Flirt, avventure e relazioni se sei pre-t o “T non med”

ra,tank,x3104,101010-01c5ca27c6,front-c,570,550,900,975-bg,f8f8f8.u2

Se sei transgender non puoi essere promiscuo.
Dove per transgender intendo una persona non in transizione medicalizzata che dunque NON passa.
Se una persona transessuale si pone il problema solo arrivati al momento del denudarsi, e dover far vedere un organo diverso da quello che ci si aspetta, per le persone non med il problema arriva MOLTO prima.
Direte voi che è un bene: almeno le persone interessate si scremano molto prima.

Infatti la probabilità di essere accettati “nonostante il corpo” non è molto diversa tra un non med e un transessuale non operato: il partner dovrà comunque fare i conti con dei genitali inattesi.

Di conseguenza, la persona non med (o pre T) potrà aprire profili facebook, o di altre communities mettendo foto con un buon passing, oppure scrivendo cosa è in modo da creare un’auto-scrematura, ma ogni volta che si rapporta a un partner o ad una partner dovrà sempre anteporre un periodo di sensibilizzazione e spiegazione, una fase che un/una cisgender (che sia omosessuale o eterosessuale non importa) non ha.

Ciò provoca l’impossibilità del crearsi di storie promiscue nate dalla conoscenza di persona in locali e discoteche. Queste persone pre-t (o non med) infatti verranno scambiate sempre per persone cisgender o al massimo, vista l’ambiguità, per omosessuali, e attrarranno persone sbagliate (attratte dal sesso biologico della persona T, e non dal genere mentale). Questo farà si che le persone che realmente interessano alla persona non med (o preT) in questione non la calcoleranno, di contro la personaT sarà magari circondata da un sacco di persone non desiderate (e che sapessero della realtà psicologica della persona, non sarebbero interessate o non verrebbero incontro all’esigenza di riconoscimento identitario).

Paradossalmente quindi una persona T non in transizione è “costretta” a storie serie, precedute da un periodo di condivisione della propria realtà identitaria, necessaria per mettere la persona T a proprio agio e sentirsi compresa e accolta.

La persona T non potra’ frequentare dark room e saune (pre t ftm) o locali lesbici (pre t mtf) senza essere cacciata, guardata male, e comunque nell’impossibilità di comprensione immediata. Direte voi…beh, che schifo la sauna. Ma un cisgender può scegliere di schifarla. Un preT (o non med) no.
Cosi’ come, in locali e discoteche,  una mft etero attrarrà, probabilmente, uomini non etero se è preT, e un ftm etero attrarrà donne non etero se preT, e difficilmente accetterà una relazione dove la sua identità non è riconosciuta.

Voi a questo punto starete pensando che se le persone preT (e non medicalizzate) hanno cosi’ tanta difficoltà a vivere l’approccio diretto, naturale, semplice, come lo hanno invece le persone cisgender, una transizione medicalizzata risolverebbe tutto.

Peccato che la transizione medicalizzata sia la risposta a un disagio interiore, e non a un disagio sociale.

