Una visione…ternaria

Quante volte hai pensato al tre“, diceva sempre il mio professore di italiano.
Era fissato col simbolismo numerico come archetipo e come parte intrinseca della vita e della biologia.
Eppure, se ci pensiamo, il mondo è spesso a base tre. E molti equilibri funzionano su base ternaria.

Tesi, antitesi, sintesi.
Presidente, vice, segretario.
Le tre luci che danno il bianco sono blu, rossa e verde, e i tre pigmenti che danno il nero sono ciano, magenta e giallo.

Spesso c’è sempre un “duo” di figure molto diverse e una terza che media, e se ci pensiamo bene, erano
tre anche in nostri riferimenti infantili, i nostri modelli.

Eppure ha vinto il binarismo, e perché? per il prepotente simbolismo del due facilitato dalla procreazione e dalla sua importanza, soprattutto nelle epoche in cui l mortalità era alta e c’era bisogno di un’alta natalità, a permeare tutti i simbolismi.

simbolo-uovo-cosmico

Ed oggi negli asili vediamo ancora il sole che ride e la luna, sua sposa, che vive della sua luce riflessa, mentre lo guarda con un pallido sorriso. Chissà quanti bambini hanno sofferto di tutto questo binarismo.
Bambini che un giorno si riconosceranno come gay, bisessuali, e transgender, o solo insofferenti all’imposizione del binarismo.

Non occorre dire che ero uno di quei bambini