziona partendo da una biologia femminile per arrivare al maschile.

La transizione comprende una serie di pratiche:
Virilizzazione tramite assunzione di ormoni:
Di solito l’unico ormone preso è il testosterone per via intramuscolare una volta al mese “a vita”.
Vi sono comunque varie forme, ovvero per bocca o tramite gel.
Interventi demolitivi:
– La mastectomia, che si fa con la rimodellazione della ghiandola mammaria e a volte il riposizionamento dei capezzoli. L’assunzione di testosterone comunque riduce notevolmente l’adipe del petto.
– L’isterectomia: è necessaria, in italia, per la rettifica anagrafica, ma è consigliabile dopo anni di assunzione di testosterone poichè vi è il rischio di cancro.
Interventi ricostruttivi:
Vi sono due interventi ricostruttivi: la fallo-plastica e la clitorido-plastica. la prima è in via sperimentale, è rischiosa e non permette l’erezione se non con una pompetta (permettendo rapporti solo vaginali e non anali). Compromette molto la sensibilità, si può incorrere in cancrena o rigetto. La seconda è meno invasiva ma esteticamente dà risultati più lontani all’anatomia di un uomo biologico.

Il transessuale F t M (si deve dire IL e non LA, coerentemente col genere d’elezione) presenta spesso un aumento del desiderio sessuale in relazione all’assunzione di testosterone. La clitoride diventa più sensibile ed a volte vi è un rapporto più intimo con l’autoerotismo.
La transizione è irreversibile. Entro quattro mesi cambia la voce. Poi cresce la peluria e il clitoride si trasforma in un piccolo pene.
Il transessuale F t M è spesso gino-sessuale (attratto da donne), ma nell’ultimo decennio vi sono molti transessuali andro-sessuali (attratti da uomini) e bi/pan sessuali. L’orientamento è quindi non connesso all’identità di genere.

Se il transessuale F t M diventa praticamente indistinguibile dall’uomo biologico esteticamente (questo causa l’invisibilità del fenomeno e la poca inclinazione all’attivismo), la ricostruzione genitale è ancora a livelli molto scarsi.
Questo tipo di transizione è in minoranza, tuttavia negli ultimi anni il numero sta raggiungendo quello delle transessuali M to F.
Inoltre questo tipo di transizione subisce una discriminazione più “strisciante”. Si accetta con meno disgusto che una femmina voglia transizionare verso il maschile (considerato meglio, un privilegio).

M to F: chi transiziona da una biologia maschile per arrivare a una femminile.
Femminilizzazione tramite assunzione di ormoni:
Vengono presi ormoni femminili (estrogeni e progesterone) che simulano il ciclo ormonale femminile e l’antitestosterone, che causa parziale disfunzione del pene.
Le ragazze transessuali che, per problemi legati alla prostituzione, non possono rinunciare all’erezione, spesso prendono solo estrogeni (spesso illegalmente tramite pillole “anticoncezionali”) e fanno uso di Viagra.
Prendere ormoni fuori dal controllo medico è però pericolosissimo.
Le corde vocali non variano moltissimo con l’assunzione di ormoni, ma sicuramente la voce diventa un po’ più sottile.
Interventi estetici secondari
Diversamente dagli FtM, le transessuali spesso intervengono anche con laserterapia soprattutto al viso, protesi mammarie, limatura viso, rinoplastica. Gli interventi estetici non vengono pagati dallo stato.
Interventi demolitivi e ricostruttivi
I documenti vengono cambiati dall’orchiectomia, spesso, ma non sempre (non è necessaria alla rettifica dei documenti), seguita da vaginoplastica. La vagina diventa uguale a quella di una donna, anche se piu corta e con problemi di lubrificazione. L’orgasmo è simile a quello anale.

Spesso la transessuale M to F viene erroneamente chiamata “il trans”. E viene associata alla prostituzione, anche a causa delle prostitute immigrate dal SudAmerica. In realtà la maggior parte di transessuali italiane fa lavori che non richiedono l’uso del corpo e non ha mai praticato prostituzione, anche se le vecchie generazioni di attiviste ha un passato nella prostituzione, perché prima dell’82 non vi era molta scelta.
Tuttavia, essendo la transessuale spesso fisicamente riconoscibile (rispetto a una donna biologica), subisce pregiudizi in fase di colloquio e spesso cio’ fa si che le transessuali debbano lavorare negli stessi ambienti di militanza, informazione, coesione con altre persone transessuali.

