VeteroLesbiche TransEscludenti…ecco perché

Non sono di certo solo recenti gli episodi di transfobia provenienti da ambienti separatisti lesbici.
Talvolta ad essere colpite sono le donne T, di cui viene delegittimata la femminilità.
Altre volte a non essere rispettata è l’identità di genere degli Ftm, come in quest’intervista racconta Gianmarco Negri, oggi importante attivista T.

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Vediamo cosa succede quando la loro logica viene ribaltata…

Veterolesbiche e separatismo

Ricordo ai lettori e alle lettrici del blog che questa è solo satira, e non vuole “dimostrare” nulla. Vuole strappare semplicemente un sorriso 😀

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Glossarietto per parlare di identità, ruoli e orientamenti

In queste settimane ho appreso dei termini che non conoscevo ma trovo idonei e che usero’ prossimamente per parlare di ruoli, identità e orientamenti.
Ringrazio Mirella Izzo per avermi ispirato e fatto conoscere la maggior parte di queste definizioni e perifrasi geniali. Alcuni termini li conoscevo già, e li ho piacevolmente ritrovati nei suoi trattati, altri credo siano sue brillanti interpretazioni.
Di certo potrei aver travisato qualche significato, e se è cosi’, ben vengano segnalazioni per correzioni.

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Ruolo di genereidentità antropologica
Stereotipo di genere: normalizzazione dei ruoli e delle aspettative sociali, concepite in modo binario

Attrazione di genere: un modo intelligente per indicare la nostra attrazione per persone di genere maschile, femminile, altro. Attrazione sessuale sarebbe stato ambiguo (sesso significa maschio o femmina ma anche sessualità), inoltre non sempre il nostro orientamento è legato al “sesso” delle persone. Più spesso al loro genere. Chi è attratto dalle donne non prova, generalmente, attrazione per un ftm, anche esso fosse preT.

Eteromimetico: cio’ che riprende stilemi e stereotipi tipici dell’eterosessualità, come accade per molte coppie omosessuali di donne e di uomini, dove look, ruolo di genere e ruolo sessuale richiama la dicotomia binaria donna/uomo.

Genderismo: l’atteggiamento che fa coincidere sesso e genere e impone un destino a seconda di cio’ che c’è tra le gambe.

Maschio/femmina identitaria: la costruzione di strutture e modelli identitari binari e stigmatizzati, contenenti tutti gli stereotipi socialmente associati all’essere maschio o femmina nella società odierna.

Omoerotico: persona attratta dallo stesso genere. Parola più precisa di omosessuale, troppo legata alla dimensione del sesso, e di omoaffettiva, troppo “perbenisticamente” legata all’affetto.

Euforia di genere: sensazione provata da persone in transizione che iniziano a “passare” e provano uno stato di entusiasmo per l’effetto novità di questa condizione, che ha pesanti risvolti sul percepito sociale

Straight: sinonimo di “eterosessuale”, in inglese, ma ravvisabile anche alla condizione di etero/cisgender. Un modo sintetico per dire “non GLBTQ”.

Sesso gonadico: il sesso genetico, legato ai nostri organi riproduttivi.

Cambiamenti epigenetici: quei cambiamenti che cambiano solo il fenotipo ma non il genotipo

Interdipendenti: il giusto modo per considerare sesso genetico, identità e ruoli. Non indipendenti, non dipendenti, ma “interdipendenti”. brillante intuizione della Izzo

Nomen est omen: il nome contiene il destino. Facilmente utilizzabile per le persone trans vittime del “genderismo” di questa società.

“Diventare” uomo, “sentirsi” uomo…

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Molti ragazzi e ragazze, etero e non etero (persino attivisti/e gay e lesbiche), mi chiedono se un ftm “si sente” uomo.

Io ci tengo a precisare che un ftm, come una mft, non “si sente“, ma è.

Spiego la differenza:
il matto del cottolengo che “si sente” Napoleone, in effetti, senza ombra di dubbio, NON è Napoleone, neanche psicologicamente. Non è di identità di genere “napoleonica”…

Un ftm ha realmente un’identità di genere maschile, anche se non è “maschio”.
E’ uomo, ma non è maschio.

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Qualcuno a questo punto, quando parla di transizione, usa il termine “diventare uomo”.
E’ scorretto: l’ftm è già uomo.

