Marco Melodia, tra esoterismo, arti marziali, poliamore e bdsm

Quando Marco Melodia si è proposto come intervistato, erano così tante le cose di cui si occupava, che ho fatto fatica a selezionare le domande. Genderfluid, bisessuale, poliamoros*, praticante bdsm, esoterista, insegnante di arti marziali e studioso delle filosofie orientali e occidentali.
Ecco le domande che gli ho posto…

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Ciao Marco, parlaci di te: chimico mancato, nudista, appassionato di metafisica, esoterismo, arti marziali….

Chimico mancato, si, ma posso dire che l’istinto e l’interesse per la scienza non mi hanno mai abbandonato. In India, lo ‘Yoga integrale’ è considerato una scienza perfetta, perché permette il controllo sia della mente che del corpo (non solo nostri). Una volta realizzata “l’Unione Cosmica”, ogni cosa/azione/pensiero diventa possibile. Nudista sempre il più possibile, dove è possibile, senza scandalizzare, però.

67enne, milanese da 50anni, androgino molto a disagio in un corpo solamente maschile che non mi rappresenta. Non ho finito gli studi superiori in chimica per noia, preferivo bigiare ed andare al mare, o in qualunque posto adatto a stare nudo, da solo o in compagnia degli amici. Buona cultura generale ed umanistica, anche per merito dei miei genitori.
In primis, artista visionario figurativo, gestisco poi un blog, oltre ad una pagina:  in essa, invito le persone Lgbt ad imparare a difendersi fisicamente, perché maggiore visibilità significa maggiore odio da parte dei puritani, più o meno religiosi, ancora per moltissimi anni, forse centinaia. Pratico ed insegno infatti arti marziali varie,  per puro istinto di sopravvivenza o per aiutare chi penso sia più debole fisicamente. Conosco le filosofie orientali e pratico la meditazione ‘da più di una vita’, in senso letterale. Per l’esattezza, ho un maestro di meditazione indiano, ‘Rishi Satyananda’, che mi ha tolto molte limitazioni mentali relative anche al sesso, e qui potete conoscermi sotto il mio profilo amoroso.

Per capire le mie (più o meno profonde) tendenze poliamorose, bisessuali o eterosessuali che siano, bisogna partire da lontano. Si, molto lontano: praticamente da prima che l’Universo fisico come noi lo conosciamo si manifestasse. Non è la natura ad aver creato la ‘coscienza’ in noi, ma il contrario. Questa Coscienza cosmica è eterna ed è capace di emanare da se stessa l’Universo nella forma del sogno, o dell’incubo, secondo i nostri stati mentali e fisici, come un gioco senza motivo e scopo reale, se non quello di risvegliarsi a se stessa e godere della sua esistenza, pregna di “consapevolezza, godimento e potenza” (definito anche come ‘orgasmo cosmico’ del quale il nostro orgasmo fisico è solo un minimo riflesso).
La scienza, dopo le ultime scoperte della fisica quantistica, sta cominciando a studiare in questa direzione.

Le citazioni sull’Androginia, soprattutto delle filosofie orientali, sono tante, ma se ne trova buona traccia anche tra i filosofi, sciamani, esoterici, mistici cristiani e nei Vangeli Apocrifi.

Studiando testi importanti sull’Androginia e sull’Ermafroditismo, si arriva ad intuire che il ‘presunto’ Creatore/trice dell’Universo si è divertito/a a dividere se stesso nei sessi e poi in due, in quattro, in otto e via via nelle cellule. Questo scatena in tutta la natura l’istinto inconscio nella riunione suprema. Naturalmente, non è così semplice da capire e spiegare, perché la fantasia, (di quello che chiameremo come il ‘’ o ‘Dio’ o ‘ ‘Coscienza’), così come la sua l’intelligenza, il suo senso dell’umorismo e del sadomasochismo, sono senza fine.
A questo punto si dovrebbe parlare anche delle leggi eterne di karma e reincarnazione, ma non è questo lo spazio giusto.

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Cosa è per te l’Amore?

L’Amore è la cosa più misteriosa di questo Universo. Diciamo che, nelle relazioni più o meno ‘poli’, amore e desiderio si mescolano e alternano in modo ancor più misterioso.
Per quanto riguarda l’Amore, preferisco citare il Vangelo: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Giovanni 15, 13″  Altrimenti, è solo desiderio, che poi si può trasformare in odio o disprezzo, se non è ricambiato.

 

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Parlaci del tuo coming out come persona LGBT nell’ambiente delle arti marziali.

