Posts contrassegnato dai tag ‘obiettivi’

RISPOSTE PER I PRURIGINOSI:

Sebbene non sia utile ai fini della comprensione del “personaggio”, si può parlare anche del suo orientamento sessuale, che ha una forte preferenza per il sesso/genere maschile, anche se si definisce “possibilista”, nonostante non abbia mai avuto fidanzate o amanti donne o transgender.

La sua lotta antibinaria non deve lasciare pensare che abbia una visione di sé fluida, indefinita, che si percepisca di entrambi i generi, o di nessun genere, o di un terzo genere. La sua identità di genere è maschile, anche se non ha un’unica visione di maschile, stereotipata e machista, ma concepisce infiniti (e tutti legittimi) tipi di maschile e di femminile.
Percependosi quindi come appartenente al genere maschile, vive come tale, apertamente, senza che ciò comporti trattamenti medici e chimici.
Essere è essere percepiti: ognuno vedrà in lui ciò che la sua esperienza lo guida a vedere.
Molte persone pruriginose, alienate dalla monomania del genere, catechizzate dalle associazioni gaylesbiche storiche, hanno mostrato fastidio verso il fatto che viva una vita sociale al maschile senza alcuna terapia ormonale sostitutiva, e che possa avere le stesse istanze di una persona transgender, tuttavia egli non si definisce, e non per velarsi o per una sorta di GLBTfobia interiorizzata, ma perchè reputa che nessuna definizione corrisponda esattamente alla sua condizione o scelta di visibilità.

La sua istanza principale come attivista è l’applicazione in Italia della proposta di legge Argentina sul cambio di nome e genere sui documenti senza la richiesta di nessuna modifica chimica o chirurgica.

Giovedì 28 Ottobre 2010 17:00

La comunicazione sui temi GLBTQ. Se ne parlerà su Antenna Radio Esse
Venerdì 29 ottobre alle 21, nel format radiofonico che parla di omosessualità e dintorni anche l’intervista a Nathan uno dei fondatori del Progetto GenderQueer
Le campagne contro l’omofobia e gli spot per promuovere una cultura della diversità a confronto in Italia e nel resto del mondo. Tutto questo e molto di più rientra nella comunicazione sui temi GLBTQ, argomento dell’ottava puntata della nuova stagione di Oltre le differenze, il format radiofonico condotto da Natascia Maesi e Eleonora Sassetti in onda venerdì 29 ottobre alle 21.00 sulle frequenze di Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50 e 99.10) e in diretta online su www.antennaradioesse.it. Se ne parlerà insieme a Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay, con il quale commenteremo anche i recenti accadimenti che hanno riguardano il mondo omosex e non solo.Nel momento dedicato alla testimonianza, sarà presentata una nuova realtà: Progetto GenderQueer, uno spazio di condivisione e confronto su temi dell’identità di genere e del trangenderismo aldilà delle scelte di transizione di sesso, attraverso l’intervista a Nathan, uno dei fondatori del progetto.Nello scaffale, lo spazio con i consigli su libri, film e appuntamenti a tema e inoltre l’intervista aDaniele Del Pozzo, il direttore artistico del Festival Internazionale Gender Bender che si terrà a Bologna dal 30 ottobre al 6 novembre.Per chi ascolta “Oltre le differenze”, come sempre c’è la possibilità di interagire con la redazione del programma chiamando il 366 2809050 o scrivendo a redazione.oltreledifferenze@gmail.com.

E’ possibile inoltre visitare la pagina facebook e il bloghttp://oltreledifferenze.splinder.com/ nei quali si trovanoi video della puntata, e leggere gli approfondimenti delle storie nella rubrica speciale Oltre le differenze de La Nazione on line al sito www.lanazione.it/siena

Prima di affrontare questo tema, voglio partire dall’etimologia di tutte le parole che contengono il suffisso -fobia, comprese sessuofobia, xenofobia…
Tutti noi siamo abituati a conoscere la parola italiana “fobia”, che significa “paura” quasi inspiegabile. Le cosidette “fobie”.
In realtà quando -fobia è un suffisso, significa “avversione”, un’avversione non per forza consequenziale alla paura.
Spesso quando usiamo il suffisso -fobia, interiorizziamo il passaggio <<Odia perchè ha paura>>, non sempre scontato.
Quindi quando diciamo omofobia, transfobia, parliamo di omoavversione, transavversione.
Poi si potrebbe fare un ragionamento a parte sul fatto che in alcuni casi ad esempio lo xenofobo odi lo straniero perchè teme (per ignoranza) che egli gli rubi in casa o violenti le sue figlie, ma ritenevo giusto fare questo inciso.

