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CISGENDER : coloro per i quali biologia e identità mentale coincide perfettamente

TRAVESTITI :il travestito è una persona che, indipendentemente dall’orientamento sessuale, riesce a provare piacere sessuale solo indossando abiti del sesso opposto. Spesso si tratta di soggetti maschi, e spesso il travestitismo avviene solo a letto e in locali appositi. Vi è una componente fetish. La persona che si traveste ha un’identità di genere comunque coerente con il sesso di nascita.

CROSSDRESSER:  il crossdresser, diversamente dal travestito, veste i panni del sesso di nascita opposto al suo in coerenza col “genere mentale d’elezione”, e lo fa nella sua vita quotidiana. E’ un modo di vivere la propria identità di genere senza intervenire con interventi o cure ormonali.
Vi è molta confusione tra la parola “travestito” e la parola “crossdresser”. Si tende ad usare sempre di più la parola crossdresser nei casi che escludono motivazioni fetish.
CROSSPLAYER è quel tipo di CosPlay che al posto di vestire panni di eroi manga dello stesso sesso del “Player”, veste panni di eroi manga di sesso opposto.

GENDERBENDER: il piegatore di genere, rifiuta il ruolo di genere attribuitogli dalla società. Non per forza il genderbender è “cosciente” di esserlo. Si osservano persone che assumono comportamenti genderbender anche al di fuori della comunità GLBT. Un uomo appassionato di uncinetto potrebbe essere considerato “genderbender”.
METROSEXUAL: esempio di involontario comportamento genderbender. Si tratta di uomini apparentemente gay, dagli atteggiamenti effeminati e dalla puntuale cura estetica, ma eterosessuali. La parola è stata coniata nel telefilm “Sex And The City” e deriva da Metro(città)sessuale, che letto in inglese ricorda “eterosexual”.

GENDERQUEER: il genderqueer è una persona che non si riconosce nel binarismo sociale uomo/donna. A volte si identifica in parte con entrambi i generi, a volte con nessuno, a volte con un terzo genere, a volte con un mix dei due generi. Esso spesso transiziona solo di genere, ma non di sesso. A volte si definisce comunque anche trans-gender.
GENDERLESS: persone che si definiscono neutre o senza genere.
GENDER-REBEL: persone che si definiscono trasgressori dello stereotipo di genere.

DRAG QUEEN E DRAG KING: sono persone che fanno un lavoro su se stessi, teatrale e non, per esplorare la propria parte maschile (nel caso dei drag king) e femminile (nel caso delle drag queen), per poi creare delle performance in cui vengono messi in scena personaggi anche un po’ caricaturizzati nella loro femminilità e mascolinità, a volte di carattere comico.
BIO QUEEN: una piccola nota su alcune donne biologiche che fanno la drag queen interpretando ruoli di donne “stereotipate” come estetica e come comportamenti.

TRANSGENDER: è il termine ombrello che indica la “grande famiglia” dei NON CISGENDER.
Comprende chiunque non voglia aderire al genere “previsto” dalla propria natura genetica. Il transgender a volte non transiziona, ma decide, per motivi ideologici, sociali, familiari, di salute, di rimanere del genere di nascita pur non appartenendovi mentalmente. A volte vengono compiute transizioni parziali a seconda del tipo di disagio. A volte solo interventi demolitivi, a volte anche ricostruttivi, a volte ormonali.

TRANSESSUALI: i transgender che sono in transizione ormonale e chirurgica e che stanno percorrendo l’iter medicolegale, e compiono, appunto, una “transizione di sesso”.

EX TRANS, NEO-DONNE, NEO-UOMINI: alcuni transessuali, dopo la fine della transizione, preferiscono non considerarsi più transessuali ed usare su se stessi questi termini.

SHEMALE, HEFEMALE: modi abbastanza volgari di chiamare le transessuali (shemale) e i transessuali (hefemale) nel porno e negli hentai

VIADOS:  non si capisce bene l’etimologia di questa parola, di certo dispregiativa. Qualcuno dice significhi “perverso”, qualcuno dice significhi “cerbiatto”. SI dice che questo termine sia nato in associazione al fatto che durante le retate le ragazze transessuali correvano via come cerbiatti, altri invece riprendono il personaggio effeminato di Bambi della Disney.
Alcune persone transessuali MtF, per rompere il paralogismo “transessuale-prostituta” quando parlano di una sex-worker transessuale usano, in senso dispregiativo, la parola Viado. Vi sono punti di vista controversi sulla transessualità “di strada” di provenienza sudamericana. Non prendo posizioni e mi limito a spiegare in che senso e perché qualcuno usa la parola “viados”.

INTERSESSUATI: persone nate in condizioni intermedie biologiche tra i due sessi. Non comprende solamente persone “ermafrodite”..
Spesso si interveniva, per limiti tecnici, “trasformandoli” in bambine ed educandoli come tali. Spesso però dei soggetti si sono ribellati arrivando anche al suicidio.

ANDROGINI: persone che fisicamente comprendono tratti maschili e femminili. Se l’androginia è nel carattere, si parla di androginia psicologica

PASSING/PASSARE
: è la capacità di apparire come appartenenti al genere d’elezione e non al sesso biologico. chiaramente il passing è più facile in soggetti in transizione. Nel soggetto ftm di solito il testosterone permette, da vestito, un ottimo passing, mentre un ftm pre-t, se passa, viene spesso scambiato per un ragazzino molto giovane. Nei soggetti mtf invece spesso, anche a causa della voce o dell’altezza, il passing è più difficile. Avere un buon passing è qualcosa di comunque molto ambito.

CROSS-WORKERS: persone che fanno un mestiere di solito pensato per il genere opposto. L’uomo che suona l’arpa o fa l’uncinetto, la donna camionista e così via.

