Troppo frammentati…senza istanze comuni…

Divertente vignetta sul “benaltrismo” delle comunità e dei partiti

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Stress da Minoranza

Ricordo alle medie quando io e altri 4 disgraziati entravamo a scuola il giorno del ponte e la professoressa isterica ci rompeva gli zebedei al posto di prendersela coloro che non erano entrati.

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Lo stesso stress da minoranza l’ho vissuto quando ero l’unico che difendeva i bisessuali e dovevo sorbirmi le accuse del fatto che “la maggior parte sono velati…”.
Lo stesso stress l’ho subito quando ero l’unico ad affermare che dovevamo citare l’identità di genere nei comunicati stampa accanto e alla pari dell’orientamento sessuale e mi sono dovuto sorbire il pippone sul fatto che non ci sono associazioni trans…
.Per finire,  lo stesso stress quando i transessuali mi tritano le sfere sul fatto che chi non è in transizione medicalizzata (secondo loro) cambierebbe ogni giorno nome e identità sociale….”non si definisce, non si espone”…

Mi chiedo…se quei pochi che si esporranno (bisessuali, trans non med, etc etc) dovranno pagare il “peso” di essere i primi e gli unici, allora è un circolo vizioso: nessuno si esporrà mai…o forse sono io masochismo o appassionato di polemiche a perseverare nonostante le avversità.

Pensateci…

La paura del diverso

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La paura del diverso viene tanto decantata dagli attivisti gay e dalle attiviste lesbiche. Molti di loro usano la parola “omo-fobia usando l’accezione di “fobia” non tanto come avversione (in greco antico significava anche questo), ma come appunto paura, fobia, intendendo che l’avversione verso gli omosessuali sia appunto una “paura” più che un odio. C’è quindi, nel loro uso della parola omofobia, un giudizio:
la gente odia perchè ha paura (in questo caso gli e le omosessuali).

E di cosa si ha paura? del diverso. Quindi, beh, delle minoranze, che rappresentano la diversità rispetto alle maggioranze. E’ un’atipicità statistica. E gli omosessuali, per lo meno per ciò che è a noi visibile, sono una minoranza rispetto agli etero.

Gli e le omosessuali sono però una maggioranza rispetto alle altre anime del movimento:  bisessuali, transessuali, intersessuati, transgender, queer, pansessuali…

A questo punto la conclusione quasi scontata è che è più che naturale che, visto che la natura umana porta ad avere paura (o avversione) del diverso, è naturale che la maggioranza omosessuale aggredisca e non comprenda le altre minoranze.

Succede, del resto, anche nelle periferie delle grandi città, dove le comunità etniche più grosse vessano quelle con un minor numero di facenti parte.

[continua…]