Le domande morbose dell’attivista…

thomas20

“già è strano che si dica trans e non transizioni, ma è ancora più strano che sia trans e vada con gli uomini…che senso ha? non gli conveniva rimanere donna?”

La domanda più frequente che mi fanno, e che accolgo con la mia proverbiale pazienza.
Perché se sconosciuto è il mondo dei transgender che non fanno una transizione medicalizzata (ciò non vuol dire che non siano dichiarati al mondo, che non siano attivisti o che non siano intransigenti verso il proprio genere), sconosciuto è anche il fatto che un transgender, come un cisgender (non transgender), può avere qualsiasi orientamento affettivo/sessuale.

Il problema è che questa cosa è ignorata persino dai nostri attivisti!

“posso capire che gli piacciano gli uomini…ma come fa un gay a corrisponderlo? non capisco…io non andrei mai con uno senza uccello!”

Prima di tutto, se un transgender ftm è interessato agli uomini, è si “gay” (o bisessuale), non significa per forza che si relazioni a ragazzi gay. Significa solamente che gli piacciono i ragazzi, cosi’ come a ogni gay piacciono i ragazzi, mica solo i ragazzi gay.

Dimentichiamo sempre l’esistenza dei ragazzi loro stessi ftm, dei bisessuali, dei queer, dei pansessuali, e degli etero “non binari”.

Infine, il fatto che “lui non andrebbe mai a letto con me“…significa forse che nessun gay andrebbe con me? Inoltre, non è discriminante che le persone si interroghino sul se andrebbero o meno a letto con me? lo fanno con chiunque incontrano?

Una cosa saggia a riguardo me la disse Alessandro D., presidente GayPolimi e socio UAAR Milano, pur partendo dal solito punto di vista egocentrico.
“certo se mi dovessi innamorare di te sarei in crisi. Ma immagino che farei un percorso sul mio orientamento sessuale simile a quello che hai fatto tu sulla tua identità di genere”.
Mai riflessione spontanea e non preparata fu così azzeccata.

Spesso incontro altri attivisti, presidenti di altre associazioni (io sono presidente di un’associazione LGBT).
Spesso non si parla dell’associazione, ma di me, di come faccio sesso, del perché non prendo ormoni, del perchè vado con gli uomini.

E’ curioso riflettere sul fatto che perlomeno tutti si interrogano sul fatto ipotetico di poter venire o meno a letto con me. Non è da tutti.

Sesso, identità di genere, ruolo di genere, orientamento sessuale

La prima differenza che percepiamo quando incontriamo una persona è se essa è maschio o femmina. Potremmo dimenticare il colore dei suoi capelli, la sua altezza, ma difficilmente il suo sesso biologico.
L’identità di una persona però si basa su vari parametri sotto elencati.

– Il SESSO GENETICO è il sesso di nascita. In natura nascono neonati maschi e femmine, e una piccola percentuale di intersessuali.

– L’IDENTITA’ DI GENERE è composta da una serie di caratteristiche psicologiche, mentali, comportamentali, che collocano un individuo in una posizione di identità maschile o femminile.
In realtà non esistono solo due identità di genere, ma vi sono persone che si riconoscono in un’identità di genere intermedia, in entrambe o in nessuna delle due.
Questo concetto è spesso difficile da capire perché siamo abituati a una società binaria, impostata sul dualismo uomo/donna.
Per convenzione quando si parla di identità si usano le parole “uomo” e “donna”, quando si parla di biologia le parole “maschio” e “femmina”.
Inoltre si parla di “sesso” quando si allude all’appartenenza biologica, di “genere” quando si parla di identità mentale.

– Il RUOLO DI GENERE viene invece creato dalle aspettative sociali legate ai due generi. La società, come anticipato, ha una struttura legata al binarismo, che condiziona paesaggi, architetture, comportamenti, ruoli, professioni.
Negli ultimi decenni ma già a partire del dopoguerra si assiste alla comparsa di figure maschili e femminili meno caratterizzate, e a una certa elasticità nei ruoli di genere.
Diverse persone, pur non essendo transgender, ogni giorno infrangono i ruoli di genere con comportamenti, professioni, non socialmente “consone” al genere di appartenenza. Ciò spesso avviene in modo spontaneo, e tali persone non hanno mai pensato di collocarsi all’interno della grande famiglia LBGT.

L’ORIENTAMENTO SESSUALE (EROTICO-AFFETTIVO) è la preferenza istintiva ad amare, relazionarsi, essere attratti fisicamente da un genere in particolare. Ci sono teorie discordanti sull’orientamento sessuale. Alcune correnti psicologiche sostengano che, come tutto si evolve nella psiche di una persona, possa evolversi e mutare anche l’orientamento sessuale e che una persona possa in alcune fasi della vita tenere comportamenti eterosessuali, e in seguito avere comportamenti omosessuali, senza che il suo passato sia per forza dovuto a una mancata accettazione e a un modo di “velare” la propria natura.
Si può quindi aver amato o desiderato una persona di un sesso ma in un secondo tempo sentire di non essere più attratti da persone di quel sesso.
Come esistono persone oggi omosessuali che hanno avuto un passato eterosessuale che non rinnegano, esistono persone che hanno un passato omosessuale e oggi vivono una relazione eterosessuale.
Vi sono inoltre persone bisessuali, ovvero capaci di innamorarsi ed essere attratte da uomini e da donne.
Vi sono infine persone che preferiscono definirsi pansessuali, chiarendo che la loro attrazione prescinde dalla realtà fisica del partner.

GENERE D’ELEZIONE è il genere con cui ci si identifica, a prescindere dal sesso biologico.

Un concetto poco usato ma esistente nella letteratura sociologica e sessuologica è l’IDENTITA’ SESSUALE, ovvero la “coscienza del nostro orientamento sessuale”

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