L’omofobia è l’avversione verso persone gay, lesbiche e bisessuali. Per una sorta di sessismo diffuso, l’omofobia colpisce più che altro omosessuali di sesso maschile, ma anche omosessuali (uomini e donne) dichiarati e attivisti, ed omosessuali (anche non dichiarati, uomini e donne) molto “visibili”, poichè nel sentire comune una donna mascolina o un uomo effeminato “probabilmente” sono omosessuali.
Quando si parla di omofobia, vengono subito in mente episodi di pestaggi in luoghi pubblici di coppie o soggetti molto “visibili” come omosessuali. In realtà l’omofobia riguarda, ad esempio, le discriminanti, palesi o “striscianti”, sul lavoro o presso qualsiasi attività svolta all’esterno degli ambienti gay e delle tematiche gay.

L’omofobia interiorizzata è forse ancora più diffusa. Si tratta di persone che non accettano la propria omosessualità e la vivono come una colpa. E’ diffusa nei soggetti non dichiarati, i cosiddetti “velati”, ma a volte rimangono tracce di omofobia anche nei più sfrenati attivisti.
A volte l’omofobia interiorizzata si rivolge a “certi” tipi di vivere l’omosessualità. L’0mosessuale sobrio che critica le “checche” o i gay pride.

La Transfobia riguarda le persone transessuali. Purtroppo è più diffusa sia perchè la persona transessuale è qualcosa di più raro e “diverso” e quindi più soggetto ad essere presa di mira, ma anche perchè suo malgrado è visibile aldilà della sua scelta di visibilità.
La transfobia riguarda anche persone omosessuali. In particolare omosessuali uomini che criticano aspramente le transessuali mtf e omosessuali donne che criticano i transessuali ftm, come a rimprovero della “migrazione” che queste persone fanno allontandandosi dalla natura che loro cosi’ tanto elogiano.
In particolare le persone transessuali etero vengono viste dal mondo gay/lesbico (da una parte di esso) come persone che vogliono correggere se stesse approdando a una forma di “eterosessualità”. Questa idea naturalmente si basa sull’ignoranza e sulla confusione diffusa tra orientamento sessuale e identità di genere.
Esiste naturalmente anche la transfobia interiorizzata, soprattutto da parte di quelle persone che decidono di vivere se stesse solo di nascosto vivendo un “on/off” del genere che presto causa una sorta di esasperazione.

La Bifobia (per questa voce cito Wikipedia) indica la paura o il rifiuto della bisessualità, in base alla convinzione che solo l’eterosessualità e l’omosessualità siano “reali” orientamenti sessuali e corretti stili di vita. I bisessuali possono anche essere l’obiettivo di omofobia da parte di coloro che considerano soltanto l’eterosessualità come appropriato orientamento sessuale. Al contrario, alcuni bisessuali possono essere oggetto di critiche sia da parte di coloro che hanno atteggiamenti eterofobi, sia da una parte della comunità gay.

In Italia non esiste una legge contro l’omofobia. Paola Concia nell’Ottobre 2009 aveva proposto una legge contro l’omofobia ma non contro la transfobia scatenando molte polemiche interne al mondo transgender.
Qualcuno pensa che una legge contro l’omofobia “avvantaggerebbe” i gay, che la strumentalizzerebbero per ricattare o usarla come pretesto per ogni contesa.
L’Italia è uno dei paesi più soggetti ad episodi di omofobia. Si vocifera all’estero, e lo testimoniano anche le guide gay, che l’Italia sotto questo fronte è “sconsigliata” come meta turistica per coppie gay.