Poi allora si correggono dicendodiventare maschio“….ma anche questo è scorretto.
La transizione non rende maschio un soggetto xx.  Lo rende simile al maschio, esteticamente e anche funzionalmente, socialmente, e (in italia con la rimozione degli organi riproduttivi), anche legalmente.

Dopo quel momento, dopo la “garanzia di sterilità” e il cambio dei documenti, l’ftm diventa, per la legge italiana, maschio. Maschio sterile che può adottare, con una moglie. Maschio che può sposare civilmente una donna. Ha i diritti del nato maschio.

Chi ha un’identità di genere maschile è un uomo, ma non un maschio biologico. Alla luce di questo, “sentirsi” uomo e “diventare” uomo sono semplificazioni errate.

Binari e Antibinari…un po’ d’ordine.

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maschio/femmina: identità genetiche
uomo/donna: identità psicologiche e sociali
 CONDIZIONI DI NASCITA:
Maschio, genetica xy
Femmina, genetica xx
Ermafrodita, caratteri primari ambigui, possibili differenze genetiche (es: xxy)
Intersessuale: caratteri secondari ambigui, possibili differenze ormonali (varie sindromi).
Crudelmente vengono spesso riconvertiti alla nascita a seconda del loro organo riproduttivo (presenza di gonadi o ovaie).
Androgino/a: persona con un corpo maschile o femminile, con aspetto apparentemente ambiguo
ORIENTAMENTI SESSUALI E AFFETTIVI
Omosessuale – Omoaffettivo/a: persona attratta dallo stesso sesso/genere
Eterosessuale – Eteroaffettivo/a: persona attratta dal sesso/genere opposto
Bisessuale – Biaffettivo/a: persona attratta da persone di sesso/genere maschile e da persone di sesso/genere femminile
Pansessuale – Panaffettivo/a: persona attratta da persone indipendentemente dal sesso o dal genere

IDENTITA’ DI GENERE:

Cisgender: persona in cui vi è coincidenza tra sesso biologico e identità di genere
Transgender: persona totalmente o parzialmente dis-identificazione con l’identità di genere appioppata alla nascita.
Transessuale-Transgender medicalizzato/a: persona che decide di transizionare di sesso oltre che di genere tramite transizioni medicalizzate totali o parziali.

Alcune precisazioni:

– le drag queen e i drag king non sono transgender (è una performance).
– il fenomeno del travestitismo è legato al fetish e non all’identità di genere
– spesso persone del mondo del sex working non sono realmente trans ma fanno modifiche fisiche (come le protesi al seno o altro) solo per le physique du role del loro lavoro. Alcune persone transessuali li chiamano “viados” proprio per prenderne le distanze, altre lo trovano estremamente dispregiativo e preferiscono non usare questa parola in nessun caso.

IDENTITA’ POLITICHE (riguardano i ruoli di genere)

 

Binario: persona che concepisce l’universo in un dualismo di maschile/femminile, gay/etero e crede che le predisposizioni a un ruolo, un’attitudine, un mestiere, un hobby, siano dovuti principalmente a influssi genetici e ormonali e la prima distinzione fondamentale sia appunto quella uomo/donna o maschio/femmina.
Antibinario: persona che si oppone al binarismo di genere (maschio/femmina, gay/etero) ed all’eterosessismo (la normalità è “maschi e femmine li creò” e “l’uomo è fatto per stare con la donna”), e contesta i ruoli maschili e femminile e le aspettative ad essi connessi.
Ovviamente puo’ essere Antibinario una persona di qualsiasi orientamento sessuale e/o identità di genere.
E ORA GIOCHIAMO CON LE COMBINAZIONI!
ESEMPI DI PERSONE NON BINARIE
Maschio genetico, uomo cisgender, eterosessuale, antibinario-> è appassionato di uncinetto e/o gli piacciono le donne androgine
Femmina genetica, donna cisgender, eterosessuale, antibinaria -> ha l’aspetto che vuole e fa quello che vuole, non asseconda il desiderio dell’uomo etero, non ne ha bisogno per piacere agli uomini. se non la vogliono, che si aggrappino!
Maschio genetico, uomo cisgender, pansessuale, antibinario-> fino a ieri era stato solo con donne biologiche (o uomini biologici), poi ha perso la testa per un ftm (o una mft)…e ha capito che si amano le persone e non i loro organi genitali
Femmina genetica, uomo transgender ftm, etero, antibinario-> si ritiene di identità di genere maschile, ma non gli interessa ricalcare lo stereotipo di uomo. Se tutti sono in jeans e in camicia, non va in cravatta. Non gli deve piacere per forza il calcio. non deve per forza portare i capelli rasati e andare in palestra. Interpreta la sua spontanea visione di maschile