CISGENDER : coloro per i quali biologia e identità mentale coincide perfettamente

TRAVESTITI :il travestito è una persona che, indipendentemente dall’orientamento sessuale, riesce a provare piacere sessuale solo indossando abiti del sesso opposto. Spesso si tratta di soggetti maschi, e spesso il travestitismo avviene solo a letto e in locali appositi. Vi è una componente fetish. La persona che si traveste ha un’identità di genere comunque coerente con il sesso di nascita.

CROSSDRESSER:  il crossdresser, diversamente dal travestito, veste i panni del sesso di nascita opposto al suo in coerenza col “genere mentale d’elezione”, e lo fa nella sua vita quotidiana. E’ un modo di vivere la propria identità di genere senza intervenire con interventi o cure ormonali.
Vi è molta confusione tra la parola “travestito” e la parola “crossdresser”. Si tende ad usare sempre di più la parola crossdresser nei casi che escludono motivazioni fetish.
CROSSPLAYER è quel tipo di CosPlay che al posto di vestire panni di eroi manga dello stesso sesso del “Player”, veste panni di eroi manga di sesso opposto.

GENDERBENDER: il piegatore di genere, rifiuta il ruolo di genere attribuitogli dalla società. Non per forza il genderbender è “cosciente” di esserlo. Si osservano persone che assumono comportamenti genderbender anche al di fuori della comunità GLBT. Un uomo appassionato di uncinetto potrebbe essere considerato “genderbender”.
METROSEXUAL: esempio di involontario comportamento genderbender. Si tratta di uomini apparentemente gay, dagli atteggiamenti effeminati e dalla puntuale cura estetica, ma eterosessuali. La parola è stata coniata nel telefilm “Sex And The City” e deriva da Metro(città)sessuale, che letto in inglese ricorda “eterosexual”.

GENDERQUEER: il genderqueer è una persona che non si riconosce nel binarismo sociale uomo/donna. A volte si identifica in parte con entrambi i generi, a volte con nessuno, a volte con un terzo genere, a volte con un mix dei due generi. Esso spesso transiziona solo di genere, ma non di sesso. A volte si definisce comunque anche trans-gender.
GENDERLESS: persone che si definiscono neutre o senza genere.
GENDER-REBEL: persone che si definiscono trasgressori dello stereotipo di genere.

DRAG QUEEN E DRAG KING: sono persone che fanno un lavoro su se stessi, teatrale e non, per esplorare la propria parte maschile (nel caso dei drag king) e femminile (nel caso delle drag queen), per poi creare delle performance in cui vengono messi in scena personaggi anche un po’ caricaturizzati nella loro femminilità e mascolinità, a volte di carattere comico.
BIO QUEEN: una piccola nota su alcune donne biologiche che fanno la drag queen interpretando ruoli di donne “stereotipate” come estetica e come comportamenti.

TRANSGENDER: è il termine ombrello che indica la “grande famiglia” dei NON CISGENDER.
Comprende chiunque non voglia aderire al genere “previsto” dalla propria natura genetica. Il transgender a volte non transiziona, ma decide, per motivi ideologici, sociali, familiari, di salute, di rimanere del genere di nascita pur non appartenendovi mentalmente. A volte vengono compiute transizioni parziali a seconda del tipo di disagio. A volte solo interventi demolitivi, a volte anche ricostruttivi, a volte ormonali.

TRANSESSUALI: i transgender che sono in transizione ormonale e chirurgica e che stanno percorrendo l’iter medicolegale, e compiono, appunto, una “transizione di sesso”.

EX TRANS, NEO-DONNE, NEO-UOMINI: alcuni transessuali, dopo la fine della transizione, preferiscono non considerarsi più transessuali ed usare su se stessi questi termini.

SHEMALE, HEFEMALE: modi abbastanza volgari di chiamare le transessuali (shemale) e i transessuali (hefemale) nel porno e negli hentai

VIADOS:  non si capisce bene l’etimologia di questa parola, di certo dispregiativa. Qualcuno dice significhi “perverso”, qualcuno dice significhi “cerbiatto”. SI dice che questo termine sia nato in associazione al fatto che durante le retate le ragazze transessuali correvano via come cerbiatti, altri invece riprendono il personaggio effeminato di Bambi della Disney.
Alcune persone transessuali MtF, per rompere il paralogismo “transessuale-prostituta” quando parlano di una sex-worker transessuale usano, in senso dispregiativo, la parola Viado. Vi sono punti di vista controversi sulla transessualità “di strada” di provenienza sudamericana. Non prendo posizioni e mi limito a spiegare in che senso e perché qualcuno usa la parola “viados”.