Gentili amici.
Come sapete in italia esiste il matrimonio etero e nessun tipo di unione civile
nè per etero nè per gay.
Infiniti sono i mix esistenti in altri stati:
1) matrimoni etero e gay
2) matrimonio etero e unioni civili per etero e gay
3) matrimonio etero e unioni civili gay
4) solo matrimonio etero

Ora volevo esporre una problematica: il matrimonio tra persone trans* oppure tra
una persona trans* e una donna o un uomo

Piccolo glossario:
Ftm: da femmina a maschio (il trans)
Mtf: da maschio a femmina (la trans)

Espongo i casi possibili, mettendo il corrispettivo speculare

1) donna transessuale mtf (che non ha ancora cambiato i documenti o non vuole
farlo) + uomo
legalmente è un’unione uomo+uomo.
in italia queste due persone non possono sposarsi o fare unioni civili…
se fosse possibile sarebbero sposate come due uomini, a meno che il celebrante
non decidesse di usare il nome “non anagrafico” per la trans.

2) donna ex transessuale mft quindi legalmente donna con uomo
SI SPOSANO COME COPPIA ETERO

3) donna transessuale mtf (che non ha ancora cambiato i documenti o non vuole
farlo) + donna
Legalmente sono uomo e donna e possono sposarsi COME COPPIA ETERO, e a
discrezione del celebrante usare il nome “non anagrafico” per la trans

4) donna ex transessuale mft quindi legalmente donna con donna
Legalmente sono una coppia lesbica.
In mancanza di unioni civili o matrimonio gay non possono sposarsi, altrimenti
si (ed è la cosa più bella, perché si sposano ognuno col suo nome “sentito”
veramente)

SPECULARE DEL CASO 1: uomo transessuale ftm (che non ha ancora cambiato i
documenti o non vuole farlo) + donna
SPECULARE DEL CASO 2: uomo ex transessuale ftm quindi legalmente uomo + donna
SPECULARE DEL CASO 3: uomo transessuale ftm (che non ha ancora cambiato i
documenti o non vuole farlo) + uomo
SPECULARE DEL CASO 4: uomo ex transessuale ftm quindi legalmente uomo + uomo

Come visto in alto le problematiche sono diverse:
– impossibilità di unione legale/matrimonio (problematica condivisa come per il
mondo omosessuale
– possibilità di unione al prezzo di usare l’identità legale, che a volte pesa
parecchio
– compromesso, in alcuni casi, nel mantenere i vecchi documenti solo per poter
usufruire della possibilià di sposarsi (coppia apparentemente etero)
– paradosso per alcune unioni, nel caso di cambio documento…impossibilità di
sposarsi
– ANNULLAMENTO del matrimonio eterosessuale nel momento in cui la persona trans
cambia documenti (anche se il partner è consensiente)

Ora mi chiedo…come mai non si parla del problema?
La motivazione più plausibile è che siamo così indietro che se proponessimo ai
legislatori questo casino si spaventerebbero…
Ma le persone trans sia etero che gay sono tante, e anche quelle che hanno
voglia di sposare la persona che amano.

Vostri pareri?

p.s. (l’uso di ex-trans è a scopo esplicativo, non voglio offendere chi, dopo la
transizione, ama considerarsi ancora trans per ragioni “politiche”)

p.p.s ho evitato di spiegare anche le unioni trans-trans…altrimenti le
combinazioni erano infinite!!

Nath

Questo progetto, giovane e portato avanti da persone giovani, si pone questi obiettivi:

1) confrontarci con persone FtM, GenderQueer, DragKing in italia e nel mondo, siano essi dichiarati, non dichiarati, attivisti.

2) accogliere i contatti con persone confuse o che si fanno domande sulla loro identità, o dei loro amici, parenti, partner, e indirizzarli a organismi competenti, siano essi psicologi, psicoterapeuti, centri accoglienza, avvocati, associazioni, consultori, gruppi familiari di autoaiuto, persone con esperienze simili.

3) accogliere senza pregiudizio domande di persone curiose sulla nostra realtà. La maggior parte delle persone ftm e genderqueer considera morbose le domande e evita il dialogo, dimenticando che spesso le domande sono morbose e fastidiose proprio per via della poca informazione, e il muro di silenzio da qualcuno va rotto.

