Senza Parole

A un amico colto con cui ho una “relazione epistolare”:

“…e quale altro segreto mi confesserai adesso?”  (gli ho detto come battuta mentre parlava di alcuni suoi retroscena spirituali)

Risposta che non merita commento (ha da poco saputo che sono T e ne sembra ossessionato…fino a ieri però ero un giovane promettente…)

“che mi piacciono i trans. no scherzo. figurati se mi piacciono”

Risposta mordace

“Tranquillo, tu non piaceresti loro”

Risposta

“Tanto quelli se gli dai i soldi si fanno piacere tutto e tutti”

Sebbene questa frase, così qualunquista e violenta, e indegna se pronunciata da un uomo “di cultura“, non meritava risposta, ho cercato di far capire a questa persona che non deve confondere i viados con le persone transessuali, ma ha detto che “gli stava bene essere ignorante sul tema trans“, come se ne fosse sporcato.
Vi immaginate se questa battuta che ha fatto sui trans fosse stata fatta sulle donne? Ma ovviamente se viene fatta sui trans passa inosservata…

Ad ogni modo, da oggi ho un amico in meno su facebook.

Cosa cerca un “etero” da “un” trans (una trans)?

Nell’immaginario eterosessuale, l’uomo affascinato dalle transgender (chiamate volgarmente “i trans”) è in realtà uno che non ha il coraggio di vivere da gay.
E’ semplice appurare che però un gay NON è attratto dalle ragazze transgender, e ho visto storie finire, in ambiente gay, poichè uno dei due, ovviamente fisicamente uomo in tutto e per tutto, era mentalmente femminile, aveva aspettative “etero” dalla relazione, e questo bloccava appunto il compagno gay.
Appurato che quindi l’uomo attratto dalla donna trans (inteso come donna trans che lavora nel porno o nella prostituzione, spesso non italiana), non è gay, cosa è? (ammesso che il punto sia capire cosa sia).
Paradossalmente un uomo attratto dalla femminilità procace di una prostituta transessuale, probabilmente sudamericana e quindi legata a un modello di femminilità arcaico, è più eterosessuale degli eterosessuali.
E’ come se non si arrendesse all’idea della donna occidentale emancipata e meno aderente allo stereotipo di femminilità tipico degli anni 50 (ma presente ancora nelle culture del terzo mondo), e la cercasse tramite un certo tipo di transessualità.
Vi è però un dato: se la motivazione fosse solo questa, questi “etero nostalgici maschilisti” si rivolgerebbero alle prostitute donne del terzo mondo, cosa che succede, ma in  alcuni casi vi è un rifiuto sia della prostituta donna biologica sia della trans operata. L’uomo etero ha quindi, in quel caso, delle fantasie anali passive.
Cerchiamo per un attimo di non confondere il piacere fisiologico anale, anche passivo, con l’omosessualità.
In molte giovani coppie è in voga l’uso di strap-on, in cui la donna penetra il compagno con un fallo di gomma, a volte usando un doppio fallo (e penetrando anche lei stessa). Ma senza arrivare a simili pratiche, molte donne, da sempre, hanno compagni che amano la stimolazione anale tramite dita durante il sesso orale e non solo.
Altri uomini etero, di contro, a causa della connessione mentale tra omosessualità e piacere anale, rifiutano completamente qualsiasi pratica di “inversione dei ruoli” dando spesso apertamente la motivazione del “non essere gay”, a prova che è una scelta nata dal pregiudizio.
Probabilmente l’uomo etero sposato che si rivolge al mercato della prostituzione non ha una compagna elastica, che probabilmente vedrebbe un’omosessualità latente nel compagno che chiede queste pratiche, ergo piuttosto che farsi penetrare da un uomo gay, preferisce farsi penetrare da “qualcuno” che gli ricordi il più possibile la donna.

Se dovessimo estendere il discorso ai partner delle persone transessuali, si cadrebbe nella spinosa discussione riguardo all’orientamento sessuale e alla sua coerenza col corpo e/o con la mente dell’oggetto del desiderio.
Ho conosciuto partner uomini di donne transessuali, anche non operate, che io definirei eterosessuali, perchè attratti da persone mentalmente donne, anche “più donne” di una donna biologica.
Ho conosciuto un attivista che ha amato per anni una donna transessuale e ancora adesso, definendosi etero senza vergogna, fa attivismo in difesa dei diritti delle persone transgender.
Anche una donna attratta da un transessuale ftm, anche non in transizione, è da me considerata etero. Così come considererei lesbica una donna attratta dalle transessuali, o gay un uomo attratto dagli ftm, siano essi/e o meno in transizione.

Questi discorsi sono comunque relativi, in quanto l’orientamento sessuale è “fluido”, e diversi sono i gradi di “tolleranza” della realtà corporea o mentale del partner.

Le Identità e le espressioni di Genere

CISGENDER : coloro per i quali biologia e identità mentale coincide perfettamente

TRAVESTITI :il travestito è una persona che, indipendentemente dall’orientamento sessuale, riesce a provare piacere sessuale solo indossando abiti del sesso opposto. Spesso si tratta di soggetti maschi, e spesso il travestitismo avviene solo a letto e in locali appositi. Vi è una componente fetish. La persona che si traveste ha un’identità di genere comunque coerente con il sesso di nascita.