Da molti anni, tutti i miei amici e parenti conoscono la mia condizione e c’erano state molte resistenze che ora si sono sciolte. Gli ambienti ancora ostili nel campo della mia nuova passione/lavoro, ovvero quella delle arti marziali, sono le palestre tradizionali, dove, se non si dimostra di essere ‘machos’, si viene come minimo segnati a dito e presi in giro alle spalle.
Nel mondo delle arti marziali tradizionali, è meglio non dar adito all’appartenenza LGBT.
Altrimenti, si è costretti (come è successo a me) a sapersi difendere davvero, come se si fosse in strada.
Devo anche dire che ho dovuto dimostrare in pratica le mie capacità nel combattimento, chiamato anche ‘sparring’ o ‘kumité’, altrimenti avrei dovuto ‘subire’ per sempre. Per questo, ho creato la pagina che ho segnalato in precedenza, affinché gli Lgbt e friendly possano allenarsi insieme senza problemi psicologici del genere, senza farsi male e anche divertendosi.
Tra l’altro, una delle più grandi combattenti di uno stile thailandese di ‘Muay Thai’ è una transgender.

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Molte persone LGBT rischiano violenze: in che modo metti a disposizione le tue conoscenze di autodifesa per proteggere queste persone?

Tornando a questo argomento, i rischi (soprattutto per chi ha praticato incontri ‘al buio’ e il sadomasochismo) sono davvero molti. Non è il caso di ‘girare le spalle’ a chi non si conosce bene. Non vedo molto interesse nella comunità LGBT alla necessità di proteggersi fisicamente, ma sarei contento se le cose cambiassero, perché vedo tempi bui in arrivo. Dico inoltre che, durante gli allenamenti, essendoci molto contatto fisico, ci si può anche divertire senza perdere l’efficacia delle tecniche e (con me) non ci si fa male. A proposito di BDSM che conosco bene, cito me stesso attraverso il mio blog:
Sei anche attivista?

Al momento, non faccio attivismo, se non con gli amici e conoscenti

 

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Nell’esoterismo esistono visioni trans-inclusive, dove magari l’androgina diventa addirittura sacra o un obiettivo da raggiungere?

L’androginia nasce già come stato sacro, così come esiste la sessualità sacra, che permette di raggiungere l’intensità dell’ “Orgasmo Cosmico”. Poi, sta a noi farne un buon uso. Nelle scuole esoteriche orientali (e non solo in quelle), si studia la pratica della meditazione anche per raggiungere quello stato ‘naturale in cui si riesce a liberarsi momentaneamente del corpo fisico per entrare in altre dimensioni. Inoltre, si ‘può’ anche ‘entrare/possedere’ corpi di altri esseri viventi, sia animali che umani, per soddisfare i nostri desideri più nascosti, o per azioni legate comunque alla volontà (non solo nostra). Questo implica però una determinazione ed una purezza mentale precise, per non prendere strade che potremmo definire malvagie e che si ritorcerebbero sui praticanti meno onesti. Nel mio piccolo, anch’io ho fatto esperienze del genere e ho conosciuto persone di assoluta sincerità che ne hanno avute molte. Comunque, i veri esperti di quelle che si chiamano in sanscrito: Siddhi(ovvero i poteri magici che non solo Gesù di Nazareth conosceva e praticava) non hanno alcun interesse a farne sfoggio per la scienza di massa, per vari motivi.

Ti definiresti una persona di genere fluido? Se si come manifesti questa tua realtà personale?

A queste due domande rispondo sempre dal mio blog. Finché rimango in questo corpo fisico, cerco di giocare tutti i ruoli possibili, ma sempre con leggerezza. Una volta abbandonato questo corpo, c’è anche di meglio da fare.

Bisessuale… quindi hai avuto relazioni anche con uomini?

Certo! Ho avuto molte relazioni (soprattutto sessuali) con uomini fino a diversi anni addietro: questo, nei momenti in cui mi sento solo donna. Nei giochi (e solo in quelli), preferisco il ruolo di schiava, mentre, con le donne sono tendenzialmente dominante, se siamo tutti d’accordo. Altrimenti, il rapporto deve essere di pura parità con uomini e donne, a prescindere dalle tendenze psicologiche. Al momento, sono più attratto dal genere femminile biologico, che però abbia i miei stessi interessi intellettuali, filosofici, esistenziali; ma tengo sempre la porta aperta per una eventuale relazione anche con un uomo. Le donne dominanti non mi attraggono assolutamente. Lungi da me la monogamia.

 

 

Come vivi le relazioni?

