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Prima di affrontare questo tema, voglio partire dall’etimologia di tutte le parole che contengono il suffisso -fobia, comprese sessuofobia, xenofobia…
Tutti noi siamo abituati a conoscere la parola italiana “fobia”, che significa “paura” quasi inspiegabile. Le cosidette “fobie”.
In realtà quando -fobia è un suffisso, significa “avversione”, un’avversione non per forza consequenziale alla paura.
Spesso quando usiamo il suffisso -fobia, interiorizziamo il passaggio <<Odia perchè ha paura>>, non sempre scontato.
Quindi quando diciamo omofobia, transfobia, parliamo di omoavversione, transavversione.
Poi si potrebbe fare un ragionamento a parte sul fatto che in alcuni casi ad esempio lo xenofobo odi lo straniero perchè teme (per ignoranza) che egli gli rubi in casa o violenti le sue figlie, ma ritenevo giusto fare questo inciso.

L’omofobia è l’avversione verso persone gay, lesbiche e bisessuali. Per una sorta di sessismo diffuso, l’omofobia colpisce più che altro omosessuali di sesso maschile, ma anche omosessuali (uomini e donne) dichiarati e attivisti, ed omosessuali (anche non dichiarati, uomini e donne) molto “visibili”, poichè nel sentire comune una donna mascolina o un uomo effeminato “probabilmente” sono omosessuali.
Quando si parla di omofobia, vengono subito in mente episodi di pestaggi in luoghi pubblici di coppie o soggetti molto “visibili” come omosessuali. In realtà l’omofobia riguarda, ad esempio, le discriminanti, palesi o “striscianti”, sul lavoro o presso qualsiasi attività svolta all’esterno degli ambienti gay e delle tematiche gay.

L’omofobia interiorizzata è forse ancora più diffusa. Si tratta di persone che non accettano la propria omosessualità e la vivono come una colpa. E’ diffusa nei soggetti non dichiarati, i cosiddetti “velati”, ma a volte rimangono tracce di omofobia anche nei più sfrenati attivisti.
A volte l’omofobia interiorizzata si rivolge a “certi” tipi di vivere l’omosessualità. L’0mosessuale sobrio che critica le “checche” o i gay pride.

La Transfobia riguarda le persone transessuali. Purtroppo è più diffusa sia perchè la persona transessuale è qualcosa di più raro e “diverso” e quindi più soggetto ad essere presa di mira, ma anche perchè suo malgrado è visibile aldilà della sua scelta di visibilità.
La transfobia riguarda anche persone omosessuali. In particolare omosessuali uomini che criticano aspramente le transessuali mtf e omosessuali donne che criticano i transessuali ftm, come a rimprovero della “migrazione” che queste persone fanno allontandandosi dalla natura che loro cosi’ tanto elogiano.
In particolare le persone transessuali etero vengono viste dal mondo gay/lesbico (da una parte di esso) come persone che vogliono correggere se stesse approdando a una forma di “eterosessualità”. Questa idea naturalmente si basa sull’ignoranza e sulla confusione diffusa tra orientamento sessuale e identità di genere.
Esiste naturalmente anche la transfobia interiorizzata, soprattutto da parte di quelle persone che decidono di vivere se stesse solo di nascosto vivendo un “on/off” del genere che presto causa una sorta di esasperazione.

La Bifobia (per questa voce cito Wikipedia) indica la paura o il rifiuto della bisessualità, in base alla convinzione che solo l’eterosessualità e l’omosessualità siano “reali” orientamenti sessuali e corretti stili di vita. I bisessuali possono anche essere l’obiettivo di omofobia da parte di coloro che considerano soltanto l’eterosessualità come appropriato orientamento sessuale. Al contrario, alcuni bisessuali possono essere oggetto di critiche sia da parte di coloro che hanno atteggiamenti eterofobi, sia da una parte della comunità gay.

In Italia non esiste una legge contro l’omofobia. Paola Concia nell’Ottobre 2009 aveva proposto una legge contro l’omofobia ma non contro la transfobia scatenando molte polemiche interne al mondo transgender.
Qualcuno pensa che una legge contro l’omofobia “avvantaggerebbe” i gay, che la strumentalizzerebbero per ricattare o usarla come pretesto per ogni contesa.
L’Italia è uno dei paesi più soggetti ad episodi di omofobia. Si vocifera all’estero, e lo testimoniano anche le guide gay, che l’Italia sotto questo fronte è “sconsigliata” come meta turistica per coppie gay.