ESEMPI DI PERSONE NON BINARIE

Femmina androgina, donna cisgender, eterosessuale, binaria -> soffre il fatto che il suo corpo sia androgino, l’androginia è una condizione fisica solo a volte ricercata. per una donna etero può anche essere un peso.

Maschio genetico, uomo cisgender, bisessuale, binario -> gli piacciono le donne con la gonna, gli omoni pelosi, ma prova schifo per le persone transgender e per l’androginia
Femmina genetica, uomo transessuale ftm, eterosessuale, binario-> è nato femmina, ha transizionato, si considerava “sbagliato“, ma ora si è “corretto“, ed è un uomo etero. Non approva le stramberie e le ambiguità
Femmina genetica, donna cisgender, lesbica, binaria -> è attratta da altre donne lesbiche, formano coppie “binarie” ed eteromimetiche in cui una è un po’ mascolina e fa il ruolo da maschia, l’altra è femminile, non approvano il mondo trans, esaltano la bellezza dell’essere donne, odiano l’uomo e il patriarcato e lo considerano il male della società.

I vari aspetti dell’identità

Transgender non canonici: hanno voce nel movimento?

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La comunità T* (transessuali, transgender, genderqueer, travestiti, crossdresser…) è di per se zittita dalle comunità maggioritarie (il mondo etero ma anche gli altri diversi, come i gay e le lesbiche)…ma anche quando vengono aperte le braccia al mondo T, se ne esclude una grossa fetta, anzi, 4 grosse fette:

– TRANSGENDER NON MEDICALIZZATI
persone T non in transizione medicalizzata: ovvero tutte le persone T che decidono di non prendere ormoni, e non perché la loro identità di genere sia “una performance“, oppure un capriccio da serata mondana, o qualcosa da vivere “part time“, da tener separata dalla sacralità della vita vera, degli affetti e del lavoro…parlo delle persone T non in transizione canonica che vivono apertamente la loro condizione. Spesso non sono prese sul serio dalle persone non T, ma anche dalle persone T medicalizzate (che vengono chiamati “trans-sessuali” perchè transizionano di sesso, e non solo “di genere” ovvero transgender).
Spesso vi è una morbosità verso queste persone…si guarda ogni loro gesto per confutare il fatto che sono trans e quindi vengono fuori frasi del tipo “ma no, non è la voce che mi inganna, è che ti vedo donna, davvero…
Uno dei problemi più grossi dei transgender non medicalizzati è che sono quasi tutti velati.

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– GENDERQUEER, GENDERBENDER, TWO SPIRITS
persone che non si identificano totalmente in uno dei due generi come sono socialmente concepiti: ovvero persone cisgender che si oppongono al binarismo dei generi, ma anche persone T che (indipendentemente dal fare o meno modifiche medicalizzate), non si riconoscono totalmente in una delle due identità “tradizionali” oppure semplicemente nei ruoli di genere stereotipati.

– TRANSOMOSESSUALITA’/TRANSLESBISMO
persone T che sono attratte dallo stesso genere (ovvero da persone tecnicamente di sesso opposto se si considera il loro sesso genetico), ovvero donne T (di genetica XY) che sono attratte da donne, e uomini T (di genetica XX) che sono attratti da  uomini. Diffidenza anche per persone T attratte da altre persone T e per persone T bisessuali o pansessuali.
Spesso queste persone NON vengono dall’attivismo gay/lesbico (non sono mai stati/e butch o effeminati, ma magari prima vivevano da persone etero tormentate)….questo crea disorientamento da parte degli attivisti gay…perché non possono appioppare a queste persone lo stereotipo del “non avevi il fegato per essere omosessuale,  soffri di eteronormatività interiorizzata, volevi rientrare nella “normalità” sociale”.
Inoltre la banalità (causata dalla confusione tra identità di genere e orientamento sessuale) è : ma se “ti senti” uomo e ti piacciono gli uomini, perchè non rimanevi donna? Ma questo è un altro capitolo che preferisco non aprire.

