Parlare di LGBT senza parlare di sessualità

amore

Un problema che mi pongo quando vado in giro per l’italia (anche in provincia) a parlare di ruoli, stereotipi, identità di genere, sessualità, è parlarne senza fare riferimento alla sessualità.

E’ una sfida difficile, perché infondo la divisione iniziale in uomini e donne (divisione sociale) viene fatta proprio usando come “discriminante” l’organo genitale.

E la discriminazione per orientamento sessuale viene fatta in relazione alla persona con cui fai sesso (ok, ok che ami…).

La domanda è…quando mi trovo a parlare con associazioni di genitori, alle scuole, in provincia, in realtà legate a movimenti religiosi, come posso farlo senza tirare in mezzo la sessualità?

Lo stesso discorso quando si parla di ruoli…come posso escludere l’argomento che poi è la causa della discriminazione?

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L’attivismo LGBT e il problema della comunicabilità all’esterno

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Oggi voglio parlare di un punto “dolente” dell’attivismo LGBT: la comunicabilità.

La causa omosessuale ha una comunicabilità semplice:
– il nome dell’associazione contiene la parola gay o lesbica o omosessuale
– il nome del progetto contiene l’argomento orientamento sessuale
– le battaglie sono due: matrimoni gay e legge contro l’omofobia.

Poi nasce l’esigenza di un movimento unico: LGBT
Gay e lesbiche, a quel punto, iniziano a vedere tutti gli altri come zavorre. quindi la b è un problema perché non vogliono ereditare i pregiudizi verso i bisessuali, e poi “non ho mai visto un attivista bisex!“.
I trans sono un problema perché devi aggiungere “identità di genere” e “le leggi che chiedono sono diverse“.
E poi un’associazione LGBT contiene la parola “LGBT” che “nessuno sa cosa significhi, all’esterno” e soprattutto “per esteso è lunga” ma se vuoi usare un sinonimo cosa usi?
queer? arcobaleno? rainbow? l’arcobaleno l’hanno usato pacifisti, sinistroidi..cani e porci.

C’è anche un problema di ignoranza.
In diversi “ring” di associazioni, di cui alcune erano LGBT (ovvero avevano tra gli obiettivi di attivismo tutte e 4 le realtà, nonché spesso anche soci B e T), ci si lamentava di “dover perdere tempo in battaglie T quando non c’era un’associazione T”: era quindi necessario che ci fosse una associazione che percentualmente aveva, non so, il cinquanta per cento più uno di tesserati T? (si sa quanto le persone T soprattutto non rettificate amino fare tessere..)

E da un noto attivista milanese, ma di fama nazionale, ho dovuto persino sentire:
 “ma che volete voi trans? una legge l’avete. dopo la rimozione di pene e vagina, potete cambiare sesso sui documenti e finalmente sposarvi”
E quindi ho dovuto rispondere dicendo
“anche voi gay e voi lesbiche potete sposarvi. infatti è ben noto che i gay possano sposare le lesbiche, per la legge italiana”
Del resto credo che purtroppo alcuni di loro, soprattutto di stampo anni ottanta, siano convinti che le persone t siano
“gay e lesbiche che non si accettano, e vogliono diventare etero per sposarsi”…

Il problema della comunicabilità viene sempre fuori quando si vuole tagliare fuori le minoranze da una battaglia già complessa…
Estendo a voi il dibattito su possibili soluzioni o alternative

LGBTQIASE…..

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Tanto si discute sulla sigla GLBT (o LGBT come si dice all’estero, per rivendicazione lesbica): completa o incompleta?

Io farei una distinzione: soggetti “tutelanti” (gli attivisti) e soggetti da tutelare (i fruitori della lotta per i diritti).

Innanzitutto spiego ai profani la sigla

G: gay
L: lesbiche
B: bisesssuali
T: transgender
Q: queer
I: intersessuati
A: asessuali
S: simpatizzanti
E: eterosessuali

GAY: intende l’uomo gay. All’estero anche le lesbiche usano “gay”. In italia è preferito lesbica. Per me non ha senso che esistano entrambe le lettere nella sigla. Penso che le lesbiche si vogliano considerare a parte per tutta la problematica dei diritti della donna, la violenza sulle donne…
LESBICHE: vedi sopra
BISESSUALI: ho addirittura sentito dire che non dovrebbero comparire in questa sigla perchè non hanno bisogno di diritti. Assurdo
TRANSGENDER: persone con identità di genere non conforme al sesso di nascita
QUEER: persone overcross che vivono a fuori dalle regole eteronormative il loro orientamento sessuale e la loro identità di genere
INTERSESSUALI: persone nate con caratteri primari o secondari ambigui (molto connessi a tematiche transgender, inoltre spesso hanno partner appartenenti al mondo LGBT)
ASESSUALI: persone senza pulsioni sessuali (cosa fa la comunità LGBT per loro? di che diritti hanno bisogno? c’è discriminazione nei loro confronti?)
SIMPATIZZANTI: danno supporto ma non necessitano di diritti
ETERO: come simpatizzanti (inoltre immagino che i simpatizzanti siano etero/cisgender, senno’ rientrerebbero nelle altre lettere)

Altro problema: alcune lettere riguardano il mondo dell’identità di genere, altre il mondo dell’orientamento sessuale.  Anche i diritti e le problematiche sono disomogenee, e non accettare questa cosa ha creato molti fallimenti politici.
Ogni realtà è poco disposta a battersi per le problematiche delle altre realtà LGBT.

E voi cosa ne pensate?
Eliminare dalla sigla alcune lettere potrebbe essere una castrazione per alcune realtà e minoranze?