Per quel che mi riguarda, tengo molto alla sincerità già dal primo approccio amichevole, senza seguire sotterfugi. La verità paga sempre, anche se si perdono occasioni nelle relazioni sessuali. Alla base di questo, c’è la necessità di essere sinceri prima di tutto con se stessi. Questo è un altro motivo per praticare la meditazione, ricordandoci sempre del monito di Socrate: Conosci te stesso
Al momento, sono single. Le mie ex compagne hanno sempre saputo le une delle altre; in diversi casi è nata tra di loro una grande amicizia; addirittura, hanno lavorato insieme (e con me) per anni.

 

Amiche tra loro? non è raro tra persone evolute…

Tutte le mie ‘ex’ sono diventate come sorelle, per me. Il sentimento è abbastanza ricambiato; quando c’è bisogno, ci aiutiamo più che amichevolmente. Ma è anche vero che le più vicine tra di loro sono impegnate in qualche tipo di ricerca spirituale, tutte diverse tra di loro.

 

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Sei un “non-monogamo etico”? Ci spieghi che significa?

http://www.lovelifelust.com/2015/10/17/poliamore-alla-scoperta-della-non-monogamia-etica/

 

Nelle tue relazioni poliamorose c’è sempre amore o in alcuni rapporti c’è solo amicizia o solo sesso?

Non possiamo parlare di poliamore, se ci sono solo amicizia o solo sesso.

 

Le relazioni poliamorose hanno tutte pari intensità o possono crearsi situazioni diverse?

Una relazione più importante delle altre (chiamate “secondarie”), mi sembra sia la prassi del momento, come ho potuto notare incontrando altri appassionati durante incontri a tema; ma non è detto che sia sempre così. La gelosia, prima o poi, può farsi sentire, non ancora per me, comunque.

 

Come ti relazioni alla gelosia?

Già dalla prima fidanzatina, mi resi conto di non soffrire assolutamente di gelosia. Così, in tutte le seguenti relazioni, spingevo perché le ragazze seguissero la via della poliandria, mentre io non sempre ero interessato a guardarmi in giro.
Devo anche dire che in Tibet, ‘’dove avevo passato la vita precedente’’, la poliandria era ed è ancora praticata pubblicamente.
https://it.wikipedia.org/wiki/Poliandria

 

Esiste una gelosia “sana”?

Non vedo alcuna gelosia sana. Di solito, viene controllata a fatica, nella logica del “do ut des“.

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Poliamore e tradimento: se si intraprende una relazione sessuale o affettiva al di fuori di quelle note e condivise coi propri partner, è un tradimento?

Certo che possiamo chiamarlo tradimento!

 

Come gestisci le relazioni con persone non poliamorose?

La sincerità è il miglior avvocato; poi, quello che succede, succede.

 

Poliamore e genitorialità: hai mai vissuto o osservato situazioni simili?

Io ho conosciuto e vissuto il ‘’68’’; tra i progetti della liberazione sessuale, c’erano anche le comuni libertarie, dove i figli delle coppie più o meno poliamorose vivevano in piena libertà. Ma, in pratica, almeno tra quelli che ho conosciuto e frequentato io, il progetto della genitorialità poliamorosa non era mai diventato reale anche a causa delle gelosie reciproche.

 

Ti sei descritto sia come poliamoroso che come bisessuale: puoi spiegarci la differenza tra queste due identità personali?

Non è detto che un bisessuale sia anche poliamoroso. Anzi, la gelosia è davvero difficile da far evaporare finché si pensa di essere proprietari di qualcosa o qualcuno, anche per la paura inconscia di rimanere soli. E’ anche un problema di energia personale e di capacità di gestire intelligentemente più rapporti.

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Gli ambienti dove si può parlare di affettività e sessualità non normative richiedono attenzione da parte di chi le facilita, per evitare presenze sgradevoli e moleste: tu che ne pensi?

Non vedo difficoltà nel tenere lontani i curiosi o chi cerca l’incontro facile; durante gli incontri a tema da quel che ho visto, non ci sono stati problemi.

 

Sul Poliamore cito ancora dal mio blog.

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Amicizie tra ex: un tabù per il mondo etero?

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Recentemente ho saputo che il mio prozio sta male. Ho sentito la figlia, una quarantenne convivente con un uomo, e le ho chiesto se lui le sta vicino in questo dramma. Lei mi ha comunicato se si sono lasciati un anno fa, e io le ho chiesto di nuovo se lui le sta vicino. Mi ha risposto basita che “ovviamente no”, visto che si sono lasciati, come se fosse contronatura essere amico di un ex, o stargli vicino in una cosa grave e gravosa come questa.