INTERSESSUATI: persone nate in condizioni intermedie biologiche tra i due sessi. Non comprende solamente persone “ermafrodite”..
Spesso si interveniva, per limiti tecnici, “trasformandoli” in bambine ed educandoli come tali. Spesso però dei soggetti si sono ribellati arrivando anche al suicidio.

ANDROGINI: persone che fisicamente comprendono tratti maschili e femminili. Se l’androginia è nel carattere, si parla di androginia psicologica

PASSING/PASSARE
: è la capacità di apparire come appartenenti al genere d’elezione e non al sesso biologico. chiaramente il passing è più facile in soggetti in transizione. Nel soggetto ftm di solito il testosterone permette, da vestito, un ottimo passing, mentre un ftm pre-t, se passa, viene spesso scambiato per un ragazzino molto giovane. Nei soggetti mtf invece spesso, anche a causa della voce o dell’altezza, il passing è più difficile. Avere un buon passing è qualcosa di comunque molto ambito.

CROSS-WORKERS: persone che fanno un mestiere di solito pensato per il genere opposto. L’uomo che suona l’arpa o fa l’uncinetto, la donna camionista e così via.

Gentili amici.
Come sapete in italia esiste il matrimonio etero e nessun tipo di unione civile
nè per etero nè per gay.
Infiniti sono i mix esistenti in altri stati:
1) matrimoni etero e gay
2) matrimonio etero e unioni civili per etero e gay
3) matrimonio etero e unioni civili gay
4) solo matrimonio etero

Ora volevo esporre una problematica: il matrimonio tra persone trans* oppure tra
una persona trans* e una donna o un uomo

Piccolo glossario:
Ftm: da femmina a maschio (il trans)
Mtf: da maschio a femmina (la trans)

Espongo i casi possibili, mettendo il corrispettivo speculare

1) donna transessuale mtf (che non ha ancora cambiato i documenti o non vuole
farlo) + uomo
legalmente è un’unione uomo+uomo.
in italia queste due persone non possono sposarsi o fare unioni civili…
se fosse possibile sarebbero sposate come due uomini, a meno che il celebrante
non decidesse di usare il nome “non anagrafico” per la trans.

2) donna ex transessuale mft quindi legalmente donna con uomo
SI SPOSANO COME COPPIA ETERO

3) donna transessuale mtf (che non ha ancora cambiato i documenti o non vuole
farlo) + donna
Legalmente sono uomo e donna e possono sposarsi COME COPPIA ETERO, e a
discrezione del celebrante usare il nome “non anagrafico” per la trans

4) donna ex transessuale mft quindi legalmente donna con donna
Legalmente sono una coppia lesbica.
In mancanza di unioni civili o matrimonio gay non possono sposarsi, altrimenti
si (ed è la cosa più bella, perché si sposano ognuno col suo nome “sentito”
veramente)

SPECULARE DEL CASO 1: uomo transessuale ftm (che non ha ancora cambiato i
documenti o non vuole farlo) + donna
SPECULARE DEL CASO 2: uomo ex transessuale ftm quindi legalmente uomo + donna
SPECULARE DEL CASO 3: uomo transessuale ftm (che non ha ancora cambiato i
documenti o non vuole farlo) + uomo
SPECULARE DEL CASO 4: uomo ex transessuale ftm quindi legalmente uomo + uomo

Come visto in alto le problematiche sono diverse:
– impossibilità di unione legale/matrimonio (problematica condivisa come per il
mondo omosessuale
– possibilità di unione al prezzo di usare l’identità legale, che a volte pesa
parecchio
– compromesso, in alcuni casi, nel mantenere i vecchi documenti solo per poter
usufruire della possibilià di sposarsi (coppia apparentemente etero)
– paradosso per alcune unioni, nel caso di cambio documento…impossibilità di
sposarsi
– ANNULLAMENTO del matrimonio eterosessuale nel momento in cui la persona trans
cambia documenti (anche se il partner è consensiente)

Ora mi chiedo…come mai non si parla del problema?
La motivazione più plausibile è che siamo così indietro che se proponessimo ai
legislatori questo casino si spaventerebbero…
Ma le persone trans sia etero che gay sono tante, e anche quelle che hanno
voglia di sposare la persona che amano.

