Unar, Anddos, le Iene e il rigurgito omofobico

Ogni giorno, o perlomeno ogni settimana, dei conoscenti etero ridono e si divertono a parlare di quello che la pecoreccia trasmissione “Le Iene” ha mostrato il giorno prima.

E così questi spettatori, stupiti e pruriginosi, scoprono “l’acqua calda” insieme alle Iene, che ormai, da quindici anni e passa, campano solo per contattare, sotto mentite spoglie, dei poveri cristi che mettono annunci fetish ricercando altri appassionati di calze, collant, o altri legittimi oggetti di feticcio, ma anche sex workers, spogliarelliste, pornoattrici, gigolò e tutto quello che può generare l’attenzione del guardone medio.
Già al liceo ricordo i miei compagnucci, eccitati da quel poco del corpo della donna che le telecamere delle Iene gli avevano mostrato…

Ormai “Le Iene” sono sempre più una trasmissione per voyeristi e morti di phyga, che spiano dal buco della serratura, o della telecamera nascosta, le varianti sessuali altrui.

Non entro nel merito della vicenda Unar, o della storia di Anddos, non sarà questo il tema dell’articolo. Mi limito a pubblicare una foto che smentisce tutte le menate sull’Andoss che “discriminerebbe” le donne e gli angeli della casa…
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Mi concentro sull‘ondata di omofobia che l’episodio ha scatenato, per il quale moltissimi “leoni da tastiera” hanno ritenuto legittimo offendere le persone per la loro sessualità e fare battute pecorecce sulle pratiche sessuali.

Forse tra qualche settimana nessuno più si ricorderà di questo episodio, ma sono sicuro che ce ne sarà un altro, e poi un altro, che porrà l’accento sulle sessualità non normative, e sarà usato come lasciapassare per gli ennesimi episodi di sessuofobia ed omofobia ad opera di tutte quelle persone che, sotto sotto, quelle esperienze vorrebbero viverle in prima persona (con uomini, con donne, non importa) ma sanno solo spiarle tramite un programma spazzatura.

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Qualche provocazione….

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Perché sono molto di più le attiviste lesbiche che gli attivisti gay a “dimenticare” la causa trans (come anche la causa sieropositività tra l’altro)?

Perché sono proprio gli appartamenti a identità più sconosciute e su cui ci sono più pregiudizi (trans, bisessuali) a “non volersi definire”? Proprio loro che potrebbero valorizzare la loro causa con la loro visibilità e presa di posizione

Perché si dice che la “femminilità” sia innata e che la donna sia “femminile per piacere a se stessa“, ma poi quando una donna non lo è si pensa subito che sia lesbica (quindi che non abbia bisogno di piacere all’uomo)?

Perché, appurato che il binarismo nasce dall’omofobia (la donna e l’uomo devono essere il più possibile differenziati, anche nell’estetica, per non toccare il tabù dell’omosessualità e dell’attrazione per il simile) ma molti attivisti della causa gaylesbica si definiscono fieramente binari odiando le nostre “perdite di tempo” antibinarie?

Avrei una risposta per ognuno di questi quesiti…ma preferisco ascoltare le vostre risposte…

L’orientamento sessuale è una cosa privata o pubblica?

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Spesso delle persone velate mi dicono” perché dovrei dire del mio compagno in giro, è una cosa privata, non lo direi se fossi etero“.
E’ vero che anche alcuni eterosessuali parlano poco delle loro relazioni: questo però spesso succede per opportunismo…l’eterosessualità e la relazione etero è così socialmente incoraggiata che …quale motivo spingerebbe un uomo a non parlare della sua compagna? Se ne dovrebbe addirittura vergognare?
Oppure si tratta di situazioni in cui “conviene” tenere la cosa nascosta: concubinaggio,  conflitti di interessi lavorativi….

Per le relazioni omosessuali invece…ci sono molte ragioni in più per non parlarne.
Ho avuto un ex che mi ha intortato con questa storia della “sfera privata” per non dire di noi ad alcuni suoi contatti professionali.
Onestamente mi chiedo invece perché nel mondo etero si parli con così tanta disinvoltura di storie, convivenze, e anche di sesso.
I GLBT come nuovi detentori del pudore?

[continua…]