Nath

Romeos, quando un gay cisgender ama un gay transgender

PostDateIcon 16 maggio 2011 (tratto da MilkBlog)
“Romeos”
Apparentemente il film ha una trama banale, semplice e che nulla avrebbe da
meritare attenzione, nel suo raccontare la vita di un ventenne alle prese con il
suo primo anno di università fuori dalla sua città, se non fosse per il fatto che il
protagonista di “Romeos” è un FtM.
Il film, proiettato durante la LXVI Mostra del Cinema di Berlino, diventa epocale, in quanto racconta la difficile storia di Lukas, nato femmina, ma che non sente in se la corrispondenza con questa biologia, a cui la regista Sabine Bernardi ha lavorato sin dal 2007 curando la sceneggiatura che “è caratterizzata da elevato grado di autenticità e corrisponde alle nostre prerogative di sovvenzioni. Cosí, nonostante la tematica di nicchia proposta i personaggi rappresentate sono credibili e fanno di Romeos una moderna, e piacevole narrazione di grande naturalezza sul tema del transgenismo, adatto ad un pubblico eterogeneo.” Ha dichiarato Anna Fantl della Film Foundation NRW, che ha sostenuto finanziariamente il progetto.
Con “Romeos” per la prima volta si può vedere una bella storia di amore lontana
dallo scabroso e dal voyerismo, dal pecoreccio in cui troppo spesso e troppo
soventemente queste tematiche rischiano di scivolare. Nel film, invece, nulla è
concesso al pruriginoso, al morboso o allo scabroso.
La trama è quanto mai classica: Lukas giovane FtM in piena transizione e con tutte le crisi, turbamenti e paure che accompagnano la vita di ogni giovane uomo, sono, nel suo caso, ancor più amplificate dalla sua condizione. Luca, quindi si trova a vivere il suo primo anno di Università in una città nuova, apparentemente tollerante e aperta come Colonia: nuova vita, realtà e ambiente anche se aiutato dalla presenza di una vera e solida Amicizia.
Ed è così che Lukas avverte da subito tutta la difficoltà della sua scelta: il suo corpo, ancora femminile, il testosterone, gli esercizi coi manubri per plasmare i muscoli, ma anche il suo essere ancora “ufficialmente” donna che gli apre le porte del pensionato studentesco in cui lui non si riconosce.
Così, anche cose apparentemente banali e quotidiane, come fare il bagno nel lago o la vita all´interno della comunità nel dormitorio sono sempre una piccola avventura o un grande dramma.
Poi, improvvisamente, l’amore, e tutto quello che ne consegue, per un presunto
macho, Fabio, che si circonda di etero-compagni e una bella ragazza bionda,
ma che non disdegna le attenzioni dei ragazzi. Inizia così un gioco di attenzioni,
ricerche, allontanamenti corse e fughe, in cui la paura a mostrarsi, a rivelarsi, si
alterna alla voglia di dichiarasi, di dirsi di esplicitarsi.
Tensione, azione e reazione del gioco amoroso tra le parti. Perché l’amore è un sentimento e non conosce generi, o ad orientamenti, ma solo anime, cuori, passioni e persone. Cosí alla fine il nostro “Romeo” ri-nascerá finalmente semplicemente e normalmente uomo, nel fisico e perla legge, potendo, finalmente correre nudo verso il mare.
La normalità, ci viene spesso detto più per alibi che per verità, è ciò che è
statisticamente più frequente, appunto, la norma.
Le norme, le regole, le convenzioni, però sono create per le società, i popoli, le
masse, per farli convivere in armonia tra loro, ultimamente, però, sembra che queste tendano solo a reprimere nelle loro libertà individuali i singoli indicando e obbligando loro chi amare, come, in che modo, ma anche come procreare, chi adottare e come morire e se morire. Gli individui dovrebbero essere liberi e in questa loro libertà essere tutelati, e non, invece repressi, censurati, ammoniti o peggio ancora, puniti.
Tutti, indipendentemente dal genere e dall’orientamento, dovrebbero essere liberi di vivere la propria normalità, la propria intimità e identità, senza che nessun legislatore tenti di infilargli delle norme o dei codici nelle mutande, senza che nessun sacerdote faccia dire a un dio parole che non ha mai pronunciato o imponga anatemi per colpe mai commesse. Ognuno di noi deve avere la libertà, il diritto e il dovere di poter vivere la propria normalità, il proprio essere unico, al di là delle rappresentazioni sociali, al di là delle convenzioni morali o pseudo morali o etiche, per essere liberi di declinare e orientare il proprio amore dove più il cuor comanda e non dove altri decidono che sia giusto fare.
Enrico Fava
GENERE: Drammatico
ANNO:2011
NAZIONE:Germania
Regia: Sabine Bernardi
Interpreti: Maximilian Befort, Felix Brocke, Liv Lisa Fries, Silke Geertz, Rick Okon,Gilles Tschudi.
Sceneggiatura: Sabine Bernardi
Costumi: Verena Reuter
DURATA (min.):94
*è possibile vedere il film in italia al CINEMA GAYLESBICO

LUNEDÌ 30 MAGGIO

FILM

20:40 HOMME AU BAIN

22:30 ROMEOS

22:45 PIEDRAS