CROSSDRESSER:  il crossdresser, diversamente dal travestito, veste i panni del sesso di nascita opposto al suo in coerenza col “genere mentale d’elezione”, e lo fa nella sua vita quotidiana. E’ un modo di vivere la propria identità di genere senza intervenire con interventi o cure ormonali.
Vi è molta confusione tra la parola “travestito” e la parola “crossdresser”. Si tende ad usare sempre di più la parola crossdresser nei casi che escludono motivazioni fetish.
CROSSPLAYER è quel tipo di CosPlay che al posto di vestire panni di eroi manga dello stesso sesso del “Player”, veste panni di eroi manga di sesso opposto.

GENDERBENDER: il piegatore di genere, rifiuta il ruolo di genere attribuitogli dalla società. Non per forza il genderbender è “cosciente” di esserlo. Si osservano persone che assumono comportamenti genderbender anche al di fuori della comunità GLBT. Un uomo appassionato di uncinetto potrebbe essere considerato “genderbender”.
METROSEXUAL: esempio di involontario comportamento genderbender. Si tratta di uomini apparentemente gay, dagli atteggiamenti effeminati e dalla puntuale cura estetica, ma eterosessuali. La parola è stata coniata nel telefilm “Sex And The City” e deriva da Metro(città)sessuale, che letto in inglese ricorda “eterosexual”.

GENDERQUEER: il genderqueer è una persona che non si riconosce nel binarismo sociale uomo/donna. A volte si identifica in parte con entrambi i generi, a volte con nessuno, a volte con un terzo genere, a volte con un mix dei due generi. Esso spesso transiziona solo di genere, ma non di sesso. A volte si definisce comunque anche trans-gender.
GENDERLESS: persone che si definiscono neutre o senza genere.
GENDER-REBEL: persone che si definiscono trasgressori dello stereotipo di genere.

DRAG QUEEN E DRAG KING: sono persone che fanno un lavoro su se stessi, teatrale e non, per esplorare la propria parte maschile (nel caso dei drag king) e femminile (nel caso delle drag queen), per poi creare delle performance in cui vengono messi in scena personaggi anche un po’ caricaturizzati nella loro femminilità e mascolinità, a volte di carattere comico.
BIO QUEEN: una piccola nota su alcune donne biologiche che fanno la drag queen interpretando ruoli di donne “stereotipate” come estetica e come comportamenti.

TRANSGENDER: è il termine ombrello che indica la “grande famiglia” dei NON CISGENDER.
Comprende chiunque non voglia aderire al genere “previsto” dalla propria natura genetica. Il transgender a volte non transiziona, ma decide, per motivi ideologici, sociali, familiari, di salute, di rimanere del genere di nascita pur non appartenendovi mentalmente. A volte vengono compiute transizioni parziali a seconda del tipo di disagio. A volte solo interventi demolitivi, a volte anche ricostruttivi, a volte ormonali.

TRANSESSUALI: i transgender che sono in transizione ormonale e chirurgica e che stanno percorrendo l’iter medicolegale, e compiono, appunto, una “transizione di sesso”.

EX TRANS, NEO-DONNE, NEO-UOMINI: alcuni transessuali, dopo la fine della transizione, preferiscono non considerarsi più transessuali ed usare su se stessi questi termini.

SHEMALE, HEFEMALE: modi abbastanza volgari di chiamare le transessuali (shemale) e i transessuali (hefemale) nel porno e negli hentai

VIADOS:  non si capisce bene l’etimologia di questa parola, di certo dispregiativa. Qualcuno dice significhi “perverso”, qualcuno dice significhi “cerbiatto”. SI dice che questo termine sia nato in associazione al fatto che durante le retate le ragazze transessuali correvano via come cerbiatti, altri invece riprendono il personaggio effeminato di Bambi della Disney.
Alcune persone transessuali MtF, per rompere il paralogismo “transessuale-prostituta” quando parlano di una sex-worker transessuale usano, in senso dispregiativo, la parola Viado. Vi sono punti di vista controversi sulla transessualità “di strada” di provenienza sudamericana. Non prendo posizioni e mi limito a spiegare in che senso e perché qualcuno usa la parola “viados”.

INTERSESSUATI: persone nate in condizioni intermedie biologiche tra i due sessi. Non comprende solamente persone “ermafrodite”..
Spesso si interveniva, per limiti tecnici, “trasformandoli” in bambine ed educandoli come tali. Spesso però dei soggetti si sono ribellati arrivando anche al suicidio.

ANDROGINI: persone che fisicamente comprendono tratti maschili e femminili. Se l’androginia è nel carattere, si parla di androginia psicologica

PASSING/PASSARE
: è la capacità di apparire come appartenenti al genere d’elezione e non al sesso biologico. chiaramente il passing è più facile in soggetti in transizione. Nel soggetto ftm di solito il testosterone permette, da vestito, un ottimo passing, mentre un ftm pre-t, se passa, viene spesso scambiato per un ragazzino molto giovane. Nei soggetti mtf invece spesso, anche a causa della voce o dell’altezza, il passing è più difficile. Avere un buon passing è qualcosa di comunque molto ambito.

CROSS-WORKERS: persone che fanno un mestiere di solito pensato per il genere opposto. L’uomo che suona l’arpa o fa l’uncinetto, la donna camionista e così via.