Attivisti LGBT o Teòlogi?

Gentile Pubblico,

sono recentemente uscito da  forum “masturbatori” e liste di discussione in cui le teorie si sovrapponevano ai vissuti e si finisce per parlare in modo astratto e cattedratico di cose che, oggettivamente, sono contraddette dalla realtà dei fatti.

Tutto ciò mi ha ricordato la teologia e le speculazioni filosofiche ontologiche e metafisiche su ciò che esiste e non esiste, dove le discussioni sulla consustanziazione e transustanziazione sono state sostituire da discorsi in cui ad essere messa in discussione non è la presenza divina nel pane ma la presenza dell’identità di genere nell’individuo.

Gay Priest

Poi ancora al posto di provare l’esistenza di un Dio, speculazioni filosofiche sull’esistenza dei bisessuali, con assurde bagarre tra chi li ha visti e chi non li ha visti, come le apparizioni della Madonna di Fatima.

Conclusione: ma non è che agli ateissimi anticlericali del movimento LGBT manca la teologia?

Non è che tutti i meccanismi incamerati in anni di catechismo inculcato sono stati investiti nelle nuove “cosmogonìe” che creano nell’universo LGBT, classificando, giudicando, decidendo cosa esiste, di cosa si hanno o meno le prove, trattando l’identità di genere come se fosse l’anima e come se si dovesse decidere se esiste, se è innata, o se sopravvive alla morte?

E poi i generi come gli dèi. Esistono? è solo uno? due? tre? infiniti? nessuno? Sono eterni nello spazio e nel tempo?

Questi teologi del binarismo, infondo, non stanno cominciando ad assomigliare ai loro tanto decantati aguzzini in piedi?

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