Intolleranza verso i bisessuali, ma non se sono transgender o partner di transgender!

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Molte persone transgender elaborano il genere a tal punto che diventa per loro irrilevante la conformazione genitale del proprio o della propria partner.

Anche se esiste una certa timidezza, da parte di alcune persone trans, a definirsi bisessuali, dopo aver fatto la grande fatica di dichiararsi trans, devo dire che il loro coming out riguardante l’orientamento sessuale è accolto dalla comunità LGT con un’ostilità inferiore rispetto a quella di un cisgender (un non trans).

Questo è possibile perché spesso si accusa persona bisessuale di parziale velatismo o di ipocrisia, e quindi non si “crede” alla sua condizione di bisessuale e la si immagina fittizia, come una variante soft di coming out omosessuale, mentre la persona trans viene vista come “socialmente sputtanata” dal coming out trans, quindi ormai compromessa a tal punto di non avere necessità di mentire rispetto al suo orientamento sessuale, e quindi si ipotizza la sua bisessualità come reale .

Un altro tipico soggetto di cui si tollera la bisessualità è il (o la) “partner della persona trans“.
Se un o una bisessuale attivista viene sempre associata/o, come orientamento sessuale, alla sua relazione attuale (quindi se una donna bisessuale sta con una donna allora ADESSO è lesbica, o, peggio “finalmente si è scoperta lesbica”), è più difficile, soprattutto in un ambiente arretrato come la comunità gaylesbica, dove l’orientamento sessuale si associa ancora ai corpi e non ai generi, definire omo o etero il/la partner di una persona T, e quindi, se nella loro ignoranza vedono questa persona come “partner della via di mezzo”, sarà più semplice accettarla come bisessuale, senza rendersi conto che ciò diventa discriminatorio verso la persona trans, poichè la bisessualità di colui o colei che sta insieme a una persona trans non è affatto scontata, e nel caso sia cosi’, quella persona non sta con la persona trans “solo perchè è” bisessuale.

Sarebbe come dire che una persona di un orientamento definito ha per forza bisogno di un partner che incarni, sia mentalmente, sia fisicamente, sia genitalmente, il genere da cui è attratta.
Di conseguenza una persona transgender, soprattutto non medicalizzata, o medicalizzata in parte, o non “operata”, non potrebbe realmente piacere, secondo questi bigotti, ad una persona attratta solo da un sesso/genere.

Anni fa un mio ex sfilò con un cartello in cui si dichiarava bisessuali. Molti nel corteo del pride insistettero col chiedergli se aveva veramente avuto storie con persone di entrambi i sessi, e quando erano durate, e se le relazioni etero erano solamente giovanili, nonchè con chi stesse adesso. Da tutta questa indagine, avrebbero capito se era gay o etero, ovviamente ignorando completamente la sua visibilità di bisessuale.
Ebbero pace solo quando scoprirono che stava con me, quindi nella loro testa, con una persona che “non era nè una donna nè un uomo”.

Cosa volevo dimostrare con questo articolo? che la maggior tolleranza verso la bisessualità delle persone T e dei loro partner nasconde una malcelata transfobia o quantomeno ignoranza sulla tematica.

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Stereotipi e Pregiudizi da Smontare

Le persone portatrici di una tematica di identità di genere sono vittime di pregiudizi e stereotipi che non partono solo dal mondo etero, ma anche dal mondo LGBT.


Nel mondo etero vanno “disinnescati” alcuni stereotipi davvero elementari:
– “i trans” sono le persone transgender in direzione female to male, mentre alle trans male to female ci si deve rivolgere dicendo “le trans”
– il binomio “trans=sex working” va smontato
– esistono anche le persone ftm, ovvero quelli che gli etero, se ne vengono a conoscenza, chiamano “trans al contrario”
– le trans non sono “uomini vestiti da donna” e sono altro rispetto alle drag queen, ai praticanti di travestitismo, e ai crossdresser
– la persona trans non “si sente” uomo o donna, ma è uomo o donna, poichè “uomo” e “donna” sono le identità di genere e non i sessi biologici (che invece sono maschio e femmina)
– le persone trans non “diventano” uomo o donna , poiché uomo e donna sono le identità di genere, e sono indipendenti dai cambiamenti medicalizzati del corpo.

Gli stereotipi presenti invece nel mondo omosessuale sono invece più striscianti, perché legati ad un attivismo “vecchio stampo” molto binario e separatista, basato sul fatto che un tempo c’erano i gay, le travestite e “i” trans.

1) una ragazza trans attratta da uomini non “era un uomo gay”, ma E’ una donna etero nata in un corpo maschile. Il fatto che in passato abbia vissuto come un uomo gay non significa che sia mai stata un uomo gay o che lo sia.

2) il partner di una ragazza transgender (a prescindere dal fatto che sia o meno medicalizzata) NON è un gay velato. Un uomo gay desidera una relazione o un rapporto sessuale con un altro uomo e non con una persona che ha una mente e a volte anche delle sembianze da donna.

3) così come i cis-gender (le persone in cui il sesso biologico è coerente all’identità di genere) possono essere gay, etero, bisessuali, anche le persone transgender possono essere gay, etero, bisessuali. Infatti identità di genere e orientamento sessuale/affettivo sono indipendenti. La transizione non è la “correzione” di una persona gay che vuole tornare nel binarismo etero-cratico. Ergo, esistono le trans lesbiche e i trans ftm “finocchi”.
Erroneamente si pensa che la transizione avvenga per “per rientrare nel sistema eteronormativo”, regolarizzando la propria posizione di uomo gay/donna gay diventando, dopo la transizione,  donna etero/uomo etero.

4) Oltre ad esistere persone che si identificano totalmente in un genere, esistono persone che si identificano in entrambi in generi, o in nessuno, o in una terza identità di genere, o rifiutano totalmente il binarismo delle identità di genere

5) Le lesbiche mascoline e i gay effeminati NON sono dei “transgender mancati”. Una lesbica, anche se mascolina, è una donna che ama una donna, idem un gay “effeminato” è un uomo che ama un uomo. A volte alcune persone di queste categorie, ma NON tutte, elaborano la loro identità e si scoprono transgender. Ma sono cose diverse. A volte si tratta semplicemente di una maggiore libertà di vivere aldilà degli stereotipi di genere, cosa maggiormente possibile se la persona è omosessuale dichiarata.

6) L’essere transgender non è dipende da come e se si è deciso di medicalizzare il proprio corpo o dalla “disforia” che si ha verso il proprio corpo. Ogni persona può scegliere liberamente come e se fare un percorso medicalizzato per placare il proprio disagio col proprio corpo (solo ormoni, o ormoni+interventi demolitivi e/o ricostruttivi). Ci sono transgender che transizionano solo di genere, ovvero “vivendo” coerentemente con la propria identità di genere, decidendo di non modificare i propri genitali e il proprio aspetto per renderlo simile alle persone del proprio genere d’elezione (ovvero i maschi biologici nel caso degli ftm e le femmine biologiche nel caso delle mtf)

Nath