Vostri pareri?

p.s. (l’uso di ex-trans è a scopo esplicativo, non voglio offendere chi, dopo la
transizione, ama considerarsi ancora trans per ragioni “politiche”)

p.p.s ho evitato di spiegare anche le unioni trans-trans…altrimenti le
combinazioni erano infinite!!

Nath

Riflessioni socio-politiche sulla visibilità transgender e in particolare f to m.
La realtà ftm è una realtà nascosta. Lascia riflettere che la prima volta che ho sentito parlare di un ftm era il 2001 e io avevo 17 anni.
Era il programma “Al posto tuo” della De Usanio, e un ragazzo ftm di nome Antonio (all’anagrafe Antonella) desiderava, invano, ricongiungersi alla sua famiglia.
Nella trasmissione non erano usate le parole trans o ftm.
Vederlo accese in me una lampadina. Avevo allora un professore liberale e liberista che non di rado amava affrontare tematiche gay e trans, ma smentì subito la possibilità che potessero esistere gli ftm, chiarendo che probabilmente mi stavo confondendo con condizioni di ermafroditismo.
In realtà credo che la vera difficoltà del mio professore fosse nel capire la possibilità di una ricostruzione genitale ftm.
Anni dopo avrei seguito il caso di Thomas Beatie e le dinamiche del personaggio ftm Max della serie LWord.
La realtà ftm è risultata visibile al popolo, di fatto, con la partecipazione di Gabriele Belli al Grande Fratello.
In quel periodo frequentavo la lista ftm e ricordo pareri discordanti su questa apertura.

Di fatto un ragazzo ftm non in transizione viene di solito scambiato per una donna mascolina, per una lesbica dichiarata, per un ragazzino minorenne. Di solito è soggetto a episodi di bullismo e di scherno in proporzione inferiore alla mtf non in transizione.
Il soggetto ftm in transizione di solito, per i primi mesi, risulta “incomprensibile”. Le persone sono in difficoltà se dare il maschile o il femminile, e il soggetto spesso ne soffre, più raramente si compiace della sua ambiguità.
Infine, il soggetto che prende ormoni da circa un anno è, da vestito, indistinguibile da un uomo biologico.
Se le mtf sono fortunate sul fronte “ricostruzione dei genitali”, spesso sono più riconoscibili come trans da vestite. L’ftm giova dei benefici in maniera inversa.
L’attivismo ftm è spesso percentualmente scarso. Nel senso che rispetto alla percentuale ftm nel totale di persone trans, la percentuale di ftm attivisti rispetto a quella delle mtf attiviste è ridotta.
E’ anche vero che in generale, dopo il cambio dei documenti spesso molte persone transessuali smettono di fare attivismo, soprattutto se di orientamento sessuale etero, quindi “abilitate” a tutti i diritti etero dopo il cambio documenti.
Spesso noto il disinteresse della comunità trans all’argomento “diritti civili”.
In effetti se fosse reso “neutro” il matrimonio, la persona transessuale non sarebbe costretta ad annullare il matrimonio dopo il cambio di sesso, e le due persone potrebbero scegliere insieme se continuare o meno il percorso matrimoniale.
E’ pur vero che una persona transessuale etero, come una donna trans attratta da uomini, potrebbe provare fastidio a sposare un uomo “come se fossero una coppia gay”.
Ho sentito spesso giovani trans ftm pre-t o da poco in transizione avere pulsioni attiviste, ma decidere di non esporsi fino al raggiungimento della “indistinguibilità” rispetto all’uomo biologico.
Vi è un impulso, legittimo, a cancellare il passato.
Il genderqueer non raggiungerà mai, per scelta, quelle sembianze fisiche, ed è quindi più incline ad esporsi.
Sicuramente l’attivismo ftm è un attivismo con obiettivi, priorità e finalità diverse dall’attivismo gay/lesbico.
E troppe volte i pochi personaggi che hanno scelto di esporsi hanno ricevuto critiche del tipo “tu non ci rapprensenti”, quando un gay attivista, come una lesbica o un trans prima di tutto rappresenta la sua personale realtà.

Molteplici le scelte, molteplici le giustificazioni, io penso che siano tutte
scelte valide, ma rigiro a voi la domanda:
visibilità si o no?

Nath