Una cosa che non riesco a capire è l’incapacità di amicizie tra ex in ambiente etero generalista.
L’unico ex di cui non sono amico è quello etero, che ho frequentato negli anni prima della mia piena consapevolezza T.
Ci sentiamo molto poco, e ci sono rapporti cordiali, ma a volte penso che lui percorra lo stilema etero secondo il quale quando si inizia una nuova relazione, l’altra va chiusa in modo netto (possibile amicizia compresa).
Ogni tanto gli scrivo in merito ad alcune cose che ai tempi aveva rotto in casa (purtroppo era leggiadro come un rinoceronte in un negozio di origami) ma è sempre evasivo.

Poi , da quando vivo come transgender ftm, ho avuto 8 persone con cui mi sono relazionato (uomini gay e bisex). A parte tre persone con cui ho avuto rapporti superficiali (uno è stata una cosa di una notte, due sono state relazioni brevi, dagli 8 agli 11 mesi), con gli altri si è creato un legame duraturo di amicizia, a volte erotica, a volte platonica (sia con quelli a distanza, sia con quelli a Milano), e loro sono entrati anche nell’associazione LGBT di cui sono presidente, la frequentano (chi sporadicamente, chi attivamente), e anche adesso che queste amicizie non hanno più niente di “erotico”, queste persone sono dei punti di riferimento nei momenti chiave della mia vita.

Io spesso divento amico dei e delle nuove partners (piu’ “dei” che “delle”, visto che sono omosessuali o bisessuali orientati verso gli uomini). Non esistono gelosie, da nessuno dei due lati. Solo un grande affetto reciproco.
Non capisco davvero perché questo non è presente nel mondo etero, se non in ambienti molto chiusi e settari (in cui si è “costretti” a continuare a vedersi, per ragioni ideologiche o di appartenenza a una subcultura politica, religiosa o di lifestyle, laici, atei, vegani, buddhisti…) oppure nel poliamore e simili ambienti di sessualità ed affettività alternative (BDSM, fetish…).

E’ come se il mondo etero tradizionale seguisse uno stilema che impone, oltre alla monogamia, anche un passaggio netto da una storia all’altra, in un mondo di etichette dove l’amicizia è l’amicizia, l’amore è l’amore, e non vi è spazio a sentimenti intermedi, come può essere l’affetto per una persona con cui per anni hai fatto l’amore, ma per cui magari non provi più attrazione fisica o interesse progettuale relazionale.

Non capisco se gli etero “tradizionalisti” non desiderino queste amicizie con gli ex, o se le precludano “perché il copione sociale non le prevede“.
Non so se la mia modalità si puà considerare poliamorista, visto che spesso con questi ex non c’è stata occasione erotica, ma è rimasta appunto questa grande intesa, complicità e condivisione reciproca, mentre eravamo comunque eroticamente e sentimentalmente coinvolti in relazioni nuove.

A voi la parola e la condivisione. Magari qualche etero lettore del blog mi smentirà, e lo spero proprio. Ho bisogno di sentirmi dire che i rigidi stereotipi che osservo in ufficio (e quindi in un campione non significativo) sono poco significativi per trarne dati sociologici su cui ricamare.

Poliamoristi, cosa sono al di là dello stereotipo

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Gentili Lettori,

questa settimana vorrei parlarvi dei poli-amoristi.

Se ci chiedessero quante formule di relazione ci sono, potremmo ben definire.

La coppia chiusa. Ami una persona, fai sesso con una persona
La coppia aperta. Ami una persona, che è il riferimento affettivo-sentimentale, ma fai sesso con piu persone (toy boy, toy girl, scopamicizie, ma con nulla di affettivo)
La vita da battitore libero: non ami nessuno, fai sesso con piu persone o con una sola che non ami o con nessuno.
Fedifraghi/adulteri: avrebbero in teoria una coppia chiusa, ma tradiscono all’insaputa del partner. Chi amano? Forse il coniuge, forse l’amante, forse nessuno, ma comunque una sola persona.

I poliamoristi (che si chiamano amichevolmente “poly“) chiamano questa gente col nome di “mono“, perché, a prescindere del tipo di legami, accordi, vita sessuale, amano generalmente una persona alla volta.

E chi sono i poliamoristi? persone che amano più persone alla volta. E hanno più relazioni alla volta, ma relazioni d’amore!
Questo è sporco? no! perché i partner lo sanno, e spesso (proprio perché c’è trasparenza e quindi il poliamorista informa di questa esigenza il partner) con persone anch’esse poliamoriste e quindi che anno anch’esse più relazioni stabili.

