transizioni F to M e transizioni M to F

Quali sono gli step delle transizioni medicalizzate Mtf ed Ftm?affigogender__2__by_pride_flags-db2ombx

 

F to M: chi transiziona partendo da una biologia femminile per arrivare al maschile.

La transizione comprende una serie di pratiche:
Virilizzazione tramite assunzione di ormoni (tos, terapia ormonale sostitutiva):
Di solito l’unico ormone da assumere è il testosterone per via intramuscolare una volta al mese per tutta la vita.
Vi sono comunque varie forme, ovvero per bocca o tramite gel.
Interventi demolitivi:
La mastectomia, che si fa con la rimodellazione della ghiandola mammaria e a volte il riposizionamento dei capezzoli. L’assunzione di testosterone, comunque, riduce notevolmente l’adipe del petto, ed è per questo che, per un risultato migliore, è meglio fare la mastectomia (o mastoplastica riduttiva) dopo aver assunto testosterone per un tempo prolungato.
L’isterectomia: è necessaria, in italia, per la rettifica anagrafica, ma è consigliabile dopo anni di assunzione di testosterone poichè vi è il rischio di cancro.
Interventi ricostruttivi:
Vi sono due interventi ricostruttivi: la fallo-plastica e la clitorido-plastica (o metoidioplastica) . la prima è in via sperimentale, è rischiosa e non permette l’erezione se non con una pompetta (permettendo rapporti solo vaginali e non anali). Compromette molto la sensibilità, si può incorrere in cancrena o rigetto. La seconda è meno invasiva ma esteticamente dà risultati più lontani all’anatomia di un uomo biologico.

Il transessuale F t M (si deve dire IL e non LA, coerentemente col genere d’elezione) presenta spesso un aumento del desiderio sessuale in relazione all’assunzione di testosterone. La clitoride diventa più sensibile ed a volte vi è un rapporto più intimo con l’autoerotismo.
La transizione è irreversibile. Entro circa quattro mesi cambia la voce. Poi cresce la peluria e il clitoride si trasforma in un piccolo pene.
Il transessuale F t M è spesso gino-sessuale (attratto da donne), ma nell’ultimo decennio vi sono molti transessuali andro-sessuali (attratti da uomini) e bi/pan sessuali. L’orientamento è quindi non connesso all’identità di genere.

Se il transessuale F t M diventa, in pratica, esteticamente indistinguibile dall’uomo biologico (questo causa l’invisibilità del fenomeno e la poca inclinazione all’attivismo), la ricostruzione genitale è ancora a livelli molto insoddisfacenti.
Questo tipo di transizione è in minoranza, tuttavia negli ultimi anni il numero sta raggiungendo quello delle transessuali M to F.
Inoltre questo tipo di transizione subisce una discriminazione più “strisciante”.
Si accetta con meno disgusto che una persona nata di sesso femminile voglia transizionare verso il maschile (considerato meglio, un privilegio).

 

M to F: chi transiziona da una biologia maschile per arrivare a una femminile.
Femminilizzazione tramite assunzione di ormoni:
Vengono presi ormoni femminili (estrogeni e progesterone) che simulano il ciclo ormonale femminile e l’anti-testosterone, che causa parziale disfunzione del pene.
Le ragazze transessuali che, per loro desiderio, o costrette dal sex working, non possono rinunciare all’erezione, spesso prendono solo estrogeni (a volte, se sex workers, senza controllo medico, tramite le cosiddette pillole “anticoncezionali”) e fanno uso di Viagra.
Prendere ormoni fuori dal controllo medico è però pericolosissimo.
Le corde vocali non variano moltissimo con l’assunzione di ormoni, ma sicuramente la voce diventa un po’ più sottile e può essere esercitata tramite logopedisti e foniatri.
Interventi estetici secondari
Diversamente dagli FtM, le transessuali spesso intervengono anche con laserterapia soprattutto al viso, protesi mammarie, limatura viso, rinoplastica, femminilizzazione del viso. Gli interventi estetici, ahimè, non vengono pagati dal Servizio Sanitario Nazionale.
Interventi demolitivi e ricostruttivi
I documenti vengono cambiati con la semplice orchiectomia, spesso, ma non sempre (non è necessaria alla rettifica dei documenti), seguita da vaginoplastica. Alcune trans che procedono per step, chiedono un’orchiectomia con una tecnica particolare che lascia dei lembi di pelle che rendono possibile una futura vaginoplastica.
La vagina diventa molto simile a quella di una donna, anche se leggermente meno profonda e con poca lubrificazione. L’orgasmo, a detta di molte mtf, è simile a quello anale.

Spesso la transessuale M to F viene erroneamente chiamata “il trans”. E viene associata al sex working, anche a causa delle sex workers immigrate dall’America Latina. In realtà la maggior parte di trans italiane fa lavori che non richiedono l’uso del corpo e non ha mai praticato sex working, anche se le vecchie generazioni di attiviste ha un passato nel sex working, perché prima dell’82 non vi era molta scelta.
Tuttavia, essendo la transessuale spesso fisicamente riconoscibile (rispetto a una donna biologica), subisce pregiudizi in fase di colloquio di lavoro e spesso cio’ fa si che le transessuali debbano lavorare negli stessi ambienti di militanza, informazione, coesione con altre persone transessuali.

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