4) far capire la multiforme natura della comunità ftm e genderqueer, facendo capire che ognuno di noi ha esigenze diverse, equilibri diversi, modo di vivere al maschile diverso

5) confrontarsi con ogni tipo di attivista o associazione LBGTQIE che non conosce la nostra realtà o vuole approfondirla

6) instaurare collaborazioni con associazioni, aderire ad eventi come pride, conferenze, proiezioni, fiaccolate, cortei, assemblee, eventi in piazza riconoscibili come “progetto genderqueer”

7) collaborare come “free lance” esterni con piccole associazioni che chiedono materiale informativo sugli ftm, i genderqueer, sull’identità di genere, segnalando organi competenti quando necessario

8) fare attivismo web tramite forum, blog, ftm, scrivendo e lavorando dall’interno (con chi nella comunità LGBT non conosce la nostra realtà) e dall’esterno (il mondo eterosessuale cisgender), perchè pensiamo che oggi l’attivismo tramite il web sia importante quando quello in carne ed ossa, soprattutto per realtà piccole e invisibili come la nostra

9) puntare sulla visibilità, visto che la realtà Ftm e GenderQueer é spesso poco visibile e il primo passo è presentare se stessi e quello che si è con coraggio, dando spiegazioni quando chieste in modo educato.

Nath

Progetto GenderQueer nasce ufficiamente nel marzo del 2010.

Già uno dei due fondatori, Nathan, nel settembre 2009 aveva dato vita a un gruppo su fb, chiamato “genderqueer e transgender ftm italiani” che ha visto iscriversi più di 500 ragazzi.
A Marzo Nathan e Rudy, col supporto di Alex , ragazzo in transizione, aprono un profilo fb che subito ottiene l’amicizia di moltissime persone dell’attivismo, che propongono collaborazioni. Tra i primi l’Agedo Toscana, uno dei nostri principali riferimenti quando ci contattano familiari di persone Ftm, o il Prof. Paolo Valerio, che ci ha spesso suggerito letture o links che hanno contribuito alla nostra formazione.
A giugno abbiamo aderito al Torino Pride 2010 e al Treviglio Pride 2010.
Molte persone confuse ci hanno chiamato per chiederci aiuto nel trovare punti di riferimento di svariata natura, da posti letto a contatti giuridici, da psicologi  a siti di accessori per persone transgender. Ne abbiamo fatto la nostra missione.
Spesso ci hanno contattato persone disinformate che ci hanno proposto sempre le stesse domande e sottoposto gli stessi dubbi: la confusione tra transessuale, travestito e transgender (l’associazione errata del concetto di transgender sempre e solo a persone in transizio, la completa non conoscenza della realtà trans bisessuale e omosessuale, l’incapacità di declinare maschile e femminile correttamente, incredibili pregiudizi sui partner delle persone trans e così via.
Inoltre i continui episodi di attualità ci spingevano a dire la nostra sull’argomento.
Ad agosto le “note disordinate” che avevamo pubblicato, con un discreto seguito, su fb, sono state spostate in questo blog.
Dai risultati forniti dalle statistiche, pare che molti ragazzi da google ci clicchino cercando parole tecniche presenti sul nostro queerzionario ma poco presenti in siti italiani. Incuriosisce che tra le parole chiave compaia “credo di essere trans” o “credo di essere bisessuale” (trattiamo anche gli orientamenti sessuali, soprattutto ciò che c’è tra l’omosessualità e l’eterosessualità) o semplicemente “cosa è un ftm” o “un travestito è un trans?” e così via.
Attualmente abbiamo in media 600 lettori al giorno, e abbiamo fatto uno scambio link con tantissime associazioni e attivisti liberi.
Ad Agosto 2010 “Progetto GenderQueer” aderisce al “Comitato Eiononhopaura” e organizza la fiaccolata del 21 settembre 2010 a Milano, che vede la partecipazione di personaggi pubblici come Paolo Patanè, Aurelio Mancuso, molte associazioni GLBT nazionali, molte associazioni non GLBT (radicali, democratici, laici, UAAR) e l’adesione di molti personaggi della politica (l’augurio di Mara Carfagna, quello di Anna Paola Concia, la presenza del consigliere milanese Ines Patrizia Quartieri). L’evento è stato mandato online su una tv e segnalato da Repubblica. La manifestazione ha avuto più di mille adesioni.
Dedicheremo questo autunno alla partecipazione attiva o come singoli ascoltatori a conferenze sull’identità di genere e la teoria queer, rilasceremo interviste a portali, giornali e radio GLBT.
Oggi Progetto GenderQueer lavora come gruppo “free lance” in collaborazione con attivisti liberi e associazioni.