Attivisti LGBT o Teòlogi?

gentile Pubblico,

sono recentemente uscito da masturbatori forum e liste di discussione in cui le teorie si sovrapponevano ai vissuti e si finiva per parlare in modo astratto e cattedratico di cose che, oggettivamente, contraddicevano la realtà dei fatti.
Tutto ciò mi ha ricordato la teologia e le speculazioni filosofiche ontologiche e metafisiche su ciò che esiste e non esiste, dove le discussioni sulla consustanziazione e transustanziazione sono state sostituire da discorsi in cui ad essere messa in discussione non è la presenza divina nel pane ma la presenza dell’identità di genere nell’individuo.
Poi ancora al posto di provare l’esistenza di un Dio, speculazioni filosofiche sull’esistenza dei bisessuali, con assurde bagarre tra chi li ha visti e chi non li ha visti, come le apparizioni della Madonna di Fatima.
Conclusione: ma non è che agli ateissimi anticlericali del movimento GLBT manca la teologia?
non è che tutti i meccanismi incamerati in anni di catechismo inculcato sono stati investiti nelle nuove “cosmogonìe” che creano nell’universo glbt, classificando, giudicando, decidendo cosa esiste, di cosa si hanno o meno le prove, trattando l’identità di genere come se fosse l’anima e come se si dovesse decidere se esiste, se è innata, o se sopravvive alla morte?
Questi teologi del binarismo, infondo, non stanno cominciando ad assomigliare ai loro tanto decantati aguzzini in piedi?

le comunità T che non hanno voce

La comunità T* (transessuali, transgender, genderqueer, travestiti, crossdresser…) è di per se zittita dalle comunità maggioritarie (il mondo etero ma anche gli altri diversi, come i gay e le lesbiche)…ma anche quando vengono aperte le braccia al mondo T, se ne esclude una grossa fetta, anzi, 4 grosse fette.

– TRANSGENDER
persone T non in transizione fisiologica: ovvero tutte le persone T che decidono di non prendere ormoni, e non perchè la loro identità di genere è un gioco, oppure un capriccio da serata mondana, o una cosa on/off da tener separata dalla sacralità della vita vera, degli affetti e del lavoro…parlo delle persone T non in transizione che vivono apertamente la loro condizione. Spesso non sono prese sul serio dalle persone non T, ma anche dalle persone T in transizione (che vengono chiamati “trans-sessuali” perchè transizionano di sesso, e non solo “di genere” ovvero transgender).
Spesso vi è una morbosità verso queste persone…si guarda ogni loro gesto per confutare il fatto che sono trans e quindi vengono fuori frasi del tipo “ma no, non è la voce che mi inganna, è che ti vedo donna, davvero…
Uno dei problemi più grossi dei transgender è che sono quasi tutti velati.

– GENDERQUEER, GENDERBENDER, TWO SPIRITS
persone che non si identificano totalmente in uno dei due generi come socialmente costruiti: ovvero persone cisgender che si oppongono al binarismo dei generi, ma anche persone T che (indipendentemente dal fare o meno modifiche mediche), non si riconoscono totalmente in una delle due identità “tradizionali” oppure semplicemente nei ruoli di genere stereotipati.

– TRANSOMOSESSUALITA’/TRANSLESBISMO
persone T che sono attratte dallo stesso genere (ovvero da persone tecnicamente di sesso opposto se si considera il loro sesso genetico), ovvero donne T (nate maschio) che sono attratte da donne, e uomini T (nati femmina) che sono attratti da  uomini. Diffidenza anche per persone T attratte da altre persone T e per persone T bisessuali o pansessuali.
Spesso queste persone NON vengono dall’attivismo gay/lesbico (non sono mai stati/e butch o checche, ma magari prima vivevano da persone etero tormentate)….questo crea disorientamento da parte degli attivisti gay…perchè non possono appioppare a queste persone lo stereotipo del “non avevi le palle per essere omosessuale,  soffri di eteronormatività interiorizzata, volevi rientrare nella “normalità” sociale”.
Inoltre la banalità (causata dalla confusione tra identità di genere e orientamento sessuale) è : ma se “ti senti” uomo e ti piacciono gli uomini, perchè non rimanevi donna? Ma questo è un altro capitolone che preferisco non aprire.

– TRANSESSUALISMO SECONDARIO
persone che si sono scoperte T in tarda età, quindi che da piccole non si sentivano “nate nel corpo sbagliato” o similari…probabilmente si sentivano diversi senza inquadrarne il motivo, ma non si tratta di quella che la psichiatria classica chiama “transessualismo primario“. Queste persone sono spesso discriminate e si appioppa lo stereotipo del “ma se fino a un anno fa avevi i capelli rasati!

Diverse persone T, intervistate in televisione portano avanti visioni stereotipate del mondo trans. questo intervento vuole essere un modo di dare luce alle varietà di persone, esigenze e identità.