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Progetto GenderQueer nasce per fare informazione sull’identità di genere e sull’orientamento sessuale e sulle mille sfumature fisiche e psicologiche di questi due complessi ambiti.
L’obiettivo del progetto è sensibilizzare il popolo eterosessuale e quello GLBT e portarlo verso una visione rispettosa e inclusiva.

Ben nota è la transfobia del mondo eterosessuale cisgender, che tende a rifiutare le persone transessuali, e ancor più quelle transgender, innescando un fenomeno di “falsa apertura mentale” che si manifesta in frasi di questo tipo “Io lo/la accetto, ma deve transizionare totalmente”, oppure “io lo/la accetto ma solo se ai miei occhi apparirà totalmente aderente al genere d’elezione”.

Per questioni fisionomiche, non tutte le persone hanno lo stesso grado di “passing”, e partono da una realtà fisica androgina, quindi, che siano esse in transizione tramite trattamenti ormonali o interventi, o che non lo siano, alcune persone non appaiono al momento, almeno esteticamente, aderenti al genere d’elezione, o aderenti totalmente.

Molto spesso l’egoismo dell’osservatore fa si che esso pretenda il “massimo aiuto” dall’estetica della persona trans*, e mette questa come condizione affinchè esso/essa possa rispettare, nel linguaggio e nelle aspettative, l’identità di genere della persona spessa.

Questo atteggiamento è eticamente e politicamente scorretto, ed è amaro pensare che questo comportamento viene spesso tenuto anche da persone appartenenti ad altre realtà discriminate, come gay e lesbiche.

Progetto GenderQueer vuole educare le persone al rispetto, all’astenersi da domande morbose, o da pretese di uniformazione a stereotipi maschili o femminili da parte della persona transgender come conditio sine qua non di rispetto dell’identità della persona stessa.

Sotto trovate il materiale informativo della campagna, che sarà diffusa nei pride nazionali e internazionali di questa stagione