Se fossi in …me

Se potessi descrivere il meccanismo di discriminazione, e cosa lo causa, individuerei il problema nella erronea proiezione.
Esempio

ETERO DICE: “io non li capisco i froci, io non lo prenderei mai nel culo”
GAY DICE “io non capisco i bisessuali, non mi scoperei mai una donna”
BISEX DICE “sono tutti degli ipocriti, l’istinto bisessuale alberga in tutti, io ad esempio…”
TRANSESSUALE DICE “non capisco quelli che non transizionano, io non ce la farei”
FTM DICE “non capisco questi trans incinti, io non ce la farei”
GAY DICE “non capisco i trans, se mi sentissi donna non cambierei il mio corpo”

il “se fossi in lui” è in realtà  un “se fossi in me”….ma il problema è che “tu” non sei “lui”…eppure quando vieni a conoscenza che lui esiste, ti devi per forza chiedere come ti sentiresti nella sua situazione, e cosa faresti..ma non lo sei…quindi le tue proiezioni sono inutili. Chiacchiericcio della domenica.

il problema è che si passa in fretta da “io non ce la farei” a “allora lui non è come me”…quindi il transessuale dice che “chi non transiziona” evidentemente “sta bene col suo corpo”. Il gay dice che sicuramente il bisessuale è un gay che ha paura di definirsi gay.
L’etero passa da dire “io non lo farei mai” a “neanche lui (il gay) lo deve fare.
E il transessuale arrabbiato insiste che l’ftm incinto in realtà non sia un “vero” trans.
Potrei continuare all’infinito, ma non voglio tediarvi la notte di “natale”:

Alla prossima

le comunità T che non hanno voce

La comunità T* (transessuali, transgender, genderqueer, travestiti, crossdresser…) è di per se zittita dalle comunità maggioritarie (il mondo etero ma anche gli altri diversi, come i gay e le lesbiche)…ma anche quando vengono aperte le braccia al mondo T, se ne esclude una grossa fetta, anzi, 4 grosse fette.

– TRANSGENDER
persone T non in transizione fisiologica: ovvero tutte le persone T che decidono di non prendere ormoni, e non perchè la loro identità di genere è un gioco, oppure un capriccio da serata mondana, o una cosa on/off da tener separata dalla sacralità della vita vera, degli affetti e del lavoro…parlo delle persone T non in transizione che vivono apertamente la loro condizione. Spesso non sono prese sul serio dalle persone non T, ma anche dalle persone T in transizione (che vengono chiamati “trans-sessuali” perchè transizionano di sesso, e non solo “di genere” ovvero transgender).
Spesso vi è una morbosità verso queste persone…si guarda ogni loro gesto per confutare il fatto che sono trans e quindi vengono fuori frasi del tipo “ma no, non è la voce che mi inganna, è che ti vedo donna, davvero…
Uno dei problemi più grossi dei transgender è che sono quasi tutti velati.

– GENDERQUEER, GENDERBENDER, TWO SPIRITS
persone che non si identificano totalmente in uno dei due generi come socialmente costruiti: ovvero persone cisgender che si oppongono al binarismo dei generi, ma anche persone T che (indipendentemente dal fare o meno modifiche mediche), non si riconoscono totalmente in una delle due identità “tradizionali” oppure semplicemente nei ruoli di genere stereotipati.

– TRANSOMOSESSUALITA’/TRANSLESBISMO
persone T che sono attratte dallo stesso genere (ovvero da persone tecnicamente di sesso opposto se si considera il loro sesso genetico), ovvero donne T (nate maschio) che sono attratte da donne, e uomini T (nati femmina) che sono attratti da  uomini. Diffidenza anche per persone T attratte da altre persone T e per persone T bisessuali o pansessuali.
Spesso queste persone NON vengono dall’attivismo gay/lesbico (non sono mai stati/e butch o checche, ma magari prima vivevano da persone etero tormentate)….questo crea disorientamento da parte degli attivisti gay…perchè non possono appioppare a queste persone lo stereotipo del “non avevi le palle per essere omosessuale,  soffri di eteronormatività interiorizzata, volevi rientrare nella “normalità” sociale”.
Inoltre la banalità (causata dalla confusione tra identità di genere e orientamento sessuale) è : ma se “ti senti” uomo e ti piacciono gli uomini, perchè non rimanevi donna? Ma questo è un altro capitolone che preferisco non aprire.

– TRANSESSUALISMO SECONDARIO
persone che si sono scoperte T in tarda età, quindi che da piccole non si sentivano “nate nel corpo sbagliato” o similari…probabilmente si sentivano diversi senza inquadrarne il motivo, ma non si tratta di quella che la psichiatria classica chiama “transessualismo primario“. Queste persone sono spesso discriminate e si appioppa lo stereotipo del “ma se fino a un anno fa avevi i capelli rasati!

Diverse persone T, intervistate in televisione portano avanti visioni stereotipate del mondo trans. questo intervento vuole essere un modo di dare luce alle varietà di persone, esigenze e identità.