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– TRANSESSUALISMO SECONDARIO
persone che si sono scoperte T in tarda età, quindi che da piccole non si sentivano “nate nel corpo sbagliato“.Probabilmente si sentivano diversi senza inquadrarne il motivo, ma non si tratta di quella che la psichiatria classica chiama “transessualismo primario“. Queste persone sono spesso discriminate e si appioppa lo stereotipo del “donna? ma se fino a un anno fa avevi i capelli rasati!

Diverse persone T, intervistate in televisione portano avanti visioni stereotipate del mondo trans. questo intervento vuole essere un modo di dare luce alle varietà di persone, esigenze e identità.

Teoria queer e sua influenza nei percorsi transgender XX (e differenze con quelli XY)

Queer?
Cosa significa?
Teoria queer? persone queer? è un sinonimo di bisex o di pansessuale? c’entra coi transgender o i genderqueer? coi gender studies e col femminismo?
Queer c’entra con chi è troppo velato per usare parole come gay, lesbica e transessuale?

Angela McRobbie

La teoria queer nasce da un gruppo di filosofi tra cui Judith Butler, una filosofa post–strutturalista.

Chi non conosce il post-strutturalismo, chi non ha mai studiato i pensatori post-strutturalisti (che personalmente ho studiato in estetica nel mio percorso di Architetto), non capirà alcuni cardini della teoria tipici appunto al pensiero post-strutturalista.

Una cosa che mi ha sempre colpito è che una gran parte di persone che si definisce queer o genderqueer è a origine biologia xx ed è attratto da donne o bisessuale.

E’ innegabile il legame tra teorie queer, anti eterosessismo e eteronormatività, anti-sessismo e quindi problematiche sui generi e soprattutto sul genere femminile.
Infatti le teorie queer prendono le mosse e si intrecciano con studi femministi, perché comprendono, oltre a tematiche di identità di genere, tematiche relative alla de-costruzione dei ruoli di genere e riflettono sulle aspettative sociali rivolte ai generi anche sul persone etero e cisgender.

Purtroppo in Italia il mondo queer è spesso associato ai centri sociali, alle case occupate, ai vegan, a transizioni irregolari fai da te, all’anarchia, a movimenti politici estremi, e ai leoni da tastiera.

Solo a Roma e a Torino vi sono materie universitarie rivolte ai Gender Studies.

Inoltre una persona di biologia XX e che si avvicina al maschile difficilemente userà su di se termini come “travestito” o “crossdresser”, preferendo butch, queer, genderqueer, transgender, o (nel caso di transizione medicalizzata), trans, transessuale o ftm.

Spesso il mondo delle persone di biologia XY che si avvicinano al femminile non conoscono la teoria queer, i termini queer, genderqueer, e quindi (anche nel caso di lontananza dal fetish) usano su di se crossdresser e travestito, e spesso sono meno inclini ad approfondire gender studies.

Eppure è molto più comune trovare una crossdresser mft attratta da donne che un “genderqueer” ftm attratto da uomini.

E’ inoltre rarissimo il travesititismo da femmina a uomo di matrice “fetish”.

Infine, il fenomeno drag è presente in entrambe le direzioni, ma con la grande differenza che nel mondo drag king è piu presente la tematica di genere, mentre spesso le drag queen sono slegate da tematiche identitarie.

E’ anche vero che l’attivismo T del passato, almeno in Italia, di matrice mtf, “conteneva” le travestite (chiamate i travestiti), le transessuali (che erano solo quelle che transizionavano in modo medicalzzato, e venivano indicate al maschile), e le drag queen.

Il mondo gay non vedeva benissimo i travestiti, mentre ammirava le drag queen, quindi è plausibile che molte cripto-MtF preferissero il filtro drag queen di “travestitismo come performance artistica” che il travestitismo vero e proprio, ed è risaputo molte persone appartenenti alle vecchie generazioni di drag queen si sono in seguito riconosciute nell’identita’ di donna trans*.

Oggi invece la realtà drag queen è consolidata come percorso artistico e se ne interessano molte persone cisgender.

Nath