Il/la poliamorista può a sua volta essere etero, bi, o omo, e quindi avere storie con donne, con uomini, con entrambi.
Il poliamorista di solito non fa e non concepisce il sesso senza amore, e fa sesso solo con chi ama, di solito appunto più persone, e si sente a disagio in un clima di poca trasparenza, o se dovesse tradire, anzi, “giudica” spesso i fedifraghi o coloro che sono di fatto “polisessuali” ma non poliamoristi. Nel poliamore, quindi, non ci sono cornuti!

Il discorso non c’entra con la mono-gamia o la poli-gamia. Gamé significa appunto coniuge e riguarda più che altro il legarsi legalmente a più persone (di solito uomini con più donne e raramente poliandria).
Si parla appunto di “poli-amore” quindi è un discorso che non riguarda matrimoni e similari.

Sono state tante le domande che ho fatto ai poliamoristi.
Ad esempio cosa chiamano “amore”.
Nella lingua latina e inglese , il termine “amo/love” definisce anche l’amore per i familiari, gli amici, i compagni di bevute….mentre i poliamoristi in teoria dovrebbero amare i partner come un monoamorista ama il suo partner, quindi con tutto il concetto di fiducia, condivisione, amore erotico etc etc.
Mi hanno risposto il modo diverso. C’è chi dice di provare quel tipo di amore per tutti i partner, ma che ogni legame è ovviamente diverso e unico. Altri rifiutano completamente il distiguere gli amori tipico di noi “mono“, ma non sanno bene descrivere il loro, perché “andrebbe provato”.

L’altra domanda è stata riguardante amori poly-mono. Ovvero, se una persona “mono”, si innamora di una “poly”, la persona poly ovviamente spiega la sua situazione con trasparenza. La persona mono potrebbe accettare controvoglia la cosa, per non perderla, e magari “a parole” definirsi contenta ma poi soffrire dentro…a quel punto la persona poly cosa fa? La maggior parte degli intervistati mi ha detto che ha lasciato il partner per rispetto. E secondo me hanno fatto anche bene.

L’altra mia domanda, provocatoria, era relativa a chi si nasconde nel mondo “poliamorista” essendo in realtà più che altro “poli-sessuale”…del resto anche il movimento LGBT spesso abusa della parola “amarsi” per via dell’avversione nel nostro paese per tutto ciò che concerne il sesso.
Inoltre ho anche spiegato che avere più “relazioni” non significa tecnicamente avere più amori, perché nel mondo mono molti hanno relazioni e scopamicizie, anche durature, ma non basate sull’amore.
A queste domande sono state date più risposte, tra cui appunto quella del “non concepire una relazione senza amore” (ma avevo già alluso a questo in precedenza, nel mio articolo).

Una poliamorista mi spiegava che vi sono vari tipi di poliamore. C’è il/la poliamorista “lone wolf, che interagisce con più persone che sono tra loro meta-amanti (non hanno relazioni amorose o erotiche tra loro) e che a volte non si conoscono (ma sanno l’uno/a dell’altra/o per trasparenza) e invece i poliamoristi tribal (che creano gruppi di persone tutte in relazione tra loro, a volte con sesso solo etero, a volte invece sono tutti pansessuali).

Volevo direi ai miei lettori…non siate delusi se oggi sto parlando di una “minoranza” che, di fatto, non ha reali istanze politiche ma solo culturali.
Di certo quale potrebbe essere l’istanza politica di un gruppo di poliamoristi? la possibilità di sposarsi in gruppo? Ci sarebbe da chiedere a loro…

Volevo citare l’illuminante e concisa descrizione data da un poliamorista in un gruppo fb

bon… io direi che nel poliamore si debbano avere tre caratteristiche base:

 

1) sincerità trai partner
2) possibilità di avere rapporti erotici con più persone contemporaneamente
3) possibilità di avere relazioni affettive con più persone contemporaneamente
Se manca l’ultima è coppia aperta, se mancano la 2 e la 3 è monogamia se manca la prima è adulterio, che poi può essere solo sessuale, solo affettivo o entrambi. Mi sembra la cosa più chiara. 
Come è stato già detto, che tutti i poly fanno sesso solo con amore è una stronzata, anche se è giusto precisare che non si parla di polisessualità… Ad ogni modo la cosa principale su cui fare attenzione è la sincerità, metterei più fuoco su questo nell’articolo.

Completerò l’articolo, comunque, confrontandomi con la comunità poliamorista online.

A presto!