La storia, la letteratura, il cinema, i manga sono pieni di personaggi che hanno rotto lo stereotipo di genere.
Ne parla ampiamente, sul piano storico, il libro “TransAzioni” di Mary Nicotra, che, parlando di transgenderismo f to m, si sofferma sul transgenderismo nella storia.

Esaminando i personaggi storici di biologia femminile che hanno vestito panni maschili, si possono individuare molteplici motivazioni.
lesbismo: in una società binaria ed eteronormativa, l’unico modo di rendere socialmente accettabile un legame omosessuale era quello di riprendere sotto ogni aspetto le dinamiche di una coppia eterosessuale, comprendendo il “sacrificio” da parte di una delle due partner di una vita al maschile.
Per chi ha studiato i sistemi sociali e legali dell’epoca, non sarà difficile comprendere che era piuttosto “semplice” cambiare identità.
Se qualcuno volesse approfondire, nel 2009 è uscito un film chiamato “Viola di mare”, tratto dal libro “Minchia di re”, che prende il nome da un pesce del mare siciliano che cambia sesso per accoppiarsi. La narrazione si sviluppa sulla storia di due ragazze lesbiche che, per nascondere la vergogna del loro amore, sfruttano l’influenza nell’isola del padre di una delle due per convertire l’identità della ragazza e rendere possibile anche il matrimonio.
rifiuto del ruolo di genere femminile: in passato la società era fortemente radicata sul binarismo dei ruoli di genere.
Alcuni personaggi, di diversi orientamenti sessuali, sceglievano di vivere secondo dinamiche di ruolo maschili.
Un esempio eterosessuale è quello della regina Elisabetta I, nota anche come Virgin Queen. Un altro esempio in cui vi era una scelta di castità e di vita al maschile è quello di Giovanna D’Arco.
E’ noto un personaggio, non storico ma quasi leggendario, passato alla storia come Papessa Giovanna, che sarebbe arrivata al pontificato sotto mentite spoglie e avrebbe addirittura partorito durante una processione.
Vi sono numerosi esempi di travestitismo finalizzato all’arruolamento da parte di numerose donne, spesso russe.
Alcune di esse hanno seguito in battaglia i mariti, sotto mentite spoglie.
transgenderismo: a causa della mancanza di documentazione, diventa difficile associare o meno a questi personaggi intenzioni trans-gender, ovvero è difficile determinare se in questi personaggi vi era un’identificazione col genere maschile a livello di “identità di genere”.

Il travestitismo da donna a uomo è oggetto d’attenzione in molti film pseudo-storici dalla scarsa ricostruzione storica.
Nel film uscito nel 2009 “Sherlock Holmes” la presunta moglie di Sherlock, dalle ambizioni investigative, vestiva panni maschili talvolta. Simili personaggi appaiono nel film “Casanova” e nel film “Il mercante di Venezia“, o il noto personaggio femminile di “Sheakspeare in Love” che, per recitare in un’epoca in cui era vietato alle donne, veste panni maschili per poi intraprendere una relazione con il regista.
C’è da sottolineare comunque un certo interesse di pubblico verso questa tipologia di personaggio.

Il travestitismo f to m è ripreso anche dal filone Manga e Anime soprattutto anni 80.
Questo “feticismo” per questo genere di figure è spiegato dalla tradizione giapponese che apprezza l’ambiguità e l’androginia (derivante dalla cultura Bishounen).
Il personaggio più noto in tal senso è Lady Oscar. Simili personaggi sono “La Principessa Zaffiro“, “La Stella della Senna“, il personaggio Aramis nell’anime “D’Artagnan“, Marian nell’anime “Robin Hood“, Georgie nell’omonimo anime, travestitasi da giovane marinaio per partire in nave verso l’Europa, Sailor Uranus in “Sailor Moon“.
Questi personaggi spesso sono “vittime” di equivoci e spesso attirano l’attenzione di altri personaggi: donne eterosessuali o uomini confusi nel sentirsi attratti da essi.
Un personaggio che differisce e che viene considerato “GenderBender” è “Ranma 1/2“, ragazzo che a causa di una maledizione ogni volta che si bagna con acqua fredda diventa una ragazza, scatendando una serie di scambi di persona, equivoci ed episodi frivoli.
Il manga queer per eccellenza, censurato pesantemente in italia, rimane “Sailor Moon“, soprattutto le ultime serie. Presenta molti personaggi omosessuali donne e uomini e dei personaggi, nell’ultima serie, che vivono travestiti da cantanti uomini di giorno, ma si trasformano poi in guerriere Sailor. Si tratta di personaggi Trans-sessuali nel vero senso della parola.

Infine da non dimenticare la pubblicità, che ha sfruttato il fascino dell’androginia e dell’ambiguità per sviluppare la tematica.
In particolare le pubblicità della Campari Red Passion si muovono in questa direzione, tanto che molti hanno pensato che il pubblicitario della Campari potesse essere una persona Queer.
Storica è la pubblicità in cui, ello scenario di una festa mondana, si vede una bellissima donna allontanarsi verso camere private e un donnaiolo di origini orientali la nota e la segue.
Nella parte finale della pubblicità vi è la rivelazione: si tratta di due personaggi “travestiti”. Sotto le sembianze del play boy orientale vi è una donna col petto fasciato e i capelli raccolti. Di contro la bellissima ragazza mostra un petto nudo piatto denunciando la sua natura di uomo biologico.
In altre pubblicità della Campari appaiono personaggi bisessuali. Per esempio in una pubblicità un uomo e due donne presentano lo stesso graffio come ricordo di una notte di passione.

Nath